lunedì, luglio 20, 2009

Parte terza : non c'è trucco, non c'è inganno

Otto anni dopo...

Era mattina, quasi ora di pranzo. Il mago era in camera, fra le sue cianfrusaglie adorate : conigli di peluche, mazzi di carte, tube colorate. Stava preparando gli arnesi per la sera : era in programma lo spettacolo di magia sopra la Fortezza.
" Gabrieleeeeeeeeee, a' Gabbriiiiii " - una voce proveniente dal piano terra aveva spezzato quell'incantesimo.
Il mago decise di ignorare il richiamo, era troppo indaffarato per scendere e vedere cosa stava accadendo. Era un giorno imprtante : quel pomeriggio sarebbe uscito con quella ragazza carina, e poi alla sera ci sarebbe stata l'esibizione della sua consacrazione, lo show di magia che lo avrebbe lanciato finalmente nel mondo dello spettacolo. Non poteva fallire. Il mago lo sapeva: quella era la sua ultima occasione, il suo ultimo treno. Del resto non poteva fare il prestigiatore a bassi livelli a trent anni compiuti, la regola era chiara : una volta arrivati alla soglia dei trenta si doveva diventare Maghi con la M maiuscola.
" Ma Gabri, cucciolo caro! Ascolta a' mammà tua, scendi a mangiare che altrimenti la pasta si fredda " - disse più dolcemente sua madre, che aveva salito metà rampa di scale per farsi sentire dal figlio.
Da domani tutto sarebbe stato diverso : " tanto per cominciare - disse fra sè e sè mentre scendeva le scale accondiscendente - da domani vado a vivere da solo ".

*

Il mago era vestito come un pinguino, emozionato, gli sudavano le mani, e forse, senza tutti quei capelli ricci raccolti in una lunga coda dietro la testa, sarebbe potuto anche non essere considerato brutto agli occhi della gente comune. Alto, dinoccolato, era arrivato nel luogo prefissato con cinque minuti di anticipo : piazza delle palme. "Che luogo di merda per il primo appuntamento " - aveva pensato quando lei glielo aveva proposto, ma non aveva neanche provato a contraddirla.
Enrica arrivò all'appuntamento in perfetto orario, e gli abbozzò un grazioso sorriso, avendolo intravisto da lontano : ma fu in quel momento che gli eventi rapidamente degenerarono.
" Ma tu sei il mago gentile! Ma lo sai che, pensandoci bene, ti ho visto l'altro giorno? " - gridò con voce nasale un ragazzo che indossava un casco integrale nero e se ne stava seduto su un motorino a pochi metri di distanza. La risposta di Gabriele, pensando alla sua recente conduzione del fortunato programma "Cozze bitorzolute a merenda", fu istintiva : " dove? su RaiUno? " - e nel frattempo una piccola folla di quattro o cinque ragazzi si era fermata incuriosita.
" No, dal fruttivendolo sotto casa mia parruccone coglione, ahahahahahha! Fatti una magia alla faccia cosi magari puoi rimettere gli specchi a casa " - e il gruppo di ragazzi rise fragorosamente alla battuta offensiva del centauro, che appena finito di parlare girò la chiave e spari' insieme alla sua voce nasale.
Fu in quel momento che Gabriele capi' , vedendo Enrica imbarazzata allontanarsi nella direzione opposta a lui, che non sarebbe mai diventato un Mago con la M maiuscola, e che, al massimo, nel suo futuro ci sarebbe potuta essere la conduzione di un' edizione di miss soleluna.
Questo accadeva nella piazza, mentre poco distante un Antonio visibilmente soddisfatto scendeva dalla moto, si sfilava il casco integrale e scambiava un fragoroso cinque con il cugino Marcellino.
Quel mago non avrebbe mai più contagiato con la sua sfiga la loro bella Enrica. (...)

4 commenti:

Anonimo ha detto...

ci sono gli estremi per una querela

Antonimo ha detto...

ci sono gli estremi

irreprensibile ha detto...

antonio bastardo

irreprensibile ha detto...

antonio bastardo