mercoledì, aprile 11, 2007

Il libro degli iPiroga - 29 puntata

...Harpo e Baro erano l'uno di fronte all'altro; per la prima volta gli occhi verdi dei due cyborg si riflettevano gli uni negli altri. Gli stessi Mr.Cane e Irrprensibile, poco più in là, avevano smesso di tirarsi i capelli, allertati dallo scontro imminente. Le ciocche bionde di Irreprensibile spuntavano qua e là calpestate: "dio mio che orrore" - urlò uno dei cacciatori di taglie sulla cresta rocciosa.

Intanto i suoi compari stavano dando fuoco alla cadillac lilla, abbandonata poco prima. Cattivi quasi quanto i bulli del ponte. Ma proprio prima che i due duellanti potessero iniziare lo scontro, Max Carpone smise di leccare le ferite del due volte traditore Rodrizio e si frappose fra di loro.

"Harpo. . .
. . . Non ti ho creato per uccidere tuo fratello.
. . .
Deponi le armi. Ti si può definire umano in tutto e per tutto; mangi, dormi, cavalchi, ti ecciti sfogliando riviste, ma non ti ho progettato per essere sporco come noi umani, per essere un traditore come Rodrizio, un visionario come L'irreprensibile, un essere imperfetto come Baro.
Tu non ucciderai Abele , Caino."

Baro non dimeticò mai quell'istante.
L'istante in cui si rese conto di essere la prima creazione di un cuoco-scienziato, in cui capi' che se non aveva mai potuto provare davvero delle emozioni autentiche, questo era solo a causa di Max Carpone; un uomo che i caballeros non avevano incontrato per caso, e che lo aveva creato guasto, difettoso, imperfetto.
Lui, come Harpo, non si era mai chiesto da dove venisse davvero; sapeva solo di essere speciale: lui aveva la Bezzy, anche se non la faceva vedere mai a nessuno; voleva che gli altri non avessero paura di lui. Voleva avere degli amici, come Rodrizio e Irreprensibile.

Harpo non voleva credere di avere tentato di uccidere quello che non era niente di meno che il proprio padre. Lui non aveva armi nascoste nelle braccia, non era imperfetto come Baro. Ma era Caino,non Abele. E dopo, il padre avrebbe ucciso anche il fratello.

Mr.Cane capi' che Max Carpone avrebbe avuto sempre qualche segreto da svelare, rubandogli cosi la scena per sempre; e, facendo segno al serpente di avvicinarsi, pensò che forse non era troppo tardi per salire sul carro dei vincitori.

Irreprensibile aveva la lingua felpata.
Cuoco, scienziato, e pure finocchio.
Sarebbe stato meglio che Max Carpone fosse morto e che quel sogno stravolto fosse finito subito.

Dopo questi attimi eterni di silenzio il cuoco riprese parola:
"Non me ne vogliate figli miei" - e con un balzo felino spinse con forza indietro il pomo di adamo di Harpo.
Il cyborg cadde a terra.

Merdino ebbe un sussulto quando vide cadere il tuareg al suolo, ma Pitone non interruppe la sua marcia silenziosa fra la sabbia.

Baro aveva provato per la prima volta un'emozione tutta sua, che avrebbe custodito per sempre: era odio. Ma era ignaro che sarebbe stata la prima e l'ultima.
La vista gli si annebbiò, le gambe gli cedettero, il cordone che lo legava a suo fratello ed alla stessa vita si era spezzato. Max Carpone aveva spezzato il filo invisibile che univa gli uomini alle macchine, che egli stesso fra una Charlotte e l'altra aveva creato.

Merdino pensò sollevato che forse non ci sarebbe più stato il bisogno di combattere, e che tra poco avrebbe potuto tornare a casa, a Matelhuala. A fare la spia. E sorridere di nuovo.
...

1 commento:

Anonimo ha detto...

splendido