venerdì, aprile 13, 2007

lunghi cortelli

Impermeabile, cappello e occhiali da sole: un investigatore privato è sempre disposto a far saltare la propria copertura pur di non rinunciare ai mores della sua nobile categoria. Caffè in macchina, occhiali da sole, fuori è notte. Sta per succedere qualcosa; la luce alla finestra è ancora accesa.

L' investigatore privato pensa come la voce narrante dei film americani.
Stava per succedere qualcosa, pensava. Fuori era notte, e lui era giunto quasi all'ultimo sorso di caffè che, pensava, da caldo stava diventando freddo. Era il momento giusto per una sigaretta, che da spenta, pensava, stava per essere accesa. Pensava alla vita, alle sigarette, al fatto che stava cominciando a piovere e che il suo fiuto da pastore bernese ne avrebbe risentito; pensava al suo maestro di yoga, alla vita snella che avrebbe tanto voluto, pensava che avrebbe voluto essere donna; pensava alla vecchia zingara che gli aveva chiesto l'elemosina e che l'aveva irrimediabilmente maledetto: troia pensava, baldracca e mentre assorto in questi pensieri desiderava che finalmente gli concedessero il porto d'armi, mentre ricambiava le maledizioni di quell'escremento, di quel parassita della società, proprio allora successe qualcosa.
Fuori era notte. La luce alla finestra. Si era spenta.
Il baffo ha spento la luce, pensò.

2 commenti:

un macchinista ha detto...

la notte dei lunghi sportelli

un raymond chandler ha detto...

fuori dalla mia chiesa!