mercoledì, marzo 21, 2007

Il libro degli iPiroga - 11 puntata

...L'irreprensibile era sdraiato, ricoperto di salsedine; la brezza leggera gli faceva ondeggiare le ciocche di capelli biondissimi. Dopo un sonnellino in riva al mare, cosa c'è di meglio di una partita di ping pong?
Passò davanti a quella diavoleria che tante volte gli aveva passato la scossa, tentando di stabilire un contatto: no, stavolta niente videogiochi. Ping pong.

Al tavolo gli amici di sempre, quelli di tutte le estati, quando i caballeri non si facevano sentire. A volte anche per settimane. In più soltanto un fanciulletto. Solo. Mani dietro alla schiena.
Toccava a lui giocare, sosteneva.
Piagnucolava che aspettava da più di tre partite. Aveva perso il conto.
Illuso.

"Me ne sbatto di te; lo sai chi è il padrone di questa spiaggia che ti piace tanto? Vuoi continuare a venirci anche il prossimo anno?"
Poteva bastare. L'irreprensibile smise di fare la voce grossa, sgonfiò il torace e si mise a palleggiare, voltato.
Errore.

Non sai mai cosa puoi aspettarti da un bambino.
Rabbia. Da dietro la schiena spunta una pietra. Rabbia.
L'irreprensibile si piegò sul tavolo da ping pong.


Ecco la sensazione di nausea che ritornava. Anche quella volta, L'irreprensibile era svenuto in modo tremendamente teatrale. Un vero specialista dello svenimento.
Rodrizio gli stava ricucendo una chiappa, mentre Baro camminava nervosamente in mezzo alla piccola stanza, scavalcando il cadavere del cuoco con molta attenzione. Ma tanto in Messico i cadaveri mica li guardano. E' gia tanto che li trovino.

Baro si tormentava. Finirla? O lasciarla li per non contaminare la scena del crimine?
Una fagiolada sprecata così, questo si che era un vero delitto.
L'irreprensibile ruppe il silenzio.
"Dobbiamo fuggire...hanno scoperto che siamo merovingi."
...

2 commenti:

un vero merovingio ha detto...

questi zotici non potranno certo essere veri merovingi

de andrè ha detto...

ah il cristo degli abissi