domenica, marzo 02, 2008

Memorie di un falegname

Fa-legname: verrebbe da dire che io la legna la creassi.
E invece no, uscendo dalla mia capanna nella Foresta Nera prendevo l'accetta ed il legno andavo a tagliarlo. Pim pum pam, un suono come di bonghi nella foresta mica tanto vergine, un suono di colpi d'ascia contro qualche pianta perenne con fusto eretto legnoso detto tronco o stipite che a qualche distanza dal suolo presenta delle ramificazioni, ossia contro qualche albero.
Fa-legname.

Nella Foresta Nera non ci sono tanti grilli, tantomeno parlanti, per cui la mia vita fu lunga e priva di sorprese. Esclusa una sola, solitaria volta, in cui la mia tranquilla esistenza di manifattore venne scossa cosi come la mia accetta scuoteva dabbasso le fronde delle piante più alte.

Erano circa le tre del pomeriggio e ricordo che quel giorno mi ero appisolato dopo pranzo, riflettendo sull'esistenza di forme di vita nel centro della terra. Un suono mostruoso, come il chicchirichi' vibrante d'un gallo meccanico mi avevo svegliato e, senza nutrire alcuna paura, mi diressi correndo verso la sorgente del rumore.
Giunto ai bordi di una radura, scorsi al centro di quest'ultima un enorme scarpa slacciata, più grande di qualunqe cosa grande io avessi mai visto, esclusi il sole, la luna e le montagne.

Dopo una sommaria osservazione di quello strano oggetto, feci dietrofront per ritornare alla mia capanna.
Benchè si possa obiettare che io ne sia il carnefice, non mi reputo tanto diverso dai più maestosi alberi presenti su questa nostra terra: là dove il caso mi ha posto, io sto.

venerdì, febbraio 29, 2008

Memorie di un gentleman

Le mie memorie sono presto dette, poichè sono sempre stato un pragmatico.

Nacqui in una città piccola e ricca, ai piedi di colline piccole e grigie, perfettamente specchianti il grigio del cielo. I miei genitori si preoccuparono sin da principio che io ed i miei quattro fratelli, che saranno ormai vecchi e decrepiti almeno quanto me, ricevessimo un’istruzione superiore.

Il primo fratello si sottrasse giovanissimo a questi ardui studi e ben prima di terminare il liceo prese il mare con l’ambizioso progetto di sfondare nel cinema. In effetti, era un ambizioso.

Il secondo fratello progredi’ talmente spedito che si iscrisse all’università a soli quindici anni e la completò in tre mesi concludendo la tesi di laurea con l’ormai famosa frase “è stato bello, ma lo rifarei” (Ndr: da questa storica frase è stato tratto un libro edito da Sua signoria il nostro magnanimo editore, nonché fratello dell’autore, in 177 pagine e con raffinata rilegatura in pelle di struzzo su richiesta).

Il terzo fratello completò gli studi nei tempi prefissati e dopo cinque o sei tentativi infruttuosi in altrettante facoltà, si dedicò completamente all’autarchia, ritirandosi nella Groenlandia settentrionale per cacciare qualche raro esemplare di narvalo o qualcosa di simile.

Il quarto fratello aveva ed ha manie di grandezza ed intraprese con sommo successo la carriera dell’ editore, permettendomi tra l’altro di pubblicare queste mie memorie.

Per quanto mi riguarda, ho sempre vissuto di una cospicua rendita senza mai dover muovere un dito, dedicandomi con passione alla catalogazione dell’albero genealogico familiare ed alla ricerca dei più antichi manufatti appartenuti nel corso della storia alla mia nobile famiglia.

Ho vissuto nella buona educazione, nell’accortezza dei modi e nell’attenzione verso il gentil sesso: sarei pronto a rivivere la mia vita senza rimpianti.

sabato, febbraio 23, 2008

Memorie di un agente segreto

Ieri mi è arrivato un messaggino da mia figlia, diceva: "ciao!qui tutto bene: Tom ha ottenuto quel lavoro e abbiamo comprato una tv lcd per festeggiare!Tu come stai?baci".
Ieri pensavo che ciò che mi ha sempre reso un buon agente segreto fosse la famiglia e la prontezza nell'accettare un favore.
Rifiutare un favore insospettisce più di una Beretta 70 nel cassetto nel comodino: questo l'ho imparato a L'Havana.
Mentre oggi...oggi sono a Reykjavik e sono nei casini.
Cerco di riordinare le idee e sfruttando la tecnica di concentrazione che ho imparato nel Myanmar, chiudo gli occhi e vedo: un gallo cedrone, un intrigo internazionale, un agente segreto fatto di lsd, una tv lcd, una tv al plasma, un vulcano, una trasfusione di sangue.
Anche se non mi hanno tolto il cellulare non posso scrivere a mia figlia la verità, non posso chiedere alla sua bella famigliola di scomodarsi come per quella volta in Grecia: devo fare da solo.
Ho sessantotto anni e la verità è che non sono in grado di affrontare il fatto di non essere più un agente segreto.
La verità è che sono prigioniero in una camera d'albergo adibita ad ospedale nella casbah di Reykiavik, e devo cavarmela da solo.

martedì, febbraio 19, 2008

Memorie di un guardiano dello zoo

Prima di lavorarvi, non ero mai stato in uno zoo.
Per farvi corta una storia lunga e per fare un piacere più a me che a voi, non vi starò a spiegare di come tristemente vissi i primi diciotto anni della mia vita al di fuori di essa.
Si, vissi nel buio e nella completa solitudine, ma se continuassi ancora a parlare di questa spiacevole parentesi della mia vita, che considero essere stata sufficentemente lunga e felice, non rispetterei la promessa di farvi corta una storia lunga.
Lo zoo fu la mia gioia.
Il paese era piccolo, la gente mormorava, gli animali esotici erano tanti ed i visitatori pochi, io non sapevo niente del mondo ed il mondo sapeva tutto di me: ero nelle condizioni ideali per cacciarmi in un brutto guaio.
Passavo le mie giornate davanti alle gabbie, imparando affascinato dalle targhette i nomi di quelle strane cose.
Ammiravo il regale Tucano, con la sua criniera folta e sprezzante, con le splendide zanne bianche come la ghiaia dello zoo sotto il cielo settembrino.
Invidiavo l'altezza della Foca, delicata e misteriosa, con quel collo lungo tirato verso il cielo. Osservavo incuriosito la somiglianza tra l'Ornitorinco e l'essere umano, ridendo a volte della sua curiosità e dei suoi piedini prensili.
Un giorno la direttrice dello zoo, Agatha, mi fece chiamare nel suo ufficio.
"C'è un errore mio caro, un errore " fece una breve pausa, lo ricordo bene "di cui devi essere messo al corrente. Qui...tutti eravamo a conoscenza di questo errore e quindi...per noi era cosi' naturale che non ci siamo mai curati di informartene o di rimediare a questo grossolano...errore. Anche se forse ormai per te non farà differenza devi sapere che le
targhette dello zoo non sono abbinate al giusto animale. Qui dentro è tutto un casino." Agatha chiuse la bocca.Arrossi', aspettando la mia risposta.
Tutto ciò che riuscii a dire fu: "Questo è un bel problema..."
Per un attimo, Agatha sembrò assorta da qualche importantissimo, vitale pensiero, poi apri' bocca per dire: "...e poi...insomma non è l'unica cosa...devi sapere...ci sono...che anche le..le targhette del personale sono...come dire..sono...oh insomma ma facciamola breve: piacere, il mio nome è Ludovico!".
Da quel giorno non seppi più distinguere il dentro dal fuori delle gabbie.

domenica, febbraio 17, 2008

Memorie di uno smemorato

Mi svegliai nel tramonto della casbah, senza sapere chi fossi.
Anche senza conoscermi troppo, capii subito che non ero originario di quei luoghi.
Mi sentivo come un pesce fuor'acqua, come un long island tra due martini on the rocks.Rock the casbah: dovevo fuggire. Con la coda dell'occhio scorsi la coda di un gallo, forse di un gallo cedrone. Cocktail. Per un attimo realizzai di essermi svegliato dopo aver perso la memoria in un paese straniero: che fossi un agente segreto?
Sarebbe stato fichissimo: gli agenti segreti bevono sempre martini.

martedì, febbraio 12, 2008

Memorie di un tatuatore

Sono molto contento di incominciare questo ambizioso progetto, ma siccome non ho molti ricordi della mia infanzia mi perdonerete se incomincio da un punto preso a caso.

Compii dodici anni ed un piccolo incidente, adesso non riesco bene a ricordarmi di che tipo, mi provocò una cicatrice maestosa, che divise perfettamente a metà il mio volto, già simmetrico per conto suo. Scocciato dall'inconveniente, mi iscrissi al liceo classico, come gesto di ritorsione contro la vita stessa.
Tra le cartavetranti pareti del liceo regio, la regola dantesca del contrappasso mi diede l'ispirazione per trovare la mia professione: cosi' come la sorte aveva disegnato sul mio volto qualcosa che non avevo assolutamente richiesto, io avrei pitturato le carni snaturando l'opera iniziale di madre natura.Divenni tatuatore di uomini.
I dieci anni successivi furono un' orgia di sirene, ancore, teschi fiammeggianti e spade.
Poi, un bel giorno, anche se non ricordo proprio bene quale giorno fosse, venne la moda dell'avanguardismo, e la gente incominciò a cancellarsi tatuaggi che non aveva.
Disgustato, anche se non mi ricordo bene perchè, abbandonai la professione per dedicarmi ad altro.
Trovai lavoro come mangiafuoco, poi come schiavo in una copisteria ed infine approdai nel cantiere appena varato di un raccordo anulare. Lavorai giorno a notte come manovale, arrivando a chiamare per nome ogni singola colata di calcestruzzo e dormendo tra le bettoniere accese. Una sera al bar confidai il motivo del mio fervore costruttivo ad uno sconosciuto. Questi, sentendo che dedicavo anima e corpo alla costruzione di quel raccordo per dimenticare la mia esperienza di tatuatore fallito, ironizzò sul fatto che da tatuatore di uomini ero diventato tatuatore di mondi.
Ascoltando quelle parole, mi sovvenne alla mente l'immagine atavica di un uomo che orina nella neve: era stato il mondo a tatuare me.

lunedì, febbraio 11, 2008

L'OST - 1 Puntata: giorno del disastro

Appena Pirito rinvenne credette di avere di nuovo esagerato con i cartoni giapponesi porno la sera prima.
Poi ricordò tutto.
La gita,l'aereo,le cuffie viola sulle orecchie,un po' di relax con il suo ricercatissimo jazz coreano:perfetto per il riposino che si era prefissato di fare durante il volo.
Prima di socchiudere le palpebre ebbe ancora la voglia di pensare al pisello di Goku e a quanto sarebbe stato più bello se avessero deciso di passare la loro ultima gita in Giappone.
Poi di colpò si risvegliò,come se qualcuno gli stesse rubando l'aria,le orecchie che gli scoppiavano:l'aereo stava precipitando e loro con lui.
Pirito non ebbe il tempo di pensare a nulla,neanche il tempo di avere paura.Sarebbero caduti in mare,i loro corpi si sarebbero inabissati con la carcassa di quel vecchio trabiccolo Alitalia,e non sarebbero mai più stati ritrovati.
Il Mediterraneo è un mare cattivo.
Almeno tutto sarebbe finito in fretta,la pressione lo stava comprimendo fino ad ucciderlo.Il povero Pirito non desiderava altro che tutto quello finisse:e in quel momento l'aereo si spezzò in due.
La coda si separò dal resto del velivolo e cambiò direzione:fu allora che il povero Pirito svenne.
I suoi amati compagni di classe correvano da una parte all'altra,frenetici,qualcuno era ferito,qualcuno era svenuto come lui,ma non si era ancora ridestato.
Si passò fra le mani un po' della sabbia su cui giaceva,e poi un po' fra i capelli,rendendoli pieni di sorprese come piacevano a lui,poi guardò ancora l'aereo:era adagiato sul fondale vicino alla riva.Aveva deciso di non incendiarsi,di non schiantarsi sulla terraferma nè di inabissarsi portandoli giu con lui.Si era incagliato li',a metà strada:l'aereo aveva deciso di risparmiarli.
Mentre Pirito pensava,la loro professoressa di inglese spuntava fuori dall'aereo,il volto sfigurato,la pelle in brandelli,ma gli occhi ancora azzurri curiosi.
"Cazzo ma pure lei si è salvata?"-pensò il giovane- e,quello che fino ad un momento prima era l'aereoplano che li aveva salvati,decise di esplodere.
Prima che la vecchia riuscisse ad allontanarsi.
CONTINUA...

Memorie di un avanguardista

Sono sempre stato un avanguardista, anche adesso per esempio, sto già scrivendo la nona riga.
Nacqui in una famiglia benestante molto tempo prima che l'essere benestanti fosse di moda e diventai anche pelato prima di tutti gli altri.
All'età di diciannove anni andai all'accademia delle belle arti, ma anche questa volta la mia stessa avanguardistiezza (come in seguito, io stesso, la definii) mi anticipò: andai all'accademia, ma per insegnare. Anticipai alcune cose cosi' tanto che alla fine la moda, frustrata, le lasciò perdere.
Le mie opere furono ospitate nel mezzo della foresta nera, aspettando le mostre che nel futuro le avrebbero celate al loro interno: era l'apice dell'avanguardistiezza.
Sulla scia del fervore avanguardista, ben presto mi annoiai e lo scoprirmi nudo come natura m'aveva fatto davanti al personal computer a vandalizzare la mia stessa pagina su wikipedia mi diede da pensare.
Durante sette anni in tibet, mi venne una folgorazione. Infatti uscendo, chiesi alla maschera cosa ne pensava di un artista che affronta simpaticamente la propria morte. Ricevetti la risposta che mi aspettavo.
Il giorno seguente annunciai personalmente la mia morte in diretta televisiva facendo schizzare alle stelle le quotazioni delle mie opere.
Da quel giorno vivo in un piccolo paradiso fiscale, rilasciando quà e la interviste dall'aldilà ("Interviste al dilà dell'al di qua" editore Bomboloni, 212 pagine, copertina brossurata su richiesta) e godendomi l'affetto dei miei cari: ogni giorno che passa è migliore del precedente

giovedì, febbraio 07, 2008

Admiral Benbow

Intro
Jim portami un bicchiere di rum.
Jim dimmi se arriva un cuoco cattivo.
Jim dimmi com'è la vita secondo te:
la vita secondo Jim.

Svolgimento
Jim sventola il dito grassoccio sulla ghiera dell'ipod nuovo di pacca: è un ragazzino come tanti.
Dalla finestra sua madre lo guarda avviarsi verso il molo, con la testa bassa e la musica nelle orecchie. Pensa: "mio figlio è un segaiolo" e vorrebbe dirlo ad alta voce ma non si fida dei pirati.
Pirati!
Non ci si fida di uno che giura su un Harry Potter a cui mancano delle pagine!
Pirati!Che poi, nella locanda, di pirata ce nè soltanto uno.
Esaminato dall'occhio critico dell'ostessa, che poi sarebbe la madre di Jim, non si tratta nemmeno di un gran pirata.Secondo la sua consumata esperienza i pirati assomigliano in tutto e per tutto a dei cammellieri, con la differenza che questi ultimi posseggono un numero ben più vasto di cicatrici. In effetti, nessun cammello potrebbe mai stare molto tranquillo sulla spalla di un cammelliere, per quanto bene gli possa essere stato insegnato a ripetere le parole "pezzi da otto" e "corpo di mille bombarde".
"Donna!" sbotta il pirata dal suo angolo "portami un semolino!"
Cibo da pirati, pensa ad alta voce l'ostessa.

martedì, febbraio 05, 2008

Momenti d'inerzia

Intro
Il treno è fatto in un modo cosi strano che correndo dall'ultimo vagone al primo riuscirei a rallentarlo, anche se di poco.

Svolgimento
Due vecchie siedono accanto a me, la più distante guarda fuori dal finestrino, lo sguardo è vacuo ma pieno d'amore.L'altra sfoglia distrattamente Men's Health, tenendo la linea della bocca piatta come una portaerei.Pochi posti più avanti, un ragazzino emo canta a bassa voce Battiato, in inglese, per darsi un tono.Dietro di noi alcuni studenti di un istituto alberghiero, mi pare intitolato ad Ilona Staller, ridono dei rimbrotti che un vecchio controllore omofobo rivolge ad alcuni punk-a-bestia.

Questo è il viaggio in treno che stasera ho sovrapposto alla realtà quando il vero viaggio stava diventando decisamente troppo noioso. Non è che cerchi di negare la realtà: la insaporisco.

La vecchia accanto a me gira pagina e l'occhio le cade sulla foto d'un gigantesco cavallo imbizzarrito.Al che, perdendo tutta la sua compostezza, accarezza la foto e sussurra: "...stallone....stallone...". A questo punto l'altra, sentendo l'amica si alza ed urla: "Sylvester?Dove?!Dove?!!"

Non temete per me: passerà.
E' solo un momento d'inerzia.

venerdì, febbraio 01, 2008

quel fottuto venerdì del mese

(temo di avere già scritto un post uguale)

Sarebbe stato oggi. Quel fottutissimo giorno sarebbe stato oggi. Quel giorno dove gli schiavi sarebbero diventati re, e i re sarebbero rimasti re; il giorno dell' emancipazione, della dignità anche per te.
Pablo Picazzo sarebbe entrato nella latteria, come tutti i venerdì, e avrebbe detto alla lattaia che no, non lo voleva il cappuccio, voleva l' espresso perchè ormai era diventato grande, e i grandi, com' è noto, bevono l'espresso. L' avrebbe fatto, perchè adesso era anche membro dell' associazione Te Diegum, e non aveva più paura.
"allora, Pablo, il solito cappuccino con tanta schiuma?"
"si, grazie"
Merda, la scena si ripeteva da quando faceva le elementari e ormai, era prossimo alla pensione, quasi. Però gli piaceva, gli sembrava ogni volta di tornare indietro, nel tempo, a quando andava a scuola e con la merendina nel paniere continuava a pensare "io non lo pago il pizzo".
E poi lo pagava. Merda.

Salsiccia e cime di rapa

Intro
Me lo paghi il panino?
Questa frase mi entra e mi esce dalla testa come un boomerang.
A proposito: chi pagherà il panino agli aborigeni?

Svolgimento
Se vuoi davvero qualcosa dalla vita, datti da fare e prendila: basta solo raggiungere il marciapiede opposto. Basta solo entrare e chiedere educatamente una pizza.
Eva la impasta con mani sapienti: super margherita con mozzarella extra, la radio, la foto di giornale del cane sommerso dai funghi, gli scherzetti del ragazzo delle pizze, che però non capisco, che forse nessuno capisce. Eva impasta con mani sapenti e non faccio in tempo a chiedere anche una cocacola che la mia pizza è già pronta, impacchettata in una scatola che augura buone feste: mi do da fare e la prendo.
A fine giornata infilandomi nel letto ripenso alla pizza e mi dico: "avrai una sete bestiale, stanotte" e lieto mi addomento.

martedì, gennaio 29, 2008

L' esperto risponde

Cari iPiroga,
ho visto che avete introdotto un' innovazione sul vostro sito, mi riferisco alla vostra casella di posta (l' indirizzo sotto alla macchina). Be' io non so se vi andrà di rispondermi, o se avrò il privilegio di vedere pubblicata questa mia semplice mail, però io questa domanda ve la voglio porre; e si, perchè sento che voi avete la risposta. Come mai in america Latina la prostituzione è più allegra?

spero che mi rispondiate,
vi leggo sempre


Paolo Boselli jr.


Caro Paolo Boselli jr., fra le tante mail che abbiamo ricevuto grazie all' attivazione del nuovo indirizzo di posta, ho scelto la tua, non tanto per le luride lusinghe che ho dovuto leggere, quanto per la domanda assolutamente esaltante che hai posto.
Samba! Com' è più allegra la prostituzione in America Latina!
C' è il carnevale di Rio, ci sono le dittature, ci sono le ragazze con la pelle scura.
C'è un rapporto strano con la morte, in America Latina, che ha qualcosa a che fare con le sopracitate ragazze, con le sopracitate dittature, anche con la già nominata morte, a volte. Di solito c'è un rapporto strano con la droga, c'è un rapporto strano con la religione; per farti un esempio gli spacciatori hanno come divinità protettrice quella che chiamano "Nostra Signora delle cause perse", il che vorrà dire pur qualcosa. Vuol dire che c' è un rapporto strano con tutto lì. Io non so dirti se la prostituzione in america Latina sia più allegra o più triste che da noi. Posso però dirti che i professori di Economia Politica vanno a puttane. Sempre. E quando non ci vanno non fanno altro che pensare a stratagemmi economici per andarci ( vedi teoria della scelta delle fanciulle, strada più breve, selezione avversa delle prostitute ecc. ecc.). E in sud america non ci sono i professori di Economia Politica, il che vorrà dire pur qualcosa.
Samba!
deficente

#A61022

Rosso fuoco.
No, non sono un sinesteta. Mi piace giocare, non me ne devo vergognare.
Anzi no, e d'improvviso mi accorgo di poter rivivere parti della mia infanzia che non ho mai vissuto, ma che indirettamente mi interessano.
Entro nella scuola ormai buia, fredda, che puzza di bambini e si, di gioco d'azzardo; sembra l'anticamera di un posacenere pieno.
Le maestre sono li, che trafficano con numeri e nomi.
Non parlano dei loro bambini e nemmeno di quelli degli altri, quelli a qui dovrebbero fare, appunto, da maestre; ma parlano di bambini più grandi, bambini che giocano a calcio.
D'improvviso capisco, come una rivelazione notturna e d'annunziana, che quello che speravo essere un consiglio di classe è invece una turpe e invirtuosa asta di fantacalcio.
Anche le suore partecipano: è la morte dell'arte.
Alzo gli occhi al soffitto e li, appesi come salami, mi ammiccano i fumi dei cannabinoidi magari assunti in gioventù dalle mie stesse maestre.
Spaventato dalle rivelazioni, mi metto in punizione da solo, mandandomi nell'angolo più vicino a calci nel sedere.
Ma gli angoli sono tutti occupati.Da chi?Da che cosa?
Da cataste disordinate di bottiglie d'alcolici vuote.
D'improvviso mi coglie, ancora, una rivelazione fondamentale: anche le maestre e i maestri sono, o forse erano, ragazze,ragazzi, uomini e donne come noi, spaventati e forse affascinati dal fatto che anche i loro maestri, cattivi, fossero persone normali.
Non mi stupivo cosi da quando scopri' che lo scarlatto era #FF2400; del resto non sono un sinesteta.
Ci vuole poco a stupirsi.

lunedì, gennaio 28, 2008

Dirty Sexy Money

Era scritto nell'aria che quella era la sera buona, non come tutte le altre, non come la sera prima e quella prima ancora, e non perchè era già venerdi - già venerdi?Eppure sembrava cosi simile a giovedi, e anche a mercoledi, no, pensandoci sopra in quel momento non si ricordava molto di mercoledi - ma era evidente che quella sera fosse finalmente quella buona.
Il 29 sarebbe uscito quella sera, Slot lo sapeva, ne era talmente sicuro che si era svuotato le tasche sul panno verde, sul tavolo tutto quello che gli rimaneva: oltre ai soldi l'anello nuziale, le chiavi della sua Mustang del 67 che funzionava ancora come un gioiellino, catenina d'oro di SanGennaro, uno di quei Santi italiani che può sempre far comodo avere vicini a sè.
Ma tanto che importava il 29 sarebbe uscito quella sera avrebbe potuto giocarsi anche le mutande da quanto ne era sicuro.
Billy "Bluff" Kennedy - che in comune con i Kennedy più conosciuti non possedeva nulla, se non forse la passione per le belle donne - appena lo vide mettere sul tavolo tutto il contenuto dei suoi jenas diventò paonazzo.
Un duro colpo alla sua reputazione di grande bluffatore.
"Slot non lo starai mica facendo sul ser..." - neanche il tempo di finire la frase.
I giochi erano fatti, la divina pallina aveva già preso a scorrere veloce.
Slot guardò l'amico negli occhi: entrambi amavano quei momenti, quelli in cui il loro destino era appeso ad una pallina argentea o all'ultima carta del River, quelli in cui uno dei due era sempre più spaventato dell'altro, ed era sempre quello che rischiava di meno.
"Lo so che lo fai uscire" - sussurrò Slot alla pallina.
E ad un tratto la roulette si fermò.
Slot incrociò lo sguardo di Billy: nessuna espressione, nessuna traccia di gioia, ma neache di sconforto o di orrore, niente di niente, sapeva cosa voleva dire quella faccia.
"Merito di bruciare" - pensò Slot svenendo,dopo aver visto dove si era fermata la palla.
Quella sera il 29 era uscito.
Slot e Bluff ne avevano truccato un altro.

domenica, gennaio 27, 2008

Jean Luis Scalpharo and his comets

Valzer per una Maracaibo migliore; che ieri ti illuse.
Il guardiano del faro, le macchine per la torrefazione artigianale, una vecchia scatola di cerini: sciolti; gli inceneritori, la Campania circostante. I fidanzamenti col raffreddore, l' altra faccia della duna. E ancora le sardine, le sigarette, le aspirine, i valium, le cale, i dolcetti alla nonna papera. Le pastiglie Leone all' assenzio, le piramidi, i blog dei Faraoni, Beppe Grillo, il Presidente della Repubblica. Il diritto lasciatelo stare, il lascito e la leggenda. Il transfughismo, Core de Roma; in quanto tale. Ho un illusione: in lontananza mi sembra di sentire un valzer per una Maracaibo migliore.

martedì, gennaio 22, 2008

se sale è cloruro di sodio

Sono almeno trenta secondi buoni che cerco un palindromo tutto mio, un palindromo nuovo.
Lo cerco lo cerco lo cerco e non trovo lo cerco e mi dispero, e mi sento come una cernia avvolta nella tela cerata, senza scampo ma piena di scampi, compagni di prigionia che urlano "fateci uscire" ma la cerniera della muta è sorda a tali preghiere ed il pescatore subaqueo non si accorge delle loro lamentele.
Ora sono un pò più di trenta secondi che cerco il mio palindromo e forse incomincio ad assaporarne la vera essenza.
Ha un sapore che pizzica e mi riporta davanti ad un libro che non trovo più dove le illustrazioni illustravano tacite la realizzazione dello zucchero. E ricordo di aver già provato in quel tempo quel sapore, quel potere immenso di poter sfogliare le pagine in qualunque senso volessi, e ricordo chiaramente di aver visto le zollette di zucchero ritornare ad essere fette di rape e le piramidi di C12H22O11 ritornare ad essere canne, da zucchero a canne da zucchero a canne.
E di tanto in tanto, quando sfoglio qualcosa al contrario, il potere ritorna, e risorge la vecchia di Delitto e Castigo, ritorna alla libertà Gambadilegno, ritornano alla forma umana Gregor Samsa e Benjamin Jacob Grimm, e la rana ritorna girino e i girini ritornano uova, sempre che prima fossero uova, e tutto immanentemente esiste in potenza, come spiegavano in prima liceo.
Ora non so ancora dirvi se quella cernia e quegli scampi trovarono una via d'uscita, ma sono certo che un giorno lo saprò, sfogliando questa storia al contrario come un palindromo e rileggendola con un indole nuova.

martedì, gennaio 15, 2008

W la fita

Di colpo sono stato assalito da un dubbio; e ho fatto la puttanata di accendere il computer, e puttanata ancora più grossa, di iniziare a scrivere.
Ma che cosa succede ai blog dei morti? Si, si, intendo dire ai blog della gente morta, che cosa gli succede? Muoiono con i loro creatori o continuano a vivere? E' sicuramente fuor di dubbio che i proprietari vivano indipendentemente dai propri blog, non è forse plausibile che anche i blog siano dotati di una propria anima? E se stessero tentando di ucciderci tutti, a noi uomini, e di creare un mondo più pazzo, fatto di sogni irrealizzati e altre cose del genere, se così fosse, dovremmo impedirglielo?
Tutto si riduce ad una semplice domanda: c'è vita sul web?

sabato, gennaio 12, 2008

Wingdings

Digita 888 sul tuo trasmettitore Penfield per provare la necessità di scrivere un post.

Non serve molto per avere un blog, per scrivere un blog, per mettere per iscritto quei quattro pensieri che non vediamo l'ora di appendere con una calamita sul frigo del mondo.
A volte basta una freddura, altre volte sei costretto ad imparare da altri, sorbendoti ore ed ore di temi letti ad altissima voce tra la terza e la quinta liceo per poi uscirtene con una metafora come quella qui sopra, credendo perfino di essere stato tu ad inventarne lo stile.
Ci sono volte in cui abbiamo voglia di scrivere ma non messaggi da lasciar trapelare e tuttavia ci sono anche volte in cui accade il contrario, poichè ciò che manca a manca, manca anche a destra.
Ad ogni modo, un bel giro a caso su Internet non fa mai male.
Pensavo per esempio a cosa succederebbe se l'omino michelin fosse rosa, oppure marrone.
Sempre in tema di omini, stavo giusto parlando con il signor Omuncolo Motorio ed il signor Omuncolo Sensoriale su alcuni temi parecchio interessanti, per cui la prego signor Motorio, continui pure.
Motorio, adirato per l'interruzione: "...ciò di cui stavo per parlare, prima della sua divagazione, è appunto questo:"
Sensoriale, con malizia: "Electa una via non datur recursus ad alteram"
Motorio, senza badare alle frecciate del collega: "...come saremmo disposti a vedere le sensazioni di spazio e tempo, se fossimo perfettamente sicuri che essi non sono necessariamente legati?"
Sensoriale, visibilmente annoiato: "Ehi!Che mani grandi che hai!"
Io, stupito: "Accidenti!"
Motorio, seccato per l'interruzione ma lusingato dai complimenti come una vecchia stitica: "eh si; le curo molto..."
Sensoriale, senza pudore: "torna al tuo discorso amico, che mi sto già pentendo di averti lusingato con complimenti degni di una vecchia stitica"
Motorio, conscio che a nessuno interessi un fico secco di ciò di cui sta parlando: "e va bene e va bene, torno al mio discorso!Ma vi torno solo per farvi un piacere, ossia per chiuderlo."
Io, dispiaciuto per il battibecco: "ma no ma no, suvvia non litigate!Motorio ti prego, continua"
Motorio, rincuorato: "ebbene ricomincio, ma sarò breve: sarebbe possibile vedere la realtà che viviamo come un' omuncolo insieme motorio e sensoriale dell' Universo?Sarebbe possibile che la Terra su cui poggiamo i piedi non fosse altro che un'area adibita al solo scopo di rappresentare con la sua grandezza l'importanza delle funzioni di un'altra parte?"
Io, visibilmente confuso: "Non ti seguo, eppure sono io stesso a scrivere e a metterti in bocca le cose che dici!"
Motorio, esaltato: "E' proprio di questo che sto parlando!"
Sensoriale, seccato: "Questa tua teoria è una fandonia!Come spiegheresti gli oggetti di Herbig-Haro?"
Motorio, in difficoltà: "beh..insomma, ci sto ancora lavorando..."
Sensoriale, irato: "questo è troppo: chiudo!"

domenica, gennaio 06, 2008

Giù

Anagramma: la verità; relativa.
Accatasta le tue vittorie, prepara una pira per arderle. Sopra mettici affetti, affettati e prepara formaggio di qualità raclette . Poi, fa' così, innaffia tutto con un super alcolico di buona qualità, tenendo conto che andrà perso, come fanno gli uomini saggi. Ora, quando avrai fatto tutto ciò, accendi. E per accendere usa un fiammifero, non un cerino; infatti il cerino cambia il sapore delle cose.
Guarda tutto bruciare. Se sei un uomo buono sorridi, perchè non lo sarai più: ora sei un killer.

L'ordalia della balia

L'uomo senza accento cala ancora una volta l'ancora.
Vorrebbe intimare ai suoi lacchè di ritirarsi pure nelle cabine, a mangiare purè, purchè siano carine, le cabine.
Ma nel suo discorso senza accenti fatto di licche lacche e tricche balacche i lacchè non capiscono con chi stia parlando e soprattutto cosa se ne intenda fare il padronde dei loro intimi.
L'uomo senza accento vorrebbe informarli che andrà subito in città, ma la sua deficenza, qui intesa come mancanza, gli impedisce di chiarire che non andrà affatto a trovare la scimmia di Tarzan.

Giunto in città incontra un vecchio amico, il quale non dimostra tuttavia una grande attenzione per il problema dell'uomo senza accento, portandolo infatti in un caffè per offrirgli un tonico.
Accento tonico accento acceso ti va di accendere?che cosa?un sigaro o un sigàro?garo garo garrulo accento che obbliga il nostro eroe a vivere nel dubbio e nell'ambiguità.
Ed è per questo che nella disperata ricerca di un circuito per correre corse pazze con il suo pedalò, egli viene circuito da un uomo di Rio perdendo il pedalò in una scommessa.

Seppur immerso nella vergogna, il nostro eroe non rimane basito, ma compito, adempiendo fino in fondo al suo compito, perchè si sa: la vita è fatta a scalè.
Chi vuole del patè?

giovedì, gennaio 03, 2008

In video

La solita solfa

Buoni propositi per il nuovo anno:
Caro Anno 2008
innanzitutto ti chiedo scusa se ti scrivo solo oggi che ne abbiamo già 3...ma nei giorni scorsi ero molto impegnato nel cosiddetto CDL ovvero il corteggiamento delle lenticchie,proprio come mi ha consigliato l'oroscopone di fine anno...
....ma poi...diciamocela tutta io mica ci credo a quelle robe,credo soltanto a te caro Anno 2008!
Ora che ti ho sviolinato per bene caro spirito vorrei porti alcune richieste per questi 366 giorni che abbiamo davanti (maronna du carmelo si' pure bisestile e porti la rogna):

1- vorrei tanto concludere la cena per farli conoscere a tal punto mi fa ribrezzo: anzi lo faccio ora ora............Ultima Parte: Sentieri

"...la festa in maschera stava rivelandosi un grande successo,tutti facevano l'ammore con tutti,soltanto Ridge era indeciso fra due femmene molto calienti che aveva deciso di tenersi per sè;nel frattempo Zorro stava baciando il sergente Garçia,Peter Pan si stava rendendo conto che proprio tutto il suo corpo era rimasto bambino,Robin Hood rubava ai beccioni per dare agli impotenti,quella troia della Sirenetta un po' alticcia si era lasciata scappare il desiderio di scoparsi un capitone,Cenerentola si era appartata con dodici tipacci travestiti da topolini e uno da sorellastra,la Bella addormentata era fin troppo sveglia,la Principessa sul pisello aveva trovato diverso il materasso quella sera,il Bianconiglio si poneva delle domande,i simpaticoni vestiti da personaggi di Star Trek se ne erano andati,cosi come i Blues Brothers dopo averne suonate un paio.Solo Ridge fissava le due donne indeciso su chi portarsi a letto:sia Clarissa che Fiammetta erano donne attraenti.Non poteva sapere che dopo l'atto una l'avrebbe ucciso e l'altra lo avrebbe fatto votare Lega.Ma, mentre tutto questo accadeva, Manny Calavera, di cui era stata promessa un'apparizione, fece quell'apparizione.
Comparse in casa sfondando un vetro.Manny tirò fuori la falce e uccise tutti i travestiti e anche divertendosi un casino quando toccò ai cosiddetti tre personaggi principali,ponendo fine a questa inutile novelas.Salvò solo la donna travestita da Glottis,che poi in realtà si rivelò la Donna Cannone,e che a sua volta si rivelò,allorchè manny tentò di assassinare chi si era finto Glottis,la Donna che visse due volte,che a sua volta si rivelò il Cavallo che visse due volte,e allora Manny ne fu attratto in modo inspiegabile.La cena per farli conoscere."

2-vorrei tanto fare rubriche più divertenti
3-vorrei tanto che Baro tornasse a fare rubriche divertenti,lui che ne era capace
4-vorrei tanto che questa finta nevicata inondasse quegli stronzi.
5-vorrei tanto la felicità dell'Irreprensibile,e quindi che si riuscisse a salvare il sigaro toscano,SALVIAMOLO
6-vorrei che il segno della platessa continuasse a vivere,SALVIAMOLO
7-vorrei mettere fine a questo mio primo polpettone targato 2008...

...almeno sono sicuro che qualcosa si è avverato spirito,perchè tu ci sei,io lo so.

mercoledì, gennaio 02, 2008

Shoryuken

I pellerossa si riuniscono intorno al falò
Ballano la danza della pioggia
Ballano la macarena
Tutti balliamo la macarena, perchè ciò che si sa, si fa.
Per esempio: Totò aveva fatto il militare a Cuneo quindi sai dov'è Cuneo no? e allora dirotta su Cuneo.
Ma perchè? (chiedono tutti quelli che non intendono lasciare finire questo discorso già difficile per conto suo)
perchè ciò che si sa, si fa!
Ed è per questo che nelle cose semplici dobbiamo essere uniti tanto quanto lo siamo nell'affrontare quelle complicate:
avanti-basso-avanti-pugno
diamoci dentro!

sabato, dicembre 29, 2007

Bye bye 2007...

OROSCOPONE : TRADIZIONALE APPUNTAMENTO CON LE STELLE PER TUTTI


Tinello: per coloro che sono del segno del Tinello,ovvero i nati in casa,si preannunica un anno difficile fatto di grandi scelte.Saper riconoscere i veri amici dai conoscenti è la chiave: un semplice conoscente,quando viene a casa tua agisce come un invitato.Un vero amico apre il tuo frigo e si serve.




Femore:arrivate al 2008 in allungo........ahahahahahahahahahahah









Eterotrofo: 2008 pieno di sorprese per gli eterotrofi,che fra i mesi di aprile e maggio oltre che eterotrofi scopriranno di essere eterocentrici eterociclici eterodiretti eterofoni eterogami eterogenei e perfino eterni.Ma non eterosessuali.




Indaco:ma che bel segno.Nel 2008 sparirà facendo spazio ad un segno che si presti di più a questa rubrica,e senza suscitare clamore.Coloro che sono nati sotto questo segno passeranno d'ufficio nel segno degli Eterotrofi.Evviva!




Contralto:ammazza che bona(dissero le stelle riferendosi alla fanciulla ritratta in questa foto).Non so cosa tu sia ma di certo non un contralto.O forse si?Neanche le stelle sanno rispondere ai grandi quesiti dell'universo.Nel 2008 tutti coloro che si sentono contralti avranno un figlio da quel simpaticone dell'ideatore dei segni dell'oroscopone di quest'anno.
Maschi co femmene,femmene co femmene.2008 all'insegna della promisciutà.





Arcotangente: crepino tutte le archetangenti donne e gli architangenti masculi.E con loro rette segmenti e compassi.
Invece le professoresse di matematica nate sotto questo segno partoriranno con dolore un figlio appartenente al contralto della foto di cui sopra.Ah le stelle mi dicono che baro pur non essendo di questo segno non passerà analisi 2,avendo sfidato la signora arcotangente.



Airone: vita di merda la vostra.Nel 2008 non migliorerà di un briciolo.Avrete però,verso settembre la possibilità di porre fine al vostro martirio morendo nel sonno dopo aver sognato un'arcotangente che feconda un contralto.Non fatevela sfuggire!



Cotechino:unico segno rimasto dall'anno passato.Ricchezza fortuna e amore per voi maiali.Possibilmente tornate a bussare alla porta delle lenticchie,non è del tutto finita la vostra storia d'amore:del resto insieme stavate benissimo.





Xilofono:ed eccoci al segno rivelazione del 2008.Venere facendosi penetrare con rabbia da Zeus prima,da Apollo Ares Eolo(soltanto soffiando) Nettuno poi,vi porterà grandi soddisfazioni amorose permettendovi in esclusiva di dormire sul suo talamo nuziale aspettando pazienti il vostro turno con lei.Occhio:siete subito dopo Patroclo.


Platessa:coloro che sono nati sotto il segno della platessa probabilmente sono già morti.Nessun 2008 per loro.
Chi fa il cenone di fine anno con la platessa è un terrone.





Spinaci:per il figlio illeggittimo di Braccio di Ferro,unico nato sotto il segno degli Spinaci,2008 di grande tensione......meglio conditi o al naturale?bel segno della minchia va.

Sasso: e infine il Sasso.Solo in fantaghirò avevate vita propria.Invece qui,per i nati sotto il segno del Sasso si prospetta un'altra annata di lunghi silenzi.Sarete calpestati da tutti.
Invece coloro nati sotto il segno del Sesso sono nel posto sbagliato:in questo blog nessuna traccia di quella roba.
Date retta alle stelle: era meglio se i segni dell'anno scorso non li cambiavamo.

lunedì, dicembre 24, 2007

OH OH OH OHHHHH


E' il nostro terzo Natale insieme....

....e vi odiamo come il primo giorno cari lettori :
come la chiamate questa , se non magia del Natale?
Spugnosi auguri a tutti i Caballeros del mondo

sabato, dicembre 22, 2007

L'impaziente inglese

Brano lunghissimo nel quale si discetta di tutto e un pò, senza tralasciare gli spoiler sull'ormai vicinissimo e tradizionale oroscopone segno per segno.

Si lo ammetto.Mi piacciono le associazioni di idee.
Quelle libere non tanto.Non le libere associazioni, intendiamoci, quanto le libere associazioni di idee. Non voglio essere pedante, ma mi sembrerebbe pleonastico soffermarci sul concetto di libertà quando già il concetto di idea lo racchiude al suo interno.
Ma torniamo al nostro racconto: si parlava infatti di quando fosse possibile parlare di un lupo mannaro cinefilo o cinofilo ma mi sembrerebbe veramente assurdo parlare di qualcosa di cosi desueto che oggi, al pari dei lividi fantasmi strillanti e scroscianti catene, potrebbe fare paura soltanto ad un pedagogo demodé inglese di metà settecento.
Inglese inglese, questa parola mi torna su come un budino indigesto perché dietro di se di parole invece di una se ne porta tante.
Parole parole fiumi di parole, come si dirà remo in inglese?
Amo e remo; amo et remo diceva il poeta, ma a me adesso, chi me lo farà latino?
Amo ET, è vero: ormai conviviamo da sette anni ma prima poi accetterò di vivere presso Karate Brianza con lui, ed insieme, invincibili nell'onorevole stile della cintura color saliva di un accappatoio prestigioso, non temeremo più le insidie dei francesi, da sempre nemici degli inglesi.

Vaccate, porcate, soltanto porcate mi escono dalle dita quando cerco di parlare del mondo reale. Francesi, inglesi, meneghini valdostani olandesi olandesine queste sono solo parole, portate dal vento costante dell'abitudine, parola che è prole del vento che nutre soltanto se stessa e mi dice: parole, potessi soltanto sapere che cosa vuol dire non essere un popolo ma solo fratelli, compagni, sorelle, o almeno compagni di doccia.
Insomma, ancora una volta sono rimasto sveglio fino ad ora, con gli occhi pesti innanzi al montior, solo per comporre qualcosa che impiegherà più tempo ad essere letta di quanto non ne sia stato speso per scriverla. Ma cosa volevo fare?Cosa speravo di ottenere sproloquiando sull'assurda distinzione in continenti, nazioni, regioni, province, comuni, città, frazioni e paesi?Cosa potevo mai sperare di dire che già non sia stato detto sull'amore tra i popoli diversi e tra gli umani e li alieni, peraltro trascinando con me una mostruosità di errori ortografici?

Ed ecco la risposta a tutti questi punti interrogativi:
il titolo del post, ovvero: L'impaziente
Inglese francese italiano svizzero o filippino non importa, perchè quello che ci lega è proprio l'impazienza, l'affanno nell' arrivare alla fine del post ogni volta che se ne presenta uno nuovo.
Se stai leggendo queste righe, i casi sono due: o hai brillantemente evitato l'inutile quanto prolissa parte iniziale o ti sei sciroppato senza batter ciglio (dimostrando peraltro scarso spirito critico) l'intera pappardella. In entrambi i casi, o lettore, meriti un premio; ed infatti eccoti, nella loro magnificenza, i dodici segni dell'oroscopone che, a breve, sarà redatto per accompagnarci in questo nuovissimo anno:
Sasso, airone, contralto, spinaci, platessa, arcotangente, cotechino, tinello, femore, xilofono, eterotrofo, indaco.
Vogliatevi bene bambini

venerdì, dicembre 14, 2007

La catalessi, un' esperienza di modesto parere

Al dilà del bosco cè una festa.
Il motivetto è orecchiabile e tutti ballano e se la ridono come se fossero nati ieri.
Sangue blu.
Auto blu.
Rock e emoticon sgargianti per tenere i bambini nel tavolo dei bambini e i grandi nel tavolo dei grandi.
Ho detto "sangue blu"?
Pardon
Volevo dire "Motivetto orecchiabile".
Per dirne una, vi basti sapere che a questa festa siamo stati invitati tutti, ma proprio tutti.
C'eravamo io, il dottor Manhattan, il sergente sospettoso che crede che ogni delitto sia scaturito da una perversa pulsione sessuale, il gorilla ovvero l'amante del primo contralto del quinto cantone svizzero, la colonia, il rappresentante di colonie, la colonia penale, i bambini, il bagno, il bagnetto, il bagno penale, il cast di Bullit, quelli che comprano solo se conoscono il venditore, quelli che vendono solo se conoscono il compratore, quelli che si fanno troppi problemi pensando "chi guarderà i guardoni?", gli ingordi gli stolti i cacciatori di Frodo, Gandalf gli Hooligans l'haggis e tutto questo genere di persone e cose.
Insomma, tante parole per dire soltanto che ormai non si sa più di cosa scrivere.
Saranno meglio i post introspettivi o quelli romanzati?
e chi lo sa?nessuno lo sa, possiamo solo ipotizzare che, visto da molto ma molto ma molto lontano, anche logx abbia un odore.

martedì, dicembre 11, 2007

rio Obito ovvero il cugino cattivo di rio Bove, buono e brutto, discendente di rio Bravo.

ndr sta a indicare le note di un reverendo.
; tali note appesantiranno molto la lettura, il mio consiglio è di trattarle come qualcosa di poco felice, come il baracchino firme di forza italia.

Il solito far west, l' insolito.
Mi trovavo quel giorno imbottito di wiskey dopo un operazione chirurgica (ndr è noto infatti il metodo con cui si anestetizzava il paziente in caso di operazione: soluzione altamente alcolica per via orale) a scappare a bordo del mio cavallo, a cavallo del mio paguro. L'operazione come sempre era andata male, la gamba da amputare era un braccio, io comunque mi ritrovai ad amputare una testa, non so come, e comunque non era la testa del paziente (ndr mi auguro non di un sacerdote, e neanche di un bel bambino). Cazzo sono un cow boy: sempre la solita scusa; e allora via, per non cadere nella banalità, via a perdifiato per la prateria (ndr è noto infatti l'alto rischio che correvano i dottori in caso di operazione andata male; II ndr prateria non preteria; III ndr è nota la propensione degli ecclesiastici a numerare in latino).
Una scena già vista: ma questo rappresenta solo l'antefatto di vita comune che attrae il lettore, che per un attimo, mentre sta leggendo sul treno (ndr è nota l'abitudine dei pendolari: fare di tutto per non buttare via quell'ora di percorso sempre uguale; ma almeno leggessero qualcosa di più pio, tipo "non c'è più la famiglia cristiana..." al posto di fingere di leggere milano finanza e di fare pensieri impuri sul ruolo delle pinzatrici dei controllori in occasione di feste orgiastiche infatti è noto:
fingono di leggere milano finanza ma fanno pensieri impuri)
pensa: potrei essere io il protagonista;
ma proprio mentre scappavo, li' dove il torrente di torrone incontra il fiume di parole, udii una canzone indiana che faceva più o meno così:

Il mio sogno è volare
al di sopra dell’arcobaleno, cosi in alto
Il mio sogno è volare
al di sopra dell’arcobaleno, cosi in alto
Il mio sogno è volare
al di sopra dell’arcobaleno, cosi in alto

eh eh eh
al di sopra dell’arcobaleno, cosi in alto

Il mio sogno è volare
al di sopra dell’arcobaleno, cosi in alto

Sorgi, non cadere giu di nuovo
Sorgi, per tanto tempo ho spezzato le sue mani
Provo a volare per un monento cosi in altro
direzione cielo
Provo a volare per un momento cosi in altro
direzione cielo
Il mio sogno è volare
al di sopra dell’arcobaleno, cosi in alto

Proprio vicino al rio Rom vidi El Dorado.

Salviamo il sigaro toscano.

domenica, dicembre 09, 2007

Cuore acciaio cippa

Domani c'è l 'esame?...e noi ce la cantiamo!
Freddie Mercury non era nessuno.
i BoyPlay presentano: " SOTTO PRESSIONE "

La pressione mi sta schiacciando
La pressione ti comprime come nessuno si augurerebbe
Sotto una pressione che distruggere un palazzo
spezza in due una famiglia
sbatte la gente in strada
È il terrore di sapere
Cos’è davvero questo mondo
Guardi qualche buon amico
che grida "fatemi uscire"
Implorare che domani, possa stare meglio
Pressione sulla gente, gente in strada
che fa tutto a pezzi e mi fa impazzire
Questi sono quei giorni in cui le disgrazie
non vengono mai sole
Gente in strada, gente in strada
È il terrore di sapere
Cos’è davvero questo mondo
Guardi qualche buon amico
che grida " fatemi uscire"
Implorare che domani, possa stare meglio
Pressione sulla gente, gente in strada
Esser ciechi per ignorare tutto ciò
Rimanere neutrali ma non funziona
Presentarsi con un po’d’amore ma è così ferito e lacerato
Perché, perché, perchéAmore?
Folli risate sotto la pressione che ci sgretola
Non potremmo dare a noi stessi ancora una chance?
Non potremmo dare all’amore quella chance?
Perché non potremmo darla all’amore?
Perché amore è una parola così sorpassata
E l’amore ti sfida a prenderti cura della gente sull’orlo del baratro
E l’amore ti sfida a cambiare il modo di avere cura di noi stessi
Questo è il nostro ultimo ballo
Questo è il nostro ultimo ballo
Questi siamo noi
Sotto pressione
Sotto pressione

Pressione

venerdì, dicembre 07, 2007

Tempo rimesso di notte non val tre pere cotte

Mi guardo le punte dei piedi.
-Ah!Lo sapevo!La gente non fa che parlare di sè stessi!-
Non sono poi cosi' appuntite.
-E poi il modo!Il modo!-
Mi ricordo di quella volta che continuavo ad arrabbiarmi perchè quello che scrivevo era cosi' terribilmente personale!
Mi ricordo di quel periodo in cui, ogni volta che attaccavo a scrivere, iniziavo sempre con "mi ricordo"...a ripensarci, ero pietoso.
-Ma si sa, a posteriori sembra sempre tutto facile!-
Mi ricordo che da piccolo quando alla tv davano i Jetson cambiavo canale, per non rovinarmi la sorpresa.
Adesso la televisione la guardo poco e sono quasi certo che ora sia lei che guarda me. Anzi, mi ricordo di aver pensato, una volta, che nel futuro hanno scoperto la macchina del tempo e le reti televisive mandano telecamere speciali indietro nel tempo per registrare reality con protagonisti inconsapevoli.
Ovviamente a casa il pubblico se la gode ridendo dell'arretratezza dell'era in questione.
Probabilmente nel futuro, una volta scoperta la macchina del tempo, saremo il terzo mondo dei nostri pronipoti e cosi', gli esseri umani, cercheranno di migliorarsi giorno dopo giorno nella speranza di apparire ai propri figli sempre un pò più tristi e un pò più brutti di loro.
Che sballo il progresso!
Mi ricordo a mala pena di quella volta che il progresso non c'era

giovedì, dicembre 06, 2007

La mai

"Vuoi fumare?"
E' pallida, sovrappensiero, sussulta,
"Ne prendo una", dice, ma pensa ad altro.
La sua espressione mi ricorda lo stridio dei freni del treno; al mattino.
Cerco di capire a cosa stia pensando guardandola negli occhi.
Amo i suoi occhi, amo quello che vedono i suoi occhi, ma non mi dicono niente: sono meno loquaci delle due olive che facevano il bagno nel mio martini, poco fa; ghiacciato.
"Sai qual'è il vero inferno? Svegliarsi ogni mattina e non sapere perchè esisti."
Da dove mi è uscita questa. Cazzo, spero non abbia sentito, le servirebbe una buona mezzora per elaborare un pensiero del genere; se la conosco bene. Ma non ascolta.
"Cosa vedi nei miei occhi?", esclama, si irrigidisce per un attimo, poi torna a pensare.
Ci dev'essere qualcosa che non va in lei.

mercoledì, dicembre 05, 2007

Mutatis mutandis

La storia che oggi andiamo a raccontare ha per protagonisti due monopolisti che chiameremo cosi,un po' per gioco un po' no,signor L e signor S:

Signor S e signor L si incontrano nel parco dopo una lunga passeggiata,sono anni che si conoscono.

Signor L: caro S ti volevo proporre una cosa,supponi di essere un monopolista!
Signor S: ma caro L io sono già un monopolista
L: e allora supponi di essere un oligopolista,un piccolo sforzo,basta supporre qualcosa
S: sei gentile L ma non ho voglia di supporre oggi,sono triste
L: e come mai amico?
S: ogni anno che passa è un anno in meno che ho da vivere
L: ma son baggianate non ci pensare,supponi di essere un oligopolista dai per piacere
S: ogni istante in cui suppongo di essere qualcosa è un istante in meno che ho da vivere
L(facendo finta di non sentire): supponi che tu oligopolista ti sia imbattuto per caso in una bella ragazza nel parco
S: e invece ho incontrato un pezzente
L(ancora non badando alle parole sgarbate dell'amico):e supponi anche,per semplicità,che lei ti voglia far subito calare i pantaloni invece che in un posto più privato
S: io non ci so fare con le donne,manco sono sposato
L(interrompendosi solo ora): eppure quella volta tu e luca mercalli a puttane ci siete andati
S: io ho soltanto guardato,lui mi aveva detto "ora sta a vedere che perturbazione coi fiocchi"
L: in ogni caso supponi piemontese bastardo
S: è facile per te supporre incontri con belle ragazze,tu,tu che sei sposato.Io quando arrivo a casa vengo accolto solo da un mare di cioccolato Novi
L(coniugando male la frase volutamente,per imitare il signor R,monopolista oggi assente):manco la nutella* ti piace a te che è buona
S: ma tornando alla bella ragazza,mi stavo appassionando
L: fatti tuoi la mia elasticità alle tue cazzate è bassa devo proprio scappare
S: ma sei stato solo tre minuti per domanda
L: se credi che tre minuti per domanda siano pochi,prova a tenere la mano...
S: bla bla bla beviti un brunello rimbambito
L: ti dirò come finisce la supposizione allora visto che mi preghi
S: dai supponi
L: è sempre una bella ragazza che chiude la porta
S: già , è sempre una bella ragazza che chiude la porta

*badate che si dice nutèlla e non nùtella: scusate la pedanteria

giovedì, novembre 29, 2007

Narciso e Boccadasse

Siedo per terra e mi prendo il naso, pensando sempre a cose sporcaccione:
Happy-go-lucky luke skywalker texas (power) ranger smith

e poi penso:
enrico fermi tutti è una rapina
e poi penso:
Via Ines Negri
e poi dico:
i doppi sensi sono un'arma a doppio taglio
e le doppie punte?

lunedì, novembre 26, 2007

Perse

Me lo paghi il panino. Ci farà male tutto questo cinismo. Me lo paghi il panino? E se perdi quell' attimo sei fottuto; lo lasci senza panino. Senza un gustoso panino. Con tutte le specialità della casa. Quello caldo. Quello buono. Quello bianco di Heidi (panino).
Panino: tu, chissà dove sei; forse anche i panini hanno un anima: fragile.
Ci farà male tutto questo cinismo: gli fanno male tutti quei panini.
Perchè quando non paghi un panino sei tu che ci perdi.
Salviamo il sigaro toscano.

Anima fragile

e tu....
chissà dove sei...
che mi ascoltavi immobile...
ma senza ridere...
e ora tu...
chissà dove sei...
avrai trovato amore...
o come me...
cerchi soltanto le avventure...
perchè non vuoi più piangere...
ma la vita continua...
anche senza di noi....
che siamooooooo....
lontani ormai....
da tutte quelle situazioni che ci univano...
da tutte quelle piccole emozioni che bastavano...
da tutte quelle situazioni che non tornano mai...
perchè col tempo cambia tutto lo sai...
e cambiamo anche noi...
cambiamo anche noi...
lailalaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa....
lailailalalaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa....


....torna da me cartier....

venerdì, novembre 23, 2007

Ieri pensavo:

Benchè sia solitamente più propenso a ricercare le cause piuttosto che i modi, ieri pensavo al modo in cui funziona l'immagine che ci creiamo di una cosa nel nostro cervello.
Prendiamo per esempio una bottiglia di blanc de morgex che cade dall'altezza di mille e quattrocento metri: pensatevi la scena.
Ora, quale tra i seguenti modi in cui la nostra mente avrebbe potuto intendere la scena appare più veritiero?
1)Il cervello crea due fotografie, una che rappresenta la bottiglia nell'istante iniziale ed una che la rappresenta nel momento in cui si sfracella al suolo.Tutte le immagini mancanti tra le due vengono generate, conoscendo la sorte della bottiglia, ogniqual volta il possessore del cervello rivede la scena nella propria cineteca mentale.
2)Il cervello crea un numero infinito di fotografie, che rappresentano la bottiglia in ogni momento della sua avventura volante.
3)Il cervello crea un'unica fotografia che muta momento per momento seguendo la caduta del grave.
A mio parere, la terza scelta è la più sensata perchè, con un piccolo utilizzo di memoria (la fotografia infatti è sempre una che muta nel tempo), si ha il risultato cercato, ossia la videocronaca di ogni momento della caduta.
Detto questo, come potremmo immaginare che il cervello pensi la caduta della nostra bottiglia di blanc de morgex a ritroso?
Anche in quest caso vediamo quale tra i seguenti modi ci sembra più sensato:
a)Il cervello utilizza uno dei modi sopra descritti per immaginare la caduta della bottiglia, dopodichè proietta sul nostro schermo mentale la scena invertendo il momento iniziale con quello finale.
b)Il cervello utilizza uno dei modi sopra descritti per immaginare l'ascesi della bottiglia, dopodichè la proietta sul solito schermo mentale.
Sempre a mio parere, la scelta b sembra la più sensata visto che, con un notevole risparmio di spazio e di impegno della capacità di calcolo, si ha lo stesso risultato.
Dopo tutto, ad ulteriore favore della mia tesi, si ha la vecchia massima: "Natura non facit saltus" per cui, per quanto ci sforziamo di fare il contrario, il nostro cervello sceglierà sempre la via più breve.
Il problema, cripiticamente lasciato trapelare nelle righe precedenti, si può riassumere con quanto segue: dato un avvenimento ed il suo inverso, non saranno essi forse due cose diverse? Il fatto che una cosa sia l'inversa dell'altra pregiudica o non pregiudica il fatto che l'inversa sia anch'essa una cosa a tutti gli effetti e non solamente l'immagine specchiata della prima?
Oramai da tempo vi starete chiedendo: "come mai questo sproloquio?" ed io, prontamente, v'illumino:
Il VHS o video-registratore è ormai un vetusto aggeggio che i bambini nati in questi anni mai vedranno, tuttavia, esso si porta nella tomba della memoria un'interrogativo insoluto: perchè nessun uomo rusci' mai a dominarlo completamente, programmandolo a dovere?
Dopo la mia dissertazione, spero che la risposta risulti ovvia anche a voi: come sarebbe mai possibile concordare con qualcosa che opera al contrario della nostra mente e che insiste nel riavvolgere e dire che la riproduzione al contrario di una cosa è semplicemente la sua inversa e non una cosa a sè stante?

Quod erat demonstrandum?

giovedì, novembre 22, 2007

Il west vive su rete quattro

Non riesco più a ricordare qual è quel momento in cui si smette di leggere e si incomincia a scrivere…eppur non trovando quello che cerco trovo interessanti alcuni parallelismi con i grandi del passato; uomini all’antica, diciamo.
Come il più grande uomo scimmia del pleistocene, per esempio.
Questo è uno di quei momenti in cui immagino il lettore voltare pagina ignaro che quando riprenderà a leggere si troverà davanti a qualcosa di completamente diverso da quanto aveva letto precedentemente e, immaginandolo smarrito, lo vedo cercare di ricostruire come sia stato possibile un errore di impaginatura tanto grossolano.
Io la chiamo “scrittura-antiuomo” o, preferibilmente, “scrittura-miraggio”.
cout<< “Brancamenta alle crociate! Il film che vi terrà col fiato sul collo!”; Da quando non guardo più la tv sono costretto ad inventarmi delle pubblicità che mi tengano sveglio nelle pause tra un pensiero e l’altro. Però, prima di escogitare questo espediente mi sono sorbito interminabili momenti di silenzio durante i quali, tra le altre cose, ho pensato ad uno spazio nuovo, un luogo dove ogni punto è equidistante da tutti gli altri.

Ma, caro lettore, quando si parla di certe cose, penso sia doveroso ricordare anche chi dice: “non si è mai visto piangere un pistolero”.

martedì, novembre 20, 2007

B-ian-co

Natale; fra il bene e il male c' è di mezzo il. Natale; fra due trincee nella terra di nessuno, sotto il fuoco delle mitragliatrici e dei cecchini c' è di mezzo il. Natale; le puntine accuminate, la cicuta nel pudding, i ravioli al ragù di cucciolo d' africano sono trovate di. Natale; un aspirina estroversa ci canta, Diva, fra il marzapan e il senno di poi, ci canta che anche questo sarà una merda di. Natale;

domenica, novembre 18, 2007

Intermezzo (aspettando parte quarta) - Vita da novelas

Se ne dicono tante sulla vita,la vita è questo la vita è quell'altro blabla godersi la vita blabla i bisex blablabla Fumagalli...
Ma la vita spesso non è mai niente di quello che si dice oppure è tutto,per molti non è mai quello che si vuole,non è mai quella giusta al posto giusto.Torta di riso finita,ad esempio.
Eppure qualche volta accade.Del resto anche le Spice sono tornate insieme.
Un novelieres* ne ha viste di cotte e di crude e ne ha portate in scena di peggio,gli iPiroga sono dei bastardi e sul loro blog postano le cose peggiori di queto mondo,ma anche le più bramate,le più sognate.Ma un novelieres - e Baro Rodrizio e Irreprensibile lo sono - non può mai assaggiare la parte migliore delle storie che racconta: il dialogo capace di farti riflettere,quello che si conclude sempre con una battuta finale toccante che il personaggio pronuncia prima di girarsi e andarsene,quello che fa rimanere l'altro personaggio di sasso,che interrompe lo show eterno di Teo Mammuccari del suo cervello e lo porterà due scene dopo a smuovere le sue convinzioni,ormai radicate sotto tonnellate di cacche di terracotta.
Già perchè ogni giorno sentiamo troppe puttanate che non ci fanno ne caldo ne freddo e quelle che non sono puttanate ce le facciamo diventare,ce le facciamo perchè a noi piace parlare come munnezze.
Ebbene stasera qualcuno è riuscito a far riflettere un'altra persona interrompendo,almeno per un attimo, il rumore della risacca.Senza bisogno di battuta finale toccante.
E non c'era nessuno schermo,non c'era nessuna novelas* ,soltanto novelieres.
Ci vediamo tra due scene.



* i termini novelieres e novelas sono protetti da copyright iPiroga.iPiroga TM 2007

venerdì, novembre 16, 2007

Contrabbasso blues

"Ora come ora l'ultima cosa che vorrei fare sarebbe scrivere un post."
Come lo penso lo faccio...non è orribile?
Aspetto e spero.
Anzi, spero bene.Spero che tutto vada bene.
Poi con una contorsione celebrale mi ritrovo sul ponte della mia nave, che mi porta lontano, verso la Patagonia. I ricordi del personaggio che impersono mi invadono come il tartaro sui denti dei tartari del deserto dei tartari; una porcheria immonda.
Il personaggio che sto impersonando ricorda un tempo lontano in cui possedeva un bar, ormai da anni fermo in attesa della ristrutturazione, mentre io di me ricordo solo che nei miei incubi vedevo convergere il seno, ma non era nemmeno la metà del sogno erotico che state pensando. Era peggio.
Un'onda spazza il ponte che mi è costato tante fatiche. Fatiche della schiena, fatiche vere, anni e anni in una miniera di zolfo, credo.
Il mozzo mi guarda come se fossi un'altra persona.
In effetti è difficile recitare bene quando si ha in mente qualcos'altro, per esempio se stessi.
Chi ero quella volta che un tipo mi raccontava che nel futuro gli erasmus si fanno nel passato?
Mi ricordo di quella volta che aspettavo e speravo.
Vi chiedete cosa aspettassi?
Che ristrutturassero il mio Mocambo, ovviamente.

sabato, novembre 10, 2007

Multa paucis

tutte le immagini citate sono di proprietà dei rispettivi autori

giovedì, novembre 01, 2007

Arrivano i nastri

Ci giocavi coi soldatini da piccolo?
Che sballo i soldatini da piccolo!
Ci giocavo per ore ed ore fino a quando il sonno si mescolava alla veglia, ed in questi magici momenti di malcelato torpore inventavo le storie più belle e più bizzarre.
Queste storie, in cui per la verità i soldatini erano più avventurieri che combattenti, tanto che non spararono mai un colpo, penetravano cosi' a fondo nella mia mente che anche adesso, quando mangio pesante, rivivo alcune delle mie stesse storie...

"Rompiamo i ranghi ragazzi: cè un ponte."
Che avventure magnifiche! Solo un bambino potrebbe sognare dei soldatini di plastica che si premurano di non rompere un ponte.

lunedì, ottobre 29, 2007

un po' meno delle 6 a.m. sveglia

Penso pensando. Mi soffio il naso. Ti soffio il portagioie. Chissà perchè il portagioie. Le asparagine sono difficili da trovare dal verduraio. Ti soffio le asparagine. Guarda, la donzelletta vien dalla campagna e reca in mano un mazzo di asparagine. Le soffio il naso. Se solo si fosse messa in tasca la castagna contro il raffreddore. Pazienza. Ma che cos' è questa merda? Pazienza. Penso pensando: google earth. Cerco Fandango. Niente.

domenica, ottobre 28, 2007

Crea nuovo post. Waiting for Fandango

Come faccio ad essere sicuro di non riscrivere cose già scritte? Già, sull' orlo della pazzia e con la confusione mentale serpeggiante è questo il dubbio che mi attanaglia; fa male, il dubbio. Non è tanto per i lettori, fantomatici, inesistenti, silenziosi, fragorosi e via dicendo. E' per me: io non voglio riscrivere cose già scritte. Ma non tanto dagli altri, si sa che ormai è già stato scritto quasi tutto, ma da me: il rischio di ripetermi. E si, perchè se mi ripeto c'è qualcosa che non funziona: vuol dire che non si va verso niente, che si aspetta soltanto...
Ma allora che senso ha cercarlo? Condizione di assoluta passività: aspettando il Fandango.

Parte terza: Beautiful

Erano le sette e Ridge era già in piedi da un'ora.Era finalmente arrivata la domenica tanto attesa.Ridge si guardava allo specchio da ormai molti minuti:alto,di bell'aspetto,mascellone.Era in gran forma,già pronto per quella che sarebbe stata una sera molto molto speciale.Continuava a mirarsi e rimirarsi ammaliato dalla sua stessa bellezza,non riusciva a trovare nella sua persona un solo difetto.Ah si,uno si.
QUEL NOME.
Non aveva mai perdonato la madre per quello che gli aveva fatto.Avrebbe potuto chiamarlo in qualsiasi modo,anche Mario,Gustavo o persino Rodrizio.Avrebbe accettato anche Vasco.Ma Ridge no.Maledetti anni 80.Maledetta sua madre che era risucita a farsi mettere in cinta con un piede già nella fossa.Maledetto suo padre,e più che un padre sembrava un fratello maggiore,che si era invaghito di una donna di trent anni più vecchia ma ricca sfondata.
Sfondata e anche ricca sfondata:come resistere in effetti?
Ma lui era bello.E anche ricco.Cosa importava il resto?
Accarezzandosi la faccia scacciò via i cattivi pensieri.Mancava ormai poco alla sera.
"La domenica del villaggio faceva cacare e Leopardi era un feccioso",pensò posando lo specchio.
...

venerdì, ottobre 26, 2007

Chuve

Piove. Se non piove pioverà. Hai già toccato il fondo? Il fondo non ha fondo. Per l'ennesima volta hai chiesto la cocacola e ti hanno portato la pepsicola: e non hai il coraggio di dire niente. Bevi, senza poter dimenticare; lo smacco del cameriere? No, che ogni giorno è un giorno perso.

Pillar of Autumn

E' autunno : la stagione in cui i bambini scrivono meglio i loro temi.
Forse complice il ritardo del treno o forse complice la pioggia velata che bagnava le spalle di noi, gli adoratori di settimane enigmistiche, oggi ho quasi apprezzato Paolo Conte.
O sbaglio?
Forse era Harvey Dent o Gabry Ponte, non ricordo.
La cosa terribile della realtà è che tutto è collegato.Panta-rei mi dite? panta-loni rispondo, e di lana mi vesto, come un errabondo pastore asiatico. Cosi' almeno il cerchio si chiude, o per lo meno il giro...vita.
Chi ha detto "freddure"?Lo sanno tutti che questa è una stagione balzana, quindi già che si salta, tanto vale farlo di palo in frasca.
Chi ha detto "Frasca"?
D'altronde è difficile distinguere tra era multimediale ed era multimedioevale, ma forse la differenza sta proprio nella ceralacca.
Eh già: bei tempi quando c'era l'acca...quando era impossibile confondere il pittore di Vespignano col titolo comunemente affisso ai peccatori di gola.
Ora tutti pensano solo ai fatti loro però, tutti li' pronti a farti le scarpe, però questa volta le gola non c'entrano...si parla di scarpe fittizie, scarpe cerebrali, scarpe metafisiche, come quelle che indossavamo alla scuola materna...ti ricordi? eccome se mi ricordo:
ci mettevano seduti e si facevano le prove per la recita
che stile!
che tempi!
che piove!
...che roba quei tempi, che roba!

mercoledì, ottobre 24, 2007

Il mondo visto da un economista

Unti rabbini in stato di insolvenza mi cercano, sono ovunque, mi cercano; tutto un mondo intorno: di rabbini in stato di insolvenza. Mi cercano, sono ovunque: tutto un mondo intorno. Stanchi rabbini in stato di insolvenza cosa volete da me? Cos' ho che non va? Cosa non ho? Cos' ho? O lasciatemi, lasciatemi in pace. Oggi uno di voi ha tentato di parlarmi, l'altro mi ha toccato di nascosto, l'altro ancora mi ha guardato; spergiuro: l' ho visto, tentava di fissarmi. Non ho più pace, è un inseguimento senza fine, senza senso, senza. Senza. Senza senza senza. Senza orribili rabbini in stato di insolvenza.

venerdì, ottobre 19, 2007

Biancaneve e i sette samurai

Il cast è sparpagliato sul set, in attesa delle direttive del regista.
"Sarà un film memorabile", dicevano.
"L'unione di due classici genera un altro classico", dicevano i finanziatori del film.
Solo lo sceneggiatore, in disparte, sembrava dubbioso, mentre osservava senza interesse sfilare i vassalli in kimono della strega cattiva.
Ripensava alla sua giovinezza artistica, ai tempi in cui ancora lavorava sul testo che lo aveva reso famoso: "I classici del videogioco come metafora della vita: da tetris a pacman attraverso i sentimenti umani".
E ora, mentre l'ultima delle sue fatiche veniva finalmente messa davanti alla cinepresa, si vedeva pallido, obsoleto.
"Il classico offusca l'artista", dicevano.

lunedì, ottobre 15, 2007

Naif

Questo sito mi fa cagare
vorrei vederlo bruciare
funestato da un grande incendio
come una mazza di legno

mentre arde gli sussurrerei
brucia iPiroga brucia


quante seghe che mi farei

venerdì, ottobre 12, 2007

Salve, sono Bender. Prego, inserire "floppino"!

La fisica spiegata al calabrone

Scooby guarda avanti, nell'oscurità.
Intorno sente solo un forte sbattere di catene: il solito derelitto che tenta invano di spaventare qualche vecchia ereditiera per ereditare il castello.
E' sempre cosi'.
Di solito.
Scooby non può fare a meno di pensare che finora la sua vita da cane sia sempre stata una vita fortunata: i soliti misteri troppo facili da risolvere, le infinite scorpacciate di scooby snack, le ore passare a rollare cannoni con Shaggy sul sedile dietro della Mistery Machine.
Ma Scooby è un cane e in quanto tale ha un certo intuito: sa bene che se ci si abitua, anche le cose più terrificanti dopo un pò non fanno più paura, e allora, come nella favola di Pierino, quando vale veramente la pena di scappare, non se ne è più capaci.
E se un giorno trovassero davvero qualche divinità proveniente dallo spazio molto molto antica e molto molto incazzata nelle cantine della solita cara vecchia magione? Come reagirebbe al loro tentativo di toglierne la maschera?
La vera paura di Scooby è che un bel giorno a forza di svelare falsi misteri se ne trovi uno vero. Uno di quelli grossi e paurosi. Hai voglia quante canne servirebbero per dimenticare dei corpi squartati veri? Hai voglia quanto serenamente faresti la doccia se incontrassi un mostro della palude in carne ossa artigli e squame?
Scooby è solo un cane, ma come tale vuole vivere a lungo e tutto intero; cosi', quando ha paura, quando nascondersi dietro la sagoma da fattone di Shaggy non basta, si culla nei suoi ricordi, tornando alla sua infanzia di cucciolo in cui ancora si poteva tentare di spiegare le leggi della fisica ad un calabrone.

martedì, ottobre 09, 2007

Parte seconda - Vivere

Sfogliava il libro Cuore la bella Fiammetta.Immobile nella stanza da letto.
Origine ispaniche,in corpo un ardore perenne che non si placava mai,procace e sinuosa.
L'uomo che aveva conosciuto poche ore prima giaceva affianco a lei silenzioso.Nudo.
Lo aveva trovato cosi irresistibile,cosi irreprensibile,con quella faccia da malato da monitor,quelle mani secche,sottili,abituate a maneggiare piccoli oggetti,ad attaccare fili,ad inserire chiavette usb.Quest'ultimo pensiero era riuscito poi a farle perderle il senno del tutto.Chiavette.Fiammetta finse di interessarsi prima ad un nuovo modello di stampanti molto silenziose,poi esaminò con cura una serie infinita di telefoni cellulari,ma la sua mente oramai divagava tra le più complicate fantasie.
Non era li per tutto quel bel armamentario tecnologico.Era li per trovarsi un uomo.E vi era riuscita.Se lo era portato su in casa,in fondo abitava ad un tiro di sputo,duecento passi dalla fiera,e già nel portone il perito informatico si era ritrovato senza mutande.
In cortile aveva incrociato lo sguardo ammonitore che proveniva dalla finestra di una di quelle pettegole delle sue vicine,dall'altezza del piano doveva essere la terrona.
Ma a Fiammetta non importava di quella donna,ora l'unica cosa importante era lei,era poter essere felice.
Sfogliava il libro Cuore Fiammetta,immobile nella stanza da letto.
Anche quella volta,anche quella domenica si era spinta troppo oltre.Aveva varcato di nuovo la soglia.L'uomo che aveva conosciuto poche ore prima giaceva accanto a lei silenzioso.Nudo.
Nudo ed ormai privo di vita.L'anima era scivolata via silenziosa,il cuscino premuto sul volto.
Vita.Un giorno senza amore è un giorno perso,pensò.
...

sabato, ottobre 06, 2007

venerdì, ottobre 05, 2007

Chi ha spos(t)ato le indicazioni

L' Arizona è un apostrofo rosa fra le parole diritto e privato. L' apostrofo è una pausa carica d' enfasi, densa come la polenta Valsugana: buona, bella, sana; santa polenta, santa Claus, santa clausola. Santo cielo. Cosa ci sta succedendo; io non lo so cosa ci sta succedendo. So che ieri sera eravamo tutti a giocare a calcetto; il calcetto ha una funzione catartica. Il calcetto è, non è. E saliamo sulla macchina grigia che dovrebbe portarci sulla via del Fandango ma che invece ci porta a casa; tutti: a dormire. C' è qualcosa che ci sta frenando. Qualcosa che ci sta abbruttendo più del necessario. Qualcosa che tu vuoi da me qualcosa, sempre.
Credendo nella metempsicosi delle sardine ovvero la trasmigrazione dei salmoni mi inquino e vi saluto. Cartago delenda est.

Erano barbare quelle del Carducci

Odi?
Il vento ai margini del bosco s'azzarda ancora in acrobazie radenti per sfoltirne le chiome canute:
è autunno.
Nella mia immaginazione di bimbo questo era il periodo dei ricci, delle castagne, dei cieli notturni senza nuvole e delle serate intorno al camino.
Ora invece non importa più quale sia la stagione corrente, perchè tanto esistono i viaggi nel tempo.
Ognuno di noi, nel corso della propria esistenza, viaggia nel tempo almeno in due modi: il primo esistendo ed assecondando lo scorrere del tempo, il secondo andando a dormire di notte e svegliandosi il mattino seguente. Certo, se a cena cè la peperonata il viaggio non è dei più tranquilli, ma penso che la perdita di coscienza notturna simboleggi di fatto l'esistenza di un viaggio nel tempo.
Riuscire a viaggiare nel tempo in modi diversi da quelli descritti qui sopra è molto difficile, ed ogni crononauta possiede in realtà una tecnica personale diversa da qualunque altro.
Tuttavia, mi offro di dividere con voi il mio sapere, la mia tecnica: portate in bagno con voi sempre un libro e, seduti sull'asse, dilettatevi nella lettura. Leggete questo libro solo ed esclusivamente in bagno mentre fate la cacca, e la trama del racconto contribuirà a legare tra loro periodi più o meno lontani.
Ovviamente ognuno userà la sua variante di questa tecnica: cè chi usa i libri e chi i fumetti, ma io soprattutto preferisco usare le parole crociate... sette verticale: "famoso viaggiatore nel tempo"....Charlton Heston?

martedì, ottobre 02, 2007

Parte prima: terra nostra

Era domenica e quel giorno il vento strideva forte fuori.
Ma non riusciva comunque a coprire le grida della folla:"Baro ha postato,lo ha fatto ancora!" e "a Baro è piaciuto il mio blog" e addirittura "Come è sexy di profilo".
Con quel naso poi.Un vero e proprio azzardo.
Clarissa chiuse la finestra.Non le andava di sentire gli schiamazzi di tutta quella gente che si era riunita quella domenica in città alla fiera"si vive di sola tastiera",appuntamento fisso del milanese per gli amanti dell'hi tech da ormai parecchi anni.
"Malati di mente che c'avran cinquantanni quelli li e non sanno fare altro che ridere di uno stupido giuoco elettronico e ciarlare di robe blasfeme:plogs Baro bost piroghe storie malate di tastiere che ti fan venire solo calli alle mani te lo dico io.E quante donne ci sono-dando un altra sbirciata da dietro il vetro-malefemmine che invece di sfornare nu paio di picciriddi alimentano il demonio mannaggia."
Clarissa era una donna all'antica.
Ed era meridionale,campana per la precisione.Tutta casa,chiesa,le domeniche in cui non si cucinava il capitone,e soap.Si era dovuta trasferire al Nord quando la buon anima di Francuzzo suo se ne era andato,lasciandola sola senza una lira.
Era scappato in America.
...

domenica, settembre 23, 2007

Murder, she wrote

Angela Lansbury è Dama dell'Ordine dell'Impero Britannico.
Ci sono cose che ti lasciano di stucco.
Come quando realizzi che il treno per Genova in realtà è una diligenza, con i messicani, i saludos amigos e tutto il resto che di solito uno si aspetta di trovare in una diligenza che si rispetti: il medico sbronzo, the Ringo Kid, i giocatori d'azzardo e poi, ovviamente, i padroni indiscussi del bisonte di ferro: i bigliettai indiani.
Ma ci sono anche altre cose che ti lasciano di stucco.
Come quando realizzi che in realtà non cambi mai veramente argomento, ma scivoli solo inconsapevolmente verso le cose di cui parli, immancabilmente collegate all'argomento precedente.
Lo sapevate che nel paesino della signora in giallo, Cabot Cove, un tempo abitavano degli indiani pellerossa?
Ma continuiamo con le domande: vi sembra giusto chiamare un documentario, seppur farsesco, Aves Raras (uccelli rari)?
Le cose che ti lasciano di stucco, comunque, non finiscono mai:
Lo sapevate che esiste veramente, nella California del Nord, un paesino chiamato Cabot Cove, vicino al luogo dove Alfred Hitchcock girò "Gli uccelli"?
Murder, she wrote...

venerdì, settembre 21, 2007

Moscardini western

Quello che amava spararle, Perry, l' inutile Loca, la vecchia troia dai bianchi capelli, il saggio, la donna che amava l'arte, la tartarugosa insegnante di inglese, l' assente insegnante di religione, la pazza Rosacroce, Pezzapezzaglia
ovvero
Il Bonfa dal grilletto facile, lo sceriffo sputacchioso, la signorina degli orfanelli, la vecchia troia dai bianchi capelli, il medico del villaggio, la signora delle galline, la maestrina di inglese, il fantasma, la pazza, il commesso viaggiatore; tutti riuniti in una prodigiosa e novella serie tesa a rimembrare quel mondo dove tutto era possibile, fatto di cactus e di polvere, di insufficienze renali e di greco, di pessimi maestri di vita e di pessimi studenti:

IL FAR WEST
cronache di cinque anni

sulla via del fandango

martedì, settembre 18, 2007

Alternativa estiva

Larry alzò lo sguardo e vide la Strada ronzare sopra di lui.
La luce intermittente gli mostrava le figure più strane, incidendo macchie di buio nella grande fascia che ormai riempiva completamente il suo orizzonte.
"Forse anche i grandi sistemi adottano questa struttura..." pensò, mentre percorreva a ritroso il percorso del suo pellegrinaggio "...e forse ogni singolo evento, ogni singolo ente, si trova immerso in un numero indefinito di se stessi, che vagano accendendosi e spegnendosi, scontrandosi e tentando di prevalere l'uno sull'altro. Forse, se non fossi venuto a vedere questa meraviglia, sarei stato solamente un me stesso poco lontano da questo che ora sono.
D'altronde, se questo ragionamento fosse vero, più progredisco nel tempo concessomi e più mi allontano dalle possibilità che non scelgo più riduco le possibilità di progredire in futuro. Che sia questo il motivo per cui tutti siamo destinati a morire? Di certo, solo un essere immobile e senza pensiero potrebbe essere la perfezione di se stesso ma anche io, che sono solo un entomologo, so che questo è del tutto impossibile.
Sarebbe comunque stato bello conoscere tutti i possibili altri me stesso sparsi per la mia Strada; tutte le altre lucciole che pulsano nel cielo senza vita...ma certo sono cose, e questo lo so anche io che sono solo un entomologo, che sarebbero possibili solo ad un dio o ad un oracolo..."

Acacia Audace spalancò i suoi nuovi occhi di oracolo pellerossa sulla valle accecata dal sole di mezzogiorno. Tutto intorno a lui si srotolavano come il delta di un fiume le possibilità del presente. Acacia sorrise: era ancora seduto su quella cacca di bufalo.

FINE

lunedì, settembre 10, 2007

venerdì, settembre 07, 2007

Alternativa estiva

L'infanzia di Larry era stata piuttosto gioiosa: aveva avuto le merendine e le litigate, il calcietto d'estate e il gamebòy d'inverno, la pipi' e la pupù e tutte le altre cose in cui generalmente i bambini eccellono senza sforzo.
Poi era arrivata la scuola: la prima elementare che effettivamente, a ripensarci, tanto male non era.
Fino a quando, un brutto giorno, la maestra aveva voluto farli riflettere.
Aveva infatti portato a scuola un libro sgualcito e unto, e da quel libro aveva tirato fuori una lunga storia pedante e pesante, che voleva far riflettere (e non pensare) i bambini.
Nella suddetta storia, in un piccolo paesino di semplici contadini veniva indetta una gara per eleggere a vincitore chi tra gli sfidanti avrebbe trovato il numero più grande di tutti.
Cosi' la tenzone incalzava, mentre i contadini, alzandosi in piedi, declamavano numeri sempre più grandi: "Dodici!" "Diciotto!" "Seicento!" "Un miglione!" e avanti cosi', fino a che nel paesino non era scesa la sera.
A mezzanotte, il più scaltro dei contadini decise di giocare la carta che si era tenuto in serbo per tutta la competizione e, alzatosi, disse il suo numero all'assemblea: infinito.
Tutti stavano ormai per dichiararlo vincitore quando ecco spiccare tra la folla il protagonista, deciso a dire il suo numero per vincere la gara.
E qui cè da fare una piccola parentesi sul protagonista, che ovviamente non è un bruto assetato del premio in denaro che passa giorno e notte bestemmiando e cinghiando i figli nella disperata ricerca di un numero che lo faccia vincere, ma è invece un timido pastore, che sorride anche quando perde il gregge nella nebbia, che pensa per prima cosa alla gioia degli altri e che ovviamente dividerà il lauto premio in denaro con tutti i presenti tornando poi alla sua semplice vita e al suo semplice lavoro di pastore.
I bambini, come i protagonisti del racconto, restavano mezzi preoccupati e mezzi pronti a sbellicarsi dalle risate aspettando di sentire quale folle numero potesse attaccare l'indiscussa forza dell' "infinito".
Ovviamente il numero in questione era "infinito + 1" e la favola si chiudeva come da copione, felice di aver insegnato i bambini a riflettere.
Solo ora, a distanza di anni, Larry Sicomoro, l'entomologo Larry Sicomoro, capiva che quella storia dell'infinito + 1 era una cagata pazzesca.
Davanti a lui si stendeva la Strada: una lingua incandescente di luce intermittente che tagliava il suo campo visivo inabissandosi negli orizzonti, formata da miliardi di miliardi di miliardi di miliardi di miliardi di miliardi di lucciole, l'animale che più era proliferato dopo la peste.
La Strada era composta da un numero di lucciole cosi grande da non avere nemmeno un nome, da non avere nemmeno un pensiero per esprimere la sua vastità.
La Strada era composta da un numero di lucciole cosi' grande da far sembrare l'infinito + 1 un insetto sotto le sue suola...

martedì, settembre 04, 2007

Alternativa estiva

Larry camminò a lungo nel bosco, deciso a spingersi oltre le sue precedenti esplorazioni, lontano dalla cittadella.
Già, la cittadella.
Il tempo in cui credeva che non avrebbe mai più rivisto un essere umano libero dalla peste gli sembrava distante anni luce. Aveva vagato per mesi e mesi nel pericolo, raccogliendo dati su dati sui suoi amati insetti, ed infine, praticamente per caso, era arrivato alla cittadella, alla rocca, e con lui erano arrivati altri umani, ed altri ancora, ognuno portando la sua piccola casa sulle spalle, ognuno arroccandola all'interno delle mura fortificate. Tutti uniti nella creazione di un gigantesco formicaio.
Scese la notte ma Larry non se ne accorse, immerso nel cammino.
Fu solo dopo alcune ore di marcia nel buio che l'entomologo si trovò davanti a ciò per cui aveva camminato cosi' a lungo.
La notte precedente infatti un vecchio, appena arrivato alla cittadella, gli aveva parlato di qualcosa di veramente prodigioroso, qualcosa che non aveva neanche saputo acquisire una dimensione nelle fantasie dell'entomologo.
Un nome però lo aveva: era la Strada.

lunedì, settembre 03, 2007

Alternativa estiva

Larry Sicomoro non era mai stato un buon cacciatore.
Infatti era un entomologo; e nemmeno tanto bravo.
Era uscito dalla cittadella fortificata in fretta e furia, preso dalla smania irresistibile di trovare, catturare e catalogare tutte quelle bestiole di cui nessuno, tranne Larry ovviamente, si sarebbe mai curato in un periodo cosi' particolare per il genere umano.
Tuttavia qualcosa di interessante negli insetti che Larry studiava con tanta passione, indossando giorno dopo giorno la sua tuta anti contagio, c'era veramente: essi sembravano non curarsi minimamente della peste che aveva falciato all'improvviso la maggior parte degli esseri viventi del pianeta.
Anzi, sembrava addirittura che, posti improvvisamente sotto i riflettori dell'universo, gli insetti avessero deciso di comune accordo di proliferare e conseguentemente partorire specie mai viste prima, come se Madre Natura, persa ogni speranza riguardo ai mammiferi e agli altri appestati, si fosse rivolta agli unici piccoli esseri immuni in grado di soddisfare la sua creatività.
Graziati dal terribile morbo, gli enti più minuti avevano ottenuto un posto in prima fila ed era forse per questo motivo che Larry Sicomoro sentiva il proprio destino cosi' legato a quello dei nuovi protagonisti: essendo infatti deceduti tutti gli altri egli rimaneva il miglior entomologo su scala mondiale o, per lo meno, l'unico.

sabato, settembre 01, 2007

Alternativa estiva

Non furono i timidi raggi del sole mattutino a svegliare Acacia, e nemmeno il tenue cinguettio dei passeri che, festanti, salutavano la notte, bensi' un peto sonoro e secco come il rombo di un F14. Veniva da una rana toro, una rana toro gigantesca.
Acacia osservò attonito il gigantesco rappresentante della famiglia delle ranidae, la cui mole superava abbondantemente quella di un pony di media stazza.
Il suo nome era Seduto.
Acacia aveva sentito parlare mille volte di Seduto, nella penombra della tenda paterna. La leggendaria Rana Catesbeiana era stata il primo animale da compagnia di Regina Addolorata, quando quest'ultimo era ancora un piccolo indiano. I due avevano trascorso insieme la giovinezza e la leggenda, tramandata ad Acacia dal padre, si concludeva nel racconto della struggente separazione dei due, il giorno in cui Seduto era partito per la vecchia europa nella speranza di diventare un coreografo di fama.
Ora, dopo anni e anni e anni e anni di assenza, la rana era tornata.
Seduto apri' la bocca millenaria e Acacia con lui: era noto agli oracoli pellerossa che le rane catesbeiane potessero parlare solo una volta ogni cento anni, ed era loro proibito dire cazzate.
"Tu cerchi di essere un oracolo giovane Acacia Audace, ma non lo sei. La tua natura è differente: lontana dalla curiosità casuale. Se lo desideri, se veramente lo desideri, ti rivelerò lo stratagemma che permise al tuo patriarca Regina Addolorata, nonostante in gioventù fosse negato quanto te nell'arte oracolare, di divenire il migliore tra tutti gli oracoli pellerossa.
Esiste un luogo in fondo al tuo cuore; un'isola misteriosa comune a tutte le coscienze dove ti è concesso di rivivere tutto il percorso evolutivo che ti ha portato fino al tuo stato presente, e di andare oltre, ed oltre ancora. Ripercorrerai tutte le tappe dell'evoluzione, da atomo di idrogeno a uomo, conservando in te ogni più piccola esperienza...diventando infine il re degli oracoli pellerossa...perchè solo chi conosce tutto può conosce tutti i possibili futuri.
Vai Acacia Audace, fondi le realtà dentro di te, fondile e guarda le casualità del mondo, perchè per ogni storia che vivrai, mille domande sorgeranno dentro di te, e a tutte dovrai rispondere.
Ora và! Il tuo nome d'ora in avanti è Larry, e per tutta la durata del viaggio cosi' sarà..."
...