giovedì, novembre 30, 2006

Sperando di essere alla "lunghezza" del compito mi accingo a celebrare il compleanno di iPiroga

iPiroga che nascesti da un periodo di grande conflitto, fa che i conflitti fra di noi caballeri continuino anche ora,
perché, come dice il proverbio,
amor senza baruffa fa la muffa;
e non ce sesso senza amore, perciò
iPiroga che nascesti da un periodo di grande conflitto, fa che i conflitti fra di noi caballeri continuino anche ora.
Però devi ricordare sempre che

coloro che salgono sulla stessa piroga
hanno le stesse aspirazioni


OLTRE OGNI FACILE RETORICA DISPENSATA DALL’ OCCASIONE

Non vi parlerò di tutte le banali storie che si dissolvono nel rumore di fondo.
Non vi parlerò di chi non pensa a nulla appena alzato al mattino, e spera solo in un caffè.
Vi racconterò de iPiroga, un gruppo di paladini con una gran fetta de lengua -chi ha orecchi per intendere pensi a Calavera - e dalla penna irriverente e birichina,
che neppure sperano in un caffè, al limite in una birretta,
che scrivono e neppure sperano di essere letti,

neppure sperano di essere capiti: in questo la loro forza; e oggi la forza iPiroga compie un anno:

GRAN iPIROGA ANNIVERSARIO

Gran iPiroga anniversario, come il rum dei peggiori bar di Caracas, servito nell’iPiroga club cafè, delizioso nettare corroboante per cervelli
deviati; perversi nelle loro forme, intricati come un delizioso boschetto di rovi, pungenti come i culetti delle api, renitenti alla leva
maschile (mazza, bastone, flagello, Pizarro - talvolta Cortez, talvolta lungo -
ohimè sull’onda della perversione, volevo dire ispirazione,
mi sorge spontaneo un canto,
o baionetta dalle molte animalesche pretese permettimi di cantare le tue lodi;

Voglio erigere un monumento
Al pisello ignoto
Che nella storia di tanti delitti e tante pene si è macchiato (e ha macchiato)
E di immense gioie e di immensi dolori
E di piacevoli sospiri
È stato causa
Dannato e grande cazzo per te si elevi un asta rosea di bandiera
Grande fecondatore dell’ingegno umano
)
Chiusa la parentesi

IPiroga: il loro pensiero scotta come la lava: madre di giochi latini e di voluttà greche,
Pompei siccome immobile

iPiroga come i tre moschettieri, i tre paramedici dell’ambulanza, i tre finanzieri, i tre carabinieri, i tre impiegati delle poste, i tre pompieri, i TRE
i tre aviatori: iPiroga vola!cazzo vola!
Vola, spargi come un aereo per uso agricolo il tuo antiparassitario.
I tre
marineros: iPiroga solca i flutti
vai o divina, solca i flutti, siamo i tuoi Ulisse, solca i flutti, portaci a vedere molte città, solca i flutti, concedici di conoscer le menti di genti lontane, solca i flutti, o divina, e magari ci scappa anche un’Odissiaca trombata:
ma quanto dura?

E continua
e allo stesso tempo inizia
un nuovo viaggio: gambe in spalla caballeros!

mercoledì, novembre 29, 2006

Meno uno...

Domani è IL giorno.Ti sta aspettando.........

martedì, novembre 28, 2006

La rivoluzione del caffè

Domani è il 29 novembre...soltanto un altro giorno.
Un anno iPiroga.
iPiroga è cambiato.
iPiroga cambia continuamente.
iPiroga club cafè.
Non solo cafè.
Non solo club.

"Il caffè, per esser buono, deve essere nero come la notte, dolce come l'amore e caldo come l'inferno."(Michail Bakunin)


E noi,qui,ve lo serviremo.


"Bisogna abituarsi a ridere di tutto quello di cui abitualmente si piange, sviluppando la nostra profondità. L'uomo non può essere considerato seriamente che quando ride...Bisogna rieducare al riso i nostri figli, al riso più smodato, più insolente, al coraggio di ridere rumorosamente."(Aldo Palazzeschi)

E noi,qui,faremo abituare i vostri pargoli al riso.


"Gli uomini si capiscono solo nella misura in cui sono animati dalle stesse passioni»
(Stendhal)


Non siamo nient altro che tre semplici caballeros,ma la passione è autentica.
iPiroga club cafè.
Non solo cafè.
Non solo club.

lunedì, novembre 27, 2006

La pupa e il pochefanatico

epilogo:

la pupa e il viandante senza nome raggiungono le vigne pensili di Plottigatt

il viandante: e dunque qui si chiude il ciclo cosmico...qui si chiude la vissuta era...
la pupa: da quando vi ho parlato dell'uva vera siete diventato strano...oserei temere che pensiate addirittura di...
il viandante: ...mangiarne un chicco? ma è ovvio, anzi è sicuro! ma non temete mia cara, la mia veggenza ritorna in chiaro, posso dire tranquillamente che il vostro padrone è partito, allontanandosi dall'oracolo più vero...verso terre arcane seguendo il mendace Paflagone...ogni vostro cruccio è sciolto...
la pupa: voi...voi mi spaventate con queste parole...
il viandante: buona e nobilissima pupa...non abbiate paura...quella che vedete è solo una rinascita...la rinascita di un dio...
il viandante ghermisce e divora interi grappoli d'uva
la pupa: No!Che fate?
dalla terra sorgono una piovra gigante e uno stormo di fenicotteri...dal cielo piovono manna e petali di ciliegio...le mura del teatro si smontano e viene incenerito il sipario, cade la finzione scenica, si risvegliano gli spettatori assopiti, ogni cosa è illuminata
il viandante/Bacco: Bacco ammalato rinasce!
la pupa sviene tra le braccia del riscoperto Bacco, i fenicotteri trainano la piovra come un cocchio con sopra i due ex-personaggi sulle nuvole color vinaccia del tramonto, puttini con ali di fenicottero ed ebbri di vino e d'amore sollevano con grazia gli spettatori facendogli raggiungere le nuvole tutt'intorno ai due
Bacco: ed eccoci nel tetto della tua casa o Pupa, ed ecco che rispettando l'oracolo premio la perseveranza di tutti i personaggi e di tutti gli spettatori: io reco gioia e grande giovamento su questa terra che è la tua casa, da questo cielo che perennemente veglierà su di te che sei l'umanità intera.Un nuovo ciclo si apre e un giorno anch'esso si chiuderà, continuando l'ordine dei millenni, e per sempre come la malattia che mi affliggeva è stata curata cosi anche sarà per ogni cambiamento che ad una prima vista sembra insormontabile.E tu umanità, che hai in te la tenacia del pochefanatico e il candore della pupa, riconosci le gioie e i dolori, le opere e i giorni, le feste e le fiere, gli istanti e l'avvicendarsi delle ere...
FINE

mercoledì, novembre 22, 2006

La pupa e il pochefanatico

II stasimo:


coro(guadagnando il centro della scena): e dunque si allontanano verso il fiume? e noi?che dovrebbe fare il coro?dove dovrebbe volgersi questo sottovalutato occhio dello spettatore? verso il fiume, verso le pinete, verso le bacche degli ascosi ginepri verso i rugiadosi vigneti? o forse dovrebbe scrutare ancora nella casa?deve il coro seguire la vicenda di come Plottigatt si lasci intortare da un Paflagone smaliziato e certamente non divino?o deve interessarsi del presente esterno alla vicenda teatralmente impressa sulle polverose quinte? Quanto ancora il popoloso coro dovrà aspettare un altro autore che Manzonianamente prenda le sue difese?How long must we sing this song?Di a da in con su per tra fra gli oppressi ci sentiamo, anche senza avere le auliche treccie sparse sul numeroso petto.Povero coro, e povero colui che non compiange la sua costretta attenzione agli eventi dentro e fuori alla scena, quà e là dal palco alla platea, sfidando le leggi di spazio e tempo che queste forme di conoscenza si lasciano si' domare,ma a un prezzo, quello di esasperare il coro, che prova fatica nel correre e nel semplificare concetti già esasperati dallo stesso scorrere degli eventi!Oggi,qui, il coro di quest'opera sciopera, e si dedica il breve momento dello staismo. A voi il lavoro di concetto, a voi capire!A voi il correre tra i campi e tra le menti, a voi fatica!
Il coro da questo punto in poi fa quello che vuole.Quando l'imbarazzo raggiunge il limite, si chiude il sipario e ci si prepara per continuare l'opera come meglio si può.

mercoledì, novembre 08, 2006

La pupa e il pochefanatico

II episodio:

entra la pupa carica di stoviglie

pupa: ma come mai nessuno si prodiga nell'elogio di coloro che vivono la totalità delle feste?
con tutto quello spreco di giambi, di ditirambi, di distici elegiaci, di endecasillabi sciolti, di esametri aulici è mai possibile che nella narrazione di un convito non si faccia mai riferimento a come vengono pultie le stoviglie, da chi vengono lucidate le posate? Dev'essere il lettore a riempire con la propria quotidianità le scene che non vengono descritte?Dobbiamo proprio immaginarci Trimalcione che chiama la madre in pena per la tovaglia sporca di caco?E degli avanzi non parla nessuno?Le trasposizioni cinematografiche dell'opera di Walter Scott ci hanno abituato male...esse farebbero supporre che la maggior parte delle vivande non consumate si adagi allegramente per terra di sua spontanea volontà...e non mi si venga a dire che in un pasto ben gestito non avanzi niente e nulla sia da lavare o rassettare: anche con le briciole avanzate dal vecchio di Corico qualche formica sarà stata certamente sfamata!Per concludere devo dire che per nulla al mondo un intenditore si lascierebbe scappare il momento in cui le pietanze avanzate stazionano sulla tavola in attesa di essere rimosse dai vassoi da lavare ed adagiate nel frigo: spesso la cucina è più frequentata dai golosi dopo la cena vera e propria!
il viandante: sagge parole...io stesso sono venuto qua attirato dalle prelibatezze che non ho avuto il piacere di gustare riscoprendole nei toni più freddi...
la pupa: voi certo siete un intenditore del convito...servitevi pure cortese signore...chi lavora non disdegna mai un pò di compagnia...
il viandante: e spero non disdegni neanche un pò di aiuto...sareste estremamente gentile se poteste passarmi quella spugna...
dalla porta entra una congrega di ruffiani amici e meno amici del padrone di casa, tuttavia non direttamente invitati al convito, capitanata da Caltron
Carlton: ehi ehi! willy aveva ragione!qui c'è da mangiare per tutti!
sergente hartman: speriamo ci sia il pollo fritto e il cocomero!
il bolscevico mutante: seeeeeee! pane!
taras bul'ba: PANE!
gaara del deserto: dovete crepare tutti
il ciccione del dungeon dell'androide: festa!
pancho villa: VIVA!
Carlton: piano piano! non spingete!
battiato: A Beethoven e Sinatra preferisco l'insalata, a Vivaldi l'uva passa che mi dà più calorie
la pupa: qui ormai c'è troppa cagnara, a proposito d'uva signor viandante, credo sia megli spostarci al fiume vicino al vigneto per lavare gli ultimi piatti...che ne pensa?
il viandante: un vigneto di uva VERA?
la pupa: esattamente...quei vigneti sono il fiore all'occhiello di padron Plottigat, quella non è l'uva robot che abbiamo bevuto e mangiato a pranzo, quella è uva vera! ma ci è proibito prenderne...egli solo si riserva questo lusso...
il viandante: allora è stato davvero il fato a condurmi qua! e tu pupa, cerca di fare altrettanto, ti prego, portami a questo vigneto!

la pupa e il viandante escono di scena.si chiude il sipario

sabato, ottobre 28, 2006

Grim Tunisia Fandango

ah una gita in mare...quale miglior pretesto per riprendere a scrivere e superare quel maledetto blocco dello scrittore..la nave ci aspetta...entreremo nel suo ventre caldo ed accogliente e sarà come vivere una maternità...vestiti larghi e passeggini doppi nel caso fossero due...e un corano nel cassetto nel caso il padre fosse yusuf,quel tunisino che ho conosciuto l'altro giorno...si il 31 notte precisamente...dopo essere uscito di casa il 27 e aver trovato grande davanti al mio cancello seduto ad aspettare e prima di tornare in patria il 3...zacinto quanto ci mancherai quando saremo via...iPiroga tu sei la nostra zacinto...baro irreprensibile prendete le vostre sacche e salpiamo....vedrete sarà bello,sarà come volare.E poi saremo li,insieme a manny calavera ed alle sue corse di gatti...(NDR non ci fosse stato marcomarino adesso saremmo ancora li a scervellarci)...non un sottomarino nè un davidemarino ma una nave...UNA NAVE.
Gradite un po' di pane dei morti?...

venerdì, ottobre 27, 2006

Domani, giorno della partenza. Dopodomani, sbarco in Tunisia sotto il tiro delle resistenze naziste tirncerate sulla spiaggia; e siamo ormai a lunedì trenta, solo i vigliacchi, i valorosi saranno morti; lunedì trenta: sole che spacca le pietre. Poi il trent'uno, il deserto. Il primo novembre: dimore di trogloditi, niente di nuovo. Due novembre, giorno nero, imbarco e grande fuga, il tre, ritorno; ritorno col pensiero: domani interrogazione di fisica.

La pupa e il pochefanatico


I stasimo:

il coro si trova nel centro della scena, coreografia quanto basta, possibilmente a tempo.

coro(cantando e ballando): In una casetta
laggiù nel bosco nero
c'era un cowboy che si chiamava
Piero.
E la sua cavalla
brucava nella stalla
mentre lui beveva allegramente
il tè.
Ma il cowboy Arturo
pian pian scavalca il muro
e la sua cavalla gli rubò
oibò.
Ma l'indiano bello
col chiodo nel cervello
la cavalla sua gli riportò
oibò.

primo coreuta: che disastro questo pasto per la povera pupa...
coro:...e per il povero pochefanatico!
primo coreuta: pensate che li ha fatti lavorare come uriali, anni di fatiche,botte...
coro: ...e a risiko peschi casomai gli Urali...
primo coreuta: Paflagone non ha fatto altro che lamentarsi da gran scassaballe qual'è...
secondo coreuta: ma Plottigatt ormai si è convinto che sia lui l'uomo della profezia!
coro: ma come?non può certo essere quel borioso, quel re della mugugna e del turpiloquio!
primo coreuta: non siamo certo noi a tirare le fila del destino...
secondo coreuta: ...solo il Fato potrà dire chi è veramente chi!
primo coreuta: dunque attendiamo con pazienza il prossimo episodio e nascondiamoci, che già vedo arrivare dalla sala la pupa carica degli avanzi del lauto pasto!

mercoledì, ottobre 25, 2006

Notte prima dell'interrogazione d'arte, per non morire, certo, qualcuno te lo sei portato via. Notte attaccato alle fotocopie degli appunti di qualcun altro, e di qualcun altro pure le fotocopie, tutto a manifestare con quanto interesse e dedizione ti dedichi agli studi; ma ora, pentito, attaccato agli appunti come ad un biberon di un altro bambino, o, se preferisci, ad un capezzolo di bambola gonfiabile, leggi di Caravaggio e dimentica presto cosa ti stai perdendo.
Ohi lasso
Per lo meno registratemelo, parlatemi di lui, sento che è in onda.

martedì, ottobre 24, 2006

Lunga e diritta la cementata strada, dietro Garibaldi e davanti solo il sole di domani, ora il buio, la notte, il vento, il profumo del sale, lo scirocco, il libeccio e il sudore. Venti in poppa, a favore, contro, di città in città, correndo. Il fabbro, l' orefice, il plasmatore di metalli, servo del nobile Efesto -le cui fucine sono nel cuore dell'Etna- e io; perchè se corriamo domani non ci può cuzzare di fisica. E intanto un peretta ci supera in macchina: ascolta i the Ark; è unico.

7 piccoli indiani

aspettando l'ispirazione per comporre il primo stasimo de "la pupa e il pochefanatico" penso a sette piccoli indiani, sette forme indeterminate che i limiti possono assumere, sette indianini che non riescono a salire su una twingo: due davanti e due dietro?e gli altri tre allora? uno a casa a studiare e gli ultimi due a correre al prolungamento.
Di quelli sulla macchina non cè da preoccuparsi visto che chi guida ha la patente, ma non si fa neanche tempo a girarsi che quei due che dovevano correre lungo la notturna riva si sono sdraiati e fanno poco seriamente serie di flessioni con la marmorea statua del Garibaldi sulla schiena, e se si prova a redarguirli rispondono con stizza che il condottiero non è rivolto verso Nizza, ma verso i corridori che popolano i giardini circostanti col tipico sguardo perentorio di chi dice: "prendimi sulle spalle e dacci dentro con le flessioni".Rimane quindi un solo piccolo indiano di cui parlare, uno solo dei sette nati e cresciuti in questa storia che è poco più che una cesura.Un piccolo indiano.Un piccolo indiano che, come dicevamo prima, sarebbe dovuto rimanere a casa, a studiare.Un piccolo indiano che invece non sta studiando.Un piccolo indiano che non studia perchè gli manca la materia prima, il carburante con cui nutrire i suoi gangli celebrali a forma di tomahawk.Un piccolo indiano che non studia perchè gli manca l'uva. O natura noverca che ci privi del frutto supremo nel momento in cui ne abbiamo più bisogno!Ma...ma cè un "ma": ma fortuna che, finita la stagione dell'uva arriva la dolce stagione del caco...e tutto rifiorisce...

domenica, ottobre 22, 2006

Quella sensazione che ti coglie dopo una sana e inutile giornata passata a far nulla,
un allegro serpente che fa capolino dai libri scolastici che ti eri riproposto di studiare con impegno e concentrazione- avevi anche pensato di spegnere il telefonino, stolto-e che ora sfogli con errabonda e perversa frustrazione, con vuoto e ipocrita pentimento, tensione, paura e criptici giuochi di prestigio della mente. E ancora ti perdi. E dimentichi la tensione. E poi domani, si vedrà.

giovedì, ottobre 19, 2006

A ME NON MI

occultamento di cadavere di pessimo gusto completato

mercoledì, ottobre 18, 2006

La pupa e il pochefanatico

I episodio:

Plottigatt si trova nel centro della scena, davanti alla grande tavola imbandita.La pupa e il pochefanatico lo affiancano.Gli invitati entrano e si siedono a tavola alla chiamata di Plottigatt.

Plottigatt: Ecco allestito il magnifico convito, ed ecco sopraggiungere i magnifici ospiti: Matteo Pitone, Frank Carpa, Electrabuzz, Manlio Scopigno, Kirby, Jack Kirby, i Genesis, la cuoca nera di Tom&Jerry, Blanka, Jessika Rabbit, Henry Fonda, Cleopatra, Bonagiunta Orbicciani, Margherita Hack, Gabbo, Edwige Fenech, Medea, Lucignolo, Mike Bongiorno, R2D2, Freud, tutto l'allegro girone dei ladri, Barbie, l'imperatore Kuzco, Rita Hayworth, Evan Treborn, le gemelle Olsen, Kevin Lomax, e infine: Audrey Hepburn...spero di avervi ricordati tutti e, se per caso non l'avessi fatto mi appello alla permissività della finzione scenica.Ma permettetemi adesso, cari amici e amiche, di presentarvi due ospiti d'onore:
i due viandanti entrano riccamente vestiti, entrambi portano scimitarre alla cintola e bianche maschere veneziane (tipo quella della scatola di "Inkognito").
la pupa: ecco a voi messer Paflagone
Paflagone fa un passo avanti ed un pomposo inchino.
Paflagone: Sappiate, o cortesi ospiti, che quando ci troviamo davanti io e la cocaina, è lei che si eccita.
Coro: questo Paflagone sembra proprio un pallone gonfiato ed uno sbruffone; di certo l'autore cela sotto la sua maschera qualche personaggio politico altrettanto biasimabile.
il pochefanatico: ed ecco l'altro eccellente ospite: messer...
il viandante: non disperate a ricordar il mio nome eccellente pochefanatico, poichè non l'ho mai rivelato in questa casa e non intendo rivelarlo ora, prego dunque il padrone di casa di...
Paflagone: ora basta dire cazzate razza di turpiloquio umano, se temi di non mangiare qualche misero boccone, ricorda che sei culattone e raccomandato ed avrai dunque di certo un posto a tavola anche tu, non dispererare!
il viandante: ma io, veramente...
Paflagone: "ma tu..veramente" fatti tuoi: adesso si pensa solo a mangiare! avanti Mike, passami il salame che, proprio come te, ovunque venga affettato, ha sempre lo stesso sapore.
Plottigatt: Vedo il convito infiammarsi senza che non sia stato neanche assaporato il caldo vino delle coppe, avanti pochefanatico, inventati qualcosa per smorzare l'atmosfera.
il pochefanatico: Prego lorsignori un attimo della vostra attenzione per proporvi un giuoco d'intrattenimento che allieti il nostro desco: ora io dirò una frase, e voi dovrete, a giro, dirne un'altra che vi sia ispirata dalla mia, e cosi via...è solo un simpatico gioco di associazione libera...
Paflagone: una simpatica cazzata vorrai dire, idiota!
il pochefanatico: ...e dunque inizio: "i ciclisti sono stronzi!"
Manlio Scopigno: "a Gigi Riva il piede destro serve solo a salire sul tram"
Cleopatra: "tu quoque Brute"
Kevin Lomax: "Ladies and gentlemen of the jury, I know you've spent all morning listening to Mr. Broygo talk; I know you're hungry; what I need to tell you won't take very long at all."
Plottigatt: idiota di un pochefanatico, non hai spiegato bene il tutto e di conseguenza il gioco non riesce! lascia stare questo schifo e fai entrare i mimi!

entrano i mimi e si chiude il sipario.

Che notte quella notte

Ancora in marcia.
Al di là della Valle,fuori dal nostro territorio,ci volevamo mettere alla prova senza la nostra gente vicina.
E allora via verso IL Santuario.
Un sabato da giovedi di paura,un sabato teso,come i cross all'inglese.
La frescura della notte e l'aroma di kebab appena sfornato e divorato dallo zio.
Neanche uno sguardo a quella tenera insalata condita di salsa bianca.
Bianca come la faccia di Gatto.
Oltre il Cadibona c'è brutta gente.Ora si,lo sappiamo.
Cassonetti sorvegliati da cani e case in costante trasloco.So che non ci crederete,ma questo è quello che c'è al di la del passo.
Molto meglio a casa,nella Valle,con la nebbia.
Molto meglio(...)

Tratto da Cronache della Valle Bormida

martedì, ottobre 17, 2006

Sollazzandomi in letture impegnate quali Topolino, Playboy e il Rombo di Gunter Grass sono incorso, fondendo insieme intuizioni ricevute dalle varie opere, in un inquietante scoperta: la paura ancestrale maschile, la cosa che potrebbe porre fine per sempre al progresso, al futuro, alla superiorità sociale dell'uomo sulla donna.
L'inizio della fine.
Mi sono interrogato molto se pubblicare questo documento, che, se scivolasse in mani lesbiche, animate dal turpe spirito femminista, potrebbe rivelarsi una vera arma

più potente della pompa atomica,
più fatale del destino,
la paura ancestrale che porterà alla rovina
l'uomo di poche parole, di tante e di successo
e l'ambizioso e l'umile,
e il timoroso e l'arrogante.
CAROTE!
e la paura si forte, il popolo femminile morde
CAROTE!
denti da leonesse,
parvenze di fate, menti da medea
CAROTE!
Mosca, Roma, Liverpool e Berlino
e Palermo, e Nuova Yorka
e i cinque continenti e i sette mari
e le selve oscure e le calde sabbiose distese

rieccheggiano di un croc!
e l'intero universo maschile si unisce in un grido
il potere alle donne

venerdì, ottobre 13, 2006

La pupa e il pochefanatico


parodo:

dalla platea entra in ordine sparso e con estrema circospezione il coro, composto dai paesani curiosi.

coro:
Oh dei, quanto in fretta possono cambiare i modi e i capricci umani! Il vecchio ed avido Plottigatt ammette nella villa due straccioni in piena notte e noi ci sorprendiamo ancora che i delfini non nuotino tra le nuvole e i leoni non ruggiscano tra i flutti!
primo coreuta: Dopo questi avvenimenti ogni cosa sembra possibile!Di certo il vecchio trama qualcosa a nostra insaputa...
coro: Certamente!
primo coreuta: ...voci sicure sostengono che egli stesse aspettando da gran tempo il compimento di un oracolo...
coro: Un oracolo?
secondo coreuta: Ma certo! Io stesso fui sacerdote di Apollo in quel periodo e come fosse ieri ricordo il rovinoso vaticinio!
coro: rovinoso?Avanti vecchio, parla!
secondo coreuta: La lingua tiene a freno sicuro ciò che giurai sulla squadra del cuore.
primo coreuta: La squadra di cui parli ormai è in rovina e declassata! Avanti gobbetto, rivela il vaticinio!
secondo coreuta: Avete ragione, ma nel dubbio parlando permettetemi di fare le corna e di toccar ferro: "Attendi, o Plottigatt, l'arrivo di un dio decaduto sotto mentite spoglie.Il suo potere è ancora grande e reca giovamento alla casa: propizia è perseveranza."
coro:Questo diceva?
secondo coreuta: Questo.
coro: Allora cè poco da dire, conosciuto l'oracolo non ci resta altro che aspettare e vedere l'evolversi degli eventi.

il coro indietreggia e si ripara in un angolo della scena in attesa dei protagonisti.

giovedì, ottobre 12, 2006

Forever Young?

Mentre ero dal salumiere che sceglievo quale prosciutto farmi affettare mi venne un imbarazzante prurito al cervello,un pensiero.
C'è qualche tale che sostiene che la vita di un uomo sia suddivisa in rigorosi cicli di sette anni ciascuno...qualche altro che dipinge la notte a cavallo fra la pubertà e l'età adulta come la notte dei tempi...Wanna Marchi sosteneva invece che un suo favoloso unguento potesse donarti la possiblità di rivivere quegli anni(e invece ti ritrovavi a Brasilia vestito come il mago Donascimiento.)Streghe a cavallo di scope entrano nelle case degli ormai prossimi diciottenni a sfogliargli la vita come un album dei ricordi...streghe a cavallo di dizionari sono invece pronte a forarti il sederone la mattina seguente,IL sederone di fuma.
Ed è cosi che,ormai tornato a casa con della bresaola e già coricato da tempo,nel sonno mi appare lei,la cicogna:ed io sono li,quel fagottino,che crescerà a pane e Dottor House.
Cosa dici Wanna?Se rivoglio la mia giovinezza?No,grazie.
Gli anni più belli sono fatti cosi,come una cassetta vista tutta con l'avanti veloce e poi di nuovo a velocità normale,vuol dire rovinarli,voglio vedere il film dal punto in cui sono arrivato.
Precisamente da quella notte,quella notte di cui parlavano quei tali.
Nessun rewind poeta....ormai è tardi Vasco?
No,avanti cosi.Senza parole,senza pagare,un gran bel film.
...e son 18...
Sono una cosa deplorevole: rido, solo, pensando alle sporcaccionate che scrivo sulla chat di mtv mentre mi alleno a tenere tre pennelli fra le dita dei piedi. Sono una cosa deplorevole e la mia tastiera lo sa. Lei lo sa. Lei sa quello che voglio. Lei è troia. Io me la ricordo, la troia. In una mano aveva il coltello e nell'altra una cosa che poteva essere un'ala di pollo come un petto, con qualche patatina fritta di contorno. I pestelli della guerra continuavano a travagliare l'umanità come un parto gemellare. E io avevo paura ma ero troppo povero anche per amarti. E tutto era così avariato che avrei preferito essere guercio da un occhio per non vedere. Allora mi sono dato alla pazza fuga
e tu, ingiuriami se vuoi
maschione