martedì, settembre 19, 2017

A quattro piazze



La banda continua a suonare, mentre la chiglia si impunta nel mare e le eliche svettano nel cielo notturno, di fronte alle scialuppe di salvataggio della prima classe stracolme di occhi estasiati.

Che spettacolo.

I giubbotti di salvataggio sfilano sul pelo dell'acqua, seguendo coreografie lente e confuse, trascinando con sé i corpi immobili della terza classe.

Che spettacolo.

L'iceberg lascia languidamente la scena come un amante soddisfatto, mentre coppie di facoltosi vivono in prima persona la vicenda di Jack e Rose, se mai sono esistiti.

Che spettacolo, pensa Stan, mentre un'esplosione scuote la scena, aumentandone il ritmo, ricordando ai "superstiti" l'ineluttabilità del destino.
Che spettacolo, nonostante siano degli altoparlanti a trasmettere l'ultimo valzer di bordo invece di una vera orchestra.
Che spettacolo, benché non si sappia con certezza quali siano i manichini, quali le comparse, quali i morti veri e propri, se ce ne sono.
Che spettacolo, anche se la scena è tanto illuminata da far quasi dimenticare la vastità della notte atlantica.

Stan sorride ai suoi compagni di naufragio: è stato un bellissimo disastro a cui seguirà un ancor più fantastico approdo sull'isola vulcanica in cui favolose creature indigene attenteranno alla loro vita.

Che spettacolo la Storia; che storia lo Spettacolo.

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