domenica, luglio 12, 2026

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- Inferno e Paradiso. Oppure inferno e paradiso, con le minuscole, che in un certo senso mi sembra più appropriato. Meno pretenzioso. Infernoeparadiso? O con la minuscola? Tipo infernoeparadiso.

Lei lo guarda. Lo guarda tutto, davvero, ma ne vede solo una parte: il ciuffo che copre la fronte sempre più alta del ragazzo di quarant'anni che ha dinanzi. Annuisce prendendo il foglio, paragonandone il contenuto con l'immagine mentale composta fino a quel momento. Non c'è nessun seguito pratico nella sua coscienza, ma il confronto avviene. Come il confronto tra tutti i ciuffi della loro storia insieme e quello di oggi. 

- I don't know. I don't know. - aspira un lunghissimo tiro della sigaretta che tiene stritolata tra le unghie smaltate - Lemme just...

Si china sul foglio e riscrive tutto in corsivo, parola per parola, sotto ad ogni ipotesi. Lui la guarda mentre meticolosamente riprende ogni variazione, come se passeggiasse su un frattale. Gli sembra un monaco amanuense, poi una coccinella posata su una foglia, ecco il frattale finalmente (s)materializzarsi, in esplorazione. Una tortora lo distrae, per un attimo soltanto. Non un piccione? Strano. Quando ritorna a guardare il foglio c'è una versione che lo attira. Stringe gli occhi per osservare meglio, cercando di combinare l'appagamento del suo senso estetico con quello che vede; compito irrisolvibile?

- Aspetta, aspetta. Vedi qui? You miswrote, qui: hai scritto infernoeparadizo, with a zed.

- Oh, shit...

Impreca lei piano, barrando la scritta sbagliata per riscriverla subito sotto, corretta: infernoeparadiso.

È scesa la notte: dolci luci illuminano con delicatezza, a turno, le pale del ventilatore acceso nell'oscurità. Lo sciabordio delle onde, lontano, ti ricorda che ci sono cose che hai lasciato perdere e non sono mai più tornate a cercarti. L'amore della tua vita respira piano accanto a te. Domani? Domani non si lavora.

Ogni anno, a quest'ora, ripensa a quella passeggiata nel bosco che ormai non ricorda più bene. Eppure ricorda distintamente il ricordo di ricordare. Un accordo grave e profondo evoca il padre nostro, preannunciando le file di container allineati nel porto e quindi svelandone la scena come un severo Virgilio.

Ogni anno, milioni di esseri umani muoiono di fame. Milioni. Renè, non sento l'Africa. Soprattutto non la sento perché scelgo di non ascoltare. Va bene, va bene, va bene così: si può affrontare solo un problema alla volta. Dopo il reso di Amazon penso alla fame nel mondo, ti stupiró con pensieri e preghiere. Stasera faccio un post sul malessere della globalizzazione: quello che ci ha dato, quello che ci ha tolto. Sarà tipo uno dei temi di maturità inviati a Mattarella. Ce lo vedete Mattarella che legge un tema di un@ student@ di diciotto anni? Uno chd svapa alla vaniglia e usa "cioè" e "fattuale" come intercalare. Come farà a non pensare che siamo un paese di coglion@? Infatti non lo legge, per il suo e nostro bene. Ma poi da quando in qua mi frega del Presidente? A me frega della Repubblica. Anzi, io adoro la Nota Espressione Geografica, ne ho fatto un feticcio: quando mi va male la incolpo, quando mi va bene mi sento una specie di padre fondatore. In ogni caso, lei non si è mai opposta. Anche se lo stivale mantiene sempre la sua Nota Espressione, che io interpreto essere sardonica. Noi che eravamo già maschere prima del carnevale, anche durante tutti gli altri mesi dell'anno. Un brindisi anche alla globalizzazione, dunque, che ha centrato noi e schivato gli altri: possa tutto globalizzarsi pur mantenendo ciascuno le proprie Note Espressioni. Bel verbo schivare, che richiama anche schiavizzare, lo tengo per il prossimo contenuto.

Sorge il sole sulla savana. Scagli la prima pietra chi non è un figlio di puttana.

L'aurora boreale. Che implica l'esistenza di una aurora australe, di cui però non si parla mai. 

Vi ricordate del buco nell'ozono?

Cinque paranoie che rivelano che sei nato negli anni ottanta: all primo posto troviamo la mucca pazza.

E poi il porno. Quintali di porno, tonnellate di porno, ettari di porno colti ed incolti, valanghe cosmiche di porno. La pornografia, ovvero la letterale rappresentazione di prostitute. Anche nella parola pornografia c'è del maschilismo, perché si generalizza prendendo ad esempio una donna.

Cinque cose che ci mancheranno del patriarcato. 

Quattro cose che preferiremmo non vedere nel matriarcato.

Tre cagate di cane veramente grosse, così grosse che uno ha il dubbio che si tratti di immagini generate dall'intelligenza artificiale. In questo gioco bisogna riconoscere la merda d'uomo nascosta tra le cacche di cane. Il punto è che le cacche di cane sono sempre tutte e tre, pertanto si intuisce che la merda d'uomo sia lo spettatore. Risate.

Due coglioni. Anche qui c'è del sessismo: non ci sono (più) insulti che prevedano parti anatomiche femminili. Sei una testa di fica, ecco cosa sei.

Un uomo entra in un caffè: splash.

Cinque libri del 1769 che non conoscevi: alla numero uno troviamo Le pornographe di Restif de la Bretonne, in cui fu coniato il termine pornografia. Ma allora prima come la chiamavano? La chiamavano boccadirosa metteva l'amore metteva l'amore,  la chiamavano boccadirosa metteva l'amore sopra ogni cosa.

Sette easter egg nelle canzoni di De André di cui non hai MAI (pausa enfatica) sentito parlare: metteva l'amore sopra a ciascuna cosa o sopra ad ogni altra cosa in termini di importanza?

Le parole sono importanti?

Per ogni Charizard non gradato, io ti sono grato.

Sbusto? No! Non farlo. Lasciamo che i giochi siano giochi, gli idioti idioti, la conoscenza conoscenza. Il brainrot come volontà e rappresentazione.

Non si pronuncia fuxia, si dice fujah.

Lui tira giù la saracinesca; è un suono che lo fa stare bene: sa di rinascita. Come quando vedi le meduse e sai che il mare è pulito. Le saracinesche sono il frastuono del bene, le campane di un benessere antecedente alla globalizzazione. Guarda l'insegna: INFERNOEPARADISO. Tutto maiuscolo, senza compromessi: prima l'Inferno, poi il Paradiso, comunque insieme, maiuscoli. Sono passati tanti anni dal giorno in cui l'avevano studiata, quell'insegna, così tanti che sembrano più dei giorni che sono passati. I bordi sono un po' ingialliti e le luci sono meno splendenti di una volta: tutti dettagli che lui non vede.

Guarda il telefono: scarico. Quindi il polso; vuoto, inadorno. Nessuna farmacia nelle vicinanze a ricordargli che ore siano. Il sole non c'è, della posizione delle altre stelle non si è mai interessato. Paradisoeinferno, forse era questo il nome che cercava? Infernoeparadiso periodico, monito infinitamente ripetuto.