mercoledì, maggio 16, 2007

terz'ultima sigaretta

Fumo.
Tanto fumo arcobaleno. Una nebbia densa, nel pieno stile milanese; Milano: città della moda. Gli fa concorrenza Torino; DICO, l'avete visto Lapo? Con quel suo fare da rabbino capo della moschea evangelica di Ceva: città santa per cosacchi, moscoviti e prostitute ginevrine. Il popolo dice che il mondo è bello perchè è vario; il popolo la cui mente merita più vergate di uno schiavo indolente; il popolo che soffre in silenzio, mentre dovrebbe gridare di piacere, per il nostro piacere.
Le cose brutte, il dolore, la sofferenza, insomma, tutte le cose che non desideriamo per le cose a cui teniamo sono come un variegato, hanno un sacco di sfumature. Mica come la felicità che è una sola. Eppure tutte queste piaghe preferiamo che si abbattano su chi disprezziamo, odiamo, consideriamo inferiore: certo credo che, se si provasse piacere nel dolore, il piacere diventerebbe troppo a buon mercato, si svaluterebbe, si ricercherebbero le sofferenze più raffinate, e il peccato non sarebbe più considerato nei termini attuali, forse non esisterebbe, più probabilmente sarebbe un peccato non soffrire. Ci sarebbero meno ipocrisie, perchè la guerra è bella anche e soprattutto se fa male, le bombe atomiche: un lusso da sceicchi, per non parlare delle armi batterioloiche: un piatto per palati fini, per veri gourmet, come un bel pollastrello coll' aviaria. Se il dolore fosse piacevole e meno dichiaratamente sbagliato lo si potrebbe scegliere solo dopo un' attenta meditazione.

Chissà che influsso potrebbe avere tutto ciò sulla quantità di visitatori di iPiroga.
Le contorsioni mentali fanno male.

domenica, maggio 13, 2007

5 volte 5 - quinto giorno

A me piaceva Raffaello, a quell'altro Donatello, ai più il grande Michelangelo.
Ma nessuno amava Leonardo.

Perchè tutti odiano il leader.

Tutti odiano Topolino, le sue soluzioni geniali, la sua saccenza.
Tutti odiano Jack Shepard, Sherlock Holmes, D'Artagnan.
Tutti odiano chi mette l'ultima firma, chi aveva proposto di andare per alzate di mano se il risultato infine non è quello sperato.
Tutti odiano il responsabile designato dalla maestra, che sulla lavagna distingue i buoni dai cattivi.
Ma è anche vero che tutti odiano la maestra,
e allora intravedo un raggio di speranza...

Cosi' si conclude 5 volte 5, con il brio di un peto di grillo, sperando nella postera fortuna

sabato, maggio 12, 2007

5 volte 5 - quarto giorno

Che cos'è la vena poetica?In cosa differisce da un'arteria artistica?Quante domande risposte senza domande, quanti grattacapi che non merito ora; quanti meriti che non grattacapo!

Si alza di scatto nella notte e le ripete: rosa rosae rosae rosam rosa rosa, lupus lupi lupo lupum lupe lupo.Si sente sollevato ma ancora non basta: corpus corporis corpori corpus corpus corpora.Ecco si: ora si che gode, ora si che si sente pronto per l'esame.
Perchè lui è uno di loro: un assuefatto alle lingue morte, un drogato di latino...

venerdì, maggio 11, 2007

5 volte 5 - terzo giorno

La settimana dello studente.

Lunedi': sciagura.
Martedi': più spesso detto "il giorno dopo lunedi". nè carne nè pesce.
Mercoledi': pianto e stridore di denti.
Giovedi': le anticipazioni di One Piece, Lost e Naruto gratificano lo studente.i più sprovveduti pianificano la serata di sabato sperando nel bel tempo.
Venerdi': più spesso detto "il giorno prima di sabato". incredibilmente lento.
Sabato: piove.
Domenica: si dorme fino a tardi per poi lamentarsi di aver perso del tempo che poteva essere impiegato nello studio. panico indiscriminato.

giovedì, maggio 10, 2007

5 volte 5 - secondo giorno

Non cè due senza tre, ma se abbiamo la certezza che il tre prima o poi verrà a seguito del due tale certezza non sussiste tra il due e l'uno, tra il secondo e il primo.
Trovandomi quindi in difficoltà per questa seconda parte di 5 volte 5 stavo già per rassegnarmi ad un post rabbioso capitanato da una sfrenata indignatio quando, improvvisamente, un libro creduto scomparso ruppe il velo di Maya della mia infanzia...

Amo e Remo sono pescatori, e dal caso son pescati
le loro avventure hanno qualcosa di epico,
qualcosa che ricorda le gesta erotiche di Mike Bongiorno,

ma lesto arriva il porcello Gavitello sul suo fuoribordo: sciagura!
Si richiede l'intervento del pompiere Manichetta.

mercoledì, maggio 09, 2007

5 volte 5 - primo giorno

Una domanda mi spinge a postare: "Cosa lasciano i tre caballeros ai posteri?"Un'ardua sentenza?Un trattato sulla clemenza del princeps?
Risponderò con 5 giorni, 5 appuntamenti, 5 perle di saggezza in poche righe che lascino un solco pronto per essere seminato.E ricordate: 5 son le note, 5 i continenti, 5 i sette nani; 5 volte 5: la nuova rubrica firmata Invisibile Baro.

Quando ero piccolo c'era una barzelletta su un capo indiano che faceva morire dalle risate...
...poi a un certo punto incominciò a non far ridere più come prima: avevano inventato l'imodium.

martedì, maggio 08, 2007

Ammazza il vegio ammazza il vegio ammazza il vegio.
Questo sarebbe maggio. Maggio di seghe, di non fare un cazzo, perchè siamo solo degli sconvolti, siamo merde travestite da vermi, siamo ebrei travestiti da marocchini, valiamo meno di un caffè; espresso, corretto branca: brancaleone. Ma che cos'è questo disprezzo, cos'è quest'indignatio, donde ne viene.
Ammazza il vegio.
Questo sarebbe maggio. Remigio, Re magio, l'assorbente interno mai. Mai. Uomini travestiti da donne, io vi riconosco dall'odore, loro vi cercano, loro vi bramano: lupo lupetto lupanare; parola di boy scout: morto di seghe nel bosco del balsco. Brasa c'è.
Questo sarebbe maggio: un unica certezza: Brasa c'è; se mai questa scuola dovesse finire chissà che ne sarà di noi. Ma Brasa ci sarà.

domenica, maggio 06, 2007

Prima di partire...

Accarezzo la tastiera impolverata.Chissà iPiroga come sta,penso.E pensando non mi accorgo di pensare a tutt altro.Penzo a Renzo.Renzo Tramaglino l'idraulico di famiglia dove sarà sotto questa pioggia?Penzo a domani:inglese.E a dopodomani:latino.Ma mercoledi...mercoledi si parte.E penso che prima di partire forse un post potrei anche farlo.
Il pensiero mi accarezza,e la cosa mi fa sentire desiderato.

Partiti:oceani di parmigiana,la Third B solca le onde di sugo,Draperi in barca a remi,Fumagalli col berretto da marinaio,un'isola.E' l'isola dei baffetti.Manzotin viene colpito per primo:bersaglio facile.Cetta corre sulla spiaggia vestito da finanziere,é la Guerra che lo attira.I baffetti sembrano cadere sotto i colpi delle cerbottane di Sergiomaria.Ed è a questo punto che il baffetto mercenario sale a bordo.E chiede pietà.E anche un pesca lemon.Intanto il nostro uomo migliore,Capitan Eduardino,vuole chiudere la questione in fretta,tra un paio di giorni deve partire per la terronia:ormai rimane piu solo un baffetto.Il baffetto del castello:Eduardino è vicinissimo,non può sfuggirgli stavolta.
E invece,ancora una volta,il baffo la spegne.
The baffo spent the light again.

Ma cosa ho mangiato stasera?

martedì, maggio 01, 2007

Cosi impariamo

quando nessuno scrive il blog viene a cercare me, mi scuote dalle faccende di ogni giorno e mi pone innanzi all'annoso problema con parole perentorie ed incalzanti: "Due dei tre caballeros sono persone che si credono sacerdoti di Cibele che si credono attori: non hanno tempo.Tu sei sempre qui che pencoli con gli occhi arsi dal monitor: fai qualcosa!"
e io fortunatamente sono ancora abbastanza insubordinato da rispondere:
"Tuttavia anche essi pencolano con gli occhi arsi ed arrossati davanti al monitor: che lo facciano loro!"
essa però mi risponde ancora col monotono epiteto formulare:
"Essi sono persone che si credono sacerdoti di Cibele che si credono attori: non hanno tempo."
e allora mi piego, ma non mi spezzo, prendo il tema suggeritomi in sogno da cachi troppo maturi e decido di farlo a modo mio: di farlo kilometrico.


Il dato cromatico nella canzone italiana.
E' inutile farsi odiare dal lettore dilungandosi in discussioni filologiche sul perchè e sul percome la nostra cultura si basi anche e soprattutto sul pregiudizio costantemente instillato dall'oratore ai suoi ascoltatori (o lettori): l'aggettivo.Bello buono brutto magro idilliaco borioso eclettico retorico: in ogni caso l'opinione viene letta e presa per buona da altri invece di essere vissuta e maturata in noi.Ma parliamo d'altro.Parliamo della canzone italiana ed adduciamo pratici esempio noti alla maggioranza del gran pubblico in modo da non risultare noiosi, ma solo tediosi: se De Andrè avesse cantato :

a salutare chi per un poco
senza pretese, senza pretese,
a salutare chi per un poco
portò l'amore nel paese.
C'era un cartello giallo
con una scritta gialla
diceva...

e la canzone si sarebbe sicuramente fermata li', per l'impossibilità dell'autore di cantare qualcosa di cui l'autore non si sarebbe potuto in ogni caso fare un idea essendo il cartello illeggibile, e quindi non contenendo scritte di sorta che potessero essere intese o capite.Mi capite?Spero di si, perchè qui ne cartello nè scritta sono gialle, ma troviamo solo quello stesso nero che fu del mare di Battisti.Già, mare nero: che ossimoro, che verve artistica, che confusione.Cosi tanta confusione che quegli stessi uomini che a quel tempo furon giovani oggi ammettono di non averne mai colto pienamente il significato.Che senso aveva parlare del nero di un mare o del rosso di delle banali scarpette?Tanto quanto quello di fare un post che non comprenda nella sua critica la possibilità della metafora e del senso interpretativo dell'ascoltatore, che vede la purezza nelle banali scarpette di un certo colore o l'ingordigia in quelle di un certo altro.

Che sia un motivo di rime a spingere i cantautori a lancarsi nel mondo freqenziale dei colori quando le stesse frequenze della musica non potranno comunque mai raggiungere le tonalità del rosso o del viola?Forse si', e non solo nella musica nostrana:

For here
Am I sitting in a tin can
Far above the world
Planet earth is blue
And theres nothing I can do

Lo sappiamo tutti che il pianeta pekopon su cui viviamo è blu (e in parte verde) no?E allora che bisogno cè di dirlo?Ho anche sbagliato carattere tre o quattro volte ma tutto questo non importa: planet earth is blue
and theres nothing I can do

Cosi imparate.

giovedì, aprile 19, 2007

Misdirection

Quando sei costretto ad imparare qualcosa per cui non hai alcun interesse spontaneo l'unica cosa di veramente attivo che puoi fare è creare dei collegamenti, anche (e soprattutto) forzati, verso ciò che realmente cattura la tua attenzione.è cosi che scrivo i miei temi.l'unico rimedio alla costrizione ed alla prigionia è il misdirection o direzione dell'attenzione.

Apri il libro di geografia astronomica rimpiangendo di non avere cartografia nautica in terza prova e sotto gli occhi stanchi del maturando passano indenni le galassie e gli errori di ortografia.
E allora ti perdi e tra una riga e l'altra, ti perdi nelle considerazioni che sei solito fare dopo aver letto l'ultimo avvincente capitolo di Naruto, ti perdi nei pensieri felici di un dopopranzo scandito da morsi al sapore di cioccolata.

Viriginia Woolf forse chiamerebbe tutto questo prolisso elenco uno stream of consciousness, ma per me è puro misdirection.Puro specchio per le allodole dell'attenzione.

Mentre non guardavi o non badavi l'attenzione ha continuato a leggere il metodo della parallasse, lo spettro di emissione e la reazione protone-protone, e ti ha sintetizzato i concetti più noiosi nell'unica cosa interessante che sia riuscita a cogliere e che pensa possa essere degna di nota.L'attenzione ha capito che forse il pensiero che anche le stelle abbiano un colore e che magari emettano anche suoni può veramente interessarti.

E infatti ti desti dal tuo torpore e surclassando il duro lavoro fatto dalla parte più attenta di te ti autocelebri sostenendo di aver avuto un'intuizione.Sono palle: tutto questo altro non è che una misdirection, non vuoi ammettere di aver letto l'idea brillante che hai avuto.

Però l'idea è davvero brillante, e non solo perchè si parla di stelle: la distanza distorce, distrae, e tutto quello che da vicino ha un colore una forma e un suono nell'infinità dello spazio rimane solo un punto luminoso.

E allora questa legge bizzarra non può forse applicarsi anche nel nostro mondo?Come vedremmo David Bowie a milioni anni luce di distanza se, mettendogli dei baffi finti, lo mascherassimo da Nikola Tesla?A quella distanza si vedrebbero i baffi finti?
Forse se l'unità di misura fosse l'infinito la differenza non sarebbe tanto nella forma delle cose quanto nel contenuto che ad esse attribuiamo...

E se la stella polare fosse a forma di cacca?

mercoledì, aprile 18, 2007

Rito pagano

O grande Tolomeo Soter (salvatore) salvaci dalle ire funeste del coniglio bianco
Nuvola nuvole Nuvolari
O grande Tolomeo Soter dicci la nascita latente di questi dolori
Nuvola nuvole Nuvolari
O grande Tolomeo Soter forse non siamo degni di sapere
Nuvola nuvole Nuvolari
O grande Tolomeo Soter che ci importa di sapere
Nuvola nuvole Nuvolari
O grande Tolomeo Soter solo uno spider nero ci può salvare
Nuvola nuvole Nuvolari
O grande Tolomeo Soter: via diritti verso il sole d'estate! che ormai è giunta, e in questi giorni ci ha regalato superbe giornate di sole passate a studiare
e
tieni lontane, almeno per i prossimi giorni le
Nuvola nuvole Nuvolari

martedì, aprile 17, 2007

Il gran complotto

I professori:insetti.Meschini gli insegnanti,arrapate le maestre,brizzolati i docenti.Stanno tessendo la tela da ormai moltio giorni.La tarantola bianca è stata la più brava:se state bravi vi do un aiutino.Con una mano ci fa vedere la carota con l'altra la banconota a Marino e Rusca per fare casino.
...I bambini dell'asilo...
Vestricht e Spyzziazza si erano ritrovate un compito facile.Stare zitte.Occuparsi delle loro cose,tessere la ragantela strizzando l'occhiolino agli svedesi e a quel cazzo di Canova.
...Stanno facendo casino...
Ancora meglio la Bargia.Non venire neanche fulvia pensiamo a tutto noi.
Manco il nome sapevano.
...Ci vuole un dolcino...
E poi c'erano loro:i mosconi intrappolati.Obbligati a tessere la ragnatela che avrebbe inchiappettato altri insettini.Sono io il moscone che vi fa latino?
No veramente è la Ric....shhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh.
Non nominate la Mantide Religiosa bambini.
Ma chi la Torelli?mi chiesi io pensando che il giorno dopo avrei avuto filosofia scienza latino greco e matematica.Ma non era la Torelli.
E nemmeno Domenico Russo.O la Cassandra Callandrone destinata a non essere mai creduta.
Educazionefisica Italiano Arte Inglese Fisica.
...Ci vuole uno spino...

lunedì, aprile 16, 2007

Sex Willer e la ricerca della pietra filosofale

Lui è Tex Willer: alto dalla mira infallibile non fuma non bestemmia e ricorda Christian Troy della serie Nip/Tuck.
L'altro è Kit Carson: generalmente ricordato tra i pards di Tex divide questo trono con un indiano dalle dubbie abiutudini igeniche (Tiger Jack) e il figlio segaiolo di Tex (Kit Willer).
Di solito nei blog ci si sbrodola con lungaggini riguardanti le illazioni e le glorificazioni di Tex, ma parliamo dell'altro: parliamo di Kit Carson.
Kit Carson sotto sotto altro non è che un ex postino che viene considerato un donnaiolo solo perchè girando con uno che si fa chiamare Piccolo Falco e uno che si chiama Tiger proprio come i formaggini è facile sembrare dei gran fighi.
Quindi anche Kit Carson è uno sfigato eppure, a differenza della totalità degli sfigati del mondo del fumetto, non ha doti nascoste o sogni nel cassetto che possano provvedere ad una maturazione del personaggio.Per come è stato pensato, Kit Carson altri non sarà che se stesso per tutta la vita dell'albo edito Bonelli.
Ma sarà davvero cosi'?
Ovviamente no, ed ecco che vado ad esporvi le ultime, segretissime, notizie...
Attenzione: di seguito viene rivelata, del tutto o in parte, la trama dell'opera.
Come tutti sappiamo Kit Carson è chiamato Capelli d'Argento, un chiaro riferimento al suo essere "fascinosamente" brizzolato.Partendo da questo aspetto poco sviluppato del personaggio pare che la Bonelli sia intenzionata a produrre uno speciale erotico di milleottocento pagine chiamato "Sex Willer e la ricerca della pietra filosofale" in cui si spiega il vero motivo per cui Kit segue Tex attraverso l'intero west.
Si mormora inoltre che una delle prime rivelazioni sarà questa: i capelli di Carson non sono d'argento come tutti abbiamo sempre creduto bensi' di ferro a causa di una maledizione aliena.Il pard di Tex è infatti alla ricerca della pietra alchemica per ritornare all'antico splendore dei suoi capelli, un tempo cosi biondi da essere dorati.
Stringiamoci tutti quindi, e attendiamo con impazienza nuove rivelazioni su: "Sex Willer e la ricerca della pietra filosofale"!!!

venerdì, aprile 13, 2007

lunghi cortelli

Impermeabile, cappello e occhiali da sole: un investigatore privato è sempre disposto a far saltare la propria copertura pur di non rinunciare ai mores della sua nobile categoria. Caffè in macchina, occhiali da sole, fuori è notte. Sta per succedere qualcosa; la luce alla finestra è ancora accesa.

L' investigatore privato pensa come la voce narrante dei film americani.
Stava per succedere qualcosa, pensava. Fuori era notte, e lui era giunto quasi all'ultimo sorso di caffè che, pensava, da caldo stava diventando freddo. Era il momento giusto per una sigaretta, che da spenta, pensava, stava per essere accesa. Pensava alla vita, alle sigarette, al fatto che stava cominciando a piovere e che il suo fiuto da pastore bernese ne avrebbe risentito; pensava al suo maestro di yoga, alla vita snella che avrebbe tanto voluto, pensava che avrebbe voluto essere donna; pensava alla vecchia zingara che gli aveva chiesto l'elemosina e che l'aveva irrimediabilmente maledetto: troia pensava, baldracca e mentre assorto in questi pensieri desiderava che finalmente gli concedessero il porto d'armi, mentre ricambiava le maledizioni di quell'escremento, di quel parassita della società, proprio allora successe qualcosa.
Fuori era notte. La luce alla finestra. Si era spenta.
Il baffo ha spento la luce, pensò.

giovedì, aprile 12, 2007

Il libro degli iPiroga - 30(e ultima) puntata

...Merdino vide scivolargli di fianco il corpo senza vita di Cigliegina Hawkeye; Pitone continuava a strisciare, ma gli altri erano ormai sempre più vicini.
Fermò un istante lo sguardo per poterli osservare: sull'altare violato i tre superstiti erano immobili, come sospesi nel vuoto; per terra i corpi di Rodrizio e i due cyborg, Harpo e Baro.
Irreprensibile era in uno stato di semiincoscienza, quasi stesse sognando; guardava fisso, lontano, verso il deserto.
Mister Cane, di soppiatto, ogni tanto, faceva segno a Pitone di avvicinarsi, con chissà quali intenzioni. Il serpente gli aveva intimato di non scendere dal suo dorso : il bambinetto poteva ancora essere utile. Ed infine Max Carpone, gli occhi bassi, piegato su sè stesso.

Il serpente si fermò.
Merdino vide davanti a loro lo shotgun del cacciatore di taglie; lo shotgun che si era portato via l'anima di Rodrizio. Pitone non aveva braccia: con quei moncherini uno shotgun non si poteva usare facilmente. Fu allora che il bimbo comprese. Il pitoncello l'avrebbe di nuovo ipnotizzato, ma questa volta non per raggiungere un pozzo, ma per uccidere.
Per la prima volta nella sua vita Merdino giocò di anticipo, chiamò a gran voce Mr.Cane e gli urlò:
"il serpente vuole tradirti, mi ipnotizzerà per farmi usare lo shotgun e sparare. Ma non al cuoco. I proiettili saranno per te, me lo ha rivelato , l'ho sentito con queste orecchie."
Spifferare può salvarti la vita.

La reazione a quelle parole non tardò ad arrivare. Ma non fu Mr.Cane ad usare il fucile : fu L'irreprensibile. Ma con il manico, perchè i proiettili sono il male del mondo.
Mentre Mr.Cane rovinava a terra, Merdino si allontanò dal serpente, che dalla rabbia si era tutto gonfiato, fino a scoppiare: avrebbe rincorso il moccioso e lo avrebbe stritolato.
Merdino fece l'errore di sentirsi in salvo e smise di correre, fermandosi appena superato il corpo di Rodrizio: fu allora che Pitone lo agguantò. Era finita.

E invece no. Pitone si senti afferrare da dietro. Esatto. Proprio da dietro.
...



...
Era Il brasileiro.
Irreprenibile sbuffò, agitandosi sul sedile, quando notò che nemmeno in sogno riusciva davvero a liberarsi di lui.
Rodrizio afferrò il serpente con le ultime forze che gli erano rimaste in corpo e se lo cacciò tutto in gola, masticandone il più possibile.
Merdino era salvo. Ma non poteva fare più nulla per evitare che il suo salvatore morisse soffocato, invece che per la ferita sanguinolenta.
Nello stesso tempo, Carpone si rese conto che non poteva più rimanere in quel luogo : aveva svolto il suo compito ed estraendo un bottiglino di curry cominciò a spargerlo intorno a lui.
Fece l'occhiolino all'Irreprensibile e spari in una nuvola di curry, portando con sè Mister Cane, ancora stordito dalla botta in testa.
Il cuoco che tanto tempo fa era entrato nelle loro vite ne era finalmente uscito, lasciando dietro di sè morti e inquietanti segreti, chissà quanti non ancora svelati. Merdino e Irreprensibile si guardarono : erano rimasti da soli, e anche il rombare delle moto era cessato. Della venuta dei centauri rimaneva solo il fumo nero della cadillac di Mr.Cane, bruciata.

L'irreprensibile pensò che avrebbe ucciso tutti quei maledetti finocchi come Max Carpone in un futuro non lontano, perchè l'omosessualità è una malattia. Non rivolse parola al bambinetto che aveva sventato il piano di quei due strani tipi, perchè gli ricordava molto il bambino del ping pong. (Quale bambino del ping pong? Corri a leggere episodio 11)

Si caricò in spalla i corpi di Baro e Rodrizio, col serpente che ancora mezzo spuntava dalla bocca, e se ne andò da quel tempio di quel materiale del cazzo.

Merdino rimase da solo con la carcassa del cacciatore di taglie e quella di Harpo. Era solo, spaventato, sporco, ma soprattutto si sentiva sporco dentro.
Ma era vivo, e soltanto quello contava. Lo sceriffo si sarebbe smerdato nelle mutande a sentire la sua storia: non vedeva l'ora di tornare a casa.

Irreprensibile, avviandosi verso l'aereoplano e sentendo riaprirsi la cicatrice nel culo, si domandava che cosa avrebbe potuto scrivere nel libro degli iPiroga. Avrebbe parlato bene dei suoi due amici che non c'erano più, avrebbe infangato per sempre il nome di quel cuoco finocchio, avrebbe raccontato con interesse di quegli strani individui che avevano cercato di ucciderli vendicando antiche offese subite; non avrebbe neppure menzionato il bambino. O forse si, magari dandogli un nome spregevole, come Merdino, e se ne sarebbe burlato. E, giunto alla fine, avrebbe scritto queste testuali parole, imitando Esopo che nelle sue fiabe dispensava pillole di moralità:

LETTORE, NON DARE MAI CONFIDENZA AD UN CUOCO GAY, MA NEPPURE AD UN CUOCO ETERO, PERCHè I CUOCHI NON SONO SOLO CUOCHI, SONO ARTISTI, ARTEFICI, CREATORI, SCIENZIATI...PADRI.

L'irreprensibile si svegliò urtando con la mano qualcosa di duro: era il cambio.
Era la terza sera che dormiva in macchina e che prima di coricarsi sul suo sedile pasteggiava con peperonata ai quattro formaggi. Si svegliò nella puzza di orina secca. Nel delirio del sogno, aveva scambiato il sedile di fianco per il cesso. Stordito, si domandò soltanto perchè era stato proprio il suo personaggio a sopravvivere. Ma aveva fame e rispedi' la domanda da dove era uscita, liquidandola con un "il sogno è mio e decido io chi muore e chi no". Ora doveva solo aspettare che venisse mattina, e avrebbe potuto assaporare di nuovo quella prelibatezza.

L'insegna del piccolo ristorante d'un tratto riprese a lampeggiare: Irreprensibile era il loro miglior cliente; specialità tortini di melanzane e peperonata ai quattro formaggi.

Il cuoco era ancora in cucina, a finire di pulire, ma non era solo: in un angolo il fido cane stava mordicchiando una vecchia tuba.

La scritta illuminava lo spiazzo dove Irreprensibile aveva lasciato la macchina la sera prima, e ci si era ficcato dentro.

"Chez Max"

mercoledì, aprile 11, 2007

Il libro degli iPiroga - 29 puntata

...Harpo e Baro erano l'uno di fronte all'altro; per la prima volta gli occhi verdi dei due cyborg si riflettevano gli uni negli altri. Gli stessi Mr.Cane e Irrprensibile, poco più in là, avevano smesso di tirarsi i capelli, allertati dallo scontro imminente. Le ciocche bionde di Irreprensibile spuntavano qua e là calpestate: "dio mio che orrore" - urlò uno dei cacciatori di taglie sulla cresta rocciosa.

Intanto i suoi compari stavano dando fuoco alla cadillac lilla, abbandonata poco prima. Cattivi quasi quanto i bulli del ponte. Ma proprio prima che i due duellanti potessero iniziare lo scontro, Max Carpone smise di leccare le ferite del due volte traditore Rodrizio e si frappose fra di loro.

"Harpo. . .
. . . Non ti ho creato per uccidere tuo fratello.
. . .
Deponi le armi. Ti si può definire umano in tutto e per tutto; mangi, dormi, cavalchi, ti ecciti sfogliando riviste, ma non ti ho progettato per essere sporco come noi umani, per essere un traditore come Rodrizio, un visionario come L'irreprensibile, un essere imperfetto come Baro.
Tu non ucciderai Abele , Caino."

Baro non dimeticò mai quell'istante.
L'istante in cui si rese conto di essere la prima creazione di un cuoco-scienziato, in cui capi' che se non aveva mai potuto provare davvero delle emozioni autentiche, questo era solo a causa di Max Carpone; un uomo che i caballeros non avevano incontrato per caso, e che lo aveva creato guasto, difettoso, imperfetto.
Lui, come Harpo, non si era mai chiesto da dove venisse davvero; sapeva solo di essere speciale: lui aveva la Bezzy, anche se non la faceva vedere mai a nessuno; voleva che gli altri non avessero paura di lui. Voleva avere degli amici, come Rodrizio e Irreprensibile.

Harpo non voleva credere di avere tentato di uccidere quello che non era niente di meno che il proprio padre. Lui non aveva armi nascoste nelle braccia, non era imperfetto come Baro. Ma era Caino,non Abele. E dopo, il padre avrebbe ucciso anche il fratello.

Mr.Cane capi' che Max Carpone avrebbe avuto sempre qualche segreto da svelare, rubandogli cosi la scena per sempre; e, facendo segno al serpente di avvicinarsi, pensò che forse non era troppo tardi per salire sul carro dei vincitori.

Irreprensibile aveva la lingua felpata.
Cuoco, scienziato, e pure finocchio.
Sarebbe stato meglio che Max Carpone fosse morto e che quel sogno stravolto fosse finito subito.

Dopo questi attimi eterni di silenzio il cuoco riprese parola:
"Non me ne vogliate figli miei" - e con un balzo felino spinse con forza indietro il pomo di adamo di Harpo.
Il cyborg cadde a terra.

Merdino ebbe un sussulto quando vide cadere il tuareg al suolo, ma Pitone non interruppe la sua marcia silenziosa fra la sabbia.

Baro aveva provato per la prima volta un'emozione tutta sua, che avrebbe custodito per sempre: era odio. Ma era ignaro che sarebbe stata la prima e l'ultima.
La vista gli si annebbiò, le gambe gli cedettero, il cordone che lo legava a suo fratello ed alla stessa vita si era spezzato. Max Carpone aveva spezzato il filo invisibile che univa gli uomini alle macchine, che egli stesso fra una Charlotte e l'altra aveva creato.

Merdino pensò sollevato che forse non ci sarebbe più stato il bisogno di combattere, e che tra poco avrebbe potuto tornare a casa, a Matelhuala. A fare la spia. E sorridere di nuovo.
...

Il libro degli iPiroga - 28 puntata

...Dall'alto della cresta rocciosa un bambino guardava la vallata.
Più precisamente guardava un'abbazia.
Un'abbazia fatta di un materiale molto simile ad un calcare (quindi prevalentemente composto da calcite) che si presentava in aggregati concrezionati, zonati o fibroso-raggiati, che pareva essere stato deposto principalmente in ambienti sotterranei da acque particolarmente dure.
Si presentava maggiormente in colore giallo-bruno grazie alla presenza di ossidi di ferro. Trattandosi comunque di calcite, era una pietra piuttosto tenera e facile a rigarsi.
Lo chiamavano Alabastro?Possibile, era un bel nome.
Da lassù tutti i problemi di Merdino si riassumevano in una piccola chiesetta in fondo alla valle piena di piombo.
Il super udito di mister Cane lo aveva allertato l'aveva costretto a scendere in groppa allo squamoso compare verso l'abbazia.Perchè chi sa non può fare a meno di sapere.
Merdino capi' che era quello il problema di mister Cane: sapere che se non avesse perso la mano sotto il carretto di Ramonevic sarebbe stato un grande pianista.
Ma se non lo avesse saputo?
Se Pitone non avesse saputo di essere il più fortunato scommettitore del mondo?
Se Harpo non avesse saputo di essere il Harpo Carpone?
Da lassù tutta quella calcite poteva riassumersi in un accidentale incontro di sogni infranti, di robot stipati di tritolo e di cuochi scoreggioni.Sembrava un sogno, e forse lo era davvero.
Se non avesse saputo di essere il personaggio più odiato delle precedenti ventisette puntate Merdino avrebbe quasi potuto credere di essere un sognatore.Un sognatore che da distante osservava le convinzioni altrui infrangersi le une con le altre.
Avrebbe quasi potuto credere di essre un uomo insensibile alle altrui sventure.
...

Il libro degli iPiroga - 27 puntata

...Questa volta a tingere la felpa non fu il sugo, ma il sangue.
Rodrizio cadde come una goccia di cera sull'alabastro.

"Fuoco agli indiani!" urlò Irreprensibile nelle orecchie di Baro, tirandosi fuori la rivoltella dalle mutande, ma in un attimo la navata centrale era già piena di piombo.
La vecchia Bezzy, il fucile-mitragliatore che Baro teneva nell'avambraccio destro, faceva ancora il suo dovere. E anche Baro faceva il suo dovere: era progettato per questo.
Perchè Baro era un cyborg.Lo shotgun di Hawkeye non poteva più nuocere a nessuno adesso.
Rodrizio sollevò lo sguardo insanguinato verso Irreprensibile e Max, ora vicini.
"Sapevo già da molto tempo che Baro non era un bambino come tutti gli altri.Per questo li ho attirati qui, scoprendo il nostro rifugio: per finirla una volta per tutte.Per vincere le nostre paure.Gli errori che uomini senza speranza sanno solo chiamare irrimediabili. -altri cacciatori di taglie intanto, sciamando come cammionisti stanchi sulle piazzuole, riempivano l'entrata dell'edificio con un brusio di caricatori. -Le persone di tutti i giorni non solo sono persone, le persone di tutti i giorni devono anche essere cuochi se vogliono mangiare, se vogliono vivere.Ma anche i cuochi non sono solo cuochi Irreprensibile: sono artisti, artefici, creatori..."
La vetrata centrale alle spalle di Rodrizio esplose.
"...padri!" Harpo atterrò nel centro della scena in un turbinio di cocci multicolore.
Il volto di Harpo e di Baro era lo stesso, ma ora solo uno dei due provava la paura...

Il libro degli iPiroga - 26 puntata

...Irreprensibile si staccò dall'abbraccio di Max lentamente, covando qualcosa, forse risentimento.
Baro e Rodrizio erano troppo occupati a rattoppare la felpa prifirita del cuoco per accorgersi della lieve punta di amarezza sul volto irreprensibile dell'amico.La felpa era molto bella: tutta nera con scritto suite iears e un grosso cuore di sugo sgocciolato sul davanti, la felpa attraverso cui un Baro falso aveva sparato al proprio maestro.

Fuori dal sogno fumoso, al di là della sierra arsa ed immobile, Irreprensibile si lanciava nei commenti più turpi: sogno di merda, catastrofe mentale, grande bozza malscritta impeciata di orina erano sicuramente i suoi preferiti, o perlomeno, quelli che usava più spesso.Il sogno era ormai sfuggito ad ogni suo tentativo di controllo: aveva sperato nella morte di Merdino eppure niente era successo, aveva scoperto l'incapacità del suo subconscio di creare trame solide e plausibili.Eppure, anche se forse non voleva riconoscerlo, Irreprensibile aveva cambiato qualcosa, aveva aumentato il ritmo di quella storia che ora sfrecciava veloce sotto le ruote chiodate della sua noia.La trama ci sarebbe stata, si sarebbe svolta, avrebbe vissuto: ma rapida, indolore, incolore, impalpabile come il peto di un grillo sotto il sole cocente d'agosto.
Agosto...deserto...la facoltà di libera associazione del cervello sognante dell'Irreprensibile incominciò a lavorare sodo, l'audience richiedeva la pugna, e la pugna avrebbe avuto.
Le recenti rivelazioni dovevano esplodere in un altisonante assolo di banjo.
Duello.

Gli speroni scivolavano sull'alabastro come il grasso di balena sul ponte del Pequod.Duello.Un indiano."La giustizia non è ardore giovanile e decisione energica e impetuosa : giustizia e malinconia." fucile a canne mozze.mozzarella.cherry. piume di struzzo.indiano.duello.Tutti nell'abbazia si girarono verso la voce.Una figura imponente: si ergeva dominando la navata centrale.Bombetta e piume, ma non un alpino: un indiano.
"Chiedo venia per essermi intromesso senza garbo nella vostra rimpatriata: il mio nome è Cigliegina Hawkeye; cacciatore di taglie."
Lo shotgun vibrò nel colonnato pieno di stelle.
...

martedì, aprile 10, 2007

Il libro degli iPiroga - 25 puntata

... Max Carpone era vivo.
Baro e Rodrizio tirarono fuori dalle tasche dei piatti, e prontamente si tuffarono ai suoi piedi richiedendo tortini di melanzane: il cuoco era mancato a tutti.

L'irreprensibile per una volta chiese spiegazioni e non si fidò di un morto tornato vivo. Non si fidò neppure dell'ipotesi che fosse una magia del tempio di alabastro: voleva sapere.
E Max Carpone lo soddisfò, come aveva sempre voluto fare. Gli parlò del proiettile di Harpo, della sua faccia uguale a quella di Baro, della partita di ramino mai terminata, della pietà suscitata a tal punto da non avergli scaricato addosso il caricatore, del suo essersi finto morto e della sua trovata geniale di scoppiarsi un testicolo per riempire la stanza di sangue, del libro di ricette che portava sempre sul cuore, e che gli aveva salvato la vita, del suo svenimento successivo veritiero, del suo risveglio nella capanna in fiamme, della fuga atroce con una mano sull'inguine, delle cure ricevute a Matelhuala, del suo rinnovato rapporto di fede con qualcuno più grande di noi lassù, della sua tristezza per averli perso per sempre, del suo arrivo al tempio per pregare, dello stupore e della gioia che lo avevano colto quando aveva sentito le loro voci, ed infine della decisone di abbandonare il mestiere di cuoco per prendere i voti.

Baro e Rodrizio avevano le lacrime agli occhi a sentire queste parole.
L'irreprensibile abbracciò quel cuoco finocchio come non aveva mai fatto. Ora che non c'era più il morto, si poteva tornare a casa, a Matelhuala; e indagare su chi un morto sul terreno lo voleva lasciare...

Il libro degli iPiroga - 24 puntata

...Irreprensibile aveva preso da parte Baro e gli stava sussurrando qualcosa :

"Sono felice qui, i merovingi sono sempre felici in mezzo all'alabastro; ma stai attento all'arenaria, mentre si sta nell'arenaria gli altri escono, e tu non lo sai mica dove vanno Baro. Lo sai mica? No."

Baro pensò che Rodrizio avrebbe dovuto dare un occhiata anche al cervello del loro amico, oltre che ricucirgli le chiappe. Non colse il senso di quelle parole, se mai ve ne era uno, ma fu ugualmente felice perchè la parola arenaria gli faceva venire in mente il Pensatoio, e gli faceva tornare voglia di cagare. Perchè Baro amava cagare in mezzo all'arenaria.

Erano arrivati al tempio che avevano scorto in volo. Dell'interno non rimaneva nulla e all'esterno vi era di fatto soltanto un ampissimo altare tutto di alabastro. L'irreprensibile si inginocchiò dinnanzi alla statua mutilata di un qualche dio.
Un raggio di luce illuminò il tempio. Un prodigio: la figura di Max Carpone emerse da dietro la statua.



Intanto, al di là della cresta rocciosa, la Cadillac di Mr.Cane era arrivata a destinazione...

Il libro degli iPiroga - 23 puntata

...Erano passate ormai molte ore da quando Merdino aveva ripreso coscienza nel pozzo. Era passato anche il pozzo. Ora erano in viaggio.
Pitone e gli altri non lo avevano fatto fuori soltanto per la sua giovane età: "io i bambinetti non li ammazzo, semmai li violento" - aveva gracchiato Mr.Cane.
Ma tuttavia non lo avevano lasciato libero. Era un testimone, l'unico.

Merdino aveva capito che ad uccidere Max Carpone non era stato Baro, ma Harpo, quello strano figuro che se ne stava sempre silenzioso in disparte. Merdino aveva spifferato male.
Baro era un fuggitivo ma era un baro innocente. Prima che il senso di colpa lo logorasse, avrebbe dovuto avvertire lo sceriffo, ma le mani ed i piedi legati al momento glielo impedivano.
Sapeva dove erano diretti, però. Aveva sentito Mr.Cane parlare cosi:
"E' una vera fortuna che uno dei caballeros sia un traditore. Senza Rodrizio non avremmo mai potuto trovare il luogo dove quello psicopatico dell'Irreprensibile li aveva costretti ad atterrare.
Alabastro...Puah."
...

martedì, aprile 03, 2007

Il libro degli iPiroga - 22 puntata

Fine primo tempo.
Finalmente venne la pubblicità.
Irreprensibile era conscio di essere sempre all'interno del sogno ma almeno nelle pause pubblicitarie sapeva di potersi alzare tranquillamente , poteva andare a pisciare e commentare ad alta voce quella pellicola scadente che il sogno gli costringeva a guardare.
Forse essere cosi goloso di peperonata ai quattro formaggi non era un pregio come aveva sempre pensato.
Non faceva sogni cosi' strani dalla terza media, quando la febbre dei pokèmon lo aveva costretto a sognare cose che non voleva.
Ma quale febbre lo costringeva a fare questo sogno in cui, seduto davanti al monitor piatto e senza vita, era costretto a guardare il film su un libro che lui stesso era sicuro non aver mai scritto?Forse la febbre del sabato sera?Eppure era mercoledi'...forse si trattava dei famosi mercoledi di Pippo, in cui l'allampanato beone invitava Topolino per leggergli le sue ultime creazioni?Anche quella tesi era impossibile: Topolino lo leggeva solo dal dentista.
Irreprensibile senti' che la pausa stava per finire: "Che palle" pensò "il mio personaggio ha perso le chiappe e ci sono un sacco di cose che vorrei cambiare, cose che vorrei dire. Ma questo sogno mi costringe alla visione: mi tarpa le ali."
Comparve l'ignobile scritta: inizio secondo tempo.

lunedì, aprile 02, 2007

Il libro degli iPiroga - 21 puntata

...Rodrizio e Baro, presi da un sentimento di pietà scaturito dal timido sorriso del loro amico, con uno sguardo complice, decisero che sarebbero scesi colà dove il fato, o forse il vaneggiamento di un uomo, li aveva condotti. Chi erano loro per negare questo all'Irreprensibile? Chi erano loro per farglielo annusare e poi non concederglielo? Sarebbero scesi.
Gli occhi dell'Irreprensibile scintillarono.


Una scintilla risvegliò Merdino dallo stato di incoscienza in cui era piombato. Pitone gli aveva permesso di riappropiarsi del proprio corpo ora che li aveva raggiunti, e il serpentello, guardandolo toccarsi il viso, sogghignava. Merdino strabuzzò gli occhi, e si guardò intorno: davanti a lui un essere basso vestito da maggiordomo, un uomo che per l'aspetto gli ricordava un tuareg ed un serpente in una cesta troppo piccola per contenerlo tutto. Pitone lo fissava con i suoi occhietti rossi: respirava la sua paura. Ma Merdino non aveva paura.
Ora aveva il controllo del suo corpo, almeno. Mr.Cane dall'angolo buio del pozzo dove si trovava, ruppe il silenzio: "grazioso bimbo, ti trovi qui perchè questa notte hai visto quest'uomo ucciderne un altro, e a quest ora avrai spifferato già tutto a papàsceriffo. E tutto questo non va bene, spifferino."


La notte di Matelhuala stava per finire; il sole tra poco avrebbe di nuovo illuminato la Sierra Orientale.
...

Il libro degli iPiroga - 20 puntata

Il Messerschmitt filava liscio sopra la sierra ormai da molte ore.
Le nuvole sembravano aprirsi davanti a loro come una corte eterna ed immacolata.
Un vero splendore.Per un attimo il ricordo delle ultime ventiquattrore sfuggi' lasciando spazio alla meraviglia del volo.
Poi irreprensibile cominciò a dare i numeri: erano coordinate.
Spinti più dalla curiosità che dalla speranza gli altri due individuarono lo spoglio punto di mappa che l'amico in delirio stava indicando.Baro e Rodrizio pensarono che raggiungere quel luogo avrebbe comunque avuto più senso che girare alla cieca guidati dal caso.
Ma il brusco virare dell'aereo aveva reso più foschi i pensieri di tutti come se l'idea di avere una meta da raggiungere li opprimesse e gli rendesse sgradevole il costante rombare del Messerschmitt Bf 109.Tutti ora si accorgevano di essere stanchi, sporchi, affamati.
Tuttavia, come si sa, tutte le fatiche del viaggio vengono accantonate in favore della gioia più pura quando si profila la vista della meta.
La mappa sbagliava: quel piccolo lembo di terra non era deserto: vi sorgeva un'abbazia, un'abbazia di puro alabastro.
Irreprensibile sorrise...

venerdì, marzo 30, 2007

Il libro degli iPiroga - 19 puntata

...Harpo osservava con occhi curiosi il bambino che si era trovato di fronte. Merdino era immobile, sembrava che, sotto quel corpo che non lasciava trapelare nessuna emozione, l'anima di un bimbo spaventato stesse spingendo disperatamente per liberarsi.
Spione bastardo, ma pur sempre un bambino.

La storia di Pitone aveva lasciato Harpo inquieto. Non a caso, era lui quello che più lo aveva convinto ad abbandonarli. E non Mr.Cane. Lui. Con le sue paroline sussurrate, le sue frasi sibilline, quel fare strisciante e ambiguo. Però, non era triste che lo avessero ritrovato. Ora potevano, persino loro, trovare un modo di recargli conforto.

Harpo stava male. Non solo da quando aveva ucciso quell'uomo, da molto prima. Dal maledetto giorno del Gran Torneo di Timesplitters. Harpo era uno sbandato, viveva in macchina, mangiava arachidi tutto il giorno, passava le sue giornate dentro gli internet cafè a fare amicizia. Ma non con le altre persone, con Wikipedia, l'unico che non si stufava mai di lui ,l'unico che sapeva sempre di cosa aveva bisogno, l'unico che quando aveva voglia di cercare le paroline sporche gliele faceva trovare, e subito.

Non ricordava perchè si fosse iscritto a quel torneo; ricordava soltanto che laggiù, in mezzo a tanti svitati, aveva trovato l'amore vero: si chiamava Wendy.
Mora, fumava il sigaro, un tocco di barba sulle guance paffute: bella come un cherubino.
Sparando, si erano potuti conoscere meglio, lei gli aveva raccontato che partecipava per vincere il primo premio in denaro; si era allenata molto per non fallire. Solo dopo un'ora di gioco Harpo notò il ratto che Wendy aveva appollaiato sulla spalla, immobile.
Per amore avrebbe chiuso un occhio anche su quello: quando Wendy fu eliminata, arrivò a prometterle che avrebbe vinto per lei, solo per lei. Non avrebbe dovuto fallire.

Ma non aveva calcolato i Caballeros.L'irreprensibile e Rodrizio giocavano bendati. Baro invece, che non era un granchè, era rimasto in macchina, a studiare come arrivare in quei paesi dell'est di cui L'irreprensibile sotto oppiacei sempre parlava. Harpo fece il miracolo, eliminò Rodrizio, a cui per la rabbia venne voglia di partorire con dolore, ma non bastò. E si sa, due miracoli vicini sono rari. L'irreprensibile lo umiliò tenendo con una mano il controller, e modellando la creta con l'altra. Aveva tradito la fiducia di Wendy. Era un perdente.

Un perdente non ha successo con le donne.Neanche con quelle baffute.

Harpo aveva ancora vivo il ricordo della sua fuga urlante, delle lacrime, dei rutti di disperazione della bella. Ma soprattutto dello strano incontro che aveva fatto, appena arrivato fuori.
Pitone, per farlo salire in macchina, lo aveva dovuto ipnotizzare, proprio come ora aveva fatto con questo ragazzino.
Ma lui e Mr.Cane erano le uniche carte che Harpo poteva giocare per attuare la sua vendetta.
...

giovedì, marzo 29, 2007

Il libro degli Ipiroga - 18 puntata

...Harpo sentiva uno strano suono scendere dalla superfice, sembrava una voce di bimbo ma nel suo cadere giù verso il fondo del pozzo rimbalzava tra le pietre umide e lisce distorcendosi ed amplificandosi:
"Questa è la danza del serpente..."
"Caro Harpo, un tempo anche io ero un bambino, uno di quelli belli e buoni, uso ad una sola e grande passione: l'azzardo.Vivevo in un piccolo villaggio di frontiera, dove mi guadagnavo da vivere vivendo sulle scommesse più impensabili.Conoscevo solo un risultato: la vittoria..."
"...che vien giù dal monte..."
"...un giorno una macchina dai vetri oscurati giunse al piccolo villaggio dove vivevo, nulla si sapeva dei suoi occupanti se non che fossero in tre: c'erano le condizioni ideali per una scommessa.
Chiamai il bambino più povero del paese e gli proposi una scommessa, una scommessa da vero spaccone: mi giocai la cascina che il primo a scendere da quella macchina misteriosa sarebbe stato un centauro viola. Se avessi sbagliato -ed ero ben sicuro di non sbagliare- il bimbo avrebbe avuto la mia cascina altrimenti non avrei ottenuto niente da lui se non la fama e la gloria.Una scommessa da vero spaccone.
La portiera si apri' e ne usci un uomo che, per quanto brutto, era ben lontano dall'essere paragonabile ad un centauro viola. Persi la cascina ma non la voglia di scommettere.
Chiamai quindi il secondo bambino più povero del paese e gli proposi una scommessa: mi giocai l'intera collezione dei francobolli del papa buono in cambio di nulla.Putroppo il secondo ad uscire, per quanto cercassi, non aveva una coda fiammeggiante.Persi tutti i francobolli ma non la voglia di scommettere.
Erano le prime volte che perdevo: chi potevano essere quegli esseri misteriosi che avevano smentito i miei vaticini?"
"...per ritrovare la sua coda..."
"Fu allora che per rifarmi scommisi che l'ultimo a scendere sarebbe stato un porco dai lunghissimi capelli biondi, giurando che se avessi sbagliato avrei perso per sempre la mia dignità e avrei strisciato sul ventre mangiando polvere e cenere per il resto dei miei giorni.
Sul porco ci avevo quasi visto giusto, ma non aveva lunghissimi capelli biondi.
Quei tre uomini della macchina dai vetri oscurati, che in seguito seppi chiamarsi "i tre caballeros", avevano distrutto la mia vita, avevano oscurato e sconfitto il mito del grande maestro della scommessa.Dovevano pagare."
"..che ha perso un di' !"
...

mercoledì, marzo 28, 2007

Il libro degli iPiroga - 17 puntata

...Merdino stava camminando da una buona mezzora, solo.
Aveva salutato lo sceriffo di fretta, senza la consueta reverenza: strano.
Perchè lo sceriffo era il padre che Merdino non aveva mai avuto.
Le sue gambe andavano da sole; era in uno stato di completa inscoscienza. Si rendeva conto di non aver più il controllo del proprio corpo. L'ultimo ricordo che aveva, era ancora legato alla moneta che lo sceriffo gli aveva donato. Aveva ancora il desiderio di lucidarla, di farla brillare come se fosse stata davvero d'oro, e invece, ora che il suo corpo non rispondeva più ai suoi comandi, il cioccolato si sarebbe certamente sciolto, macchiando tutto il panciotto.

Non avrebbe neppure potuto gustarsi il premio del suo lavoro. Quando gli sembrava che fossero passate già ore dal momento in cui il suo corpo lo aveva abbandonato, si ricordò della squama.
Era una delle ultime cose che ricordava. Quella squama lucente, che si era ritrovato nel panciotto in chissà quale modo, doveva essere la causa di questo suo stato che non sapeva neanche ben definire.
Ma intanto il corpo ormai privo di volontà di Merdino era lontano dalle porte della città.
Merdino era arrivato al pozzo.
...

lunedì, marzo 26, 2007

Il libro degli Ipiroga - 16 puntata

...dopo la soffiata, Merdino si sentiva decisamente meglio: più libero, come se insieme ai segreti altrui avesse anche spifferato una gravosa flatulenza.Si appoggiò alla balaustra del balcone rosso del Teatro di Giustizia.
Matheuala si stendeva sotto di lui, caotica e vergognosa come le scritte che coronano i numeri di telefono nei bagni degli autogrill.
"Ottimo lavoro" pensò Merdino cercando nelle tasche del suo panciotto unto qualcosa per lustrare il soldo che lo Sceriffo gli aveva dato come ricompensa, ma la sua ricerca all'improvviso si interruppe: "cos'ho qui?".
Una squama.
Una squama di serpente...

Pitone arrivò con i rinfreschi che Mr Cane stava ancora piangendo, gli diede baci sulla testa scoperta dalla tuba per tranquillizzarlo e gli strinse l'uncino nella coda.
Aveva bisogno d'affetto - diceva.
Harpo intanto si chiese dove si trovassero, non ricordava come fossero arrivati in quel pozzo umido e scuro, illuminato debolmente solo da alcune lava lamp e, per quello che poteva vedere, arredato ispirandosi ad un posacenere pieno.
Si accorse che Pitone gli stava parlando solo qualche minuto dopo: "...e sono contento che tu me l'abbia chiesto Harpo, perchè nonostante le avversità e le sorprese che ogni giorno la vita ci riserva, sono sempre felice di raccontare la mia triste triste storia..."
...

domenica, marzo 25, 2007

Il libro degli iPiroga - 15 puntata

...ecco Mr.Cane apparire dalla notte, con la consueta eleganza, avvolto in un mantello di stelle; il cielo della Sierra è la sua livrea. Monocolo, tuba, bastone; due passi di tip tap, un rapido inchino e un accenno di baciamano alle signore presenti. Harpo non le vedeva, ma lui sapeva che c'erano e stavano aspettando solo lui.

Mr.Cane possedeva un passato importante, molto più stimolante di tutto quello che la vita poteva ancora offrirgli. A quattro anni non sapeva nuotare, ma accarezzava quei tasti come se fossero cuscini; a sei conosceva ogni singola nota delle sinfonie di Ludovico Van; a otto esordiva in concerto a Mosca; a dodici era il più grande pianista che il mondo avesse mai conosciuto.
Non fosse stato per L'incidente.

Era una mattina tremendamente fredda; Mosca era li, immobile nel suo candore; i bambini normali quel giorno se ne sarebbero stati a casa, niente scuola, almeno una domenica ogni tanto: troppa neve.
Ma Mr.Cane non era un bambino normale.
Non si poteva dire nemmeno che fosse un bambino, sebbene le primavere fossero ancora soltanto tredici. Tredici anni appena compiuti.
La sera prima non aveva prestato ascolto ai consigli della signora madre: aveva letto iPiroga fino a tardi, troppo tardi; fino alla mattina successiva.
La pupa e il pochefanatico era troppo avvincente.
E lui aveva scoperto quel sito rovina-giornate solo quel giorno stesso. Non poteva andare a dormire senza sapere.
Fatta mattina, la luce del sole che filtrava dalle finestre, e i rumori della città appena sveglia, non gli permettevano di prendere sonno, ora che voleva. Allora, infilato il cappotto, cautamente usci', all'insaputa della signora madre.
Non avrebbe mai potuto sapere che, una volta uscito, il destino lo avrebbe pugnalato alle spalle.

Troppo monitor. Si sentiva gli occhi gonfissimi. E, quando vide per strada un sombrero, non ci fece caso: non pensò ad un'allucinazione, ad uno scherzo che la vista affaticata gli stava tirando. Pensò che quello fosse un invito per lui da parte dei caballeros.
Visto che hai letto tanto, ti premiamo: sarai il quarto caballeros.

Quando irruppe sulla strada di corsa per raccogliere quel sombrero, il carretto dei pony di Ramonevic non poteva più frenare la sua folle corsa, determinata dal pianto dei bambini che volevano tornare a casa, determinato a sua volta dalla puzza di merda.

Quel giorno Mr.Cane perse la mano destra sotto le ruote di un carretto impazzito, trainato da pony russi puzzoni. E non potè mai più suonare il piano.
La colpa era solo loro: i maledetti iPiroga.
...

venerdì, marzo 23, 2007

Il libro degli Ipiroga - 14 puntata

...E l'alba salutò il decollo dei tre caballeros: ormai, senza più legami con il mondo, volavano verso un imperscrutabile destino.
Intanto poco lontano, un bambino, unico testimone dell'omicidio di Max Carpone, corre verso il Teatro Giudiziario Di Matehuala, il suo nome è Merdino.
Benchè la sua sia un infanzia travagliata, fatta di gradassi padroni di spiagge e di forconate nel pancino, Merdino è riuscito, col tempo, a trovare la sua vocazione: fare la spia.
Ha fatto la strada per raggiungere il Teatro Giudiziario Di Matheuala tante di quelle volte che la conosce a memoria, tuttavia il piccolo resta sempre incantato alla sua vista: le pistole, gli elefanti, le piume di struzzo, le chincaglierie esotiche, i riflettori, i prigionieri bendati e con le natiche al vento, le raffiche di mitra in lontananza, le scenate isteriche dei sergenti ai loro commilitoni, la banda vestita d'oro e d'argento, il profumo di patchuli tutto intorno, i grossi sacchi di caramelle ammucchiati presso gli stipiti delle porte a disposizione dei visitatori...
Entra nella sala dello Sceriffo senza neanche bussare: è un vecchio amico.
"Max Carpone è morto.Assassinato.E'stato Baro: l'ho visto con questi occhi."
...

giovedì, marzo 22, 2007

Il libro degli Ipiroga - 13 puntata

L'Irreprensibile non delirava quando parlava della fiesta latina. No, diceva soltanto che se avessero preso il volo e fossero fuggiti, i caballeri si sarebbero persi la fiesta latina: sifilide assicurata. Non delirava quando raccontava i suoi sogni ai suoi compagni attoniti e addolorati: lo credevano pazzo, malato, ebreo; l'Irreprensibile mentre dormiva li aveva perfino sentiti ipotizzare il suo abbandono.
L'Irreprensibile era ormai deciso a condividere senza discutere: forse fuggire era l'unica speranza, e Versailles non era poi così lontana. Si propose dunque di tacere a tempo indeterminato.

Il libro degli Ipiroga - 12 puntata

...Rodrizio fu l'unico a rimanere lucido: "Sono mesi che Lo Sceriffo cerca un motivo per incastrarci, se ci becca con un cadavere tra le mani siamo fregati!"
"Non siamo fregati: siamo merovingi!" urlò l' Irreprensibile nel delirio delle febbri.
Consumata la fagiolada il cervellino di Baro aveva ripreso a funzionare, stava elaborando un piano e per farlo gli serviva tutta la tranquillità del Pensatoio: il cesso che lui e Max Carpone avevano scavato insieme nell'arenaria.
Uscito alleggerito dal Pensatoio Baro iniziò a mettere in pratica la sua strategia: raccolse le poche cose di cui avrebbero avuto bisogno e, realizzata una lettiga per l'Irreprensibile ferito, appiccò fuoco alle capanne con l'aiuto di Rodrizio per cancellare eventuali indizi utili ai loro inseguitori.
La pira funebre di Max Carpone illuminò a giorno tutta la sierra.
Incominciava ora la seconda parte del piano di Baro; trasportando per ore nella notte la barella i tre giunsero presso una lugubre caverna nella quale il vento rincorrendosi tesseva i suoni più cupi.
Ma nonostante la paura per l'oscurità incombente Baro e Rodrizio portarono l'amico ferito dentro la spelonca, solo la loro tenacia sovrumana li spingeva sempre più dentro la terra: un'ancora di salvezza li stava chiamando.
Acceso infatti un lumino i tre furono ricompensati dalla vista di un Messerschmitt Bf 109 custodito in splendide condizioni dal freddo della caverna e dalla segretezza del cuoco per quel piccolo tesoro.
L'eredità di Max Carpone era un caccia monoposto del 1938, ed era la loro unica speranza.
...

mercoledì, marzo 21, 2007

Il libro degli iPiroga - 11 puntata

...L'irreprensibile era sdraiato, ricoperto di salsedine; la brezza leggera gli faceva ondeggiare le ciocche di capelli biondissimi. Dopo un sonnellino in riva al mare, cosa c'è di meglio di una partita di ping pong?
Passò davanti a quella diavoleria che tante volte gli aveva passato la scossa, tentando di stabilire un contatto: no, stavolta niente videogiochi. Ping pong.

Al tavolo gli amici di sempre, quelli di tutte le estati, quando i caballeri non si facevano sentire. A volte anche per settimane. In più soltanto un fanciulletto. Solo. Mani dietro alla schiena.
Toccava a lui giocare, sosteneva.
Piagnucolava che aspettava da più di tre partite. Aveva perso il conto.
Illuso.

"Me ne sbatto di te; lo sai chi è il padrone di questa spiaggia che ti piace tanto? Vuoi continuare a venirci anche il prossimo anno?"
Poteva bastare. L'irreprensibile smise di fare la voce grossa, sgonfiò il torace e si mise a palleggiare, voltato.
Errore.

Non sai mai cosa puoi aspettarti da un bambino.
Rabbia. Da dietro la schiena spunta una pietra. Rabbia.
L'irreprensibile si piegò sul tavolo da ping pong.


Ecco la sensazione di nausea che ritornava. Anche quella volta, L'irreprensibile era svenuto in modo tremendamente teatrale. Un vero specialista dello svenimento.
Rodrizio gli stava ricucendo una chiappa, mentre Baro camminava nervosamente in mezzo alla piccola stanza, scavalcando il cadavere del cuoco con molta attenzione. Ma tanto in Messico i cadaveri mica li guardano. E' gia tanto che li trovino.

Baro si tormentava. Finirla? O lasciarla li per non contaminare la scena del crimine?
Una fagiolada sprecata così, questo si che era un vero delitto.
L'irreprensibile ruppe il silenzio.
"Dobbiamo fuggire...hanno scoperto che siamo merovingi."
...

martedì, marzo 20, 2007

Il libro degli Ipiroga - 10 puntata

...Irreprensibile arrivò alla porta della capanna quando ormai era buio da un pezzo.
Era senza fiato. Che serata erotica! -pensò- osservando il bollino rosso comparso improvvisamente in basso a destra, sicuramente qualcuno stava dicendo sconcezze nelle vicinanze e ancor più sicuramente quel qualcuno era Rodrizio, che scriveva parole proibite sul monitor per poi leccarlo e sentire che sapore avevano.
Il sapore della perdizione.
Irreprensibile scosse la testa col movimento lento di chi ha dedicato tutta la vita ad allenare un Metapod fino al livello cento.Era stufo di tutto quel messico.Stufo di quella polvere che entrava dappertutto, stufo della fagiolada e dei bizzarri cuochi che cercavano di entrargli dappertutto.
Ora era stanco di tutto, ma conoscendosi confidava che presto le vecchie passioni lo avrebbero ripreso, proprio come a Matehuala gli era tornata la voglia della stecca.
Entrò nella stalla, dove aveva nascosto i suoi tesori prima di uscire; non si fidava troppo dei suoi compagni, soprattutto di Baro: gli metteva i bastoni tra le ruote ogni volta che cercava di uscire dalla carreggiata imposta e caldeggiata dall'abitudinario e malleabile Rodrizio; una vera peste.Apri' il sacchetto sotto la paglia controllandone il contenuto, c'era tutto, specialmente Lui.
Poi, acceso il gameboy avverti' di nuovo quella sensazione...come di leggerezza...si guardò le natiche è le scopri' insanguinate: mancava una libbra.Prima di svenire per la vista del sangue ebbe ancora il tempo di sorridere: Metapod era in forma smagliante quella sera.
...

Il libro degli iPiroga - 9 puntata

-potrei raccontarvi miriadi di storie,valanghe di episodi minori,decine di racconti pornosoft...ma qui c'è una trama da rispettare...the show must go on- Proverbio cinese

...L'irreprensibile era stufo; si era stufato dei caballeros, ma soprattutto aveva i maroni gonfi a stare a sentire quello stupido cuoco. Certo, cucinava divinamente, e gli aveva anche curato l'impotenza, ma solo per quello doveva sorbirsi le sue avances tutte le sere?

Ecco perchè aveva capito che Rodrizio non era veramente gay, alla prima occhiata.
Perchè era lui che era....GAY. Gay gay gay gay gay gay gay.
Ma quelle melanzane fritte....

L'irreprensibile aveva la testa che gli scoppiava. Doveva uscire da quella capanna.
E cosi fece. Salvandosi la pellaccia.
Mentre nella capanna si consumava il più atroce dei delitti, l'uccisione di un cuoco, lui era a Matehuala, alticcio, che giocava a biliardo.
Ma non giocava soltanto per l'onore.
Si era giocato una libbra di carne con il giudeo, il meschino.
One match, one ebreo-burger.
Ma qualcosa andò storto.

Intanto continuava a bere.
Una boccata d'aria.
Un tale gli offri una tirata di pipa.
Che schifo il Messico - pensò.
Non sentiva più l'odore di melanzane fritte.

E li vedeva. Sardi dappertutto. Doveva scappare, andare ad avvertire gli altri; sarebbero scappati con lui, perchè tanto,alla fine, la complicità trionfa sempre.
Anche se è un cuoco a farne le spese.

Non sapeva che, in quello stesso momento, Max Carpone ne stava facendo davvero le spese.
Baro e Rodrizio notarono che la capanna era stata completamente messa sottosopra. La branda dell'Irreprensibile era stata rovesciata.
Chiunque fosse entrato lì, non cercava Max; il cuoco era solo al momento sbagliato nel posto sbagliato.
Era l'Irreprensibile il bersaglio.
...

Il libro degli Ipiroga - 8 puntata

...eppure, raminghi e maledetti, trovammo una figura amica.
Era un cuoco.
Il cuoco aveva curato l'impotenza dell'Irreprensibile,
aveva avuto una lunga chiaccherata con Rodrizio
aveva scosso Baro dal sonno della ragione
e con una potente fagiolada aveva scosso le nostre budella.
Quell'uomo che ci aveva liberati da oscuri sortilegi e che ci aveva
difeso dalle insidie di una terra sconosciuta altri non era che Max Carpone.
Tuttavia gli uomini che rifuggono il vizio sono spesso toccati da strane e
puntualmente inascoltate doti profetiche.
Ottenuto finalmente tramite le sue conoscenze il fatidico
visto il cuoco ebbe un ripensamento: balterava di wurstel mal cotti
e di presagi acrilici di tassi licantropi e di ostesse multiple
cosicchè, preso dal terrore, rinviò la nostra partenza
invitandoci a trascorrere qualche tempo insieme a lui.
Era diretto nella Sierra Orientale ed il nostro sentimento di riconoscenza
nei suoi confronti, unito ed amplificato dalla brama d'avventure,
ci spinse a seguirlo senza tuttavia sapere quale paura lo avesse indotto
a farsi accompagnare nel suo viaggio.

Ma torniamo nella capanna:
Rodrizio ha spento il fuoco sotto le immancabili melanzane fritte e Baro
ispeziona la scena del delitto; vigliacchi, il duello era impari:
gli hanno sparato un gioiello piombo nel cuore mentre lui
poteva solo sparare cazzate.
...

lunedì, marzo 19, 2007

Il libro degli Ipiroga - 7 puntata

...giù nella valle, dove la ceretta era ormai un'abitudine, dove il macabro rituale di radersi i peli era divenuto ormai un' usanza diffusa e lodata, dove le donne erano libere di circolare per strada senza correre il rischio di essere barbaramente stuprate, bè insomma, laggiù, dove era arrivato il progresso era arrivato anche il vizio. Si, la gente era diventata più sofisticata, persino i loro sogni erano cambiati.

Eravamo nell'Est, in un paese dove gli operai venivano fatti accoppiare con gli operai, dove i viaggiatori non erano ben visti: nessuno capiva chi fossero. Attendevamo alla frontiera un lasciapassare, il visto di accettazione; avevamo molto da aspettare, decidemmo di ingannare il tempo facendo un giro nel paesino di frontiera. E ci perdemmo; uno finì con una ragazza ubriaca, altri continuarono, incontrarono persone, tentarono di rubare macchine; poi uno si perse: restò solo.

Entro in un bar, stringo amicizia con un giovane gay, gli rovescio il caffè addosso e decido di andare in cucina a prendergliene un altro. Ma in cucina c'è un gatto con le zampe di gallina, nulla di drammatico ne di comico, non riesco a capire, infatti, cosa ci sia di sbagliato nell'animale; qui c'è lo zampino dei topo, ma anche della stregoneria e di una frangia dell'Opus Dei. E infatti un topo mi si infila nei pantaloni e mi risale fino all'inguine lasciandomi impotente. Meglio impotente che gay. Gay come Rodrizio: e qui la trama si infittisce...

Il libro degli Ipiroga - 6 puntata

...improvvisamente la piccola luce che accompagnava Harpo nella sierra si spense
si spensero anche le stelle nel firmamento
si spensero le luci dei lampioni
si spensero perfino le lucciole
e le case chiuse furono costrette a chiudere per davvero.
Harpo era spazientito: la pagina seguente era il paginone centrale
e adesso non ci vedeva una mazza.
Nemmeno il cavallo si vedeva,
non si sentiva neanche il suo lieve nitrire,
nè i suoi sonori peti alla biada e fagiolada.
Harpo era solo, solo nel buio, ma non aveva paura
solo le donnicciuole buone a giocare a rubamazzetto avevano paura: lui no.
Lui si stava cacando sotto.
Improvvisamente senti' il terreno mancargli sotto i piedi:
l'erba della sierra lasciò il passo ad una disordinata serie di squame;
squame gigantesche.
Harpo percepi' un latrato intervallato
da catarrosi colpi di tosse dietro di sè,
ormai i suoi sospetti poterono dirsi fondati:
Mr Cane ed il Pitone erano ritornati, mossi dall'antico patto che li legava...

domenica, marzo 18, 2007

Il libro degli iPiroga - 5 puntata

...Harpo amava cavalcare nelle notti stellate: lui, il suo adorato cavallo, il sapore umido della cordigliera, il sapore umido della sua inseparabile compagna di viaggio. La rivista.
Solo per veri gringos.

Ma quella notte era diversa. Harpo aveva appena ucciso un uomo. Lui che non sapeva provare dolore, quella notte lo aveva provocato ad un altro uomo.
L'odore del sangue si mescolava a quello della fagiolada.
Baro giurava di aver sentito scorreggiare il cadavere di Max Carpone. Era morto facendo la cosa che preferiva, dopo cucinare.
Harpo intanto si era allontanato abbbastanza da potersi fermare, e starsene qualche minuto a mente fredda sotto il cielo stellato. Improvvisamente gli venne voglia di rivista. Cominciò a mettere le mani nella sacca, che degli occasionali compagni di bevuta gli avevano regalato anni fa. Si erano conosciuti ad un torneo di Timesplitters.

Dove diavolo era finita la rivista?
Forse sotto lo specchio.
Il viso di Harpo sfrecciò sullo specchio. Soltanto un attimo, ma abbastanza per capire. Harpo aveva il volto di qualcun altro. Un'identità estranea per quanto sua.
Harpo aveva il volto di Baro.
...

venerdì, marzo 16, 2007

Il libro degli Ipiroga - 4 puntata

...Il tavolo è di raso verde, come un prato tagliato basso, un prato all'Inglese, senza cani, nè cavalli, nè merde; la caccia alla volpe non c'entra una sega, la caccia alle streghe invece è appena cominciata. Non troppo tempo era passato dalla sedizione dei Sardi e dalla legittima repressione della rivolta nel sangue; non troppo: c'era da aspettarsi rappresaglie. L'irreprensibile è in un bar, non migliore dei peggiori bar di Caracas. Il fumo, il wiskey, le palle, la stecca: il biliardo.
La stecca da biliardo è un arma.
L'Irreprensibile sta vincendo. L'Irreprensibile si ritrova con le spalle al muro; i Sardi: il pericolo dell'impecorinamento è un rischio che non si può correre; ancora una volta avrebbe dovuto rinunciare ad una sicura vittoria per cause ambientali, ancora una volta l'Ebreo sarebbe stato salvato in extremis dalla mordace sconfitta e dal pagamento della scommessa. Ancora una volta: ma la stecca da bilirado è un arma.
Tuttavia i cavalieri medievali non avrebbero mai usato una stecca e, consapevole che fuggir non è viltà quando si deve, l'Irreprensibile elude gli isolani: veloce e furioso si allontana dal locale; li aveva chiamati lui? L'Ebreo? L'ennesimo complotto dell'Ebraismo Internazionale? I savi di Sion?
No, i falsi storici dovevano rimanere fuori. Qualcosa di terribile doveva essere accaduto: il consueto profumo di melanzane fritte di Max Carpone che tante volte lo aveva ricondotto a casa ubriaco era scomparso; i Sardi erano tornati, più bassi che mai...

Il libro degli Ipiroga - 3 puntata

...ma torniamo a noi, facciamo un passo indietro.
Anzi, avanti: non sono più le 23:54 di una noiosa domenica di marzo,
è di nuovo la notte tenebrosa della sierra madre orientale.
è di nuovo uno sparo nella capanna di fronte.
Uno sparo sparato da chi? Baro e Rodrizio sono curiosi,
curiosi come due donnicciuole che giocano a rubamazzetto.
Si alzano dalle loro amache ed aprono la porta della capanna antistante: orrore!
Il corpo insanguinato del cuoco Max Carpone riverso sul pavimento!
La finestra è spalancata sulla notte più nera dell'Inferno!
Un cavallo si allontana galoppando dalla capanna insanguinata!
L'Irreprensibile non è tornato per cena!
Che prezzi!
E poi...la cosa più inquietante...sul tavolo, accompagnata dalla luce tremante di una candela, giace una partita di ramino appena incominciata: chiunque fosse con Max Carpone quella notte era davvero un uomo virile...

giovedì, marzo 15, 2007

Sliding doors

Oggi è un giorno che scorre lentissimo,ogni volta che mi incanto oggi niente donne nude,vedo solo macchine,strade con diritto di precedenza,svincoli,CORSIE PREFERENZIALI!
E nel mio futuro ne vedo due di corsie: 2

La prima: eccolo che arriva il casanova di sanna Rodrizio sulla sua fiesta rombante.
Biondo , elegante , indifferente.
Fischietta.
Wagner.
Le donne lo amano
i motori si piegano di fronte a lui
i bambini lo acclamano.


La seconda: Rodrizio non è in macchina.E' solo , nudo , con un occhio bendato per suscitare pietà.
Rodrizio non è in macchina.
In macchina c'è qualcun altro.In macchina c'è il Magalli.
Lui davvero biondo.
Fischietta.
Faccetta nera.
Si ferma al semaforo,un lavavetri si avvicina: è Rodrizio.


Io la mia preferenza per una corsia l'ho già espressa,e non ci sono lavavetri.
Adesso però non mi potete fregare...se no perchè si chiamano CORSIE PREFERENZIALI?

mercoledì, marzo 14, 2007

chi lo dice lo è

mia madre lo chiama "il marinaio"
mio padre "il marinaio norvegese"
in questi giorni vaga tra queste quattro mura come un anima in pena il ritratto di un marinaio
veramente si tratta del ritratto di un uomo vestito da marinaio,
ma sono disposto a ritrattare.
la cornice su cui era affisso valeva ben più di lui
e messo piede in questa casa ne fu subito staccato
in quanto il quadro era brutto
e la cornice era bella
e notate che è solo in questo punto che fanno la loro comparsa
gli aggettivi.

Il marinaio venne da me implorando pietà o, almeno, un epitaffio sconcio in suo onore di quelli che si tatuano sulle natiche gli sconci uomini di mare.
Gli risposi che di epitaffi sconci ne avevo in abbondanza, ma che il mio pathos, la mia pietà artistica, dovevo conservarla per i giorni di magra o, almeno, per Il libro degli iPiroga.
E qui gli girarono le balle:
"Arte?Balle!L'Arte è morta al largo di capo Hatteras mentre davo una festa sul mio brigantino!Gli artisti sono stronzi, e chi lo dice lo è!"
Fu allora che scelsi la via dell'avventura.

Brànzino

Un giorno ho visto una luna blu, riflessa sul quadrante del mio Breil; toccatemi tutto ma non gli ebrei. Un sommergibile, un gabbiano; dentro la valigia? Niente! Un contrabbasso suona spietato, è lo scozzese, dentro la sua testa: niente! Anzi, un mare di merda. Dico, l'avete notato? Ormai i gabbiani fanno la cacca uguale a quella dei piccioni, probabilmente non mangiano più il pesce, mangiano quello che mangiano i piccioni, addirittura si mangiano i piccioni stessi: se avessi due piccioni li chiamerei pizza e focaccia, per renderli più ghiotti, e una volta tramutati in merda, meno disgustosi. O forse ha ragione il profeta quando dice "quando mangio merda, non sempre cago zucchero", il cibo non centra nulla; è il contorno.

lunedì, marzo 12, 2007

Il libro degli iPiroga - 2 puntata

...ma visto che l'avventura è il mare dei sogni
e la tinozza della realtà
noi ipiroga decidemmo ragionevolmente di
dimenticare la ragione e di
immergerci in un mondo di sogno.
Sin da subito potevamo librarci sulle vette della pura azione:
impersonare gli scagnozzi basici
dell'ineffabile teppista Genghis Khan,
affrontare su panzerfaust rivisitati nei colori di Andy Warhol
le armate dei lanzichenecchi discendenti
Alpi cromate di argento e rame.
Insomma eravamo liberi di ergere e sommergere i miti
liberi di essere inattuali
liberi di fare un uso sconsiderato, dannoso ed improprio
della nostra doctrina
di lacerare la realtà nei rari momenti
in cui come rari nantes
potevamo urlare l'un l'altro, nella nebbia del mareotico agitato:
"qualcuno ci ha letto; qualcuno ha commentato!"
...

Il libro degli iPiroga - 1 puntata

Mexico, Sierra Madre Orientale, da qualche parte non lontana da Matehuala.
Notte.

Uno sparo risuonò nella capanna di fronte. Baro e Rodrizio interruppero di colpo la loro partita a rubamazzetto, il gioco più virile che vevano trovato. Una lacrima sul viso.
Esatto.
Bobby Solo.

Ma facciamo un passo indietro.
Erano le 23:54 di una noiosa domenica di marzo, quando Baro e Rodrizio avevano ricevuto quello strano messaggio da parte dell'Irreprensibile: "dobbiamo scrivere il libro degli iPiroga ".
Il libro di una grande avventura. Che dovevamo ancora vivere, ma che sarebbe stata documentata nel libro degli iPiroga.

Dovevano.
E allora all'indomani di una maturità vissuta male, via!
Verso l'avventura...
Continua

gustavo

falli neri: due parole pericolose: si va dall'accusa di razzismo a quella di molestia verbale; e che poi non vi venga in mente di dirla ad un qualche bambino, per incoraggiarlo, rischiate l'accusa di pedofilia. Mah, che schifo. Mi vengono in mente le trote salmonate col loro patetico tentativo di emulazione, poi, solo per essere più buone se mangiate: la vanità nella morte, come in quell'epigramma
C'era un altro, appeso, impiccato con una corda migliore: l'invidioso, vedendolo, schiattò.
Che coglione le trote.

domenica, marzo 11, 2007

Senso di pesantezza e malessere diffuso, cefalea, dolori addominali e delirio

Coriandoli: verdi, gialli, blu, rossi; e fiori?
Vi regalerò dei fiori, ormai marci, per festeggiare di fronte al cimitero. Marci perchè i bei fiori sono per una morte triste, sono per la morte dell'arte. Chi è morta allora? Matematica. Coriandoli.
E se fosse morto Inglese? Coriandoli.
Ma sono sempre le cose belle a morire, ma porca troia, manco fossero fiche, le inglesi.
Sii detestabile: camperai cent'anni, ti sposerai: i tuoi figli ti odieranno; se ti è cara la vita non ti conviene essere felice. Ma cosa vedo! Chicchi di riso, fiocchi d'avena, Cristina d'Avena, nuda, bambini e finocchi, l'albero azzurro? Un posto felice; e poi riso soffiato, mutande di ghisa, vitamine, azzurro? La mattina è troppo grigia e lunga. Colazioni! Ora canterò le vostre origini scadenti; ora canterò la settimana di merda che si vede dal mattino, di lunedì.
Coriandoli.
Verdi, gialli, blu e rossi.
Odi et ami? Invece a me la sigla di uno mattina mi tormenta; forse ti chiedi come sia possibile che ciò accada? Coriandoli? Ma dove cazzo li ho lasciati.

venerdì, marzo 09, 2007

mercoledì, marzo 07, 2007

Sogno umido

Lunga vita a Wallace, lunga vita alla sua cornamusona, lunga vita agli spiriti dei guerrieri che si aggirano per i campi fangosi, nudi, brumosi, lunga vita, anche se ormai sono morti, lunga vita, anche se non ci sono più tu li vedi, perchè in quella nebbia tutta particolare che ha il sapore di wisky e di tabacco ci puoi disegnare tutto quello che vuoi, fendendola con la tua verga, ammesso che non sia una bella ragazza.
Ah la Scozia, la Scozia: puzza di piedi e palle al vento. La scozia è libertà.

Credete di saper fare il miglior Cosmopolitan al mondo?

Groucho: Dove fu firmata la Dichiarazione d'Indipendenza?
Chico:
In fondo al foglio, a destra.
Quando piove faccio confusione.Credo che l'acqua mi entri in casa, e quando invece mi accorgo che non viene mi vergogno di averle snocciolato in anticipo le olive dell'aperitivo.
I problemi però non finiscono qui: non appena mi distraggo scorgo con la coda dell'occhio un nuovo post, scabroso e dal layout deplorevole, sul momento lascio stare ma poi, spento dofus-arena e spinto dalla curiosità mi butto su firefox per vedere se ho sognato(perchè come sappiamo il sonno della ragione genera mostri) e porre fine ai miei annosi dubbi.Ma i miei dubbi non trovano conferma e mi ritrovo solo con un post su William Wallace, un post molto colto mi viene da aggiungere e subito penso di avere sbagliato indirizzo...ma il faccione di Goya mi desta subito dal sonno della ragione, ma non è lo stesso di prima, non è più il mentecatto ritratto a fianco di una foto di labbra secondo il disegno di un layout disgustoso.Riesco appena a riprendermi dalla sfortunata successione di eventi che subito il mistero si infittisce: più in alto ancora, sopra la bocca ricolma di gioia, sopra le palle al vento di Mel Gibson sta un altro post il cui titolo intima "Credete di saper fare il miglior Cosmopolitan al mondo?"
Chissà quanto tempo ho per rispondere...posso passare la mano?

Magic Goya (original title: "Goya profonda")

martedì, marzo 06, 2007

Solo per i più esperti

Ninna nanna ninna o
questo membro a chi lo do
lo do a te finchè vivrò
a chi altro lo darò?

Ma questa ninna nanna è solo per i più esperti e per i cinesi: febbraio mese giallo. I tre cinesi corrono, hanno paura di scivolare sul sapone di Marsiglia, ma sono a Parigi, le Champs Elysees e le cinque giornate di Milano, un pinguino, una fica allucinante, un bambino, un maialino, un portoricano frocio piange
lacrime di gioia;

ricordo suor Antonieta che diceva gioia, suora, se tu lo sapessi: sono parole che bruciano come sale.
Lacrime di sale.

venerdì, marzo 02, 2007

Zona Safari

Dal comunicato del direttore alle pubbliche relazioni della Zona Safari (20 luglio 1969):
"Con questo comunicato ufficiale, la Zona Safari intende scagionarsi dall'accusa di aver usato violenza nei confronti dell'esemplare che recentemente si è aggiunto al nostro parco. Questo cucciolo di umano è stato catturato già debilitato in condizioni che lasciano supporre una sorta di malanno o raffreddore.Fino ad ora è rimasto sotto questo spesso panno di platino-iridio che vedete alle mie spalle per evitare che venisse infastidito mentre i nostri medici gli somministravano le prime medicine e rendevano la gabbia più simile al suo habitat naturale.Ora che tutto è pronto intendiamo liberarci dalle ingiurie degli animalisti mostrandovi questo magnifico esemplare in tutta la sua forza."

Il panno si apri' davanti agli occhi increduli dei giornalisti, davanti ai monocoli spaventati delle telecamere, davanti alla noia di chi quello spettacolo lo aveva già veduto grazie agli spoiler dei forum dedicati: si apri' lasciando loro vedere un esemplare di Baro Invisibile alto centocinquantamila metri e largo tre accasciato sulla sedia girevole di un vecchio vascello di ventura.Ma aveva le lacrime agli occhi: aveva perso una battaglia a dofus arena.
L'aveva persa contro un undicenne, un undicenne francese

giovedì, marzo 01, 2007

Malattia

L'indice accusa, il medio risponde. Tutto è così solenne, sembra un film di pirati: c'è la checca di bordo che vuole incularsi il mozzo appena ragazzino, c'è quello che legge sempre la Bibbia e che fa di tutto per rendere il viaggio dei suoi compagni un inferno (d'altronde è quello che gli si richiede), c'è il capitano, i maci che tirano su l'ancora e quelli che cantano, il pappagallo del capitano che ripete continuamente: "vogliamo i pacs" e altre sconcezze simili. Ma la mia domanda è come disiscriversi da Badoo?
E IL TEOREMA DELLA PROVA DEL CUOCO DEI SIMPSON DI SETTIMO CIELO DELLA VITA SECONDO JIM DI AZZARDO.IL TEOREMA DI GUARDARE QUALUNQUE PROGRAMMA DOVE SIA PRESENTE CECCHI PAONE.IL TEOREMA DEL FESTIVAL E DEL DOPOFESTIVAL.IL TEOREMA DI BEPPE BIGAZZI.IL TEOREMA DEL PERFORTUNAQUESTASETTIMANAHANNODATODUEVOLTEHOUSE.

stop

Domani tutto questo sarà finito.Non so neanche se dire per fortuna o purtroppo.
La murena è davvero rinchiusa solo quando è mononucleotica.

il teorema di Hasselhoff

le tradizioni sono cose strane
cose malate
cose che solo un malato può capire
solo una persona che passa interminabili ore in casa
rinchiuso come una murena rinchiusa
può comprendere l'accoglienza della ripetitività
la magia della monotonia.
e non appena 37e7 diventa solo un numero
e non appena accendi la tivvù
scopri un nuovo culto
il culto di Supercar.
Si signor Buchannon, sto parlando proprio a te: portami via
sul tuo salvagente cromato
insieme saremo
acculturati culturisti

lunedì, febbraio 26, 2007

Brrr

Indiane a pecorina sostengono il totem del capovillaggio, il temutissimo "ardente calumet", gli uomini danzano in cerchio: mi ricorda un po' quando facevo l'asilo. La direttrice dell'asilo era un' incapucciata, sempre vestita di nero, una suora, con la sua cricca di piratesche compagne seviziava noi poveri bambini, cresciuti con una morale cattolica e con la pubblicità del Brancamenta.

Bevi il Brancamenta che ti fa bene,
se no arriva la suora,
bevi se no arriva la suora,
arriva, arriva,
ora arriva,
ti sevizia di violenta

Brancamenta: Brrr...

mokuton hijutsu jukai koutan

un giorno
un immenso potere viene concesso ad una persona:
essa può soggiogare a sè il proprio doppelgänger
può scrivere con entrambo le mani
conosce la fine di Lost
si mette tutte le dita nel naso e intanto detta ad un sordo la recensione del Paradiso Perduto in endecasillabi sciolti e palindromi
mette Gambadilegno in prigione una volta per tutte
subissa di sterco il professor Zapotek
sposa Trudy e con un calcio spedisce l'ultima videocassetta del Dottor Stranamore rimasta integra (le altre le ha polverizzate per realizzare una pasta finissima con cui forgia un ponte che congiunge la terra e la luna e su cui scrive in Verdana "Scusa Mamma") a schiantarsi contro un'asteroide che stava per collidere contro il nostro amato pianeta, raccoglie la videocassetta al volo con la sinistra e la inserisce nel videoregistratore, con la destra intanto ridipinge la Monna Lisa, straccia la vecchia e corregge tutte le enciclopedie scrivendoci sopra "Mona Lisa!"; intanto commosso dalla pellicola piange cosi tanto da creare un nuovo mare tra Alpicella e Campobasso che battezza con il nome "E. Schwarz Tiene II".
è all'apice della potenza.
ma qualcosa lo ferma: il suo immenso potere si è scontrato contro qualcosa
qualcosa contro cui anche lui non può fare niente
anzi
non è solo "qualcosa":
sono gli invincibili signori della natura.
Poichè anche il più potente tra gli esseri umani
non può nulla contro i gormiti!!!!

mercoledì, febbraio 21, 2007

sei gradi di separazione

Pirandello aiutami: ho un dubbio.
Ti rispolvero dagli anni passati per porti una domanda.
...
No, non temo che mi chiedano di te all'esame.
Temo il mio numero di Bacon.
Infatti il mio amico wikipedia dice: "Sei gradi di separazione è un'ipotesi secondo la quale qualunque persona possa essere collegata a qualunque altra persona attraverso una catena di conoscenze con non più di 5 intermediari. Tale teoria è stata proposta per la prima volta nel 1929 dallo scrittore ungherese Frigyes Karinthy in un racconto breve intitolato Catene."
E aggiunge: "Il numero di Bacon è un passatempo inventato nel 1994, sulla base dell'ipotesi dei sei gradi di separazione. Si tratta di assegnare ad ogni attore o attrice che hanno partecipato ad un film con Bacon un numero di Bacon pari a 1, ad ogni attore che abbia lavorato con uno della lista precedente un numero di Bacon pari a 2 e così via. Kevin Bacon ha numero di Bacon 0."
E io rispondo: Ma io, che sono attore della vita in questo teatro che è la realtà come tu mi insegnasti, che recito la mia parte e leggo il mio copione, che numero di Bacon ho?
E ancora ti chiedo e aspetto una risposta: che numero di Katsushika Hokusai ho?
E Katsushika Hokusai che numero di Okamoto Taro ha?
E Okamoto Taro che numero di Cary Grant ha?
E Cary Grant che numero di Charlie Brown ha?
...
e tu?che numero di Ipiroga hai?

martedì, febbraio 20, 2007

Quel che penso per Pablo non ha senso

Pablo cammina per strada senza neanche guardare per terra, a dir la verità neanche ha gli occhi aperti; indossa due occhiali da sole neri: vuole che tutti credano che è un investigatore privato sulle tracce del Graal. Pablo non si cura di nessuno: si sente un investigatore privato senza scrupoli. Cerca tutte le scorciatoie, calpestando, sfruttando, facendosi dare una mano e afferrando il braccio con tutto ciò che è allegato, facendo la mano morta, palpeggiando indistintamente donne e uomini, rubando bacetti a ragazzini e a vecchi, a vedove allegre e scolarette tristi.
Ma oggi passando davanti a quesquanti indiani che stavano facendo la danza della pioggia per pochi eurocent ha perso la testa: pensava a che cosa se ne potessero fare degli indiani di valuta europea: comprarsi la droga! -e intanto sentiva il rumore delle monetine- lavarsi il culo con lo Champagne!

Padroni a casa nostra! e paladino della lega lombarda ha sferrato bastonate di qua e di la, incitato dalla cittadinanza, come un gladiatore.
Ora Pablo è contento, è finalmente arrivato in fondo, finalmente, mentre sferrava col suo bastone da cieco fendenti degni di don Raphael, è andato a finire sotto un tram fuori servizio, fra l'imbarazzo generale: non aveva mai visto un po' di fica.

venerdì, febbraio 16, 2007

Il dittongo della paura

Quando non hai internet il computer assume una nuova identità.
Un'identità boriosa. Quando non hai internet e rispolveri i tuoi vecchi capolavori che non ammiri mai ti accorgi dell'importanza di mettere qualche punto ogni tanto. L'importanza di ricordarsi le maiuscole. Di mettere gli spazi, dopo le virgole.
Quando non hai internet se hai un dubbio te lo tieni. Appena ti torna internet apri discussioni a caso su forum di Dungeons&Dragon per risolverli.
Dov'è il molise?
Gli orsigufo sono onnivori?
Con quante enne onnivori?
Quando non hai internet ti senti come la pizzeria Don Carlos senza i chitarristi.
Quando ti torna internet i chitarristi sono entrati.
Sono entrati nel tuo cervello: ora ogni scusa è buona per cazzeggiare, non ti importa del sapore della tua pizza o della musica che stanno suonando ma soprattutto, qualunque cosa tu avessi di importante da scrivere sul blog, te la sei irremediabilmente scordata.


Con quante erre irremediabilmente?

venerdì, febbraio 09, 2007

Nunc est

Ora non bisogna bere, perchè si ha la patente.

giovedì, febbraio 08, 2007

Preghiera ante patentatio

O irreprensibile voglia il dio della motorizzazione che tu prenda la patente senza intoppi,perchè poi.....si va a caccia.

E quel giorno caldo di maggio montati sul volvino dell'irreprensibile i tre caballeros ne presero come se piovesse,ma di quella cattiva.

La verità è là fuori.
Alabala!

martedì, febbraio 06, 2007

Et in Savona ego

storia a grandi linee
inglese boh...
mi manca tutta arte e tutta fisica
e latino manco l'ho riguardato.
Tu viandante, che indugi sulla mia tomba, sappi che non uno strale di Giove
nè un qualche sortilegio, nè un' oscura magia,
e neppure la svedutezza di un ragazzotto che conduceva troppo veloce il suo carretto, mi condussero nel reame del dio Plutone, il ricco.
Mi ha ucciso lo studio; ma cosa dico? La paura di essere cuzzato.

rivoluzione culturale

Nel breve tragitto che separa la cucina dal computer
mi viene un pensiero orribile:
un pensiero di fisica
e penso che siccome non sono conservativo
raggiungere il bagno aumenterebbe il lavoro
quindi tanto vale tenersela.
Tenersela???
Come ho potuto dire una cosa cosi?
Adesso basta
non si può più essere vittime della paura per le interrogazioni
non si può più soffrire per due domandine
bisogna reagire
bisogna riscoprire i piaceri
i piaceri da opporre alle fatiche.
e di piaceri ce ne sono molti
e subito l'animo si allieta.
Ma tra tutti i piaceri
io,
oggi,
in questa sede
chiamo a testimoniare
IL MIELE
e in diretta dalla cornucopia del dio biondo e pagano
vi canto del miele cileno
vi canto del millefiori
del miele di tiglio
del miele forgiato sotto al maglio
di api operaie
di api che platonicamente accettano la loro posizione sociale
e in me ritrovo una rivoluzione
una rivoluzione culturale.

Alla faccia della simulazione di terza prova.

domenica, febbraio 04, 2007

sabato, febbraio 03, 2007

Licenza di scrivere

Lo sapete cosa vuol dire.Perdere lei.Calliopè.Ma nuovo sangue scorre nelle vene.Nuovi campi percorreranno le pecore portatrici della volontà degli dei.Ma la mia anima piange per me per te e per la città contemporanemente,per cui sappi che ho pianto molto e molte vie ho percorso con le riflessioni della mente.Ne prendo una,salgo le scale,sento che il mio scritto sta diventando un polpettone ma mi faccio coraggio ed entro.Apro la porta e ci sono.Sono nei cessi.Ma nello stesso tempo sul divano,joypad in mano.O irreprensibile dalle orecchie portatrici di fuoco quanto tempo era passato.Facility.Ho ritrovato la mia musa grazie a facility,e a temple,e a bunker,a trevelyan.Calliopè mi appare seduta sul cesso,nuda.Sta facendo cadere la merda nel buco ma è bellissima.Mi bacia mi tocca la bacio la tocco.Ma non eccitato.La tocco con mani da scienziato,come uno di quelli che non risparmiavamo irreprensibile.Per sapere se è proprio lei.La merda scorre sulle mie pagine vuote.Le parole salgono su tutte insieme,dal water.E allora ricordo:ricordo i mangiatori di patate di van gogh prima degli altri,ricordo la strega,la diva del sabato sera,ricordo la liguria terra leggiadra,ricordo pontinvrea e le gare di zelda con una bambina molto più piccola di me,ricordo la nebbia,la pioggia,e ricordo la luce,la luce del monitor.Dove stava andando la mia vita?A spasso da sola,ho lasciato anche il sombrero a casa,ma niente paura,eccomi qua.iPiroga again....with facility.
Lo senti questo canto,Calliopè?

Camoirano ti amo

Sei un magnete, guardati: hai la proprietà di attrarre la limatura di ferro.
Hai un polo e di limatura ne hai abbastanza. E allora ti metti a cercare il tuo magnete corrispondente.
Ma i magneti corrispondenti si respingono, e allora inizi a cercare un magnete opposto, e più opposto è, e più ti attrae. Com'è strano l'amore secondo la fisica meccanica.
E io che sono un uomo, e che di segatura ne ho abbastanza?

venerdì, febbraio 02, 2007

Giù nel cybersfarzo

Eravamo i caballero della rete.i re cowboy del cyberspazio.poi ci fu l'incidente di Case, e tutti lasciammo perdere, inseguiti dalle multinazionali e dai loro chip, chip impiantati nei nostri fegati, fegati fegati spappolati, chip che volevano impedirci di tornare là: giù nel cybersfarzo...per non parlare dei chop.
Ma dopo anni di fughe e di falsi ricatti volevo farla finita da eroe, farla finita tornando ancora una volta nella sierra di dati, tra le chat cangianti, dove potevamo rotolare in salita sentendoci magici ancora una volta.
Scelsi Habbo, la prima delle nostre scorribande fandango.
E chiamai lui: l'Irreprensibile.Il compagno di mille frodi di furni andate a male.Però non venne: preferiva House all'avventura.
Tornare laggiù subito fu un pò come entrare nella scatola della cacca di Piero Manzoni
poi mi ci abituai, ripresi confidenza con le forme, creandomi una nuova identità...cercando di riedificare il mio antico simulacro...senza tuttavia riuscirci...
faticai a riprendere confidenza col sistema...tutto era molto cambiato in nostra assenza...
Tuttavia qualcosa non cambiava: la bobba.
La bobba era il grande paradosso del politically correct: la morte della comunicazione.
Con la bobba poi non si riesce a cantare Vasco.
E fu allora che mi chiesi se la parola "bobba" si poteva dire o se anche essa veniva censurata e sostituita con il meno volgare "bobba". E capii che questo genere di discorsi, insieme all'antico dibattito "è nato prima il furno o il filosofo di nome Hegel?", andavano fatti lontano, molto molto lontano...o non fatti affatto...o fatti a fette?

Cybersfarzo trema: sono tornati i tre caballeros!

giovedì, febbraio 01, 2007

Requiem

Mi prediceva un giorno l'oracolo dei Lego codeste atrocità: che Hitler sarebbe morto, che un travestito sarebbe entrato in parlamento e che mi avrebbe colto l'andropausa della scrittura; la prima cosa non tardò a manifestarsi dal momento che era già accaduta, per la seconda ci volle un po' più di tempo, ora, cosa terribile a dirsi, si è verificata la terza. Inutile guardare i giochi di luce di una rara lampada marocchina, inutile leccare le targhe delle automobili e diventare tutto naso per riempirsi i polmoni di puzza di copertone bruciato; tutto inutile; neanche strofinare le palle sulla carta vetrata ti aiuterà. E la zingara è soltanto un trucco; da pochi euro, comprato all'Oviesse.
L'arte è morta, mi dedicherò al fai da me e al bricolage, il meno possibile fiducioso in una fantomatica risurrezione.