lunedì, marzo 19, 2007

Il libro degli Ipiroga - 7 puntata

...giù nella valle, dove la ceretta era ormai un'abitudine, dove il macabro rituale di radersi i peli era divenuto ormai un' usanza diffusa e lodata, dove le donne erano libere di circolare per strada senza correre il rischio di essere barbaramente stuprate, bè insomma, laggiù, dove era arrivato il progresso era arrivato anche il vizio. Si, la gente era diventata più sofisticata, persino i loro sogni erano cambiati.

Eravamo nell'Est, in un paese dove gli operai venivano fatti accoppiare con gli operai, dove i viaggiatori non erano ben visti: nessuno capiva chi fossero. Attendevamo alla frontiera un lasciapassare, il visto di accettazione; avevamo molto da aspettare, decidemmo di ingannare il tempo facendo un giro nel paesino di frontiera. E ci perdemmo; uno finì con una ragazza ubriaca, altri continuarono, incontrarono persone, tentarono di rubare macchine; poi uno si perse: restò solo.

Entro in un bar, stringo amicizia con un giovane gay, gli rovescio il caffè addosso e decido di andare in cucina a prendergliene un altro. Ma in cucina c'è un gatto con le zampe di gallina, nulla di drammatico ne di comico, non riesco a capire, infatti, cosa ci sia di sbagliato nell'animale; qui c'è lo zampino dei topo, ma anche della stregoneria e di una frangia dell'Opus Dei. E infatti un topo mi si infila nei pantaloni e mi risale fino all'inguine lasciandomi impotente. Meglio impotente che gay. Gay come Rodrizio: e qui la trama si infittisce...

4 commenti:

un critico d'arte ha detto...

è il pezzo più merdoso di tutto il libro

Rodrizio ha detto...

meglio impotente che finto gay come rodrizio....perchè fingendo di patata se ne cucca amigo

Rodrizio ha detto...

nn credo che tu continua a preferire l'impotenza

Rodrizio ha detto...

visto?