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venerdì, aprile 04, 2008

Flashfoward

Pisto si toccò quella lanuggine unta che amava chiamare barba.
Gli venne in mente Edu, con quel suo virile pizzetto caprino.
Poi, prese la foto di classe di terza, quella dove Poldo non c'era.
Improvvisamente, senti' che gli sarebbe piaciuto se anche gli altri, i suoi vecchi compagni, avessero visto suo figlio Taddeo, che ora guardava beato i cartoni nella stanza vicina. Gli assomigliava cosi' tanto, povero caro.
Il televisore cacciò un grido: era un semplice cartone animato, ma ricordò a Pisto quel giorno terribile in cui Gabriele aveva gridato "POLIMERIZZAZIONE!" girando la chiave nella botola.
Qualcosa non andava. Perchè lui era li', con la sua vita ed il suo Taddeo, a gustare una salvezza mancata, una vittoria di Pirro?
Sembrava quasi che nella sua mente, due eventi distinti cercassero ognuno di prevaricare sull'altro: in uno, i compagni di classe si separavano, spaventati ma in buona salute, per prendere le redini del proprio percorso universitario; nell'altro invece, tentavano un ultimo, disperato revival, per patire le pene dell'inferno in una stramba avventura.
Era come se via Caboto e via Balbi lottassero l'una contro l'altra in un disperato duello.
Sorrise: solo una sarebbe stata infine portata in trionfo sulla macchinetta delle merendine.

lunedì, febbraio 11, 2008

L'OST - 1 Puntata: giorno del disastro

Appena Pirito rinvenne credette di avere di nuovo esagerato con i cartoni giapponesi porno la sera prima.
Poi ricordò tutto.
La gita,l'aereo,le cuffie viola sulle orecchie,un po' di relax con il suo ricercatissimo jazz coreano:perfetto per il riposino che si era prefissato di fare durante il volo.
Prima di socchiudere le palpebre ebbe ancora la voglia di pensare al pisello di Goku e a quanto sarebbe stato più bello se avessero deciso di passare la loro ultima gita in Giappone.
Poi di colpò si risvegliò,come se qualcuno gli stesse rubando l'aria,le orecchie che gli scoppiavano:l'aereo stava precipitando e loro con lui.
Pirito non ebbe il tempo di pensare a nulla,neanche il tempo di avere paura.Sarebbero caduti in mare,i loro corpi si sarebbero inabissati con la carcassa di quel vecchio trabiccolo Alitalia,e non sarebbero mai più stati ritrovati.
Il Mediterraneo è un mare cattivo.
Almeno tutto sarebbe finito in fretta,la pressione lo stava comprimendo fino ad ucciderlo.Il povero Pirito non desiderava altro che tutto quello finisse:e in quel momento l'aereo si spezzò in due.
La coda si separò dal resto del velivolo e cambiò direzione:fu allora che il povero Pirito svenne.
I suoi amati compagni di classe correvano da una parte all'altra,frenetici,qualcuno era ferito,qualcuno era svenuto come lui,ma non si era ancora ridestato.
Si passò fra le mani un po' della sabbia su cui giaceva,e poi un po' fra i capelli,rendendoli pieni di sorprese come piacevano a lui,poi guardò ancora l'aereo:era adagiato sul fondale vicino alla riva.Aveva deciso di non incendiarsi,di non schiantarsi sulla terraferma nè di inabissarsi portandoli giu con lui.Si era incagliato li',a metà strada:l'aereo aveva deciso di risparmiarli.
Mentre Pirito pensava,la loro professoressa di inglese spuntava fuori dall'aereo,il volto sfigurato,la pelle in brandelli,ma gli occhi ancora azzurri curiosi.
"Cazzo ma pure lei si è salvata?"-pensò il giovane- e,quello che fino ad un momento prima era l'aereoplano che li aveva salvati,decise di esplodere.
Prima che la vecchia riuscisse ad allontanarsi.
CONTINUA...