lunedì, maggio 22, 2023

Lascia entrare quel lavandino


Le palazzine della nostra bella riviera sfilano riverenti sotto occhi involontariamente severi. Siamo solo stanchi, lo siamo tutti quanti. Guardare il mare rivolti a sud è l'unico modo consono di guardare il mare, l'unico autorizzato dalla mia bussola interiore, l'unico atteggiamento concesso dall'attentissimo correttore di bozze della mia coscienza. Ogni altra forma non venga considerata guardare veramente il mare, al massimo vederlo.
Li capisco questi giovani che parlano continuamente di amore, di che altro dovrebbero parlare? Anche un muro può provare amore, se ci si struscia contro travolti dalla passione. Un muro può diventare anche un letto, matrimoniale perfino.

I piedi nel mare, la testa poggiata sulle montagne: questo è l'unico modo.  Non perché sia l'unico davvero, è solo l'unico che conosco. Dormire è una questione di abitudini. Niente schermi prima di andare a dormire, devo solo rigirarmi nella mia cuccia tre volte, poi mi rannicchio nello stretto spazio fra l'appennino e la riva; e dormo. Bello dormire. Se non fosse che dormire ti impedisce di amare uno sarebbe tentato di farlo sempre. Di farlo a tutte le ore. Ah, che voglia incredibile, che voglia di avere sonno.

Cosa faremo dopo averlo esaurito, l'amore? Dopo averlo spremuto come un limone? Nascerà qualcosa da tutto questo, nasce sempre qualcosa, perché l'amore non si crea e non si distrugge. Troveremo comunque un modo per distinguere il prima dal dopo e lo stesso amore di prima troverà nuove forme: magari lo chiameremo il Dopo Amore Ferroviario. 

Si vede che negli ultimi anni sono diventato melenso, criptico, un po' austero, vagamente ed eccessivamente concentrato sul numero che determina la distanza in anni dal giorno in cui sono nato, ai tempi del dopo lavoro. Come fa uno a giustificare a sé stesso il lavoro, nascendo in un mondo che è già dopo il lavoro? Sono passati tanti anni eppure continuano a chiamarlo con lo stesso nome. Oggi stendo le caviglie nella foce del torrente e cerco un posto comodo dove sdraiarmi. Ci sono tanti sentieri che mi rammarico di poter coprire sdraiandomi ma, in fondo, ogni volta è solo per una notte.

domenica, maggio 21, 2023

Chapeau night flight americano

Volo . Milano-Lecco l'albicocca .Descrivo ciò che accade intorno a me , giudico continuamente in quanto: mai fuori dal personaggio. Sorseggiando il mio caffè night flight americano .

Ho fatto anche le pubblicità dei caffè nella mia vita.  . Ebbene sì ebbene. Evita Peron! Lo sai
Non è passato poi tanto tempo , da quel night walk espresso . Eppure:. Eppure fa parte del mio personale curriculum vitae. Come le pere del barbiere.


Ma non parliamo di me. Parliamo di ciò che io penso di tutte le cose. Alla taverna dei destini incrociati un caffè con Pertini? Alè (X) Sandro .
Ci vorrebbe però anche un dialogo con lo stesso. Ciao tesoro che cosa è il socialismo? Il socialismo è ciò che penso sia meglio in quel dato momento. Essendo un altro... Certo , anche un caffè è socialismo.


Tollero più omosessuali di te! Sono di mondo benché tu non te la voglia bere .


Socializzare è socialismo. Scrivere di temi importanti è socialismo .


Quindi non avere tempo per un blog è socialismo ? Non scrivere con gli altri ipiroga è socialismo ? Mancare di rispetto, la maleducazione (etc .) anziché fare un buon post? Dunque socialismo è imperialismo .. volevo una linea editoriale diversa fare il direttore di questo giornalino ed essere in quanto  maître à penser   intervistato da Fazio.

Ora parliamo di Zelda.


Il caffè si fredda. La ragazza ha capito che non ho tempo per socializzare ,mentre la scruto di sotto la rosea. .. sono esperto di ciò che pensano le ragazze nonché di calcio. Eppure sono sempre stato uno col cuore impegnato. Contro i potenti! a Piazzale Cordusio.


Allo specchio ho descritto in chiave critica e moderna Berlusconi paragonandolo a John Belushi, in uno di quei film che non ho mai visto.

Ora parliamo della Cartabia .

 
Infine ho deciso di farmi crescere la barba: dunque Nanni Moretti è il migliore ... quando ce vo ce vo.


Perciò non scrivo più sul blog in quanto miro a qualcosa di più grande.. tu mi stai solo provocando ma io non cadrò nella tua psicologia inversa . Mai più; davvero te la vuoi giocare così?

IO vi ho creato. Pezzenti .

venerdì, maggio 19, 2023

Potente

To: G.B. RADO

From: Rama Sing


Un sussurro

Le persecuzioni

Tirare ad indovinare le curve delle donne

All'ombra del Koutoubia

Un'altra storia oppure la stessa storia vissuta diversamente

All'ombra del Koutoubia

Andare punto a capo

L'urlo di un bambino

Piedi in cancrena

Alcuni pensano

All'ombra del Koutoubia

I rimpianti si fanno grandi

Poi piccoli

Poi ancora più grandi

E chi ha allestito una tenda

All'ombra del Koutoubia

Profumo di menta e di latrina

Un ricordo di troppo

All'ombra del Koutoubia

Fragore di acque

Mentre il rosso non è più rosso

E il blu tende al sogno

Chi si è ustionato la lingua

All'ombra del Koutoubia

La verità è una spiritosa bestemmia

All'ombra del Koutoubia

E avere paura non è più un peccato


C'è anche tanto di te in tutto questo rimanere

All'ombra del Koutoubia

All'ombra del Koutoubia

All'ombra del Koutoubia


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Un murmure

Persécution

Deviner les courbes des femmes

A l'ombre de la Koutoubia

Une autre histoire ou la même histoire vécue différemment

A l'ombre de la Koutoubia

Retour à la case départ

Un cri d'enfant

Des pieds gangrenés

Certains pensent

A l'ombre de la Koutoubia

Les regrets deviennent grands

Puis petits

Puis plus grands encore

Et ceux qui plantent leur tente

A l'ombre de la Koutoubia

Odeur de menthe et de latrines

Un souvenir de trop

A l'ombre de la Koutoubia

Le grondement des eaux

Alors que le rouge n'est plus rouge

Et que le bleu tend au rêve

Qui s'est brûlé la langue

A l'ombre de la Koutoubia

La vérité est un drôle de blasphème

A l'ombre de la Koutoubia

Et la peur n'est plus un péché


Il y a aussi beaucoup de toi dans tout ce qui reste

Dans l'ombre de la Koutoubia

Dans l'ombre de la Koutoubia

Dans l'ombre de la Koutoubia

giovedì, maggio 04, 2023

Inesorabilia


Cancellare il futuro per permettere al passato di compiersi sembrerebbe il proclama di una di quelle perverse esercitazioni di stile che si spendono nell'ideare dei futuri di merda come per dimostrare che il nostro presente non lo sia poi tanto.
A questo torneremo dopo.

Cancellare il futuro per permettere al passato di compiersi è, in realtà, una dichiarazione d'amore. Un gesto d'amore purissimo, come gli sguardi ricchi di complicità in cui ciascuno pensa ad una cosa diversa ma intimamente si comprende che questa potrebbe anche essere la stessa, purché non la si pronunci a voce alta, cosicché per amore si lasci ad intendere un'errata verità: ecce amo. Il principio di indeterminazione di Heisenberg applicato al più nobile dei sentimenti: fino a che non la si misuri, ci sia fiducia.

Cancellare il futuro per permettere al passato di compiersi sembra uno di quei mantra da social post con il tempo di lettura indicato e la catchphrase in copertina. Il mondo è tutto un susseguirsi di guilty pleasure se lo si osserva con sufficiente cinismo. Quindi: meglio abbondare.

A chiunque si sia appena connesso ricordiamo che solo un Sith vive di assoluti: non ci sia cecità nell'interpretazione del metodo, né malizia, né volontà diverse dall'impegno. Perché cancellare il futuro per permettere al passato di compiersi è la sostenuta promessa volta a rendere reali i nostri impegni, eliminando ogni futuro non coerente con essi, non importa quanto semplice, quanto invitante esso possa sembrare.

È per via di questo metodo che al mondo esistono decisioni apparentemente illogiche che osservate con le lenti di questa personalissima altimetria rivelano vette invalicabili e orrendi crepacci là dove apparentemente si stendevano dolci pendii e fresche oasi.

Stacco.

Comincia quella che all'apparenza si direbbe una delle serate più calme del mondo. Le cabrate scattose di rondini e pipistrelli si confondono nella prima, vera, calda aria crepuscolare. I suoni della strada arrivano come in ritardo, trattenuti dal tiepido profumo delle nespole quasi mature. Fioriscono fiori e persone di cui non conosco il nome. Il mondo, adesso, appare come qualcosa per cui valga la pena restare svegli, senza potersene perdere un minuto.

Al giro di boa arriva il nostro turno di immergerci. Nessun segnale convenuto, nessun grido e nessuna indicazione: ci inabissiamo come seguendo una legge di natura, forse la gravità stessa.
L'immagine che ho del mondo perde sostanza mentre scendo in profondità, verso strati pulsanti, più vivi di ogni cosa viva.

Riemergo.

Credo che la stagnazione che ci fa sentire imprigionati nell'ultimo secolo sia dovuta in primo luogo a quella globalizzazione che avrebbe dovuto traghettarci verso un mondo nuovo. Alla necessità di raggiungere nuovi equilibri si è aggiunta la consapevolezza di sapere poco o nulla della parte di mondo a noi più prossima. È più facile conoscere New York rispetto alle città della propria provincia. È più facile andare a New York che raggiungere molte delle città del proprio paese. Ha più senso andare a New York che sul tetto del palazzo di fronte, ma il senso di cui parlo non è una delle regole dell'universo: è una valuta del tutto umana, soggetta ad ogni sorta di umore e di variazione. È praticamente sicuro che considerare New York il centro del mondo per fare un esempio sia un concetto ormai superato, da boomer o da millennial, non appena millenial acquisirà una connotazione negativa.

Quali dei futuri possibili che abbiamo cancellato ci avrebbe potuto portare ad un presente diverso? Inutile pentirsi, inutile infuriarsi, tutto è inutile tranne il passato: si potrà compiere soltanto cancellando altro futuro.