Stomp!
La mia vita è scandita dal rumore sordo dei timbri postali. Uno dopo l'altro, senza tregua, cliente dopo cliente, vecchietta dopo vecchietta.
Le poste di Osoppo sono casa mia, e non è proprio un prototipo di casa dolce casa.
E la casa vera, a Rivoli, non è meglio di quella lavorativa.
Faccio questo mestiere da dodici anni, e non è difficile immaginare come il mio presente non sia il futuro che un tempo sognavo.
Vita spericolata, proprio come quelle dei film.
Eppure, qui a Osoppo, nessuno la conosce quella vita spericolata.
E' già tanto se qualcuno sa chi è Steve McQueen.
A ben vedere, io cosa ci faccio qui?
In effetti, un giorno, la signora Pasqualini, utente affezionata di quelle che la mattina vengono in posta anche se non ne hanno nessun motivo, me lo aveva domandato, dopo aver scoperto, in una delle nostre, piacevoli solo per lei, conversazioni, che ero originario di Gallipoli.
"Ma signor Sebastiano, quale diavolo l'ha condotta quassù?"
Un diavolo chiamato amore signora.
No, non sono sposato.
Esattamente, non è durata molto.
E poi basta, nessuna no.
(Mi sento un po' Battisti, oggi)
Quindi, perchè sono ancora qui dice lei.
Mi piace la gente, signora Pasqualini.
In realtà vi odio tutti, inospitali e gelidi friulani.
Ah, l'aveva intuito che mi trovo bene?
Com'è perspicace lei, signora.
Mi chiamo Sebastiano Scalise, e questo è il primo capitolo del mio libro, o almeno lo scheletro di quello che un giornò sarà un primo grandioso capitolo.
Sono un impiegato delle poste, volevo fare il poliziotto, e invece faccio un mestiere che odio, per di più in un paese che odio.
Recentemente ho preso il porto d'armi, nel caso mi venisse voglia di divertirmi con due caprioli, o di impallinare qualche bipede umano, nel caso una di queste mattine mi svegliassi un po' più triste del solito.
Per fortuna oggi è sabato, e posso farmi gli affari miei.
La cosa che mi manca di più della Puglia è il pesce.
Qui non sanno manco cosa sia il pesce fresco, conoscono solo la freschezza in differita.
C'è una bella pescheria, in via Trilussa, è aperta tutta la settimana, tranne la domenica, quando qui sono tutti a guardare l'Udinese alla televisione : cinque giorni di pesce congelato, e uno di pesce spacciato per fresco, arrivato - dicono - il giorno stesso da Udine.
Eppure lo compro spesso, quasi ogni sabato; soprattutto da quando sono diventato amico, se così si può dire, di uno dei pescivendoli, Mario, pugliese come me, ma di Bari: divisi da un secolo di profonda rivalità calcistica, ma cultori entrambi del buon pesce.
"Dottò, che piacere vederti, che cosa ti posso consigliare oggi?"
Dottò ad un impiegato delle poste.
Non lo correggo mai, usurpando ogni volta un pezzettino di vita che non mi appartiene.
Oggi sarei andato subito al punto, senza convenevoli.
"Mario carissimo, oggi avrei proprio voglia di..."
Odio essere interrotto, anche solo da uno sguardo di paura mista a stupore, come in questo caso.
"FERMI TUTTI, QUESTA E' UNA RAPINA"
Una rapina in una pescheria?
Avevo voglia di triglie, prima.
sabato, febbraio 27, 2010
martedì, febbraio 23, 2010
La commedia degli iPiroga, Atto I
Scena: La stanza di soggiorno nella casa di Sir Rodrizio in Curzon Street.
Personaggi: Sir Rodrizio, baronetto; Lord Baro.
Sir Rodrizio: Non trovate che ci sia qualcosa che non va, a proposito del nostro giornale, signor Baro?
Lord Baro: No, nulla, signor Rodrizio. Certo, siamo sempre meno letti, ma non siamo mai stati letti molto. Siamo sempre più pedanti e criptici, ma non ricordo nessuno che ci abbia fatto i complimenti per la nostra leggibilità.
Non mi riferisco allo stile, in verità...
In verità?
In verità mi sembra che ci sia qualcosa di distorto e di pericoloso all' orizzonte... Avete letto gli ultimi post di Lord Irreprensibile?
Certo, li trovo geniali.
Si... Appunto... Geniali. Che cos' è il genio se non la più vile forma di prevaricazione? Si comincia col dire di uno che è un genio. Così, come se fosse una malattia; e poi si continua con l' incensarlo e sminuire chi gli è intorno. E si finisce con l' attribuirgli troppi poteri. Capite che il suo successo ci danneggia... Lo vedete, si comporta come se fosse lui il padrone... Noi iPiroga dobbiamo essere uguali... Omogeneità di stile, standardizzazione ad uno stesso livello... Per non deludere i lettori, si capisce... Per il valore dell' uguaglianza, valore che ahimè è stato così ingenuamente speso al di là della Manica...
Colgo una vena di insofferenza nelle sue parole, Sir Rodrizio, e non mi sembra giustificata: non è affatto vero che lord Irreprensibile si da delle arie (viene interrotto)
Forse a cogliermi è la stessa insofferenza che colse Cicerone quando difese la Repubblica, forse è la stessa insofferenza che faceva odiare ai romani il titolo di Rex! L' insofferenza si, mio caro lord Baro, è qualcosa che non può essere considerata sbagliata a priori. Spesso e volentieri è un valore, un baluardo erto contro la tirannide. Diciotto secoli di monarchia costituzionale dovrebbero avervi insegnato qualcosa. Ecco uno di quei mali che affligge il popolo inglese: la mancanza di memoria storica! Lord Baro, voi siete come un fanciullo mal istruito.
Ah! L' istruzione! Venite a parlarmi di istruzione? Non c' è nulla di più noioso, insignificante, inutile e sterile dell' istruzione obbligatoria. Non a caso (viene nuovamente interrotto)
Non vi ho invitato qui da me per abbandonarci a speculazioni filosofiche, caro lord Baro. Arriverò al punto della questione. Questa storia del Basileus degli iPiroga, vedete, mi desta alcune preoccupazioni... non poche preoccupazioni... Se cadesse nelle mani sbagliate...
Sir Rodrizio! Credo di avere intuito dove volete arrivare, e la mia risposta è no nel modo più assoluto.
Ma ascoltate prima di giudicare, il titolo deve andare a una persona equilibrata, che sappia gestire con umiltà ipiroga, la stessa umiltà che ha fatto grande la nostra Inghilterra. Questa giuria si attarda a decidere? Bene approfittiamone. Ci deve pur essere un modo...
Ora state esagerando. Cercherò di dimenticare quanto mi avete detto. (Esce)
Questo lord Baro sembra più onesto di quanto mi aspettassi, accidenti a lui e a alla sua dabbenaggine! Ci porterà alla rovina.
Comunque ormai il dado è tratto. Molte volte gli eventi mi hanno dato modo di vedere come gli uomini non siano superiori alle mie stime. Staremo a vedere.
Personaggi: Sir Rodrizio, baronetto; Lord Baro.
Sir Rodrizio: Non trovate che ci sia qualcosa che non va, a proposito del nostro giornale, signor Baro?
Lord Baro: No, nulla, signor Rodrizio. Certo, siamo sempre meno letti, ma non siamo mai stati letti molto. Siamo sempre più pedanti e criptici, ma non ricordo nessuno che ci abbia fatto i complimenti per la nostra leggibilità.
Non mi riferisco allo stile, in verità...
In verità?
In verità mi sembra che ci sia qualcosa di distorto e di pericoloso all' orizzonte... Avete letto gli ultimi post di Lord Irreprensibile?
Certo, li trovo geniali.
Si... Appunto... Geniali. Che cos' è il genio se non la più vile forma di prevaricazione? Si comincia col dire di uno che è un genio. Così, come se fosse una malattia; e poi si continua con l' incensarlo e sminuire chi gli è intorno. E si finisce con l' attribuirgli troppi poteri. Capite che il suo successo ci danneggia... Lo vedete, si comporta come se fosse lui il padrone... Noi iPiroga dobbiamo essere uguali... Omogeneità di stile, standardizzazione ad uno stesso livello... Per non deludere i lettori, si capisce... Per il valore dell' uguaglianza, valore che ahimè è stato così ingenuamente speso al di là della Manica...
Colgo una vena di insofferenza nelle sue parole, Sir Rodrizio, e non mi sembra giustificata: non è affatto vero che lord Irreprensibile si da delle arie (viene interrotto)
Forse a cogliermi è la stessa insofferenza che colse Cicerone quando difese la Repubblica, forse è la stessa insofferenza che faceva odiare ai romani il titolo di Rex! L' insofferenza si, mio caro lord Baro, è qualcosa che non può essere considerata sbagliata a priori. Spesso e volentieri è un valore, un baluardo erto contro la tirannide. Diciotto secoli di monarchia costituzionale dovrebbero avervi insegnato qualcosa. Ecco uno di quei mali che affligge il popolo inglese: la mancanza di memoria storica! Lord Baro, voi siete come un fanciullo mal istruito.
Ah! L' istruzione! Venite a parlarmi di istruzione? Non c' è nulla di più noioso, insignificante, inutile e sterile dell' istruzione obbligatoria. Non a caso (viene nuovamente interrotto)
Non vi ho invitato qui da me per abbandonarci a speculazioni filosofiche, caro lord Baro. Arriverò al punto della questione. Questa storia del Basileus degli iPiroga, vedete, mi desta alcune preoccupazioni... non poche preoccupazioni... Se cadesse nelle mani sbagliate...
Sir Rodrizio! Credo di avere intuito dove volete arrivare, e la mia risposta è no nel modo più assoluto.
Ma ascoltate prima di giudicare, il titolo deve andare a una persona equilibrata, che sappia gestire con umiltà ipiroga, la stessa umiltà che ha fatto grande la nostra Inghilterra. Questa giuria si attarda a decidere? Bene approfittiamone. Ci deve pur essere un modo...
Ora state esagerando. Cercherò di dimenticare quanto mi avete detto. (Esce)
Questo lord Baro sembra più onesto di quanto mi aspettassi, accidenti a lui e a alla sua dabbenaggine! Ci porterà alla rovina.
Comunque ormai il dado è tratto. Molte volte gli eventi mi hanno dato modo di vedere come gli uomini non siano superiori alle mie stime. Staremo a vedere.
conte grigio
Se rido, se piango, mi sento un cretino.
Mi sento male, al pensiero che questo è tutto quello che posso fare.
Puoi migliorare tutto di te ma ci sono cose a cui non si comanda.
Il cuore per esempio.
Oppure le ghiandole, quelle della saliva per esempio.
Credo sia questo il motivo per cui i maestri di arti marziali fanno tutte quelle cose fighe tipo smettere di respirare per ore o spaccare i mattoni con le mani senza sentire dolore.
Controllo del Te che rappresenti senza esserlo.
Non puoi cambiare il ritmo con cui ti crescono i capelli o le unghie, scegliere se percepire o no un gusto, un odore.
Se piango, se rido.
Saturo facilmente, o tutto o niente.
Non c'è intensità, una manetta o una valvola da regolare: il corpo è sincero, la carne parla come mangia.
venerdì, febbraio 12, 2010
martedì, gennaio 26, 2010
fermami quando basta
ATTENZIONE: contiene citazioni di o su Adolf Hitler, Yoda, Neil Armstrong, Vinicio Capossela, Ralph Waldo Emerson, Alessandro Manzoni e Voltaire.
Non sono dell'umore di parlare d'amore. Fa rima anche odore con cuore, perchè non usarlo?
Cambiamo canale: solo lo scolo ci può riportare sul tema della perdita dell'innocenza, della brutalità del sesso. Sicuro, certamente: non sono un romantico.
Forse sono antico, vetusto, canuto. Oppure bianco, cosi' bianco da fare schifo, cosi' schifoso nella mia bianchezza da rendere inevitabile una macchia, un peccato: abbiamo già parlato di questo!
Di cosa deve parlare allora un blog, un uomo, tre uomini: che cosa possono tre uomini contro la noia, che la noia non abbia già previsto che facciano? Che aspettative nutrire quando si scopre che le aspettative sono parte di sè stesse?
La noia porta all'indifferenza, l'indifferenza alla paura, la paura all'ira, l'ira all'odio. C'è soltanto la ribellione e l'odio, l'odio e ancora odio. Non bisogna scegliere la via dell'indifferenza allora, ma quella dell'azione. Agisci allora e scrivi, annoia tutti con il tuo graffito, con il tuo schizzetto d'inchiostro, macchia quel silenzio che ti donava un cosi' pacifico sguardo di intelligenza bovina. Dobbiamo parlare per non annoiarci, per fare parte del mondo, per non sembrare degli scrocconi, per non essere quelli che ascoltano e basta, come le spie. Non sono un romantico, lo so di annoiarvi. Non credo, non apertamente almeno, che un giorno qualche editore fricchettone ci troverà, persi nel delirio multiegocentrico della rete per elevarci alla luce della gloria che prima non ci aveva mai degnati di uno sguardo. E'inutile conoscere: molto meglio supporre. Uno scrittore non dovrebbe mai dire "io sono un grande, guardatemi" si sa che chi si loda si imbroda. Eppure è anche vero che a rigore, non esiste la storia; solo la biografia.
Allora questo significa che non facciamo poi tanto male a scrivere di noi stessi. E' lecito celebrare Ipiroga! Ma il coraggio uno non se lo può dare, come la mettiamo?
Mi sento come lo smile di campo minato, a seconda di come mi giro adesso potrei avere la morte o un paio di occhiali da sole. Ovunque mi giri ci sono tentazioni: "celebrati!fatti conoscere!" e divieti: "non celebrarti!rimani nell'ombra!"
Solo la storia ci dirà se abbiamo fatto bene o male a cagare e ad essere cagati, a lasciarci cagare.
La storia è una burla che i vivi e quelli con gli occhiali da sole giocano ai morti.
Se Icaro non avesse esagerato avrebbe ottenuto un'abbronzatura perfetta: sarebbe stato un figo pazzesco e non un coglione.
Grottesco
L' Irlanda, l' Antico Egitto, due mete troppo trascurate nelle peregrinazioni iPiroga.
Ma prima delle Piramidi? Prima della Guinnes? Cosa c' era prima della parola? Certo non l' uomo. Abbiamo bisogno di una guida.
E chi sara' il nostro Virgilio in questo nuovo percorso tematico? Chi sara' il nostro agente di viaggio del Dipartimento della Morte?
Un soggetto che di gran lunga ha preceduto la nascita della parola, o che ne ignora la nascita- il che è lo stesso- il signor Rossi, che pur possedendo la pedanteria propria di un grammatico non ne possiede le conoscenze.
Sipario! Presentazione del signor Rossi: in piedi, al centro della scena, indossa solo una foglia di fico, in testa. Con le mani si copre le vergogne. Con voce tremolante e insicura.
non omo, omo mai fui
e li parenti miei furon savonesi
ligustici per patria ambedui
Ma tu perche' ritorni a tanta noia?
Sipario. Sigla di "Carosello".
Ma prima delle Piramidi? Prima della Guinnes? Cosa c' era prima della parola? Certo non l' uomo. Abbiamo bisogno di una guida.
E chi sara' il nostro Virgilio in questo nuovo percorso tematico? Chi sara' il nostro agente di viaggio del Dipartimento della Morte?
Un soggetto che di gran lunga ha preceduto la nascita della parola, o che ne ignora la nascita- il che è lo stesso- il signor Rossi, che pur possedendo la pedanteria propria di un grammatico non ne possiede le conoscenze.
Sipario! Presentazione del signor Rossi: in piedi, al centro della scena, indossa solo una foglia di fico, in testa. Con le mani si copre le vergogne. Con voce tremolante e insicura.
non omo, omo mai fui
e li parenti miei furon savonesi
ligustici per patria ambedui
Ma tu perche' ritorni a tanta noia?
Sipario. Sigla di "Carosello".
domenica, gennaio 24, 2010
Je suis l'Empire à la fin de la décadence
Il suono dei camion in retro, il beep prolungato dopo cui sono pregato di lasciare un messaggio, il ding del microonde, gli sms, i laser dei film di fantascienza, l'urlo del modem mentre si gettava giù nel cyberspazio.
Forse anche i gesti hanno un suono, a seconda della frequenza con cui li facciamo.
Svegliarsi: dooo.
Mangiare: laaa.
Dormire: reee, diesis.
Bequadro, bemolle, gli accordi: c'è altro nella vita?
Forse anche i gesti hanno un suono, a seconda della frequenza con cui li facciamo.
Svegliarsi: dooo.
Mangiare: laaa.
Dormire: reee, diesis.
Bequadro, bemolle, gli accordi: c'è altro nella vita?
martedì, gennaio 19, 2010
Je ne regrette rien
Pathetic!
Sarebbe patetico rispondere qui alle ridicole accuse mosse nei miei confronti : dunque intingo la piuma nel calamaio, non per difendere me stesso, ma per spezzare una lancia in favore di un caro amico, la cui buona reputazione mi sta molto a cuore.
Topolino.
Molto si è detto, anche su queste pagine web, contro di lui, e me ne dissocio ; cotanto odio, è per il suo stile asciutto e conciso? è per il suo fare all'antica? per la sua moralità vittoriana? per il senso dell'umorismo puerile? o forse si tratta di peggiori bassezze? è il suo aspetto fisico che vi fa storcere il naso? i suoi grandi padiglioni neri? la sua bassa statura? è l'invidia per le sue capacità investigative che vi muove? il fascino che riscuote nell'altro sesso che vi spinge a screditarlo?
Intellettuali parrucconi e dalla bocca storta, non siete altro voi che lo criticate ; avvezzi a scambiare la cioccolata per merda e la merda per cioccolata, a bere spremute di piscio la mattina, a leggere il giornale con gli occhi foderati di pancetta.
A mio parere, l'unico vero problema di Topolino sono le amicizie.
Amicizie sbagliate, si circonda di persone che lo mettono in cattiva luce; prendiamo quel Pippo, tutto yuk! e ahio!, così adorabilmente pasticcione, così stupidamente alla buona : una leggera che non ha mai combinato un cazzo nella vita, un tossicodipendente forse, un nullafacente, un disoccupato, una merda insomma.
Eppure la gente disprezza il topo con un lavoro onesto, che contribuisce ad abbassare i tassi di criminalità in città.
e quel Pluto? Ammiccante cagnone, sempre in cerca di belle cagnette : un amore! un randagio, con le pulci, forse la rabbia, in estate sicuramente le zecche, da castrare per evitare l'odore di piscio di cane in calore in tutto il quartiere, e gli stupri di animali ai giardinetti, quando viene sera. La museruola a Pluto, fonderò il partito della museruola a Pluto.
Meno sbirri, più musSeruola.
Sarebbe patetico rispondere qui alle ridicole accuse mosse nei miei confronti : dunque intingo la piuma nel calamaio, non per difendere me stesso, ma per spezzare una lancia in favore di un caro amico, la cui buona reputazione mi sta molto a cuore.
Topolino.
Molto si è detto, anche su queste pagine web, contro di lui, e me ne dissocio ; cotanto odio, è per il suo stile asciutto e conciso? è per il suo fare all'antica? per la sua moralità vittoriana? per il senso dell'umorismo puerile? o forse si tratta di peggiori bassezze? è il suo aspetto fisico che vi fa storcere il naso? i suoi grandi padiglioni neri? la sua bassa statura? è l'invidia per le sue capacità investigative che vi muove? il fascino che riscuote nell'altro sesso che vi spinge a screditarlo?
Intellettuali parrucconi e dalla bocca storta, non siete altro voi che lo criticate ; avvezzi a scambiare la cioccolata per merda e la merda per cioccolata, a bere spremute di piscio la mattina, a leggere il giornale con gli occhi foderati di pancetta.
A mio parere, l'unico vero problema di Topolino sono le amicizie.
Amicizie sbagliate, si circonda di persone che lo mettono in cattiva luce; prendiamo quel Pippo, tutto yuk! e ahio!, così adorabilmente pasticcione, così stupidamente alla buona : una leggera che non ha mai combinato un cazzo nella vita, un tossicodipendente forse, un nullafacente, un disoccupato, una merda insomma.
Eppure la gente disprezza il topo con un lavoro onesto, che contribuisce ad abbassare i tassi di criminalità in città.
e quel Pluto? Ammiccante cagnone, sempre in cerca di belle cagnette : un amore! un randagio, con le pulci, forse la rabbia, in estate sicuramente le zecche, da castrare per evitare l'odore di piscio di cane in calore in tutto il quartiere, e gli stupri di animali ai giardinetti, quando viene sera. La museruola a Pluto, fonderò il partito della museruola a Pluto.
Meno sbirri, più musSeruola.
lunedì, gennaio 18, 2010
La Parola
Incipit
Spumeggiante. La nuova indagine.
Da quando gli uomini parlavano la stessa lingua a oggi.
domenica, gennaio 17, 2010
J' accuse
Quousque tandem abutere, Catilina, patientia nostra?
Cicerone, Emile Zola, che cosa collega questi due personaggi storici? L'amore per la verità, per un' idea, per una causa, la forza eroica e il fervore mistico.
Baro, Rodrizio, Irreprensibile, che cosa collega queste tre penne maliziose? L'amore per la verità, per un' idea, per una causa, la forza eroica e il fervore mistico: in una parola, l' iPiroga. Poco importa se l' iPiroga non ha mai avuto un manifesto programmatico, il suo spirito si aggira comunque per la rete. O meglio, si aggirava.
Infatti l' iPiroga è in pericolo: e non si tratta di un pericolo glorioso, come le censure delle plutocrazie, ma si tratta di un pericolo interno, per questo piu' problematico, subdolo, difficile da attaccare.
Poichè conosco le tipiche argomentazioni di chi pecca- volte alla svalutazione e alla denigrazione di chi fa notare e denuncia il suo peccato- ben conscio che tutto ciò potrebbe minare la forza della mia denuncia, reputo necessaria una breve autocritica.
Io, Irreprensibile, per primo ho trascurato iPiroga e mi sono macchiato del crimine della disattenzione; ma la disattenzione è un comportamento passivo. E se vero che l' indolenza è un peccato, essa non ha mai ucciso nessuno, se non colui che ne è affetto.
Oggi io accuso Rodrizio di apostasia, per aver rinnegato iPiroga per un altro blog e di idolatria, per aver profuso le proprie energie nell' esclusiva cura di "bar sport"; accuso Baro di idolatria, per avere alcuni blog non rivelati e diversi da iPiroga, di simonia, per la sua attitudine a voler guadagnare coi blog. Indico in questi peccati le cause che stanno facendo l' iPiroga sempre più piccola, sempre più provinciale, sempre più abbandonata.
Formulando queste accuse, non ignoro che mi metto sotto il tiro degli articoli 30 e 31 della legge sulla stampa del 29 luglio 1881, che punisce le offese di diffamazione. Ed è volontariamente che mi espongo. Quanto alla gente che accuso, non li conosco, non li ho mai visti, non ho contro di loro né rancore né odio. Sono per me solo entità, spiriti di malcostume sociale. E l'atto che io compio non è che un mezzo rivoluzionario per accelerare l'esplosione della verità e della giustizia. Ho soltanto una passione, quella della luce, in nome dell'umanità che ha tanto sofferto e che ha diritto alla felicità. La mia protesta infiammata non è che il grido della mia anima. Che si osi dunque portarmi in assise e che l'indagine abbia luogo al più presto. Aspetto
Cicerone, Emile Zola, che cosa collega questi due personaggi storici? L'amore per la verità, per un' idea, per una causa, la forza eroica e il fervore mistico.
Baro, Rodrizio, Irreprensibile, che cosa collega queste tre penne maliziose? L'amore per la verità, per un' idea, per una causa, la forza eroica e il fervore mistico: in una parola, l' iPiroga. Poco importa se l' iPiroga non ha mai avuto un manifesto programmatico, il suo spirito si aggira comunque per la rete. O meglio, si aggirava.
Infatti l' iPiroga è in pericolo: e non si tratta di un pericolo glorioso, come le censure delle plutocrazie, ma si tratta di un pericolo interno, per questo piu' problematico, subdolo, difficile da attaccare.
Poichè conosco le tipiche argomentazioni di chi pecca- volte alla svalutazione e alla denigrazione di chi fa notare e denuncia il suo peccato- ben conscio che tutto ciò potrebbe minare la forza della mia denuncia, reputo necessaria una breve autocritica.
Io, Irreprensibile, per primo ho trascurato iPiroga e mi sono macchiato del crimine della disattenzione; ma la disattenzione è un comportamento passivo. E se vero che l' indolenza è un peccato, essa non ha mai ucciso nessuno, se non colui che ne è affetto.
Oggi io accuso Rodrizio di apostasia, per aver rinnegato iPiroga per un altro blog e di idolatria, per aver profuso le proprie energie nell' esclusiva cura di "bar sport"; accuso Baro di idolatria, per avere alcuni blog non rivelati e diversi da iPiroga, di simonia, per la sua attitudine a voler guadagnare coi blog. Indico in questi peccati le cause che stanno facendo l' iPiroga sempre più piccola, sempre più provinciale, sempre più abbandonata.
Formulando queste accuse, non ignoro che mi metto sotto il tiro degli articoli 30 e 31 della legge sulla stampa del 29 luglio 1881, che punisce le offese di diffamazione. Ed è volontariamente che mi espongo. Quanto alla gente che accuso, non li conosco, non li ho mai visti, non ho contro di loro né rancore né odio. Sono per me solo entità, spiriti di malcostume sociale. E l'atto che io compio non è che un mezzo rivoluzionario per accelerare l'esplosione della verità e della giustizia. Ho soltanto una passione, quella della luce, in nome dell'umanità che ha tanto sofferto e che ha diritto alla felicità. La mia protesta infiammata non è che il grido della mia anima. Che si osi dunque portarmi in assise e che l'indagine abbia luogo al più presto. Aspetto
venerdì, gennaio 15, 2010
Bavro, Irriducibile e Roderdizio
Eccolo che arriva.
Tutti quei riccioli. Da dove li tirerà fuori? In terza ero veramente convinto che se tagliasse i capelli un giorno si e l'altro pure. Di sicuro la permanente se la faceva. Ah, come se la faceva. Non posso provarlo, ma è sicuro.
Poi mi guarda e ride. Che cazzo ha da ridere? Devo fare finta di niente e alzare la voce come al solito, ridere di giazza e cercare di far pensare qualcos'altro a Sergiomaria. Se intorto Sergiomaria sono a posto: mi gioco la carta della Champions.
Ma questa volta non è come sempre, non è il vecchio scherzo di non parlarmi e nemmeno quello di darmi affettuosi nomignoli femminili.
Sta architettando qualcosa: mi mangio la bombetta se non sta architettando qualcosa.
Improvvisamente mi ricordo di Irreprensibile. E' la mia risposta a tutto, prima o poi dovrò rendergliene atto. Più poi che prima, deve guadagnarseli sti complimenti. Come minimo deve invitarmi spontaneamente a dormire da lui a Genova.
Cosa stavo dicendo? Mi ricordo delle parole di Irreprensibile: "Giuda, sei come Giuda" e se non le ha dette le dirà. Mi tratta sempre cosi' male. E più mi tratta male più mi piace.
Devo essere come Giuda. Mi complimento con lui: sei un grande. Lo abbraccio, affondo il mio nasino nel suo maglione sdrucito: il suo segreto è qui, da qualche parte, in mezzo agli strati deboli e malmessi di deodorante da ipermercato e dopobarba scaduti, qui sotto il sudore da partita di Magic indoor. Ad Agosto.
Che cos'ha da ridere? Il segreto non è qui.
Mi mangio una bombetta se non ha scritto qualcosa di male su di me su iPiroga.
Tutti quei riccioli. Da dove li tirerà fuori? In terza ero veramente convinto che se tagliasse i capelli un giorno si e l'altro pure. Di sicuro la permanente se la faceva. Ah, come se la faceva. Non posso provarlo, ma è sicuro.
Poi mi guarda e ride. Che cazzo ha da ridere? Devo fare finta di niente e alzare la voce come al solito, ridere di giazza e cercare di far pensare qualcos'altro a Sergiomaria. Se intorto Sergiomaria sono a posto: mi gioco la carta della Champions.
Ma questa volta non è come sempre, non è il vecchio scherzo di non parlarmi e nemmeno quello di darmi affettuosi nomignoli femminili.
Sta architettando qualcosa: mi mangio la bombetta se non sta architettando qualcosa.
Improvvisamente mi ricordo di Irreprensibile. E' la mia risposta a tutto, prima o poi dovrò rendergliene atto. Più poi che prima, deve guadagnarseli sti complimenti. Come minimo deve invitarmi spontaneamente a dormire da lui a Genova.
Cosa stavo dicendo? Mi ricordo delle parole di Irreprensibile: "Giuda, sei come Giuda" e se non le ha dette le dirà. Mi tratta sempre cosi' male. E più mi tratta male più mi piace.
Devo essere come Giuda. Mi complimento con lui: sei un grande. Lo abbraccio, affondo il mio nasino nel suo maglione sdrucito: il suo segreto è qui, da qualche parte, in mezzo agli strati deboli e malmessi di deodorante da ipermercato e dopobarba scaduti, qui sotto il sudore da partita di Magic indoor. Ad Agosto.
Che cos'ha da ridere? Il segreto non è qui.
Mi mangio una bombetta se non ha scritto qualcosa di male su di me su iPiroga.
lunedì, gennaio 04, 2010
La Palice
A volte mi capita di pensare a cosa farei a Topolino se ne avessi l'opportunità.
Ho questo vecchio pensiero che mi era venuto una volta che credevo di aver incrociato Fabio Fazio per strada, era poi tanto strano l'averlo visto?
Era sorprendente notare un personaggio noto? Non saprei.
Mi sembra più magico che lui potesse vedere me, visto che di solito era lui ad essere visto senza poter vedere dentro le case di noi, i generici "milioni di italiani".
A volte mi capita di pensare a cosa farei a Topolino se ne avessi l'opportunità e sapessi di poterla fare franca.
mercoledì, dicembre 30, 2009
L'oroscopone di fine anno
Segno per segno i mutamenti astrali di un 2010 che si preannuncia più balordo anche dell'anno passato. Bye bye 2009!
Pollastra : per le nate sotto questo segno si prevede un primo trimestre 2010 pieno zeppo di gallo, un secondo trimestre pieno zeppo di gallo, un terzo trimestre pieno zeppo di gallo, un quarto trimestre chicchiricchiii.
Cotechino : intramontabile segno iPiroga, ogni anno che passa per lui è sempre più dura. Tuttavia la crisi ha dato una boccata d'ossigeno quest'anno, ma il prossimo sarà tutta un'altro mangiare.
Bonfa : per i nati sotto il segno del Bonfa è tempo di prendere le proprie cose, metterle in una valigia e tornarsene a nuoto a nutrirsi di arancini alla Norma.
Palestrato : neanche nel 2010 vincerete Mister Olimpia.
Fotografo : neanche nel 2010 vincerete Mister Olympus.
Aquaria Negresco : nuovo anno da dimenticare, se confrontato alla chiusura del 2009, con quei due polli italiani che si sono fatti spennare vivi. "Bacc Bacc ci hanno rubato tutto"
Metal Slug ; per i nati sotto questo segno Venere propizia nel 2010, durante i titoli di coda, di nascosto, vi farete un elmetto di un soldato tedesco. E vi piacerà da morire.
Cicciolina : a Cicciolina non piace stare solo sotto il segno, ma gradisce anche sopra, davanti, dietro. E in questo momento gradisce anche salutare l'autore di questa rubrica.
Mario Tennis : per i nati sotto il segno di Mario Tennis un primo semestre da smash dal punto di vista lavorativo, mentre manrovescio sul fronte sentimentale. Waluigi meglio di Wario, ma in difficoltà contro Peach e Toad. Secondo semestre a metà fra dk junior e shy guy.
Song Bilong & Song : segno jolly del 2010, attenzione fra giugno e luglio a non distrarvi con le minorenni shemale, ci sono i mondiali di calcio.
Efrem : segno flop del 2010. Lavoro up, famiglia super, soldi a valanga, ma fica sempre la stessa carestia degli ultimi desolanti anni.
Psicbiatra : busserà alla vosta porta, ai primi di gennaio, appena rientrati dalle ferie, l'unico nato sotto il segno dell'Efrem, per iniziare una serie di sedute che vi renderanno millionari.
Caballero : segno simpatia del 2010. Sarebbe il sesto anno di iPiroga, siete degli eroi.
Pollastra : per le nate sotto questo segno si prevede un primo trimestre 2010 pieno zeppo di gallo, un secondo trimestre pieno zeppo di gallo, un terzo trimestre pieno zeppo di gallo, un quarto trimestre chicchiricchiii.
Cotechino : intramontabile segno iPiroga, ogni anno che passa per lui è sempre più dura. Tuttavia la crisi ha dato una boccata d'ossigeno quest'anno, ma il prossimo sarà tutta un'altro mangiare.
Bonfa : per i nati sotto il segno del Bonfa è tempo di prendere le proprie cose, metterle in una valigia e tornarsene a nuoto a nutrirsi di arancini alla Norma.
Palestrato : neanche nel 2010 vincerete Mister Olimpia.
Fotografo : neanche nel 2010 vincerete Mister Olympus.
Aquaria Negresco : nuovo anno da dimenticare, se confrontato alla chiusura del 2009, con quei due polli italiani che si sono fatti spennare vivi. "Bacc Bacc ci hanno rubato tutto"
Metal Slug ; per i nati sotto questo segno Venere propizia nel 2010, durante i titoli di coda, di nascosto, vi farete un elmetto di un soldato tedesco. E vi piacerà da morire.
Cicciolina : a Cicciolina non piace stare solo sotto il segno, ma gradisce anche sopra, davanti, dietro. E in questo momento gradisce anche salutare l'autore di questa rubrica.
Mario Tennis : per i nati sotto il segno di Mario Tennis un primo semestre da smash dal punto di vista lavorativo, mentre manrovescio sul fronte sentimentale. Waluigi meglio di Wario, ma in difficoltà contro Peach e Toad. Secondo semestre a metà fra dk junior e shy guy.
Song Bilong & Song : segno jolly del 2010, attenzione fra giugno e luglio a non distrarvi con le minorenni shemale, ci sono i mondiali di calcio.
Efrem : segno flop del 2010. Lavoro up, famiglia super, soldi a valanga, ma fica sempre la stessa carestia degli ultimi desolanti anni.
Psicbiatra : busserà alla vosta porta, ai primi di gennaio, appena rientrati dalle ferie, l'unico nato sotto il segno dell'Efrem, per iniziare una serie di sedute che vi renderanno millionari.
Caballero : segno simpatia del 2010. Sarebbe il sesto anno di iPiroga, siete degli eroi.
domenica, dicembre 27, 2009
Volo
Mi piacciono le montagne, ci voleva internet per farmelo capire.
E' una montagna con le gambe lunghe, cammina tenendosi pericolosamente in equilibrio su piccoli tacchi slanciati. I grandi laghi vogliono le grandi montagne, è una regola che non si deve scordare. La pioggia. Il ciclo dell'acqua.
Posso spiegarmi subito: un disegno su internet mi ha fatto perdere la ragione. Ho sentito il richiamo della foresta. Il disegno di una montagna con delle gambe da donna.
Come vorrei ritrovare quel disegno, mostrarlo a tutti e stamparlo, magari appendendolo incorninciato a genova, sopra alla scrivania.
Come un monito: ti piacciono le montagne.
Il punto è che se si vuole, essere ermetici, incomprensibili, è facile. Mi verrebbe da dire banale. Io è una vita che lo faccio: se non vuoi dire niente di te basta dire tutto con altre parole.
Oggi ho da fare.
Elvis ama Edu.
Ti rispetto.
Mi piacciono le montagne.
Stringendo, mi sento di poter dire che la comunicazione è di per sè incerta, effimera. Se la si vuole rendere incisiva va esagerata, gonfiata, distorta.
E' per questo che quando si mette a parlare la gente che gestisce i soldi, più spesso i tuoi, non si capisce più un cazzo.
E' per questo che...no, lasciamo stare.
Volo, o almeno mi sembra di volare.
Se leggi fra le righe, le righe non le leggi.
E' una montagna con le gambe lunghe, cammina tenendosi pericolosamente in equilibrio su piccoli tacchi slanciati. I grandi laghi vogliono le grandi montagne, è una regola che non si deve scordare. La pioggia. Il ciclo dell'acqua.
Posso spiegarmi subito: un disegno su internet mi ha fatto perdere la ragione. Ho sentito il richiamo della foresta. Il disegno di una montagna con delle gambe da donna.
Come vorrei ritrovare quel disegno, mostrarlo a tutti e stamparlo, magari appendendolo incorninciato a genova, sopra alla scrivania.
Come un monito: ti piacciono le montagne.
Il punto è che se si vuole, essere ermetici, incomprensibili, è facile. Mi verrebbe da dire banale. Io è una vita che lo faccio: se non vuoi dire niente di te basta dire tutto con altre parole.
Oggi ho da fare.
Elvis ama Edu.
Ti rispetto.
Mi piacciono le montagne.
Stringendo, mi sento di poter dire che la comunicazione è di per sè incerta, effimera. Se la si vuole rendere incisiva va esagerata, gonfiata, distorta.
E' per questo che quando si mette a parlare la gente che gestisce i soldi, più spesso i tuoi, non si capisce più un cazzo.
E' per questo che...no, lasciamo stare.
Volo, o almeno mi sembra di volare.
Se leggi fra le righe, le righe non le leggi.
giovedì, dicembre 24, 2009
Il Natale dei caballeros

Caro Babbo Natale,
te lo dico così a freddo, senza mezzi termini, ma tu non pensare male :
portaci un po' di fica, te ne prego.
Non ne chiediamo tanta, giusto un po', giusto il giusto.
Lo sappiamo che tu sei generoso e capisci quando c'è bisogno, e qui vi è il bisogno, questa iPiroga è la casa del bisogno. Non troppo bella, solo che si possa guardare rimanendone soddisfatti.
Non troppo simpatica, solo che non si voglia tirarle il ferro da stiro nei denti. Oppure quello che hai in magazzino, quello che ti è rimasto, lo so che è tardi.
Almeno due caballeros su tre vorrebbero una bella pollastrella, non chiediamo troppo no?
Pensa che bello sarebbe svegliarsi domani mattina e trovare una bella patatina sotto l'albero, vestita da babbo natale magari. Pensa che bello Babbo, pensa che bello.
(P.S. : ti ho fatto anche un disegno su come ci piacerebbe tanto tanto tanto)
martedì, dicembre 22, 2009
martedì, dicembre 08, 2009
Il P. del Q.
Essere o non essere, pomposo post per il quinquennio.
Le carte dei Tarocchi, come le lame di un frenetico multiplayer di GoldenEye, si sono piantate nei miei occhi: sono la lente che Ermete T. Marra mi ha prestato per scrivere questo post.
Notte densa di spunti: pericolo di divagazione, speranza di non buttare via niente. Come l' ottimo macellaio quando scanna la bestia taglia in modo da non sprecare carne, così l' Irreprensibile quando si trova immerso nella nube densa dell' ispirazione. Ma il pensiero non è solido come la carne, è liquido come il sangue. E scaturisce dai monti della Luna con dolore, nel chiaroscuro della luce rubata. Due bestie che leccano il sangue, un oscuro presagio. Non è la luce adatta per cercare la Verità, è una luce rapita al Sole, che suo malgrado confonde. Laggiù si intravede un sentiero.
La verità è solo metaforicamente questione di illuminazione; le pagine di Diritto dell' Unione europea sono ben illuminate, ma questo ha poco a che fare con la chiarezza. Non scordiamo poi l' esempio illustre di cecità e saggezza, Omero: fra le altre cose ci ha raccontato che ha ragione chi vince. Virgilio che ha fortuna chi fugge: con questi precedenti vedo poche possibilità di redenzione della coscienza collettiva italiana.
Quando si parla di verità bisogna essere scettici. Ognuno ha la sua verità. E se è vero che la Verità è una sola, ognuno ha il suo modo per raccontarla e per giungervi. Nella sagra dell' Arte abbiamo scrutato con sospetto alcuni celebri esempi di nesso fra pornografia e arte. Abbiamo parlato di arte e di peccato. Abbiamo trascurato in larga misura la Verità, considerandola come espressione valutativa: il vero buono, il falso cattivo. Ciò non poteva durare a lungo, perchè a forza di calunniare, mentire, sbeffeggiare, inquisire, castrare, sminuire, mal interpretare, finisce sempre per scaturirne una verità. Di solito in effetti la Verità è ingombrante, e si mette di mezzo.
La sagra dell' Arte, capolinea:
La verità sul mito di Edipo, e altre storie. Macroscopiche analogie.
Il vitello d’ oro. Frankenstein.
L’ uomo che crea, e creando pecca. Crea un’ immagine e la adora:
idolatria.
Edipo! Tu non esisti, questo il Vero!
Tua madre! Donna antica! Artefice del peccato originale!
Ti ha creato, ti ha amato e con te ha procreato.
Ha creduto in una sua creatura. L' ha messa sopra di sè. Ecco l’ orrore.
Il caso del vitello. Il popolo che lo creava lo credeva dio, a lui si raccomandava. Frankenstein: l’ artefice del mostro lo pensò per il bene dell’ uomo.
Tutto può essere facilmente sintetizzato con l' espressione: la creazione come peccato; la creazione è peccato perchè solo il dio può creare. Ecco la spiegazione del perchè l' Arte, creazione allo stato puro, spesso è stata additata come peccato.
La pornografia non centra nulla, avevamo preso un abbaglio, è un incidente di percorso. La pornografia è la degenerazione dell' Arte, il germe che distrugge la tensione al sublime: non sfiorerà più i picchi dell' Olimpo ma si fermerà a descrivere l' uomo come bestia.
Ecco la triste verità, il vero peccato e la falsa arte.
L' ultima domanda, la Domanda: a torto o ragione, secondo quanto appenda detto, l' arte può essere considerata peccato?
A torto!
La censura della creazione individuale nasce da un fraintendimento, da un superstizioso eccesso di cautela: Il dio va inteso come il nostro se' più profondo: il creativo, il mago, il bagatto.
Appena in tempo: e pensare che stavo per fare di iPiroga una pira.
Auguri iPiroga, hai compiuto cinque anni, stai diventando Arte.
Le carte dei Tarocchi, come le lame di un frenetico multiplayer di GoldenEye, si sono piantate nei miei occhi: sono la lente che Ermete T. Marra mi ha prestato per scrivere questo post.
Notte densa di spunti: pericolo di divagazione, speranza di non buttare via niente. Come l' ottimo macellaio quando scanna la bestia taglia in modo da non sprecare carne, così l' Irreprensibile quando si trova immerso nella nube densa dell' ispirazione. Ma il pensiero non è solido come la carne, è liquido come il sangue. E scaturisce dai monti della Luna con dolore, nel chiaroscuro della luce rubata. Due bestie che leccano il sangue, un oscuro presagio. Non è la luce adatta per cercare la Verità, è una luce rapita al Sole, che suo malgrado confonde. Laggiù si intravede un sentiero.
La verità è solo metaforicamente questione di illuminazione; le pagine di Diritto dell' Unione europea sono ben illuminate, ma questo ha poco a che fare con la chiarezza. Non scordiamo poi l' esempio illustre di cecità e saggezza, Omero: fra le altre cose ci ha raccontato che ha ragione chi vince. Virgilio che ha fortuna chi fugge: con questi precedenti vedo poche possibilità di redenzione della coscienza collettiva italiana.
Quando si parla di verità bisogna essere scettici. Ognuno ha la sua verità. E se è vero che la Verità è una sola, ognuno ha il suo modo per raccontarla e per giungervi. Nella sagra dell' Arte abbiamo scrutato con sospetto alcuni celebri esempi di nesso fra pornografia e arte. Abbiamo parlato di arte e di peccato. Abbiamo trascurato in larga misura la Verità, considerandola come espressione valutativa: il vero buono, il falso cattivo. Ciò non poteva durare a lungo, perchè a forza di calunniare, mentire, sbeffeggiare, inquisire, castrare, sminuire, mal interpretare, finisce sempre per scaturirne una verità. Di solito in effetti la Verità è ingombrante, e si mette di mezzo.
La sagra dell' Arte, capolinea:
La verità sul mito di Edipo, e altre storie. Macroscopiche analogie.
Il vitello d’ oro. Frankenstein.
L’ uomo che crea, e creando pecca. Crea un’ immagine e la adora:
idolatria.
Edipo! Tu non esisti, questo il Vero!
Tua madre! Donna antica! Artefice del peccato originale!
Ti ha creato, ti ha amato e con te ha procreato.
Ha creduto in una sua creatura. L' ha messa sopra di sè. Ecco l’ orrore.
Il caso del vitello. Il popolo che lo creava lo credeva dio, a lui si raccomandava. Frankenstein: l’ artefice del mostro lo pensò per il bene dell’ uomo.
Tutto può essere facilmente sintetizzato con l' espressione: la creazione come peccato; la creazione è peccato perchè solo il dio può creare. Ecco la spiegazione del perchè l' Arte, creazione allo stato puro, spesso è stata additata come peccato.
La pornografia non centra nulla, avevamo preso un abbaglio, è un incidente di percorso. La pornografia è la degenerazione dell' Arte, il germe che distrugge la tensione al sublime: non sfiorerà più i picchi dell' Olimpo ma si fermerà a descrivere l' uomo come bestia.
Ecco la triste verità, il vero peccato e la falsa arte.
L' ultima domanda, la Domanda: a torto o ragione, secondo quanto appenda detto, l' arte può essere considerata peccato?
A torto!
La censura della creazione individuale nasce da un fraintendimento, da un superstizioso eccesso di cautela: Il dio va inteso come il nostro se' più profondo: il creativo, il mago, il bagatto.
Appena in tempo: e pensare che stavo per fare di iPiroga una pira.
Auguri iPiroga, hai compiuto cinque anni, stai diventando Arte.
domenica, novembre 29, 2009
Il post del Quinquennio
Se pensate che scrivere un post sia il mestiere più difficile del mondo, non avete mai provato a scriverlo in una versione di prova, metterlo da parte, e non cambiarlo ad ogni rilettura.
Dieci giorni fa avrei voluto esordire così : "Salve a tutti, il mio nome è Rodrizio, ma in molti mi chiamano Rockerduck, per via del mio mangiare bombette quando le cose mi vanno storte".
Un post autobiografico, insomma : la storia della mia vita in pochi righi. A cosa servirebbe del resto celebrare il quinquennio di una creatura, senza sapere nulla dei suoi creatori?
Domenica scorsa però, mi sentivo un pallone gonfiato, alla sola idea di parlare di me ad un evento così importante : così divina e celestiale l'occasione, così terreno l'uomo?
Molto meglio fare dell'iPiroga un luogo di incontro fra sacro e profano, fra scienza e mistero ; avrei parlato dell'evoluzione della specie, di Darwin e delle Galapagos, di Nonna Lucy e i Beatles, dell'amore non è bello se non è litigarello.
Ma si sa che quando si è così convinti, qualcosa è destinato ad andare storto : Marianna Ucria si impossessa del mio gracile corpo, e, avvolto nella prospettiva di non parlare più con la mia tipica dizione sibilante, sei giorni fa mi convinco a stracciare tutto, violentando di nuovo la mia bozza di post.
Nelle mie condizioni, non avrei potuto non immolare il mio pezzo sull'altare della parola : una celebrazione della comunicazione orale fatta per iscritto. Senza senso e geniale allo stesso tempo. Finalmente fuori dai soliti clichè.
Ma quando alla fine è arrivato anche il giovedì, la lingua duole come a ricordarmi di aver sbagliato qualcosa. Come può Rockerduck compiere un elogio dell'oralità, se esiste anche una sola possibilità che sia stato punito proprio per le malefatte uscite dalla sua bocca? Poteva essere una specie di ravvedimento in punto di morte, ma suonava ugualmente più falso di un treno in orario.
E allora ripesco dal cestino un'idea vecchia, per rifarle la carrozzeria : non l'evoluzione della specie, ma l'origine. Si, si, si, la patata, la mamma di tutti noi, la gnocca, la sgnassera, la passera, la farfallina, la chitarrina, la mandolina.
Tutto inizia e continua da lei : esci da lì e passi tutta la vita a cercare di rientrarci (possibilmente non nella stessa).
Quale argomento migliore? Sono un turbine di idee, il foglio è pieno di abbozzi da sviluppare, la mente vomita pensieri.
L'unico ostacolo fra me e il post è il sabato, è arrivato il sabato. Il sabato non perdona, e la sua pretesa di vita sociale ti tira il lembo del cappotto, ogni volta che ti distrai.
Post rimandato a domenica, ma tanto ormai è già tutto deciso, bisogna solo ricamare e pubblicare. Giusto?
Sbagliato. E' domenica sera, il momento del cambio della guardia fra la settimana che si fuma una sigaretta, saluta e se ne va, e quella che arriva, incazzata nera. E, in questo momento, l'origine della vita non ha più il peso specifico che aveva ieri sera.
Del resto, ciò che conta davvero fra una vulva e l'altra, è l'intermezzo; la scelta, il perdersi fra le n possibilità. Di vulva e non vulva.
Il libero arbitrio è l'unica arma a nostra disposizione per non ritrovarci in balia degli eventi.
La preferenza nel segreto della cabina elettorale; la scelta di gola alla mensa della scuola; la leggera pressione del dito sull'ipod durante la riproduzione casuale; il non timbrare il biglietto sul bus, sperando che il controllore non salga proprio questa volta, che tanto non sale mai; posto finestrino o corridoio; tiro in porta o la passo; l'argomento da scegliere per un post.
In fondo, La Scelta, è alla base non solo di questo mio post, ma di tutto quello che scorre su questo pezzo di web da cinque anni, fin dall'inizio : coloro che salgono sulla stessa piroga hanno le stesse aspirazioni.
La iPiroga può apparire stretta e scomoda, soprattutto se si è in tre; ma è il mare aperto di possibilità, che ti ha portato a salire proprio su di lei, che la fa sembrare la barca adatta a te.
Prossima fermata?
Dieci giorni fa avrei voluto esordire così : "Salve a tutti, il mio nome è Rodrizio, ma in molti mi chiamano Rockerduck, per via del mio mangiare bombette quando le cose mi vanno storte".
Un post autobiografico, insomma : la storia della mia vita in pochi righi. A cosa servirebbe del resto celebrare il quinquennio di una creatura, senza sapere nulla dei suoi creatori?
Domenica scorsa però, mi sentivo un pallone gonfiato, alla sola idea di parlare di me ad un evento così importante : così divina e celestiale l'occasione, così terreno l'uomo?
Molto meglio fare dell'iPiroga un luogo di incontro fra sacro e profano, fra scienza e mistero ; avrei parlato dell'evoluzione della specie, di Darwin e delle Galapagos, di Nonna Lucy e i Beatles, dell'amore non è bello se non è litigarello.
Ma si sa che quando si è così convinti, qualcosa è destinato ad andare storto : Marianna Ucria si impossessa del mio gracile corpo, e, avvolto nella prospettiva di non parlare più con la mia tipica dizione sibilante, sei giorni fa mi convinco a stracciare tutto, violentando di nuovo la mia bozza di post.
Nelle mie condizioni, non avrei potuto non immolare il mio pezzo sull'altare della parola : una celebrazione della comunicazione orale fatta per iscritto. Senza senso e geniale allo stesso tempo. Finalmente fuori dai soliti clichè.
Ma quando alla fine è arrivato anche il giovedì, la lingua duole come a ricordarmi di aver sbagliato qualcosa. Come può Rockerduck compiere un elogio dell'oralità, se esiste anche una sola possibilità che sia stato punito proprio per le malefatte uscite dalla sua bocca? Poteva essere una specie di ravvedimento in punto di morte, ma suonava ugualmente più falso di un treno in orario.
E allora ripesco dal cestino un'idea vecchia, per rifarle la carrozzeria : non l'evoluzione della specie, ma l'origine. Si, si, si, la patata, la mamma di tutti noi, la gnocca, la sgnassera, la passera, la farfallina, la chitarrina, la mandolina.
Tutto inizia e continua da lei : esci da lì e passi tutta la vita a cercare di rientrarci (possibilmente non nella stessa).
Quale argomento migliore? Sono un turbine di idee, il foglio è pieno di abbozzi da sviluppare, la mente vomita pensieri.
L'unico ostacolo fra me e il post è il sabato, è arrivato il sabato. Il sabato non perdona, e la sua pretesa di vita sociale ti tira il lembo del cappotto, ogni volta che ti distrai.
Post rimandato a domenica, ma tanto ormai è già tutto deciso, bisogna solo ricamare e pubblicare. Giusto?
Sbagliato. E' domenica sera, il momento del cambio della guardia fra la settimana che si fuma una sigaretta, saluta e se ne va, e quella che arriva, incazzata nera. E, in questo momento, l'origine della vita non ha più il peso specifico che aveva ieri sera.
Del resto, ciò che conta davvero fra una vulva e l'altra, è l'intermezzo; la scelta, il perdersi fra le n possibilità. Di vulva e non vulva.
Il libero arbitrio è l'unica arma a nostra disposizione per non ritrovarci in balia degli eventi.
La preferenza nel segreto della cabina elettorale; la scelta di gola alla mensa della scuola; la leggera pressione del dito sull'ipod durante la riproduzione casuale; il non timbrare il biglietto sul bus, sperando che il controllore non salga proprio questa volta, che tanto non sale mai; posto finestrino o corridoio; tiro in porta o la passo; l'argomento da scegliere per un post.
In fondo, La Scelta, è alla base non solo di questo mio post, ma di tutto quello che scorre su questo pezzo di web da cinque anni, fin dall'inizio : coloro che salgono sulla stessa piroga hanno le stesse aspirazioni.
La iPiroga può apparire stretta e scomoda, soprattutto se si è in tre; ma è il mare aperto di possibilità, che ti ha portato a salire proprio su di lei, che la fa sembrare la barca adatta a te.
Prossima fermata?
venerdì, novembre 20, 2009
Il Post del Quinquennio
In camera mia ho uno specchio a muro, grande ma non grandissimo.
E' posizionato davanti alla sedia girevole dove mi siedo sempre per cui mi trovo spesso specchiato. Seduto o meno, quando giro la testa verso lo specchio riesco grosso modo a guardarmi a figura intera.
E' strano guardarsi senza un fine, non cercando di capire cos'è finito nell'occhio o se mi sta bene un paio di pantaloni. Guardarsi e basta, mentre si è vivi e non in foto: che strano.
Mi sento sempre un pò come se mi stessero presentando il bambino a cui si sono ispirati per creare cicciobello. Ed è una sensazione inconsueta perchè quel bambino non esiste e so benissimo che cicciobello è stato disegnato ispirandosi un pò a tutti i bambini.
Osservando le proporzioni delle dita con le mani, la mobilità degli occhi, l'accenno di teschio che spunta in varie parti del viso, è come se prendessi coscienza del "tu" che gli altri si immaginano nella loro testa per fare riferimento a me, che invece sono "io".
Mi fa senso questa storia del teschio, che sembra spingere per uscire in certi punti e che invece si lascia ricoprire morbidamente in altri, come una tenda montata di fretta.
Forse più precisamente mi sembra impossibile che la mia visione del mondo, che reputo infallibilmente giusta e che ogni giorno mi sembra costantemente permeare e commentare tutto ciò che esiste, sia in realtà unicamente mia, almeno fino a quando non decido di farla uscire. E mi stupisce che una cosa di cui ho cosi' tanta considerazione sia semplicemente racchiusa in un corpo di poca carne, specchiato in uno specchio a muro grande ma non grandissimo, visibile da piccoli occhi facentene parte.
giovedì, novembre 19, 2009
Il Post del Quinquennio - Bando di gara
601 post e 1825 giorni dopo, i Tre Caballeros sono ancora qui.
30 Novembre 2005 - 30 Novembre 2009.
Era un mercoledì, forse pioveva, forse c'era il sole, e tre pc erano accesi.
Lunedì 30 Novembre saranno cinque anni rigorosamente marchiati iPiroga.
Cinque anni ricchi, satolli, gonfi di immagini e parole : l'iPiroga è cresciuta con i Tre Caballeros, e i Tre Caballeros sono cresciuti insieme a lei.
Per celebrare insieme a voi fedeli lettori il Grande Quinquennio, Irreprensibile, Baro & Rodrizio si sfidano a colpi di rima baciata e postata, in una contesa che stabilirà il Basileus degli iPiroga.
Da oggi, 19 Novembre, fino al 30 Novembre i Caballeros avranno undici giorni di tempo per postare un loro lavoro a tema libero, che dovrà essere intitolato "Il Post del Quinquennio".
Una giuria formata da vires illustres voterà in seguito i lavori. E' stata insignito di tale onore l'interno 19 di Via Nizza 14 (GE). I 4 giurati di Via Nizza dovranno emettere un parere motivato e in seguito proclamare il Basileus degli iPiroga.
Si ricorda che Baro non ha diritto di voto.
La contesa degli iPiroga è ufficialmente aperta.
30 Novembre 2005 - 30 Novembre 2009.
Era un mercoledì, forse pioveva, forse c'era il sole, e tre pc erano accesi.
Lunedì 30 Novembre saranno cinque anni rigorosamente marchiati iPiroga.
Cinque anni ricchi, satolli, gonfi di immagini e parole : l'iPiroga è cresciuta con i Tre Caballeros, e i Tre Caballeros sono cresciuti insieme a lei.
Per celebrare insieme a voi fedeli lettori il Grande Quinquennio, Irreprensibile, Baro & Rodrizio si sfidano a colpi di rima baciata e postata, in una contesa che stabilirà il Basileus degli iPiroga.
Da oggi, 19 Novembre, fino al 30 Novembre i Caballeros avranno undici giorni di tempo per postare un loro lavoro a tema libero, che dovrà essere intitolato "Il Post del Quinquennio".
Una giuria formata da vires illustres voterà in seguito i lavori. E' stata insignito di tale onore l'interno 19 di Via Nizza 14 (GE). I 4 giurati di Via Nizza dovranno emettere un parere motivato e in seguito proclamare il Basileus degli iPiroga.
Si ricorda che Baro non ha diritto di voto.
La contesa degli iPiroga è ufficialmente aperta.
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