...L'irreprensibile era sdraiato, ricoperto di salsedine; la brezza leggera gli faceva ondeggiare le ciocche di capelli biondissimi. Dopo un sonnellino in riva al mare, cosa c'è di meglio di una partita di ping pong?
Passò davanti a quella diavoleria che tante volte gli aveva passato la scossa, tentando di stabilire un contatto: no, stavolta niente videogiochi. Ping pong.
Al tavolo gli amici di sempre, quelli di tutte le estati, quando i caballeri non si facevano sentire. A volte anche per settimane. In più soltanto un fanciulletto. Solo. Mani dietro alla schiena.
Toccava a lui giocare, sosteneva.
Piagnucolava che aspettava da più di tre partite. Aveva perso il conto.
Illuso.
"Me ne sbatto di te; lo sai chi è il padrone di questa spiaggia che ti piace tanto? Vuoi continuare a venirci anche il prossimo anno?"
Poteva bastare. L'irreprensibile smise di fare la voce grossa, sgonfiò il torace e si mise a palleggiare, voltato.
Errore.
Non sai mai cosa puoi aspettarti da un bambino.
Rabbia. Da dietro la schiena spunta una pietra. Rabbia.
L'irreprensibile si piegò sul tavolo da ping pong.
Ecco la sensazione di nausea che ritornava. Anche quella volta, L'irreprensibile era svenuto in modo tremendamente teatrale. Un vero specialista dello svenimento.
Rodrizio gli stava ricucendo una chiappa, mentre Baro camminava nervosamente in mezzo alla piccola stanza, scavalcando il cadavere del cuoco con molta attenzione. Ma tanto in Messico i cadaveri mica li guardano. E' gia tanto che li trovino.
Baro si tormentava. Finirla? O lasciarla li per non contaminare la scena del crimine?
Una fagiolada sprecata così, questo si che era un vero delitto.
L'irreprensibile ruppe il silenzio.
"Dobbiamo fuggire...hanno scoperto che siamo merovingi."
...
mercoledì, marzo 21, 2007
martedì, marzo 20, 2007
Il libro degli Ipiroga - 10 puntata
...Irreprensibile arrivò alla porta della capanna quando ormai era buio da un pezzo.
Era senza fiato. Che serata erotica! -pensò- osservando il bollino rosso comparso improvvisamente in basso a destra, sicuramente qualcuno stava dicendo sconcezze nelle vicinanze e ancor più sicuramente quel qualcuno era Rodrizio, che scriveva parole proibite sul monitor per poi leccarlo e sentire che sapore avevano.
Il sapore della perdizione.
Irreprensibile scosse la testa col movimento lento di chi ha dedicato tutta la vita ad allenare un Metapod fino al livello cento.Era stufo di tutto quel messico.Stufo di quella polvere che entrava dappertutto, stufo della fagiolada e dei bizzarri cuochi che cercavano di entrargli dappertutto.
Ora era stanco di tutto, ma conoscendosi confidava che presto le vecchie passioni lo avrebbero ripreso, proprio come a Matehuala gli era tornata la voglia della stecca.
Entrò nella stalla, dove aveva nascosto i suoi tesori prima di uscire; non si fidava troppo dei suoi compagni, soprattutto di Baro: gli metteva i bastoni tra le ruote ogni volta che cercava di uscire dalla carreggiata imposta e caldeggiata dall'abitudinario e malleabile Rodrizio; una vera peste.Apri' il sacchetto sotto la paglia controllandone il contenuto, c'era tutto, specialmente Lui.
Poi, acceso il gameboy avverti' di nuovo quella sensazione...come di leggerezza...si guardò le natiche è le scopri' insanguinate: mancava una libbra.Prima di svenire per la vista del sangue ebbe ancora il tempo di sorridere: Metapod era in forma smagliante quella sera.
...
Era senza fiato. Che serata erotica! -pensò- osservando il bollino rosso comparso improvvisamente in basso a destra, sicuramente qualcuno stava dicendo sconcezze nelle vicinanze e ancor più sicuramente quel qualcuno era Rodrizio, che scriveva parole proibite sul monitor per poi leccarlo e sentire che sapore avevano.
Il sapore della perdizione.
Irreprensibile scosse la testa col movimento lento di chi ha dedicato tutta la vita ad allenare un Metapod fino al livello cento.Era stufo di tutto quel messico.Stufo di quella polvere che entrava dappertutto, stufo della fagiolada e dei bizzarri cuochi che cercavano di entrargli dappertutto.
Ora era stanco di tutto, ma conoscendosi confidava che presto le vecchie passioni lo avrebbero ripreso, proprio come a Matehuala gli era tornata la voglia della stecca.
Entrò nella stalla, dove aveva nascosto i suoi tesori prima di uscire; non si fidava troppo dei suoi compagni, soprattutto di Baro: gli metteva i bastoni tra le ruote ogni volta che cercava di uscire dalla carreggiata imposta e caldeggiata dall'abitudinario e malleabile Rodrizio; una vera peste.Apri' il sacchetto sotto la paglia controllandone il contenuto, c'era tutto, specialmente Lui.
Poi, acceso il gameboy avverti' di nuovo quella sensazione...come di leggerezza...si guardò le natiche è le scopri' insanguinate: mancava una libbra.Prima di svenire per la vista del sangue ebbe ancora il tempo di sorridere: Metapod era in forma smagliante quella sera.
...
Il libro degli iPiroga - 9 puntata
-potrei raccontarvi miriadi di storie,valanghe di episodi minori,decine di racconti pornosoft...ma qui c'è una trama da rispettare...the show must go on- Proverbio cinese
...L'irreprensibile era stufo; si era stufato dei caballeros, ma soprattutto aveva i maroni gonfi a stare a sentire quello stupido cuoco. Certo, cucinava divinamente, e gli aveva anche curato l'impotenza, ma solo per quello doveva sorbirsi le sue avances tutte le sere?
Ecco perchè aveva capito che Rodrizio non era veramente gay, alla prima occhiata.
Perchè era lui che era....GAY. Gay gay gay gay gay gay gay.
Ma quelle melanzane fritte....
L'irreprensibile aveva la testa che gli scoppiava. Doveva uscire da quella capanna.
E cosi fece. Salvandosi la pellaccia.
Mentre nella capanna si consumava il più atroce dei delitti, l'uccisione di un cuoco, lui era a Matehuala, alticcio, che giocava a biliardo.
Ma non giocava soltanto per l'onore.
Si era giocato una libbra di carne con il giudeo, il meschino.
One match, one ebreo-burger.
Ma qualcosa andò storto.
Intanto continuava a bere.
Una boccata d'aria.
Un tale gli offri una tirata di pipa.
Che schifo il Messico - pensò.
Non sentiva più l'odore di melanzane fritte.
E li vedeva. Sardi dappertutto. Doveva scappare, andare ad avvertire gli altri; sarebbero scappati con lui, perchè tanto,alla fine, la complicità trionfa sempre.
Anche se è un cuoco a farne le spese.
Non sapeva che, in quello stesso momento, Max Carpone ne stava facendo davvero le spese.
Baro e Rodrizio notarono che la capanna era stata completamente messa sottosopra. La branda dell'Irreprensibile era stata rovesciata.
Chiunque fosse entrato lì, non cercava Max; il cuoco era solo al momento sbagliato nel posto sbagliato.
Era l'Irreprensibile il bersaglio.
...
...L'irreprensibile era stufo; si era stufato dei caballeros, ma soprattutto aveva i maroni gonfi a stare a sentire quello stupido cuoco. Certo, cucinava divinamente, e gli aveva anche curato l'impotenza, ma solo per quello doveva sorbirsi le sue avances tutte le sere?
Ecco perchè aveva capito che Rodrizio non era veramente gay, alla prima occhiata.
Perchè era lui che era....GAY. Gay gay gay gay gay gay gay.
Ma quelle melanzane fritte....
L'irreprensibile aveva la testa che gli scoppiava. Doveva uscire da quella capanna.
E cosi fece. Salvandosi la pellaccia.
Mentre nella capanna si consumava il più atroce dei delitti, l'uccisione di un cuoco, lui era a Matehuala, alticcio, che giocava a biliardo.
Ma non giocava soltanto per l'onore.
Si era giocato una libbra di carne con il giudeo, il meschino.
One match, one ebreo-burger.
Ma qualcosa andò storto.
Intanto continuava a bere.
Una boccata d'aria.
Un tale gli offri una tirata di pipa.
Che schifo il Messico - pensò.
Non sentiva più l'odore di melanzane fritte.
E li vedeva. Sardi dappertutto. Doveva scappare, andare ad avvertire gli altri; sarebbero scappati con lui, perchè tanto,alla fine, la complicità trionfa sempre.
Anche se è un cuoco a farne le spese.
Non sapeva che, in quello stesso momento, Max Carpone ne stava facendo davvero le spese.
Baro e Rodrizio notarono che la capanna era stata completamente messa sottosopra. La branda dell'Irreprensibile era stata rovesciata.
Chiunque fosse entrato lì, non cercava Max; il cuoco era solo al momento sbagliato nel posto sbagliato.
Era l'Irreprensibile il bersaglio.
...
Il libro degli Ipiroga - 8 puntata
...eppure, raminghi e maledetti, trovammo una figura amica.
Era un cuoco.
Il cuoco aveva curato l'impotenza dell'Irreprensibile,
aveva avuto una lunga chiaccherata con Rodrizio
aveva scosso Baro dal sonno della ragione
e con una potente fagiolada aveva scosso le nostre budella.
Quell'uomo che ci aveva liberati da oscuri sortilegi e che ci aveva
difeso dalle insidie di una terra sconosciuta altri non era che Max Carpone.
Tuttavia gli uomini che rifuggono il vizio sono spesso toccati da strane e
puntualmente inascoltate doti profetiche.
Ottenuto finalmente tramite le sue conoscenze il fatidico
visto il cuoco ebbe un ripensamento: balterava di wurstel mal cotti
e di presagi acrilici di tassi licantropi e di ostesse multiple
cosicchè, preso dal terrore, rinviò la nostra partenza
invitandoci a trascorrere qualche tempo insieme a lui.
Era diretto nella Sierra Orientale ed il nostro sentimento di riconoscenza
nei suoi confronti, unito ed amplificato dalla brama d'avventure,
ci spinse a seguirlo senza tuttavia sapere quale paura lo avesse indotto
a farsi accompagnare nel suo viaggio.
Ma torniamo nella capanna:
Rodrizio ha spento il fuoco sotto le immancabili melanzane fritte e Baro
ispeziona la scena del delitto; vigliacchi, il duello era impari:
gli hanno sparato un gioiello piombo nel cuore mentre lui
poteva solo sparare cazzate.
...
Era un cuoco.
Il cuoco aveva curato l'impotenza dell'Irreprensibile,
aveva avuto una lunga chiaccherata con Rodrizio
aveva scosso Baro dal sonno della ragione
e con una potente fagiolada aveva scosso le nostre budella.
Quell'uomo che ci aveva liberati da oscuri sortilegi e che ci aveva
difeso dalle insidie di una terra sconosciuta altri non era che Max Carpone.
Tuttavia gli uomini che rifuggono il vizio sono spesso toccati da strane e
puntualmente inascoltate doti profetiche.
Ottenuto finalmente tramite le sue conoscenze il fatidico
visto il cuoco ebbe un ripensamento: balterava di wurstel mal cotti
e di presagi acrilici di tassi licantropi e di ostesse multiple
cosicchè, preso dal terrore, rinviò la nostra partenza
invitandoci a trascorrere qualche tempo insieme a lui.
Era diretto nella Sierra Orientale ed il nostro sentimento di riconoscenza
nei suoi confronti, unito ed amplificato dalla brama d'avventure,
ci spinse a seguirlo senza tuttavia sapere quale paura lo avesse indotto
a farsi accompagnare nel suo viaggio.
Ma torniamo nella capanna:
Rodrizio ha spento il fuoco sotto le immancabili melanzane fritte e Baro
ispeziona la scena del delitto; vigliacchi, il duello era impari:
gli hanno sparato un gioiello piombo nel cuore mentre lui
poteva solo sparare cazzate.
...
lunedì, marzo 19, 2007
Il libro degli Ipiroga - 7 puntata
...giù nella valle, dove la ceretta era ormai un'abitudine, dove il macabro rituale di radersi i peli era divenuto ormai un' usanza diffusa e lodata, dove le donne erano libere di circolare per strada senza correre il rischio di essere barbaramente stuprate, bè insomma, laggiù, dove era arrivato il progresso era arrivato anche il vizio. Si, la gente era diventata più sofisticata, persino i loro sogni erano cambiati.
Eravamo nell'Est, in un paese dove gli operai venivano fatti accoppiare con gli operai, dove i viaggiatori non erano ben visti: nessuno capiva chi fossero. Attendevamo alla frontiera un lasciapassare, il visto di accettazione; avevamo molto da aspettare, decidemmo di ingannare il tempo facendo un giro nel paesino di frontiera. E ci perdemmo; uno finì con una ragazza ubriaca, altri continuarono, incontrarono persone, tentarono di rubare macchine; poi uno si perse: restò solo.
Entro in un bar, stringo amicizia con un giovane gay, gli rovescio il caffè addosso e decido di andare in cucina a prendergliene un altro. Ma in cucina c'è un gatto con le zampe di gallina, nulla di drammatico ne di comico, non riesco a capire, infatti, cosa ci sia di sbagliato nell'animale; qui c'è lo zampino dei topo, ma anche della stregoneria e di una frangia dell'Opus Dei. E infatti un topo mi si infila nei pantaloni e mi risale fino all'inguine lasciandomi impotente. Meglio impotente che gay. Gay come Rodrizio: e qui la trama si infittisce...
Eravamo nell'Est, in un paese dove gli operai venivano fatti accoppiare con gli operai, dove i viaggiatori non erano ben visti: nessuno capiva chi fossero. Attendevamo alla frontiera un lasciapassare, il visto di accettazione; avevamo molto da aspettare, decidemmo di ingannare il tempo facendo un giro nel paesino di frontiera. E ci perdemmo; uno finì con una ragazza ubriaca, altri continuarono, incontrarono persone, tentarono di rubare macchine; poi uno si perse: restò solo.
Entro in un bar, stringo amicizia con un giovane gay, gli rovescio il caffè addosso e decido di andare in cucina a prendergliene un altro. Ma in cucina c'è un gatto con le zampe di gallina, nulla di drammatico ne di comico, non riesco a capire, infatti, cosa ci sia di sbagliato nell'animale; qui c'è lo zampino dei topo, ma anche della stregoneria e di una frangia dell'Opus Dei. E infatti un topo mi si infila nei pantaloni e mi risale fino all'inguine lasciandomi impotente. Meglio impotente che gay. Gay come Rodrizio: e qui la trama si infittisce...
Il libro degli Ipiroga - 6 puntata
...improvvisamente la piccola luce che accompagnava Harpo nella sierra si spense
si spensero anche le stelle nel firmamento
si spensero le luci dei lampioni
si spensero perfino le lucciole
e le case chiuse furono costrette a chiudere per davvero.
Harpo era spazientito: la pagina seguente era il paginone centrale
e adesso non ci vedeva una mazza.
Nemmeno il cavallo si vedeva,
non si sentiva neanche il suo lieve nitrire,
nè i suoi sonori peti alla biada e fagiolada.
Harpo era solo, solo nel buio, ma non aveva paura
solo le donnicciuole buone a giocare a rubamazzetto avevano paura: lui no.
Lui si stava cacando sotto.
Improvvisamente senti' il terreno mancargli sotto i piedi:
l'erba della sierra lasciò il passo ad una disordinata serie di squame;
squame gigantesche.
Harpo percepi' un latrato intervallato
da catarrosi colpi di tosse dietro di sè,
ormai i suoi sospetti poterono dirsi fondati:
Mr Cane ed il Pitone erano ritornati, mossi dall'antico patto che li legava...
si spensero anche le stelle nel firmamento
si spensero le luci dei lampioni
si spensero perfino le lucciole
e le case chiuse furono costrette a chiudere per davvero.
Harpo era spazientito: la pagina seguente era il paginone centrale
e adesso non ci vedeva una mazza.
Nemmeno il cavallo si vedeva,
non si sentiva neanche il suo lieve nitrire,
nè i suoi sonori peti alla biada e fagiolada.
Harpo era solo, solo nel buio, ma non aveva paura
solo le donnicciuole buone a giocare a rubamazzetto avevano paura: lui no.
Lui si stava cacando sotto.
Improvvisamente senti' il terreno mancargli sotto i piedi:
l'erba della sierra lasciò il passo ad una disordinata serie di squame;
squame gigantesche.
Harpo percepi' un latrato intervallato
da catarrosi colpi di tosse dietro di sè,
ormai i suoi sospetti poterono dirsi fondati:
Mr Cane ed il Pitone erano ritornati, mossi dall'antico patto che li legava...
domenica, marzo 18, 2007
Il libro degli iPiroga - 5 puntata
...Harpo amava cavalcare nelle notti stellate: lui, il suo adorato cavallo, il sapore umido della cordigliera, il sapore umido della sua inseparabile compagna di viaggio. La rivista.
Solo per veri gringos.
Ma quella notte era diversa. Harpo aveva appena ucciso un uomo. Lui che non sapeva provare dolore, quella notte lo aveva provocato ad un altro uomo.
L'odore del sangue si mescolava a quello della fagiolada.
Baro giurava di aver sentito scorreggiare il cadavere di Max Carpone. Era morto facendo la cosa che preferiva, dopo cucinare.
Harpo intanto si era allontanato abbbastanza da potersi fermare, e starsene qualche minuto a mente fredda sotto il cielo stellato. Improvvisamente gli venne voglia di rivista. Cominciò a mettere le mani nella sacca, che degli occasionali compagni di bevuta gli avevano regalato anni fa. Si erano conosciuti ad un torneo di Timesplitters.
Dove diavolo era finita la rivista?
Forse sotto lo specchio.
Il viso di Harpo sfrecciò sullo specchio. Soltanto un attimo, ma abbastanza per capire. Harpo aveva il volto di qualcun altro. Un'identità estranea per quanto sua.
Harpo aveva il volto di Baro.
...
Solo per veri gringos.
Ma quella notte era diversa. Harpo aveva appena ucciso un uomo. Lui che non sapeva provare dolore, quella notte lo aveva provocato ad un altro uomo.
L'odore del sangue si mescolava a quello della fagiolada.
Baro giurava di aver sentito scorreggiare il cadavere di Max Carpone. Era morto facendo la cosa che preferiva, dopo cucinare.
Harpo intanto si era allontanato abbbastanza da potersi fermare, e starsene qualche minuto a mente fredda sotto il cielo stellato. Improvvisamente gli venne voglia di rivista. Cominciò a mettere le mani nella sacca, che degli occasionali compagni di bevuta gli avevano regalato anni fa. Si erano conosciuti ad un torneo di Timesplitters.
Dove diavolo era finita la rivista?
Forse sotto lo specchio.
Il viso di Harpo sfrecciò sullo specchio. Soltanto un attimo, ma abbastanza per capire. Harpo aveva il volto di qualcun altro. Un'identità estranea per quanto sua.
Harpo aveva il volto di Baro.
...
venerdì, marzo 16, 2007
Il libro degli Ipiroga - 4 puntata
...Il tavolo è di raso verde, come un prato tagliato basso, un prato all'Inglese, senza cani, nè cavalli, nè merde; la caccia alla volpe non c'entra una sega, la caccia alle streghe invece è appena cominciata. Non troppo tempo era passato dalla sedizione dei Sardi e dalla legittima repressione della rivolta nel sangue; non troppo: c'era da aspettarsi rappresaglie. L'irreprensibile è in un bar, non migliore dei peggiori bar di Caracas. Il fumo, il wiskey, le palle, la stecca: il biliardo.
La stecca da biliardo è un arma.
L'Irreprensibile sta vincendo. L'Irreprensibile si ritrova con le spalle al muro; i Sardi: il pericolo dell'impecorinamento è un rischio che non si può correre; ancora una volta avrebbe dovuto rinunciare ad una sicura vittoria per cause ambientali, ancora una volta l'Ebreo sarebbe stato salvato in extremis dalla mordace sconfitta e dal pagamento della scommessa. Ancora una volta: ma la stecca da bilirado è un arma.
Tuttavia i cavalieri medievali non avrebbero mai usato una stecca e, consapevole che fuggir non è viltà quando si deve, l'Irreprensibile elude gli isolani: veloce e furioso si allontana dal locale; li aveva chiamati lui? L'Ebreo? L'ennesimo complotto dell'Ebraismo Internazionale? I savi di Sion?
No, i falsi storici dovevano rimanere fuori. Qualcosa di terribile doveva essere accaduto: il consueto profumo di melanzane fritte di Max Carpone che tante volte lo aveva ricondotto a casa ubriaco era scomparso; i Sardi erano tornati, più bassi che mai...
La stecca da biliardo è un arma.
L'Irreprensibile sta vincendo. L'Irreprensibile si ritrova con le spalle al muro; i Sardi: il pericolo dell'impecorinamento è un rischio che non si può correre; ancora una volta avrebbe dovuto rinunciare ad una sicura vittoria per cause ambientali, ancora una volta l'Ebreo sarebbe stato salvato in extremis dalla mordace sconfitta e dal pagamento della scommessa. Ancora una volta: ma la stecca da bilirado è un arma.
Tuttavia i cavalieri medievali non avrebbero mai usato una stecca e, consapevole che fuggir non è viltà quando si deve, l'Irreprensibile elude gli isolani: veloce e furioso si allontana dal locale; li aveva chiamati lui? L'Ebreo? L'ennesimo complotto dell'Ebraismo Internazionale? I savi di Sion?
No, i falsi storici dovevano rimanere fuori. Qualcosa di terribile doveva essere accaduto: il consueto profumo di melanzane fritte di Max Carpone che tante volte lo aveva ricondotto a casa ubriaco era scomparso; i Sardi erano tornati, più bassi che mai...
Il libro degli Ipiroga - 3 puntata
...ma torniamo a noi, facciamo un passo indietro.
Anzi, avanti: non sono più le 23:54 di una noiosa domenica di marzo,
è di nuovo la notte tenebrosa della sierra madre orientale.
è di nuovo uno sparo nella capanna di fronte.
Uno sparo sparato da chi? Baro e Rodrizio sono curiosi,
curiosi come due donnicciuole che giocano a rubamazzetto.
Si alzano dalle loro amache ed aprono la porta della capanna antistante: orrore!
Il corpo insanguinato del cuoco Max Carpone riverso sul pavimento!
La finestra è spalancata sulla notte più nera dell'Inferno!
Un cavallo si allontana galoppando dalla capanna insanguinata!
L'Irreprensibile non è tornato per cena!
Che prezzi!
E poi...la cosa più inquietante...sul tavolo, accompagnata dalla luce tremante di una candela, giace una partita di ramino appena incominciata: chiunque fosse con Max Carpone quella notte era davvero un uomo virile...
Anzi, avanti: non sono più le 23:54 di una noiosa domenica di marzo,
è di nuovo la notte tenebrosa della sierra madre orientale.
è di nuovo uno sparo nella capanna di fronte.
Uno sparo sparato da chi? Baro e Rodrizio sono curiosi,
curiosi come due donnicciuole che giocano a rubamazzetto.
Si alzano dalle loro amache ed aprono la porta della capanna antistante: orrore!
Il corpo insanguinato del cuoco Max Carpone riverso sul pavimento!
La finestra è spalancata sulla notte più nera dell'Inferno!
Un cavallo si allontana galoppando dalla capanna insanguinata!
L'Irreprensibile non è tornato per cena!
Che prezzi!
E poi...la cosa più inquietante...sul tavolo, accompagnata dalla luce tremante di una candela, giace una partita di ramino appena incominciata: chiunque fosse con Max Carpone quella notte era davvero un uomo virile...
giovedì, marzo 15, 2007
Sliding doors
Oggi è un giorno che scorre lentissimo,ogni volta che mi incanto oggi niente donne nude,vedo solo macchine,strade con diritto di precedenza,svincoli,CORSIE PREFERENZIALI!
E nel mio futuro ne vedo due di corsie: 2
La prima: eccolo che arriva il casanova di sanna Rodrizio sulla sua fiesta rombante.
Biondo , elegante , indifferente.
Fischietta.
Wagner.
Le donne lo amano
i motori si piegano di fronte a lui
i bambini lo acclamano.
La seconda: Rodrizio non è in macchina.E' solo , nudo , con un occhio bendato per suscitare pietà.
Rodrizio non è in macchina.
In macchina c'è qualcun altro.In macchina c'è il Magalli.
Lui davvero biondo.
Fischietta.
Faccetta nera.
Si ferma al semaforo,un lavavetri si avvicina: è Rodrizio.
Io la mia preferenza per una corsia l'ho già espressa,e non ci sono lavavetri.
Adesso però non mi potete fregare...se no perchè si chiamano CORSIE PREFERENZIALI?
E nel mio futuro ne vedo due di corsie: 2
La prima: eccolo che arriva il casanova di sanna Rodrizio sulla sua fiesta rombante.
Biondo , elegante , indifferente.
Fischietta.
Wagner.
Le donne lo amano
i motori si piegano di fronte a lui
i bambini lo acclamano.
La seconda: Rodrizio non è in macchina.E' solo , nudo , con un occhio bendato per suscitare pietà.
Rodrizio non è in macchina.
In macchina c'è qualcun altro.In macchina c'è il Magalli.
Lui davvero biondo.
Fischietta.
Faccetta nera.
Si ferma al semaforo,un lavavetri si avvicina: è Rodrizio.
Io la mia preferenza per una corsia l'ho già espressa,e non ci sono lavavetri.
Adesso però non mi potete fregare...se no perchè si chiamano CORSIE PREFERENZIALI?
mercoledì, marzo 14, 2007
chi lo dice lo è
mia madre lo chiama "il marinaio"
mio padre "il marinaio norvegese"
in questi giorni vaga tra queste quattro mura come un anima in pena il ritratto di un marinaio
veramente si tratta del ritratto di un uomo vestito da marinaio,
ma sono disposto a ritrattare.
la cornice su cui era affisso valeva ben più di lui
e messo piede in questa casa ne fu subito staccato
in quanto il quadro era brutto
e la cornice era bella
e notate che è solo in questo punto che fanno la loro comparsa
gli aggettivi.
Il marinaio venne da me implorando pietà o, almeno, un epitaffio sconcio in suo onore di quelli che si tatuano sulle natiche gli sconci uomini di mare.
Gli risposi che di epitaffi sconci ne avevo in abbondanza, ma che il mio pathos, la mia pietà artistica, dovevo conservarla per i giorni di magra o, almeno, per Il libro degli iPiroga.
E qui gli girarono le balle:
"Arte?Balle!L'Arte è morta al largo di capo Hatteras mentre davo una festa sul mio brigantino!Gli artisti sono stronzi, e chi lo dice lo è!"
Fu allora che scelsi la via dell'avventura.
mio padre "il marinaio norvegese"
in questi giorni vaga tra queste quattro mura come un anima in pena il ritratto di un marinaio
veramente si tratta del ritratto di un uomo vestito da marinaio,
ma sono disposto a ritrattare.
la cornice su cui era affisso valeva ben più di lui
e messo piede in questa casa ne fu subito staccato
in quanto il quadro era brutto
e la cornice era bella
e notate che è solo in questo punto che fanno la loro comparsa
gli aggettivi.
Il marinaio venne da me implorando pietà o, almeno, un epitaffio sconcio in suo onore di quelli che si tatuano sulle natiche gli sconci uomini di mare.
Gli risposi che di epitaffi sconci ne avevo in abbondanza, ma che il mio pathos, la mia pietà artistica, dovevo conservarla per i giorni di magra o, almeno, per Il libro degli iPiroga.
E qui gli girarono le balle:
"Arte?Balle!L'Arte è morta al largo di capo Hatteras mentre davo una festa sul mio brigantino!Gli artisti sono stronzi, e chi lo dice lo è!"
Fu allora che scelsi la via dell'avventura.
Brànzino
Un giorno ho visto una luna blu, riflessa sul quadrante del mio Breil; toccatemi tutto ma non gli ebrei. Un sommergibile, un gabbiano; dentro la valigia? Niente! Un contrabbasso suona spietato, è lo scozzese, dentro la sua testa: niente! Anzi, un mare di merda. Dico, l'avete notato? Ormai i gabbiani fanno la cacca uguale a quella dei piccioni, probabilmente non mangiano più il pesce, mangiano quello che mangiano i piccioni, addirittura si mangiano i piccioni stessi: se avessi due piccioni li chiamerei pizza e focaccia, per renderli più ghiotti, e una volta tramutati in merda, meno disgustosi. O forse ha ragione il profeta quando dice "quando mangio merda, non sempre cago zucchero", il cibo non centra nulla; è il contorno.
lunedì, marzo 12, 2007
Il libro degli iPiroga - 2 puntata
...ma visto che l'avventura è il mare dei sogni
e la tinozza della realtà
noi ipiroga decidemmo ragionevolmente di
dimenticare la ragione e di
immergerci in un mondo di sogno.
Sin da subito potevamo librarci sulle vette della pura azione:
impersonare gli scagnozzi basici
dell'ineffabile teppista Genghis Khan,
affrontare su panzerfaust rivisitati nei colori di Andy Warhol
le armate dei lanzichenecchi discendenti
Alpi cromate di argento e rame.
Insomma eravamo liberi di ergere e sommergere i miti
liberi di essere inattuali
liberi di fare un uso sconsiderato, dannoso ed improprio
della nostra doctrina
di lacerare la realtà nei rari momenti
in cui come rari nantes
potevamo urlare l'un l'altro, nella nebbia del mareotico agitato:
"qualcuno ci ha letto; qualcuno ha commentato!"
...
e la tinozza della realtà
noi ipiroga decidemmo ragionevolmente di
dimenticare la ragione e di
immergerci in un mondo di sogno.
Sin da subito potevamo librarci sulle vette della pura azione:
impersonare gli scagnozzi basici
dell'ineffabile teppista Genghis Khan,
affrontare su panzerfaust rivisitati nei colori di Andy Warhol
le armate dei lanzichenecchi discendenti
Alpi cromate di argento e rame.
Insomma eravamo liberi di ergere e sommergere i miti
liberi di essere inattuali
liberi di fare un uso sconsiderato, dannoso ed improprio
della nostra doctrina
di lacerare la realtà nei rari momenti
in cui come rari nantes
potevamo urlare l'un l'altro, nella nebbia del mareotico agitato:
"qualcuno ci ha letto; qualcuno ha commentato!"
...
Il libro degli iPiroga - 1 puntata
Mexico, Sierra Madre Orientale, da qualche parte non lontana da Matehuala.
Notte.
Uno sparo risuonò nella capanna di fronte. Baro e Rodrizio interruppero di colpo la loro partita a rubamazzetto, il gioco più virile che vevano trovato. Una lacrima sul viso.
Esatto.
Bobby Solo.
Ma facciamo un passo indietro.
Erano le 23:54 di una noiosa domenica di marzo, quando Baro e Rodrizio avevano ricevuto quello strano messaggio da parte dell'Irreprensibile: "dobbiamo scrivere il libro degli iPiroga ".
Il libro di una grande avventura. Che dovevamo ancora vivere, ma che sarebbe stata documentata nel libro degli iPiroga.
Dovevano.
E allora all'indomani di una maturità vissuta male, via!
Verso l'avventura...
Continua
Notte.
Uno sparo risuonò nella capanna di fronte. Baro e Rodrizio interruppero di colpo la loro partita a rubamazzetto, il gioco più virile che vevano trovato. Una lacrima sul viso.
Esatto.
Bobby Solo.
Ma facciamo un passo indietro.
Erano le 23:54 di una noiosa domenica di marzo, quando Baro e Rodrizio avevano ricevuto quello strano messaggio da parte dell'Irreprensibile: "dobbiamo scrivere il libro degli iPiroga ".
Il libro di una grande avventura. Che dovevamo ancora vivere, ma che sarebbe stata documentata nel libro degli iPiroga.
Dovevano.
E allora all'indomani di una maturità vissuta male, via!
Verso l'avventura...
Continua
gustavo
falli neri: due parole pericolose: si va dall'accusa di razzismo a quella di molestia verbale; e che poi non vi venga in mente di dirla ad un qualche bambino, per incoraggiarlo, rischiate l'accusa di pedofilia. Mah, che schifo. Mi vengono in mente le trote salmonate col loro patetico tentativo di emulazione, poi, solo per essere più buone se mangiate: la vanità nella morte, come in quell'epigramma
C'era un altro, appeso, impiccato con una corda migliore: l'invidioso, vedendolo, schiattò.
Che coglione le trote.
C'era un altro, appeso, impiccato con una corda migliore: l'invidioso, vedendolo, schiattò.
Che coglione le trote.
domenica, marzo 11, 2007
Senso di pesantezza e malessere diffuso, cefalea, dolori addominali e delirio
Coriandoli: verdi, gialli, blu, rossi; e fiori?
Vi regalerò dei fiori, ormai marci, per festeggiare di fronte al cimitero. Marci perchè i bei fiori sono per una morte triste, sono per la morte dell'arte. Chi è morta allora? Matematica. Coriandoli.
E se fosse morto Inglese? Coriandoli.
Ma sono sempre le cose belle a morire, ma porca troia, manco fossero fiche, le inglesi.
Sii detestabile: camperai cent'anni, ti sposerai: i tuoi figli ti odieranno; se ti è cara la vita non ti conviene essere felice. Ma cosa vedo! Chicchi di riso, fiocchi d'avena, Cristina d'Avena, nuda, bambini e finocchi, l'albero azzurro? Un posto felice; e poi riso soffiato, mutande di ghisa, vitamine, azzurro? La mattina è troppo grigia e lunga. Colazioni! Ora canterò le vostre origini scadenti; ora canterò la settimana di merda che si vede dal mattino, di lunedì.
Coriandoli.
Verdi, gialli, blu e rossi.
Odi et ami? Invece a me la sigla di uno mattina mi tormenta; forse ti chiedi come sia possibile che ciò accada? Coriandoli? Ma dove cazzo li ho lasciati.
Vi regalerò dei fiori, ormai marci, per festeggiare di fronte al cimitero. Marci perchè i bei fiori sono per una morte triste, sono per la morte dell'arte. Chi è morta allora? Matematica. Coriandoli.
E se fosse morto Inglese? Coriandoli.
Ma sono sempre le cose belle a morire, ma porca troia, manco fossero fiche, le inglesi.
Sii detestabile: camperai cent'anni, ti sposerai: i tuoi figli ti odieranno; se ti è cara la vita non ti conviene essere felice. Ma cosa vedo! Chicchi di riso, fiocchi d'avena, Cristina d'Avena, nuda, bambini e finocchi, l'albero azzurro? Un posto felice; e poi riso soffiato, mutande di ghisa, vitamine, azzurro? La mattina è troppo grigia e lunga. Colazioni! Ora canterò le vostre origini scadenti; ora canterò la settimana di merda che si vede dal mattino, di lunedì.
Coriandoli.
Verdi, gialli, blu e rossi.
Odi et ami? Invece a me la sigla di uno mattina mi tormenta; forse ti chiedi come sia possibile che ciò accada? Coriandoli? Ma dove cazzo li ho lasciati.
venerdì, marzo 09, 2007
mercoledì, marzo 07, 2007
Sogno umido
Lunga vita a Wallace, lunga vita alla sua cornamusona, lunga vita agli spiriti dei guerrieri che si aggirano per i campi fangosi, nudi, brumosi, lunga vita, anche se ormai sono morti, lunga vita, anche se non ci sono più tu li vedi, perchè in quella nebbia tutta particolare che ha il sapore di wisky e di tabacco ci puoi disegnare tutto quello che vuoi, fendendola con la tua verga, ammesso che non sia una bella ragazza.
Ah la Scozia, la Scozia: puzza di piedi e palle al vento. La scozia è libertà.
Ah la Scozia, la Scozia: puzza di piedi e palle al vento. La scozia è libertà.
Credete di saper fare il miglior Cosmopolitan al mondo?
Groucho: Dove fu firmata la Dichiarazione d'Indipendenza?Quando piove faccio confusione.Credo che l'acqua mi entri in casa, e quando invece mi accorgo che non viene mi vergogno di averle snocciolato in anticipo le olive dell'aperitivo.
Chico: In fondo al foglio, a destra.
I problemi però non finiscono qui: non appena mi distraggo scorgo con la coda dell'occhio un nuovo post, scabroso e dal layout deplorevole, sul momento lascio stare ma poi, spento dofus-arena e spinto dalla curiosità mi butto su firefox per vedere se ho sognato(perchè come sappiamo il sonno della ragione genera mostri) e porre fine ai miei annosi dubbi.Ma i miei dubbi non trovano conferma e mi ritrovo solo con un post su William Wallace, un post molto colto mi viene da aggiungere e subito penso di avere sbagliato indirizzo...ma il faccione di Goya mi desta subito dal sonno della ragione, ma non è lo stesso di prima, non è più il mentecatto ritratto a fianco di una foto di labbra secondo il disegno di un layout disgustoso.Riesco appena a riprendermi dalla sfortunata successione di eventi che subito il mistero si infittisce: più in alto ancora, sopra la bocca ricolma di gioia, sopra le palle al vento di Mel Gibson sta un altro post il cui titolo intima "Credete di saper fare il miglior Cosmopolitan al mondo?"
Chissà quanto tempo ho per rispondere...posso passare la mano?
martedì, marzo 06, 2007
Solo per i più esperti
Ninna nanna ninna o
questo membro a chi lo do
lo do a te finchè vivrò
a chi altro lo darò?
Ma questa ninna nanna è solo per i più esperti e per i cinesi: febbraio mese giallo. I tre cinesi corrono, hanno paura di scivolare sul sapone di Marsiglia, ma sono a Parigi, le Champs Elysees e le cinque giornate di Milano, un pinguino, una fica allucinante, un bambino, un maialino, un portoricano frocio piange
lacrime di gioia;
ricordo suor Antonieta che diceva gioia, suora, se tu lo sapessi: sono parole che bruciano come sale.
Lacrime di sale.
questo membro a chi lo do
lo do a te finchè vivrò
a chi altro lo darò?
Ma questa ninna nanna è solo per i più esperti e per i cinesi: febbraio mese giallo. I tre cinesi corrono, hanno paura di scivolare sul sapone di Marsiglia, ma sono a Parigi, le Champs Elysees e le cinque giornate di Milano, un pinguino, una fica allucinante, un bambino, un maialino, un portoricano frocio piange
lacrime di gioia;
ricordo suor Antonieta che diceva gioia, suora, se tu lo sapessi: sono parole che bruciano come sale.
Lacrime di sale.
venerdì, marzo 02, 2007
Zona Safari
Dal comunicato del direttore alle pubbliche relazioni della Zona Safari (20 luglio 1969):
"Con questo comunicato ufficiale, la Zona Safari intende scagionarsi dall'accusa di aver usato violenza nei confronti dell'esemplare che recentemente si è aggiunto al nostro parco. Questo cucciolo di umano è stato catturato già debilitato in condizioni che lasciano supporre una sorta di malanno o raffreddore.Fino ad ora è rimasto sotto questo spesso panno di platino-iridio che vedete alle mie spalle per evitare che venisse infastidito mentre i nostri medici gli somministravano le prime medicine e rendevano la gabbia più simile al suo habitat naturale.Ora che tutto è pronto intendiamo liberarci dalle ingiurie degli animalisti mostrandovi questo magnifico esemplare in tutta la sua forza."
Il panno si apri' davanti agli occhi increduli dei giornalisti, davanti ai monocoli spaventati delle telecamere, davanti alla noia di chi quello spettacolo lo aveva già veduto grazie agli spoiler dei forum dedicati: si apri' lasciando loro vedere un esemplare di Baro Invisibile alto centocinquantamila metri e largo tre accasciato sulla sedia girevole di un vecchio vascello di ventura.Ma aveva le lacrime agli occhi: aveva perso una battaglia a dofus arena.
L'aveva persa contro un undicenne, un undicenne francese
"Con questo comunicato ufficiale, la Zona Safari intende scagionarsi dall'accusa di aver usato violenza nei confronti dell'esemplare che recentemente si è aggiunto al nostro parco. Questo cucciolo di umano è stato catturato già debilitato in condizioni che lasciano supporre una sorta di malanno o raffreddore.Fino ad ora è rimasto sotto questo spesso panno di platino-iridio che vedete alle mie spalle per evitare che venisse infastidito mentre i nostri medici gli somministravano le prime medicine e rendevano la gabbia più simile al suo habitat naturale.Ora che tutto è pronto intendiamo liberarci dalle ingiurie degli animalisti mostrandovi questo magnifico esemplare in tutta la sua forza."
Il panno si apri' davanti agli occhi increduli dei giornalisti, davanti ai monocoli spaventati delle telecamere, davanti alla noia di chi quello spettacolo lo aveva già veduto grazie agli spoiler dei forum dedicati: si apri' lasciando loro vedere un esemplare di Baro Invisibile alto centocinquantamila metri e largo tre accasciato sulla sedia girevole di un vecchio vascello di ventura.Ma aveva le lacrime agli occhi: aveva perso una battaglia a dofus arena.
L'aveva persa contro un undicenne, un undicenne francese
giovedì, marzo 01, 2007
Malattia
L'indice accusa, il medio risponde. Tutto è così solenne, sembra un film di pirati: c'è la checca di bordo che vuole incularsi il mozzo appena ragazzino, c'è quello che legge sempre la Bibbia e che fa di tutto per rendere il viaggio dei suoi compagni un inferno (d'altronde è quello che gli si richiede), c'è il capitano, i maci che tirano su l'ancora e quelli che cantano, il pappagallo del capitano che ripete continuamente: "vogliamo i pacs" e altre sconcezze simili. Ma la mia domanda è come disiscriversi da Badoo?
E IL TEOREMA DELLA PROVA DEL CUOCO DEI SIMPSON DI SETTIMO CIELO DELLA VITA SECONDO JIM DI AZZARDO.IL TEOREMA DI GUARDARE QUALUNQUE PROGRAMMA DOVE SIA PRESENTE CECCHI PAONE.IL TEOREMA DEL FESTIVAL E DEL DOPOFESTIVAL.IL TEOREMA DI BEPPE BIGAZZI.IL TEOREMA DEL PERFORTUNAQUESTASETTIMANAHANNODATODUEVOLTEHOUSE.
stop
Domani tutto questo sarà finito.Non so neanche se dire per fortuna o purtroppo.
La murena è davvero rinchiusa solo quando è mononucleotica.
stop
Domani tutto questo sarà finito.Non so neanche se dire per fortuna o purtroppo.
La murena è davvero rinchiusa solo quando è mononucleotica.
il teorema di Hasselhoff
le tradizioni sono cose strane
cose malate
cose che solo un malato può capire
solo una persona che passa interminabili ore in casa
rinchiuso come una murena rinchiusa
può comprendere l'accoglienza della ripetitività
la magia della monotonia.
e non appena 37e7 diventa solo un numero
e non appena accendi la tivvù
scopri un nuovo culto
il culto di Supercar.
Si signor Buchannon, sto parlando proprio a te: portami via
sul tuo salvagente cromato
insieme saremo
acculturati culturisti
cose malate
cose che solo un malato può capire
solo una persona che passa interminabili ore in casa
rinchiuso come una murena rinchiusa
può comprendere l'accoglienza della ripetitività
la magia della monotonia.
e non appena 37e7 diventa solo un numero
e non appena accendi la tivvù
scopri un nuovo culto
il culto di Supercar.
Si signor Buchannon, sto parlando proprio a te: portami via
sul tuo salvagente cromato
insieme saremo
acculturati culturisti
lunedì, febbraio 26, 2007
Brrr
Indiane a pecorina sostengono il totem del capovillaggio, il temutissimo "ardente calumet", gli uomini danzano in cerchio: mi ricorda un po' quando facevo l'asilo. La direttrice dell'asilo era un' incapucciata, sempre vestita di nero, una suora, con la sua cricca di piratesche compagne seviziava noi poveri bambini, cresciuti con una morale cattolica e con la pubblicità del Brancamenta.
Bevi il Brancamenta che ti fa bene,
se no arriva la suora,
bevi se no arriva la suora,
arriva, arriva,
ora arriva,
ti sevizia di violenta
Brancamenta: Brrr...
Bevi il Brancamenta che ti fa bene,
se no arriva la suora,
bevi se no arriva la suora,
arriva, arriva,
ora arriva,
ti sevizia di violenta
Brancamenta: Brrr...
mokuton hijutsu jukai koutan
un giorno
un immenso potere viene concesso ad una persona:
essa può soggiogare a sè il proprio doppelgänger
può scrivere con entrambo le mani
conosce la fine di Lost
si mette tutte le dita nel naso e intanto detta ad un sordo la recensione del Paradiso Perduto in endecasillabi sciolti e palindromi
mette Gambadilegno in prigione una volta per tutte
subissa di sterco il professor Zapotek
sposa Trudy e con un calcio spedisce l'ultima videocassetta del Dottor Stranamore rimasta integra (le altre le ha polverizzate per realizzare una pasta finissima con cui forgia un ponte che congiunge la terra e la luna e su cui scrive in Verdana "Scusa Mamma") a schiantarsi contro un'asteroide che stava per collidere contro il nostro amato pianeta, raccoglie la videocassetta al volo con la sinistra e la inserisce nel videoregistratore, con la destra intanto ridipinge la Monna Lisa, straccia la vecchia e corregge tutte le enciclopedie scrivendoci sopra "Mona Lisa!"; intanto commosso dalla pellicola piange cosi tanto da creare un nuovo mare tra Alpicella e Campobasso che battezza con il nome "E. Schwarz Tiene II".
è all'apice della potenza.
ma qualcosa lo ferma: il suo immenso potere si è scontrato contro qualcosa
qualcosa contro cui anche lui non può fare niente
anzi
non è solo "qualcosa":
sono gli invincibili signori della natura.
Poichè anche il più potente tra gli esseri umani
non può nulla contro i gormiti!!!!
un immenso potere viene concesso ad una persona:
essa può soggiogare a sè il proprio doppelgänger
può scrivere con entrambo le mani
conosce la fine di Lost
si mette tutte le dita nel naso e intanto detta ad un sordo la recensione del Paradiso Perduto in endecasillabi sciolti e palindromi
mette Gambadilegno in prigione una volta per tutte
subissa di sterco il professor Zapotek
sposa Trudy e con un calcio spedisce l'ultima videocassetta del Dottor Stranamore rimasta integra (le altre le ha polverizzate per realizzare una pasta finissima con cui forgia un ponte che congiunge la terra e la luna e su cui scrive in Verdana "Scusa Mamma") a schiantarsi contro un'asteroide che stava per collidere contro il nostro amato pianeta, raccoglie la videocassetta al volo con la sinistra e la inserisce nel videoregistratore, con la destra intanto ridipinge la Monna Lisa, straccia la vecchia e corregge tutte le enciclopedie scrivendoci sopra "Mona Lisa!"; intanto commosso dalla pellicola piange cosi tanto da creare un nuovo mare tra Alpicella e Campobasso che battezza con il nome "E. Schwarz Tiene II".
è all'apice della potenza.
ma qualcosa lo ferma: il suo immenso potere si è scontrato contro qualcosa
qualcosa contro cui anche lui non può fare niente
anzi
non è solo "qualcosa":
sono gli invincibili signori della natura.
Poichè anche il più potente tra gli esseri umani
non può nulla contro i gormiti!!!!
mercoledì, febbraio 21, 2007
sei gradi di separazione
Ti rispolvero dagli anni passati per porti una domanda.
...
No, non temo che mi chiedano di te all'esame.
Temo il mio numero di Bacon.
Infatti il mio amico wikipedia dice: "Sei gradi di separazione è un'ipotesi secondo la quale qualunque persona possa essere collegata a qualunque altra persona attraverso una catena di conoscenze con non più di 5 intermediari. Tale teoria è stata proposta per la prima volta nel 1929 dallo scrittore ungherese Frigyes Karinthy in un racconto breve intitolato Catene."
E aggiunge: "Il numero di Bacon è un passatempo inventato nel 1994, sulla base dell'ipotesi dei sei gradi di separazione. Si tratta di assegnare ad ogni attore o attrice che hanno partecipato ad un film con Bacon un numero di Bacon pari a 1, ad ogni attore che abbia lavorato con uno della lista precedente un numero di Bacon pari a 2 e così via. Kevin Bacon ha numero di Bacon 0."
E io rispondo: Ma io, che sono attore della vita in questo teatro che è la realtà come tu mi insegnasti, che recito la mia parte e leggo il mio copione, che numero di Bacon ho?
E ancora ti chiedo e aspetto una risposta: che numero di Katsushika Hokusai ho?
E Katsushika Hokusai che numero di Okamoto Taro ha?
E Okamoto Taro che numero di Cary Grant ha?
E Cary Grant che numero di Charlie Brown ha?
...
e tu?che numero di Ipiroga hai?
martedì, febbraio 20, 2007
Quel che penso per Pablo non ha senso
Pablo cammina per strada senza neanche guardare per terra, a dir la verità neanche ha gli occhi aperti; indossa due occhiali da sole neri: vuole che tutti credano che è un investigatore privato sulle tracce del Graal. Pablo non si cura di nessuno: si sente un investigatore privato senza scrupoli. Cerca tutte le scorciatoie, calpestando, sfruttando, facendosi dare una mano e afferrando il braccio con tutto ciò che è allegato, facendo la mano morta, palpeggiando indistintamente donne e uomini, rubando bacetti a ragazzini e a vecchi, a vedove allegre e scolarette tristi.
Ma oggi passando davanti a quesquanti indiani che stavano facendo la danza della pioggia per pochi eurocent ha perso la testa: pensava a che cosa se ne potessero fare degli indiani di valuta europea: comprarsi la droga! -e intanto sentiva il rumore delle monetine- lavarsi il culo con lo Champagne!
Padroni a casa nostra! e paladino della lega lombarda ha sferrato bastonate di qua e di la, incitato dalla cittadinanza, come un gladiatore.
Ora Pablo è contento, è finalmente arrivato in fondo, finalmente, mentre sferrava col suo bastone da cieco fendenti degni di don Raphael, è andato a finire sotto un tram fuori servizio, fra l'imbarazzo generale: non aveva mai visto un po' di fica.
Ma oggi passando davanti a quesquanti indiani che stavano facendo la danza della pioggia per pochi eurocent ha perso la testa: pensava a che cosa se ne potessero fare degli indiani di valuta europea: comprarsi la droga! -e intanto sentiva il rumore delle monetine- lavarsi il culo con lo Champagne!
Padroni a casa nostra! e paladino della lega lombarda ha sferrato bastonate di qua e di la, incitato dalla cittadinanza, come un gladiatore.
Ora Pablo è contento, è finalmente arrivato in fondo, finalmente, mentre sferrava col suo bastone da cieco fendenti degni di don Raphael, è andato a finire sotto un tram fuori servizio, fra l'imbarazzo generale: non aveva mai visto un po' di fica.
venerdì, febbraio 16, 2007
Il dittongo della paura
Quando non hai internet il computer assume una nuova identità.
Un'identità boriosa. Quando non hai internet e rispolveri i tuoi vecchi capolavori che non ammiri mai ti accorgi dell'importanza di mettere qualche punto ogni tanto. L'importanza di ricordarsi le maiuscole. Di mettere gli spazi, dopo le virgole.
Quando non hai internet se hai un dubbio te lo tieni. Appena ti torna internet apri discussioni a caso su forum di Dungeons&Dragon per risolverli.
Dov'è il molise?
Gli orsigufo sono onnivori?
Con quante enne onnivori?
Quando non hai internet ti senti come la pizzeria Don Carlos senza i chitarristi.
Quando ti torna internet i chitarristi sono entrati.
Sono entrati nel tuo cervello: ora ogni scusa è buona per cazzeggiare, non ti importa del sapore della tua pizza o della musica che stanno suonando ma soprattutto, qualunque cosa tu avessi di importante da scrivere sul blog, te la sei irremediabilmente scordata.
Con quante erre irremediabilmente?
Un'identità boriosa. Quando non hai internet e rispolveri i tuoi vecchi capolavori che non ammiri mai ti accorgi dell'importanza di mettere qualche punto ogni tanto. L'importanza di ricordarsi le maiuscole. Di mettere gli spazi, dopo le virgole.
Quando non hai internet se hai un dubbio te lo tieni. Appena ti torna internet apri discussioni a caso su forum di Dungeons&Dragon per risolverli.
Dov'è il molise?
Gli orsigufo sono onnivori?
Con quante enne onnivori?
Quando non hai internet ti senti come la pizzeria Don Carlos senza i chitarristi.
Quando ti torna internet i chitarristi sono entrati.
Sono entrati nel tuo cervello: ora ogni scusa è buona per cazzeggiare, non ti importa del sapore della tua pizza o della musica che stanno suonando ma soprattutto, qualunque cosa tu avessi di importante da scrivere sul blog, te la sei irremediabilmente scordata.
Con quante erre irremediabilmente?
venerdì, febbraio 09, 2007
giovedì, febbraio 08, 2007
Preghiera ante patentatio
martedì, febbraio 06, 2007
Et in Savona ego
storia a grandi linee
inglese boh...
mi manca tutta arte e tutta fisica
e latino manco l'ho riguardato.
Tu viandante, che indugi sulla mia tomba, sappi che non uno strale di Giove
nè un qualche sortilegio, nè un' oscura magia,
e neppure la svedutezza di un ragazzotto che conduceva troppo veloce il suo carretto, mi condussero nel reame del dio Plutone, il ricco.
Mi ha ucciso lo studio; ma cosa dico? La paura di essere cuzzato.
inglese boh...
mi manca tutta arte e tutta fisica
e latino manco l'ho riguardato.
Tu viandante, che indugi sulla mia tomba, sappi che non uno strale di Giove
nè un qualche sortilegio, nè un' oscura magia,
e neppure la svedutezza di un ragazzotto che conduceva troppo veloce il suo carretto, mi condussero nel reame del dio Plutone, il ricco.
Mi ha ucciso lo studio; ma cosa dico? La paura di essere cuzzato.
rivoluzione culturale
Nel breve tragitto che separa la cucina dal computer
mi viene un pensiero orribile:
un pensiero di fisica
e penso che siccome non sono conservativo
raggiungere il bagno aumenterebbe il lavoro
quindi tanto vale tenersela.
Tenersela???
Come ho potuto dire una cosa cosi?
Adesso basta
non si può più essere vittime della paura per le interrogazioni
non si può più soffrire per due domandine
bisogna reagire
bisogna riscoprire i piaceri
i piaceri da opporre alle fatiche.
e di piaceri ce ne sono molti
e subito l'animo si allieta.
Ma tra tutti i piaceri
io,
oggi,
in questa sede
chiamo a testimoniare
IL MIELE
e in diretta dalla cornucopia del dio biondo e pagano
vi canto del miele cileno
vi canto del millefiori
del miele di tiglio
del miele forgiato sotto al maglio
di api operaie
di api che platonicamente accettano la loro posizione sociale
e in me ritrovo una rivoluzione
una rivoluzione culturale.
Alla faccia della simulazione di terza prova.
mi viene un pensiero orribile:
un pensiero di fisica
e penso che siccome non sono conservativo
raggiungere il bagno aumenterebbe il lavoro
quindi tanto vale tenersela.
Tenersela???
Come ho potuto dire una cosa cosi?
Adesso basta
non si può più essere vittime della paura per le interrogazioni
non si può più soffrire per due domandine
bisogna reagire
bisogna riscoprire i piaceri
i piaceri da opporre alle fatiche.
e di piaceri ce ne sono molti
e subito l'animo si allieta.
Ma tra tutti i piaceri
io,
oggi,
in questa sede
chiamo a testimoniare
IL MIELE
e in diretta dalla cornucopia del dio biondo e pagano
vi canto del miele cileno
vi canto del millefiori
del miele di tiglio
del miele forgiato sotto al maglio
di api operaie
di api che platonicamente accettano la loro posizione sociale
e in me ritrovo una rivoluzione
una rivoluzione culturale.
Alla faccia della simulazione di terza prova.
domenica, febbraio 04, 2007
sabato, febbraio 03, 2007
Licenza di scrivere
Lo sapete cosa vuol dire.Perdere lei.Calliopè.Ma nuovo sangue scorre nelle vene.Nuovi campi percorreranno le pecore portatrici della volontà degli dei.Ma la mia anima piange per me per te e per la città contemporanemente,per cui sappi che ho pianto molto e molte vie ho percorso con le riflessioni della mente.Ne prendo una,salgo le scale,sento che il mio scritto sta diventando un polpettone ma mi faccio coraggio ed entro.Apro la porta e ci sono.Sono nei cessi.Ma nello stesso tempo sul divano,joypad in mano.O irreprensibile dalle orecchie portatrici di fuoco quanto tempo era passato.Facility.Ho ritrovato la mia musa grazie a facility,e a temple,e a bunker,a trevelyan.Calliopè mi appare seduta sul cesso,nuda.Sta facendo cadere la merda nel buco ma è bellissima.Mi bacia mi tocca la bacio la tocco.Ma non eccitato.La tocco con mani da scienziato,come uno di quelli che non risparmiavamo irreprensibile.Per sapere se è proprio lei.La merda scorre sulle mie pagine vuote.Le parole salgono su tutte insieme,dal water.E allora ricordo:ricordo i mangiatori di patate di van gogh prima degli altri,ricordo la strega,la diva del sabato sera,ricordo la liguria terra leggiadra,ricordo pontinvrea e le gare di zelda con una bambina molto più piccola di me,ricordo la nebbia,la pioggia,e ricordo la luce,la luce del monitor.Dove stava andando la mia vita?A spasso da sola,ho lasciato anche il sombrero a casa,ma niente paura,eccomi qua.iPiroga again....with facility.
Lo senti questo canto,Calliopè?
Lo senti questo canto,Calliopè?
Camoirano ti amo
Sei un magnete, guardati: hai la proprietà di attrarre la limatura di ferro.
Hai un polo e di limatura ne hai abbastanza. E allora ti metti a cercare il tuo magnete corrispondente.
Ma i magneti corrispondenti si respingono, e allora inizi a cercare un magnete opposto, e più opposto è, e più ti attrae. Com'è strano l'amore secondo la fisica meccanica.
E io che sono un uomo, e che di segatura ne ho abbastanza?
Hai un polo e di limatura ne hai abbastanza. E allora ti metti a cercare il tuo magnete corrispondente.
Ma i magneti corrispondenti si respingono, e allora inizi a cercare un magnete opposto, e più opposto è, e più ti attrae. Com'è strano l'amore secondo la fisica meccanica.
E io che sono un uomo, e che di segatura ne ho abbastanza?
venerdì, febbraio 02, 2007
Giù nel cybersfarzo
Eravamo i caballero della rete.i re cowboy del cyberspazio.poi ci fu l'incidente di Case, e tutti lasciammo perdere, inseguiti dalle multinazionali e dai loro chip, chip impiantati nei nostri fegati, fegati fegati spappolati, chip che volevano impedirci di tornare là: giù nel cybersfarzo...per non parlare dei chop.
Ma dopo anni di fughe e di falsi ricatti volevo farla finita da eroe, farla finita tornando ancora una volta nella sierra di dati, tra le chat cangianti, dove potevamo rotolare in salita sentendoci magici ancora una volta.
Scelsi Habbo, la prima delle nostre scorribande fandango.
E chiamai lui: l'Irreprensibile.Il compagno di mille frodi di furni andate a male.Però non venne: preferiva House all'avventura.
Tornare laggiù subito fu un pò come entrare nella scatola della cacca di Piero Manzoni
poi mi ci abituai, ripresi confidenza con le forme, creandomi una nuova identità...cercando di riedificare il mio antico simulacro...senza tuttavia riuscirci...
faticai a riprendere confidenza col sistema...tutto era molto cambiato in nostra assenza...
Tuttavia qualcosa non cambiava: la bobba.
La bobba era il grande paradosso del politically correct: la morte della comunicazione.
Con la bobba poi non si riesce a cantare Vasco.
E fu allora che mi chiesi se la parola "bobba" si poteva dire o se anche essa veniva censurata e sostituita con il meno volgare "bobba". E capii che questo genere di discorsi, insieme all'antico dibattito "è nato prima il furno o il filosofo di nome Hegel?", andavano fatti lontano, molto molto lontano...o non fatti affatto...o fatti a fette?
Ma dopo anni di fughe e di falsi ricatti volevo farla finita da eroe, farla finita tornando ancora una volta nella sierra di dati, tra le chat cangianti, dove potevamo rotolare in salita sentendoci magici ancora una volta.
Scelsi Habbo, la prima delle nostre scorribande fandango.
E chiamai lui: l'Irreprensibile.Il compagno di mille frodi di furni andate a male.Però non venne: preferiva House all'avventura.
Tornare laggiù subito fu un pò come entrare nella scatola della cacca di Piero Manzoni
poi mi ci abituai, ripresi confidenza con le forme, creandomi una nuova identità...cercando di riedificare il mio antico simulacro...senza tuttavia riuscirci...
faticai a riprendere confidenza col sistema...tutto era molto cambiato in nostra assenza...
Tuttavia qualcosa non cambiava: la bobba.La bobba era il grande paradosso del politically correct: la morte della comunicazione.
Con la bobba poi non si riesce a cantare Vasco.E fu allora che mi chiesi se la parola "bobba" si poteva dire o se anche essa veniva censurata e sostituita con il meno volgare "bobba". E capii che questo genere di discorsi, insieme all'antico dibattito "è nato prima il furno o il filosofo di nome Hegel?", andavano fatti lontano, molto molto lontano...o non fatti affatto...o fatti a fette?
Cybersfarzo trema: sono tornati i tre caballeros!
giovedì, febbraio 01, 2007
Requiem
Mi prediceva un giorno l'oracolo dei Lego codeste atrocità: che Hitler sarebbe morto, che un travestito sarebbe entrato in parlamento e che mi avrebbe colto l'andropausa della scrittura; la prima cosa non tardò a manifestarsi dal momento che era già accaduta, per la seconda ci volle un po' più di tempo, ora, cosa terribile a dirsi, si è verificata la terza. Inutile guardare i giochi di luce di una rara lampada marocchina, inutile leccare le targhe delle automobili e diventare tutto naso per riempirsi i polmoni di puzza di copertone bruciato; tutto inutile; neanche strofinare le palle sulla carta vetrata ti aiuterà. E la zingara è soltanto un trucco; da pochi euro, comprato all'Oviesse.
L'arte è morta, mi dedicherò al fai da me e al bricolage, il meno possibile fiducioso in una fantomatica risurrezione.
L'arte è morta, mi dedicherò al fai da me e al bricolage, il meno possibile fiducioso in una fantomatica risurrezione.
venerdì, gennaio 26, 2007
L'UOMO CHE NON VOLEVA SCRIVERE UN POST
aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaah?
ma che colpa abbiamo noi? sicuramente no sicuramente no il mio sogno non era fare l'avvocato?
e il tuo?
mamma voleva suonassi il violino?
l'insegnante di violino voleva suonare con Joe Satriani?
Joe Satriani voleva suonare l'insegnante di violino?
a queste domande completamente sconnesse tra loro non possiamo certamente dare una risposta o dare un consiglio
se non per l'ultima:
non esasperate con le voste richieste (anche se sapete suonare discretamente il violino) i chitarristi del nostro tempo.
Frédéric François Chopin non era un chitarrista e non è del nostro tempo quindi lo potete esasperare. (I like Chopin)
E soprattutto il suo vero nome era Fryderyk Franciszek Chopin quindi avete sbagliato persona.
Mi appello al quinto emendamento.
Avete preso un granchio signori miei: "Ariel, ascolta, il mondo degli umani è un pasticcio...la vita sotto il mare è meglio di qualsiasi cosa abbiano lassù!"
Ma dov'è l'unità di questo parafrasare sconnesso e disarmonico?Ci sono troppe cuspidi, troppi punti angolosi e troppi flessi verticali.Poche anastrofi e pochi chiasmi per via della poca attenzione durante le ore all' asilo infantile frequentato fuori corso.
Il problema è qui: a monte!Bisogna ricominciare daccapo: cosa fatta capo ha ma tra il dire e il fare cè di mezzo il mare...eh già un tempo qui era tutta campagna...tanto spazio libero!sarebbe stato molto più facile edificare un post ex novo!esse est percepi!Ma perchè perdersi d'animo?Animo uomini!Animo pirati, filibustieri, corsari affascinati dietro mille boccaporti di madreperla nati sotto lo sbattere frustrato e frustrante di questi 26 tasti plasticosi.Rimbocchiamoci le maniche; sudiamo le sette camicie dei sette nani:
L'uomo che non sapeva scrivere un post
...e che non sapeva fare mille altre cose ma comunque ci provava, e provando e riprovando intimamente sentiva un lieve ma meritato miglioramento, perchè l'uomo che non sapeva scrivere un post parte indietro, ma con un vantaggio: non sa scrivere post ma scrive cose molto lunghe, cose molto articolate, cose che alla fine risultano essere...post.
Magia dell'antiestetico?
ma che colpa abbiamo noi? sicuramente no sicuramente no il mio sogno non era fare l'avvocato?
e il tuo?
mamma voleva suonassi il violino?
l'insegnante di violino voleva suonare con Joe Satriani?
Joe Satriani voleva suonare l'insegnante di violino?
a queste domande completamente sconnesse tra loro non possiamo certamente dare una risposta o dare un consiglio
se non per l'ultima:
non esasperate con le voste richieste (anche se sapete suonare discretamente il violino) i chitarristi del nostro tempo.
Frédéric François Chopin non era un chitarrista e non è del nostro tempo quindi lo potete esasperare. (I like Chopin)
E soprattutto il suo vero nome era Fryderyk Franciszek Chopin quindi avete sbagliato persona.
Mi appello al quinto emendamento.
Avete preso un granchio signori miei: "Ariel, ascolta, il mondo degli umani è un pasticcio...la vita sotto il mare è meglio di qualsiasi cosa abbiano lassù!"
Ma dov'è l'unità di questo parafrasare sconnesso e disarmonico?Ci sono troppe cuspidi, troppi punti angolosi e troppi flessi verticali.Poche anastrofi e pochi chiasmi per via della poca attenzione durante le ore all' asilo infantile frequentato fuori corso.
Il problema è qui: a monte!Bisogna ricominciare daccapo: cosa fatta capo ha ma tra il dire e il fare cè di mezzo il mare...eh già un tempo qui era tutta campagna...tanto spazio libero!sarebbe stato molto più facile edificare un post ex novo!esse est percepi!Ma perchè perdersi d'animo?Animo uomini!Animo pirati, filibustieri, corsari affascinati dietro mille boccaporti di madreperla nati sotto lo sbattere frustrato e frustrante di questi 26 tasti plasticosi.Rimbocchiamoci le maniche; sudiamo le sette camicie dei sette nani:
venerdi, gennaio 26, 2007
L'uomo che non sapeva scrivere un post
...e che non sapeva fare mille altre cose ma comunque ci provava, e provando e riprovando intimamente sentiva un lieve ma meritato miglioramento, perchè l'uomo che non sapeva scrivere un post parte indietro, ma con un vantaggio: non sa scrivere post ma scrive cose molto lunghe, cose molto articolate, cose che alla fine risultano essere...post.Magia dell'antiestetico?
lunedì, gennaio 22, 2007
4 8 15 16 23 42
inerme
gracile come un bambino gracilino di una gracile novella del gracile Charles Dickens
vero Napoleon?
hai conquistato le Alpi e le piramidi il Manzanarre e il Reno e adesso ti aspetti anche ch'io voti per Pedro
e ti aspetti bene
non è questa la scapigliatura lombarda
non sono questi gli spazzolini che spazzolano anche la lingua
non è la pubblicità di una tinta il "memento mori"
è solo che a me profetizzò cosi' un anziana Sabina agitando l'urna ripiena di ceneri e di lamincard di rayquaza e di Dave, l'amico immaginario di Hurley, un giorno di pioggia ma senza Andrea e senza Giuliano e senza incontrare Licia per caso: " a te non ferirà un seccatore la cui lingua è pari alla spada, ma ferirà un mal di testa fuori dal comune il giorno in cui, calcando sul capo una bionda parrucca ed indossando una tutina arancione senza motivo urlerai a squarciagola: RASENGAAAAN!!!"
gracile come un bambino gracilino di una gracile novella del gracile Charles Dickens
vero Napoleon?
hai conquistato le Alpi e le piramidi il Manzanarre e il Reno e adesso ti aspetti anche ch'io voti per Pedro
e ti aspetti bene
non è questa la scapigliatura lombarda
non sono questi gli spazzolini che spazzolano anche la lingua
non è la pubblicità di una tinta il "memento mori"
è solo che a me profetizzò cosi' un anziana Sabina agitando l'urna ripiena di ceneri e di lamincard di rayquaza e di Dave, l'amico immaginario di Hurley, un giorno di pioggia ma senza Andrea e senza Giuliano e senza incontrare Licia per caso: " a te non ferirà un seccatore la cui lingua è pari alla spada, ma ferirà un mal di testa fuori dal comune il giorno in cui, calcando sul capo una bionda parrucca ed indossando una tutina arancione senza motivo urlerai a squarciagola: RASENGAAAAN!!!"
domenica, gennaio 21, 2007
Salve o popolo di eroi
Rodrizio, prendi le dita in mano e scrivi:
snl, spa, spqr!
Canta ciò che vuoi, ma fallo presto. Non vedi che già ti si invecchia il membro!
Orsù gridi, siccome quello è immobile, ma non capisci? Devi scrivere: devi farlo per i bambini che leggono iPiroga; io lo farò per le bambine. Amico, con gioia dividiamoci i compiti, il più fiduciosi possibile nell'avvenire, dimentichiamo la congiuntivite cronica e le ossa rotte; celebriamo dunque un rito in onore della fonte sacra di Piazza Marconi, che tante volte in passato ci regalò morbida schiuma per le nostre abluzioni pomeridiane, infatti il mattino eravamo impegnati a scuola; e quindi nel Gange delle promesse, vi dico che la saga dell'Arte tornerà, un po' per non morire, un po' per vanità.
Inno alla vanità
Vanitàs lussuriona,
porca impavida comune a vecchi e poveri,
a ricchi e a impavidi
pescatori di elemosine nei profondi abissi della fonte di piazza Navona,
spargi il tuo seme gemello di egocentrismo,
tuo adulterino e incestuoso amante,
e facci essere, ma solo per noi
dei bambini speciali,
dei veri coglioni.
snl, spa, spqr!
Canta ciò che vuoi, ma fallo presto. Non vedi che già ti si invecchia il membro!
Orsù gridi, siccome quello è immobile, ma non capisci? Devi scrivere: devi farlo per i bambini che leggono iPiroga; io lo farò per le bambine. Amico, con gioia dividiamoci i compiti, il più fiduciosi possibile nell'avvenire, dimentichiamo la congiuntivite cronica e le ossa rotte; celebriamo dunque un rito in onore della fonte sacra di Piazza Marconi, che tante volte in passato ci regalò morbida schiuma per le nostre abluzioni pomeridiane, infatti il mattino eravamo impegnati a scuola; e quindi nel Gange delle promesse, vi dico che la saga dell'Arte tornerà, un po' per non morire, un po' per vanità.
Inno alla vanità
Vanitàs lussuriona,
porca impavida comune a vecchi e poveri,
a ricchi e a impavidi
pescatori di elemosine nei profondi abissi della fonte di piazza Navona,
spargi il tuo seme gemello di egocentrismo,
tuo adulterino e incestuoso amante,
e facci essere, ma solo per noi
dei bambini speciali,
dei veri coglioni.
sabato, gennaio 20, 2007
Uomo
Secondo nell'arte del Pinball, scondo solo a me stesso.
Lo so, sono proprio un genio, il dottor House del flipper. Sono io. Ma chi è dottor House? Non venitemi a dire che esiste altro nella vita, oltre al pinball, non venitemi a dire niente, tanto non vi crederei, tanto non vi crederò, tanto non mi interessa: la volubile folla dei Quiriti, l'umile popolo sempre più umiliato e offeso, il mondo che se ne va a puttane; è estate e fuori nevica? E allora?
E allora mesci, o servo, calida cioccolata.
Commissione esterna e matematica?
Mesci, o servo, calida cioccolata.
Le donne?
Mesci. Fottitene. Svuota la mente. Non ci sono esami. Non c'è tutto un mondo intorno. Bevi la cioccolata. E gioca a pinball. Pirla.
Lo so, sono proprio un genio, il dottor House del flipper. Sono io. Ma chi è dottor House? Non venitemi a dire che esiste altro nella vita, oltre al pinball, non venitemi a dire niente, tanto non vi crederei, tanto non vi crederò, tanto non mi interessa: la volubile folla dei Quiriti, l'umile popolo sempre più umiliato e offeso, il mondo che se ne va a puttane; è estate e fuori nevica? E allora?
E allora mesci, o servo, calida cioccolata.
Commissione esterna e matematica?
Mesci, o servo, calida cioccolata.
Le donne?
Mesci. Fottitene. Svuota la mente. Non ci sono esami. Non c'è tutto un mondo intorno. Bevi la cioccolata. E gioca a pinball. Pirla.
martedì, gennaio 16, 2007
oltre la barriera del tuorlo
Entro nell'edificio, che adesso si scorge in chiaro anche su google maps, mi siedo nel mio banchetto e lo trovo per la prima volta sproporzionato, sentendomi come una meraviglia nel paese delle alici, ma non nel senso che cè puzza di pesce, nel senso che la sensazione è che ci sia qualcosa che stona.E forse a stonare è proprio quella piccola scritta, infima come un geroglifico maya, a lettere chiare chiare come mi immagino possa dipingere Paul Van Dyke la sigla dell'ape maya.E' una scritta irreprensibile, dice: et in arcadia ego.A nulla vale suonare la song of storms per lavare il monito d'inchiostro, inutile scrivere post kilometrici come al solito per sopperire a quello che l'intelletto non può colmare, la scirtta mi attira verso di sè nel vortice pachidermico, un coro di uomini baffuti e coronati da una piuma sul cappello sul cappello che noi portiamo canta "Come ride with me through the veils of history" e ancora: "Roma bella, tu, le muse asfalto lucido, monetina e voilà c'è chi torna e chi va la tua parte la fai, ma non sai che pena mi dai...it's such a fade to grey: it's the Ace of spade!" ed intanto che entro nel vortice il multiverso scorre in orizzontale; una supernova in fiamme che non conosce il senso del tempo o Edoardo Raspelli mi avvicina e dice: "lo sai perchè i dinosauri si sono estinti?" No "perchè erano ghei!" ma io non le dò peso, anche perchè la cosa non mi interessa, e la mia forza di volontà mi trascina verso la forma di un uovo in padella: il centro dell'universo. Frasi di verità in rot13 mi scorrono davanti al viso, un istante alla volta, frasi come "ha tnggb r han chypvan pur fv nooenppvnab" e "fbqqvfsner yn ibtyvn qv shatuv sevggv".
E cosi entro al centro dell'uovo: il tuorlo.
la gigantografia di me stesso prende il sopravvento sul centro dell'universo: cade la quarta parete ed accendo a spettacolo iniziato: gli animali se ne sono andati tutti, solo un serpentello, un pitone macrobiota, mi aspetta accanto allo stargate per dirmi ancora qualcosa...dice:
"felisce"
"aspetta non dirmelo...gregory house vale qualunque attesa?"
"no" e scompare
La verità è là fiordi.
E cosi entro al centro dell'uovo: il tuorlo.
la gigantografia di me stesso prende il sopravvento sul centro dell'universo: cade la quarta parete ed accendo a spettacolo iniziato: gli animali se ne sono andati tutti, solo un serpentello, un pitone macrobiota, mi aspetta accanto allo stargate per dirmi ancora qualcosa...dice:
"felisce"
"aspetta non dirmelo...gregory house vale qualunque attesa?"
"no" e scompare
La verità è là fiordi.
lunedì, gennaio 15, 2007
Senza parole
Zeus non piove:
una tempesta infibula il cielo
e sulla iPiroga si riversa una pioggia che inaridisce e che cancella le ispirazioni: pioggia acida o acidità di stomaco potrebbe chiedere l'arguto Pezzaglia; ma non lo chiede, chissà perchè. Sarà il ritorno a scuola, sarà l'aria, sarà il caffè, sarà che non ci sono più le mezzestagioni e ormai neanche più le stagioni: saranno contenti i banali che ora avranno un nuovo argomento di conversazione; sarà la concorrenza cinese a fiaccare le nostre preziose idee, sarà il 100% arabica che poi è solo aroma e niente corpo, sarà la pirlateria che offende i perbenisti della rete, sarà che Prodi è il re Sole della reggia di Caserta, sarà una di queste cose o qualcos'altro.
Ma insomma Poppea aiutaci tu, a noi iPiroga, infondo siamo sempre stati cattivi.
una tempesta infibula il cielo
e sulla iPiroga si riversa una pioggia che inaridisce e che cancella le ispirazioni: pioggia acida o acidità di stomaco potrebbe chiedere l'arguto Pezzaglia; ma non lo chiede, chissà perchè. Sarà il ritorno a scuola, sarà l'aria, sarà il caffè, sarà che non ci sono più le mezzestagioni e ormai neanche più le stagioni: saranno contenti i banali che ora avranno un nuovo argomento di conversazione; sarà la concorrenza cinese a fiaccare le nostre preziose idee, sarà il 100% arabica che poi è solo aroma e niente corpo, sarà la pirlateria che offende i perbenisti della rete, sarà che Prodi è il re Sole della reggia di Caserta, sarà una di queste cose o qualcos'altro.
Ma insomma Poppea aiutaci tu, a noi iPiroga, infondo siamo sempre stati cattivi.
venerdì, gennaio 05, 2007
a volte ritonnano
splash
un tuffo dove la plastilina è più blu
e improvvisamente l'albero azzurro non è più solo, non è più sodo, non è più sordo alle richieste di chi voleva Lavinia 9 nuda, di chi voleva sia i barbapapà che i barbapapacs, di chi per colazione mangiava Tonnio Cartonnio o libri di cortigiani che spiegavano l'estinzione dei dodò e la loro comparsa sul mercato.Aggiungete zucchero, cannella, giovincelli che giocano a re boia, e boia che ghigliottinano boia in un'onirica versailles del west (senza re e senza lusso), saltando su un fosso mentre pensate ai tachioni e agli Uroni, al dire e al fare, alla lettera, al bacio e al testamento della lanterna verde e non otterrete niente di ciò di cui andrò a parlarvi, ma sarete creativi di per voi stessi, perchè se è vero che a volte ritonnano, allora beccatevi questa:
un tuffo dove la plastilina è più blu
e improvvisamente l'albero azzurro non è più solo, non è più sodo, non è più sordo alle richieste di chi voleva Lavinia 9 nuda, di chi voleva sia i barbapapà che i barbapapacs, di chi per colazione mangiava Tonnio Cartonnio o libri di cortigiani che spiegavano l'estinzione dei dodò e la loro comparsa sul mercato.Aggiungete zucchero, cannella, giovincelli che giocano a re boia, e boia che ghigliottinano boia in un'onirica versailles del west (senza re e senza lusso), saltando su un fosso mentre pensate ai tachioni e agli Uroni, al dire e al fare, alla lettera, al bacio e al testamento della lanterna verde e non otterrete niente di ciò di cui andrò a parlarvi, ma sarete creativi di per voi stessi, perchè se è vero che a volte ritonnano, allora beccatevi questa:
mercoledì, gennaio 03, 2007
Giù la testa
Una melodia di tamburi giapponesi riempe l'aria e scassa il cazzo, i vicoli si popolano di gatti pechinesi armati, la lotta senza quartiere contro i porci topi è appena cominciata. I pacifici abitanti del borgo chiudono le persiane e il vecchio Sbob, il barman del saloon di fronte, toglie gli specchi dalle pareti. Intanto Jenny, la ballerina cantante seduta al pianoforte intona una cauta ninnananna volta a non arrapare troppo i rozzi avventori del locale: il vecchio parroco gliel' aveva detto di stare attenta, le aveva raccontato la fine della sua predecessora, il peccato, la carne, il sangue e le budella; beviamoci sopra, poi le aveva detto, e sorseggiando liquido dorato intanto le aveva posato laidamente una mano sulla gamba, e continuò a berci sempre più sopra, fino all'indomani mattina, la mattina di oggi, giorno maledetto. Lo sceriffo dalle pistole di plastica non avrebbe visto: la marmellata della nonna sarebbe stata rubata ancora una volta.
sabato, dicembre 30, 2006
Il tradizionale post di capodanno
E' stato un 2006 col botto amici:e noi caballeros non possiamo che augurare a noi e a voi che il 2007 non sia da meno...ma prima:L'OROSCOPONE segno per segno.
Quaglia: per voi il 2007 si prospetta pieno di sorprese,un nuovo vicino di casa,un nuovo frigo,un FIGLIO.Fidarsi della giovane donna ispanica che ha bussato alla vostra porta affermando che questo pargoletto è il frutto della vostra notte di passione in una frutteria di Caracas?
Tasso nano: nella seconda metà del 2007 scoprirete che vostra madre in realtà è vostra sorella e che è stata fecondata da uno scaldabagno in cattività, per di più omosessuale.Fuggite e ricominciate una nuova vita.
Cotechino: grazie ad Urano che accoglie presso di sè la seconda stella a destra quello è il cammino finalmente il 2007 sarà un annata nel segno dei soldi.Lenticchie e cotechino.
Papera: come è noto solo le donne nate in settembrino nebbioso sono di questo segno.Donne,lasciate perdere i vostri mariti e per questo 2007 fate voto di castità,soprattutto se ispaniche,cosi finalmente le frutterie di Caracas potranno godersi le ferie arretrate.
Camorrista: per il 2007 la parola d'ordine è nessun sequestrato,fuori i fucili.
Delfino: il delfino di Francia è l'erede al trono.
Catechista: voi non credete negli oroscopi,merde.
Picchio: per il picchio il 2007 sarà un anno di svolta,infatti Venere,la squillo di cui vi siete innamorati finalmente si deciderà a concedersi gratis e non come ad un normale cliente.Sapete cosa chiede una ragazza della notte a Babbo Natale?...
Calciatore: ma a voi non deve dire niente nessuno, nel 2007 come nel 2006 ci ruberete donne soldi sonno e passione.Buon anno,grazie al cazzo.
Caballero: a coloro che sono nati sotto il segno del caballero,ovvero tre, il 2007 sarà l'anno del successo grazie ad Orione che entrando in Giove che stava entrando(da dietro)in una scrofa praticante il culto del dio iPiroga garantirà al loro sito un'insperata annata di gloria e (forse) la possibilità di mantenere per piu di un mese di fila la graduatoria nove di shyny.
Ah dimenticavo , forse il 2007 sarà anche l 'anno di SNL.Buon anno iPiroga a tutti

Quaglia: per voi il 2007 si prospetta pieno di sorprese,un nuovo vicino di casa,un nuovo frigo,un FIGLIO.Fidarsi della giovane donna ispanica che ha bussato alla vostra porta affermando che questo pargoletto è il frutto della vostra notte di passione in una frutteria di Caracas?
Tasso nano: nella seconda metà del 2007 scoprirete che vostra madre in realtà è vostra sorella e che è stata fecondata da uno scaldabagno in cattività, per di più omosessuale.Fuggite e ricominciate una nuova vita.
Cotechino: grazie ad Urano che accoglie presso di sè la seconda stella a destra quello è il cammino finalmente il 2007 sarà un annata nel segno dei soldi.Lenticchie e cotechino.
Papera: come è noto solo le donne nate in settembrino nebbioso sono di questo segno.Donne,lasciate perdere i vostri mariti e per questo 2007 fate voto di castità,soprattutto se ispaniche,cosi finalmente le frutterie di Caracas potranno godersi le ferie arretrate.
Camorrista: per il 2007 la parola d'ordine è nessun sequestrato,fuori i fucili.
Delfino: il delfino di Francia è l'erede al trono.
Catechista: voi non credete negli oroscopi,merde.
Picchio: per il picchio il 2007 sarà un anno di svolta,infatti Venere,la squillo di cui vi siete innamorati finalmente si deciderà a concedersi gratis e non come ad un normale cliente.Sapete cosa chiede una ragazza della notte a Babbo Natale?...
Calciatore: ma a voi non deve dire niente nessuno, nel 2007 come nel 2006 ci ruberete donne soldi sonno e passione.Buon anno,grazie al cazzo.
Caballero: a coloro che sono nati sotto il segno del caballero,ovvero tre, il 2007 sarà l'anno del successo grazie ad Orione che entrando in Giove che stava entrando(da dietro)in una scrofa praticante il culto del dio iPiroga garantirà al loro sito un'insperata annata di gloria e (forse) la possibilità di mantenere per piu di un mese di fila la graduatoria nove di shyny.
Ah dimenticavo , forse il 2007 sarà anche l 'anno di SNL.Buon anno iPiroga a tutti

martedì, dicembre 26, 2006
domenica, dicembre 24, 2006
HO HO HO
Amici caballeri mi dispiace ma non sono stato in grado di realizzare il post della Vigilia, nè penso che scriverò quello di Natale. Non è che mi sia mancata l'ispirazione, ma i tanti piccoli post puer che partorivo erano così tremendamente...non in linea coi nostri buoni sentimenti...ad ogni modo ognuno ha le sue debolezze, che poi sono anche una gran cosa, a pensarci bene; e approfitto della democristiana commozione del momento, che mi fa colare lacrime di wiskey sulle guance, per dirvi:
vi voglio bene amici,
il sempre vostro
Pierferdinando Casini
p.s. un bacino anche a Diliberto
vi voglio bene amici,
il sempre vostro
Pierferdinando Casini
p.s. un bacino anche a Diliberto
venerdì, dicembre 22, 2006
Il valore del Natale
Quando l'uomo comune capisce diventa saggio, quando il saggio capisce diventa un uomo comune.Come svegliarsi un giorno e decidere di mettere lo spazio dopo le virgole.Dopo il risveglio è come prima del risveglio.Solo il caffè fa la differenza.
Nero.Nero.Nero.Moka.
Il Grinch, attenti al Grinch bambini.Perchè svegliarsi la mattina di Natale e non trovare nessuno ma solo caffè sul tavolo, è una gita nei fiordi del silenzio.Natale in un motel.Al Mirò per la Befana ti appendono la calza al camino finto, chissà quali delizie a Natale.Intanto Il Salsizza nella sua cameretta scrive la lettera per Papà Natale, tutti rimaniamo bambini nel nostro cantuccio, fuori piove, Roemer lo sta pensando, ma lui non lo sa
Caro Pappa Natale
anche quest anno ti chiedo soltanto una cosa: non farci mai mancare la ciccia buona da mangiare.Il resto fai tu,che siano giocattoli vestiti o panettoni, meglio se panettoni, con l'uvetta.E i canditi.
Di 25 dicembre con la i ce ne sono pochi, anzi uno, tutti gli altri sono la solita festività che si ripete.L'uomo fuori dal comune la mattina di Natale guarda Vatel registrato.
Sotto l'albero di cartone un solo dono.
La caffettiera a forma di mucca.
Che caffè la mattina.One coffee uomo.
E poi subito in strada.
Eccoli li gli uomini che girano, si telefonano. si fanno gli auguri, saltellano.
Un saluto a Salsizza col tartufone in una mano e un negrone nell'altra.Una strizzatina di occhio assai complice al Grinch.E di nuovo via.
Via dalla luce,via dalla gioia del branco, giù dal palcoscenico, un salto nel silenzio
giovedì, dicembre 21, 2006
homo sapiens
Blueno si sveglia e ha fame.
Mangia cinghiale.
Cinghiale avanzato dalla sera prima.
Sera prima in cui si festeggiava.
Si festeggiava qualcosa
Blueno si alza e rotea la clava con gusto.
La rotea per incominciare la giornata.
Bici' non cè.
Bici' sarà andato di nuovo a fare i suoi qualcosa.
Sarà andato a spiare i dinosauri.
A guardar eruttare i vulcani.
A impedire l'evoluzione di un'altra specie.
Blueno cammina cammina.
E' molto stanco.
Gli uomini preistorici si stancano molto camminando.
Molto.
Si ferma su un piccolo sperone di roccia da cui si può guardare lo stupefacente spettacolo del sole che sorge su un mondo ancora tutto da fare.
Si ferma per fare pipi'.
Blueno non guarda meravigliato lo stupefacente spettacolo.
Lo ha già visto mille volte.
Ha già letto anche il libro.
Blueno finalmente scorge la sagoma di Bici' in cima a un promontorio che domina sull'immensa foresta vergine ricca di colori e di meraviglie.
Blueno aspetta che l'amico finisca di fare la cacca.
Finalmente arriva Bici'.
La cacca era dura.
Bici' è preoccupato, un'altra tribù è arrivata da nord attratta dalla ricca sorgente di acqua pura.
Invade il loro prezioso territorio di caccia.
Sono tanti.
Blueno smette di roteare la clava.
Bici' consiglia di aspettare.
Aspettare cosa?
L'invenzione del veleno.
Mangia cinghiale.
Cinghiale avanzato dalla sera prima.
Sera prima in cui si festeggiava.
Si festeggiava qualcosa
Blueno si alza e rotea la clava con gusto.
La rotea per incominciare la giornata.
Bici' non cè.
Bici' sarà andato di nuovo a fare i suoi qualcosa.
Sarà andato a spiare i dinosauri.
A guardar eruttare i vulcani.
A impedire l'evoluzione di un'altra specie.
Blueno cammina cammina.
E' molto stanco.
Gli uomini preistorici si stancano molto camminando.
Molto.
Si ferma su un piccolo sperone di roccia da cui si può guardare lo stupefacente spettacolo del sole che sorge su un mondo ancora tutto da fare.
Si ferma per fare pipi'.
Blueno non guarda meravigliato lo stupefacente spettacolo.
Lo ha già visto mille volte.
Ha già letto anche il libro.
Blueno finalmente scorge la sagoma di Bici' in cima a un promontorio che domina sull'immensa foresta vergine ricca di colori e di meraviglie.
Blueno aspetta che l'amico finisca di fare la cacca.
Finalmente arriva Bici'.
La cacca era dura.
Bici' è preoccupato, un'altra tribù è arrivata da nord attratta dalla ricca sorgente di acqua pura.
Invade il loro prezioso territorio di caccia.
Sono tanti.
Blueno smette di roteare la clava.
Bici' consiglia di aspettare.
Aspettare cosa?
L'invenzione del veleno.
martedì, dicembre 19, 2006
Twilight
Inno alle muse dinamiche

Oh dolci muse,
che indirizzate i nostri sguardi
a ciò cui più son usi,
che mostrate i vostri musi
agli intelletti ottusi
chiusi
ai vostri modi silvani
alla vostra melodia cortese
che adorna le chiese
che schiude i cancelli
dei luoghi più belli
è un tacito evento
del moto più lento
men lento
che infine riscatta
quel gesto d'Isacco
che libera e muove
le nostre flussioni
e nel limitare
la libera e pura
coscienza d'amare.
a ciò cui più son usi,
che mostrate i vostri musi
agli intelletti ottusi
chiusi
ai vostri modi silvani
alla vostra melodia cortese
che adorna le chiese
che schiude i cancelli
dei luoghi più belli
è un tacito evento
del moto più lento
men lento
che infine riscatta
quel gesto d'Isacco
che libera e muove
le nostre flussioni
e nel limitare
la libera e pura
coscienza d'amare.
intermezzo
Analfabeti si sfidano in gloriose gare di eloquenza, nell'angolo un'antica zingara si adopera nel business dei tarocchi. Il cielo è coperto da un tendone da circo e appena si intravede una briciola di stella; per pavimento i bisogni dei bisonti, le trippe per i gatti, il fallo inacidito di un vecchio professore, la mazza ferrata di Vercingetorige. Là in fondo c'è un' orchestrina sgangherata, caffè messicano in abbondanza e tante altre belle cose
di pessimo gusto.
Qui in questa savana di sogni domina un atmosfera jazz, d'improvvisazione,
ma io sono stanco, un divanetto rosso con un piccolo forellino dovuto ad una bruciatura simula un orgasmo, mi siedo, anche se so benissimo che finge; lascio gestire ai pagliacci l'orgia che si stava consumando fra elefanti
e penso
l'Opèra Bastille troneggia nel buio della notte,
la figlia del dottore trombeggia nella luce della sua stanza,
poco importa se quel mazzolin che reca in mano non è di fiori di stagione
la prendo
prendo tutto
la donzelletta vien nella campagna;
la maestrina fottitrice scelta ci ha insegnato un sacco di cose che si dice siano utili: ci ha insegnato a scrivere, a leggere,
a pensare,
ci ha insegnato il nazionalismo, il fanatismo, il campanilismo, l'Internazionalismo, il populismo, l'Ebraismo, il fascismo, il paternalismo,
le guerre, i trattati di pace, l'embargo;
ma se ci avesse insegnato che tutte queste cose non avremmo dovuto studiarle se solo avessimo assecondato le sue voglie,
se quelle voglie fossero state anche le nostre,
così, ignoranti, forse avremo vissuto meglio di quelli che conoscono la pace solo perchè c'è la guerra, le cose buone solo per distinguerle dalle cattive, il dolore solo per opporlo al piacere
e così, ignoranti, avremmo vissuto senza sapere niente della morte, nè della vita, ma saremmo stati felici senza sapere che cos'è il dolore
peccato che la maestrina fosse un cesso
di pessimo gusto.
Qui in questa savana di sogni domina un atmosfera jazz, d'improvvisazione,
ma io sono stanco, un divanetto rosso con un piccolo forellino dovuto ad una bruciatura simula un orgasmo, mi siedo, anche se so benissimo che finge; lascio gestire ai pagliacci l'orgia che si stava consumando fra elefanti
e penso
l'Opèra Bastille troneggia nel buio della notte,
la figlia del dottore trombeggia nella luce della sua stanza,
poco importa se quel mazzolin che reca in mano non è di fiori di stagione
la prendo
prendo tutto
la donzelletta vien nella campagna;
la maestrina fottitrice scelta ci ha insegnato un sacco di cose che si dice siano utili: ci ha insegnato a scrivere, a leggere,
a pensare,
ci ha insegnato il nazionalismo, il fanatismo, il campanilismo, l'Internazionalismo, il populismo, l'Ebraismo, il fascismo, il paternalismo,
le guerre, i trattati di pace, l'embargo;
ma se ci avesse insegnato che tutte queste cose non avremmo dovuto studiarle se solo avessimo assecondato le sue voglie,
se quelle voglie fossero state anche le nostre,
così, ignoranti, forse avremo vissuto meglio di quelli che conoscono la pace solo perchè c'è la guerra, le cose buone solo per distinguerle dalle cattive, il dolore solo per opporlo al piacere
e così, ignoranti, avremmo vissuto senza sapere niente della morte, nè della vita, ma saremmo stati felici senza sapere che cos'è il dolore
peccato che la maestrina fosse un cesso
lunedì, dicembre 18, 2006
IV: This is the rhythm of the night

"Un interno borghese, di una media borghesia di provincia: due donne, l'una che cuce e l'altra seduta al panoforte, nè brutte, nè, meno che mai, belle.
La cosa che stupisce di più è il titolo:
L'overture del Tannhauser
L'overture del Tannhauser, la grande opera di Wagner!?
Wagner, al suono delle sue melodie si potrebbero compiere le gesta più grandiose, turpi, eroiche,
le più sublimi imprese erotiche!
Ma l'ispirazione erotica presto svanisce con le due scialbe donnette, la grandiosità e la turpitudine non trovano spazio in questa dimensione dimessa e il contrasto è fin troppo evidente: un interno borghese e due dame normali, l'una che non cuce neanche troppo bene, l'altra che non suona neppure troppo male; forse per Cézanne la vita è questo: una monotonia fatta di esercizio musicale e calzini da rammendare, che può essere incenerita dall'insopprimibile aspirazione all'Arte, ma che è subito pronta a risorgere dalle ceneri."
"Taci arlecchino, non ti ho certo scelto per la tua parlantina e ascolta la mia ode
e godi
mutande strappate al suono
di una qualche esaltante melodia wagneriana
voi non foste sprecate
non piangete fanciulle
nè pianga Venere, nè gli Amorini
neppure quei froci degli uomini dallo spirito gentile
non furono sprecate
non piangete
e ascoltate:
voi foste il biglietto del treno strappato
per il Paradiso
o per l'Inferno
voi ci salvaste dal borghese purgatorio
ti piace Arlecchino?"
"si, monsieur"
"ti piace la mia verga? ora ti legno, e al ritmo di una di queste composizioni rischio veramente di ammazzarti"
"fate pure"
"farò purè di te"
O Fortuna!
domenica, dicembre 17, 2006
parole sussurrate (dal verro temporale)
Il verro temporale si avvicinò al mio orecchio un mattino di dicembre...portava saggezza empirica: soteria proveniente dal futuro. Inutile dirvi il mio stupore quando vidi a pochi pollici da me il muso umido e impastato recitare le seguenti parole: "non sei ludicamente appagato old sport..." dopo il momento di iniziale smarrimento riuscii a rispondere qualcosa dettato da una lucidità onirica che avevo conosciuto raramente. Qualunque cosa rispuosi allora adesso non saprei certo ricordarla, ma impressa a fuoco nella mia tavolata mentale tiranneggia ancora il motto del verro: "Perle ai porci old sport, tu rendi fin troppo vero questo detto; hai tra le mani gioielli inestimabili ma li adoperi con sufficienza, li temi con falsa modestia: ti mancano le basi per giocare ai giochi che sai, ti mancano le basi per essere ludicamente appagato, per essere un vero giocatore."
Il verro aveva mosso qualcosa in me.
"E' consigliabile che tu, prima di urlare sher got nelle piane online del wolfenstein , prima di manovrare qualunque bot of unlimited tranformation, prima di unirti alle banche dati degli orchi o a quelle degli elfi, prima di scegliere la tua fazione nella lotta delle gilde, scopra lo spirito del giocatore, ripercorrendo in prima persona le pietre miliari che ti sono ingote..."
Ma questo era molto tempo fa, il verro è partito e la terra si prepara a nuovi cicli, tuttavia, quelle parole sono state per me fonte di ispirazione, di grande ispirazione: cosi', riscoprendo gli scacchi nei telefoni dei vicini di banco, ritrovando i giochi più umili, ripercorrendo con la mente le strade battute a suo tempo tra adventure pirateschi e rpg mai conclusi, sono giunto a quello che ritengo un punto di snodo centrale della mia avventura: Zelda, Zelda Ocarina Of Time.
Perchè non son io coi miei pastori?E' tempo di giocare...
Il verro aveva mosso qualcosa in me.
"E' consigliabile che tu, prima di urlare sher got nelle piane online del wolfenstein , prima di manovrare qualunque bot of unlimited tranformation, prima di unirti alle banche dati degli orchi o a quelle degli elfi, prima di scegliere la tua fazione nella lotta delle gilde, scopra lo spirito del giocatore, ripercorrendo in prima persona le pietre miliari che ti sono ingote..."
Ma questo era molto tempo fa, il verro è partito e la terra si prepara a nuovi cicli, tuttavia, quelle parole sono state per me fonte di ispirazione, di grande ispirazione: cosi', riscoprendo gli scacchi nei telefoni dei vicini di banco, ritrovando i giochi più umili, ripercorrendo con la mente le strade battute a suo tempo tra adventure pirateschi e rpg mai conclusi, sono giunto a quello che ritengo un punto di snodo centrale della mia avventura: Zelda, Zelda Ocarina Of Time.
Perchè non son io coi miei pastori?E' tempo di giocare...
venerdì, dicembre 15, 2006
voglio mettere una galleria di foto
anzi di ritratti
tratti dall'antica galleria di ritratti
di versailles
deve essere come versailles
tutto come a versailles
le feste e tutto il resto
le cortigiane che la danno facile
Tutto come a Versailles
bisogna fare come il re Sole
bisogna fare come in Francia,
Non sono pazzo
VOGLIO VOGLIO
VOGLIOOOOOOOOOOO
anzi di ritratti
tratti dall'antica galleria di ritratti
di versailles
deve essere come versailles
tutto come a versailles
le feste e tutto il resto
le cortigiane che la danno facile
Tutto come a Versailles
bisogna fare come il re Sole
bisogna fare come in Francia,
Non sono pazzo
VOGLIO VOGLIO
VOGLIOOOOOOOOOOO
III: bella stronza
giovedì, dicembre 14, 2006
mercoledì, dicembre 13, 2006
II
Entro nella galleria. Non fraintendetemi, intendo galleria d’Arte; non fraintendetemi ancora: intendo esposizione, mostra,
Mostramela: fraintendetemi pure, se no qui si fa notte; anzi, è già notte: fuori.
Come due uccelli notturni siamo calati nell’edificio. Arlecchino grazie alle sue conoscenze altolocate mi ha portato qui, di notte, quando non c’è nessuno a parte qualche guardiano voyeur e qualche noiosa mosca cieca.
Dunque chiedo alla marchetta che ha nuovamente assunto la sua posizione pensante di farmi vedere l’opera. Tace e acconsente: acconsentire è la sua specialità.
Quanto a tacere…
”eccola”, me disge o zuenottu
E alua mi la veddu…
…veddu a lanterna, a câva…
…riveddu aa seja Zêna 'nlyminaa…
Ghe schersu letture!
La vedo.

Anzi, lo vedo: c’è un bambino inginocchiato in un angolo, sembra che pianga, o forse sta pregando.
Sembra un bambino.
“Di questo sol ti priego: avviciniamoci”
È troppo fermo, è imbalsamato…
Non si tratta di un bambino, i capelli…quei capelli…
Quel collo…
“avvicinati”
Lo guardo, lo vedo in volto...
Baffetti!?

BAFFETTI!
Indietreggio orripilato, poi mi accorgo di aver provato qualcosa di sublime: qualcosa di smisuratamente e incommensurabilmente qualcosa…non un orgasmo…ho assistito a un parto; di un genio: un bambino dal volto di Hitler.
Scatto dietro la mia guida, per proteggermi, d‘accordo è un bambino, un patetico bambino finto dal volto di Hitler: certo altre volte mi avrebbe concesso del facile umorismo. Ma ora no, lo so io perché:
Dal
Terribile, tragico, orribile
Nasce il sublime
È un parto tragico
Urla e strepita
Defeca dallo sforzo
Madre natura
E’ un parto orribile
Il nascituro
Non piange
Ma è ben vispo
Ti scruta con quegli occhi di diamante
Ti tremano le mani
Lo lasci cadere
Senti il vuoto
Ti esplode dentro
Piangi bambino cornuto
Piangi
E lui non piange
Continua a guardarti
E poi tutto svanisce
E tu cadi al suolo
Bambino terribile(*)
Arlecchino mi racconta delle convulsioni e degli spasmi che mi hanno colto. La mia unica risposta è il silenzio. Mi devo ancora riprendere quando comincia:
“Credevi che fosse un bambino; da molti è considerata l’incarnazione di tutti i mali del novecento. E’ andato al potere perché tutti l’hanno visto solo davanti, si sono lasciati ingannare dalla sua Arte: l‘Arte non fa altro che ingannare; "i poeti, che brutte creature!" Dice compagno Francesco. Ma dico se avessero visto dietro cosa c’era: un bambino che piange in un angolo: dietro ogni mostro c’è un bambino che piange in un angolo.
Se avessero visto.
POST-TRAUMATICO UMORISMO
innanzi tutto l'asterisco (*) enfant terrible
che sgorbio di bambino
che brutta cera!
mazza aò chissà la madre
" " " er padre (me frega già de meno
ma se ho pijo je meno)
Tiratina moralizzante:
Dunque, non badate troppo alle apparenze, a meno che non vogliate tirare due colpetti: d’accordo questo è un bambino, e poi è veramente un mostro, ma il mio discorso tendeva più all’astrazione; quindi, se non dovete ciulare badate alla sostanza e non alla forma, a meno che voi non facciate come me e non intendiate sostanza la sub-stanza ovvero ciò che c'è sotto non il tessuto dell'epidermide bensì il tessuto dell'abito…ma non perdiamoci in cavilli linguistici, s'è capito; poi è quasi giorno: è ora di andare a dormire.
Un’altra cosuzza: state attenti a come educate i vostri figli, che poi se vanno a puttane e si sbronzano è grave ma siate pronti a suonare l’allarme rosso se:
se vi accorgete che sono negri e voi bianchi (e anche a mamma).
se vi accorgete che sono bianchi ed escono con un negro.
se hanno perso le mani non in battaglia ma facendo a pugni…anzi a pugnette.
<=> (se e soprattutto se; grazie Moirano) dicono di uscire con Malcom X, perchè:
1) è un animale, er pantera: a bestia più figa dela tera
2) è neretto
3) è morto e allora: a) vi sta raccontando una mussa b) non ci vogli pensare, sono un ragazzo pudico io! come Bomber Bombanti che se n' è bombati tanti.
dunque seguite i consigli e vivete tranquilli, e regalate a vostro figlio un bel rasoio.
Mostramela: fraintendetemi pure, se no qui si fa notte; anzi, è già notte: fuori.
Come due uccelli notturni siamo calati nell’edificio. Arlecchino grazie alle sue conoscenze altolocate mi ha portato qui, di notte, quando non c’è nessuno a parte qualche guardiano voyeur e qualche noiosa mosca cieca.
Dunque chiedo alla marchetta che ha nuovamente assunto la sua posizione pensante di farmi vedere l’opera. Tace e acconsente: acconsentire è la sua specialità.
Quanto a tacere…
”eccola”, me disge o zuenottu
E alua mi la veddu…
…veddu a lanterna, a câva…
…riveddu aa seja Zêna 'nlyminaa…
Ghe schersu letture!
La vedo.
Anzi, lo vedo: c’è un bambino inginocchiato in un angolo, sembra che pianga, o forse sta pregando.
Sembra un bambino.
“Di questo sol ti priego: avviciniamoci”
È troppo fermo, è imbalsamato…
Non si tratta di un bambino, i capelli…quei capelli…
Quel collo…
“avvicinati”
Lo guardo, lo vedo in volto...
Baffetti!?

BAFFETTI!
Indietreggio orripilato, poi mi accorgo di aver provato qualcosa di sublime: qualcosa di smisuratamente e incommensurabilmente qualcosa…non un orgasmo…ho assistito a un parto; di un genio: un bambino dal volto di Hitler.
Scatto dietro la mia guida, per proteggermi, d‘accordo è un bambino, un patetico bambino finto dal volto di Hitler: certo altre volte mi avrebbe concesso del facile umorismo. Ma ora no, lo so io perché:
Dal
Terribile, tragico, orribile
Nasce il sublime
È un parto tragico
Urla e strepita
Defeca dallo sforzo
Madre natura
E’ un parto orribile
Il nascituro
Non piange
Ma è ben vispo
Ti scruta con quegli occhi di diamante
Ti tremano le mani
Lo lasci cadere
Senti il vuoto
Ti esplode dentro
Piangi bambino cornuto
Piangi
E lui non piange
Continua a guardarti
E poi tutto svanisce
E tu cadi al suolo
Bambino terribile(*)
Arlecchino mi racconta delle convulsioni e degli spasmi che mi hanno colto. La mia unica risposta è il silenzio. Mi devo ancora riprendere quando comincia:
“Credevi che fosse un bambino; da molti è considerata l’incarnazione di tutti i mali del novecento. E’ andato al potere perché tutti l’hanno visto solo davanti, si sono lasciati ingannare dalla sua Arte: l‘Arte non fa altro che ingannare; "i poeti, che brutte creature!" Dice compagno Francesco. Ma dico se avessero visto dietro cosa c’era: un bambino che piange in un angolo: dietro ogni mostro c’è un bambino che piange in un angolo.
Se avessero visto.
POST-TRAUMATICO UMORISMO
innanzi tutto l'asterisco (*) enfant terrible
che sgorbio di bambino
che brutta cera!
mazza aò chissà la madre
" " " er padre (me frega già de meno
ma se ho pijo je meno)
Tiratina moralizzante:
Dunque, non badate troppo alle apparenze, a meno che non vogliate tirare due colpetti: d’accordo questo è un bambino, e poi è veramente un mostro, ma il mio discorso tendeva più all’astrazione; quindi, se non dovete ciulare badate alla sostanza e non alla forma, a meno che voi non facciate come me e non intendiate sostanza la sub-stanza ovvero ciò che c'è sotto non il tessuto dell'epidermide bensì il tessuto dell'abito…ma non perdiamoci in cavilli linguistici, s'è capito; poi è quasi giorno: è ora di andare a dormire.
Un’altra cosuzza: state attenti a come educate i vostri figli, che poi se vanno a puttane e si sbronzano è grave ma siate pronti a suonare l’allarme rosso se:
se vi accorgete che sono negri e voi bianchi (e anche a mamma).
se vi accorgete che sono bianchi ed escono con un negro.
se hanno perso le mani non in battaglia ma facendo a pugni…anzi a pugnette.
<=> (se e soprattutto se; grazie Moirano) dicono di uscire con Malcom X, perchè:
1) è un animale, er pantera: a bestia più figa dela tera
2) è neretto
3) è morto e allora: a) vi sta raccontando una mussa b) non ci vogli pensare, sono un ragazzo pudico io! come Bomber Bombanti che se n' è bombati tanti.
dunque seguite i consigli e vivete tranquilli, e regalate a vostro figlio un bel rasoio.
scooter, vacanze, autunno
Il bolscevico mutante guardò, oltre quella che supponeva essere la prua del battello Conradiano su cui erano, dritto negli occhi del buio degno della Genesi che si stendeva innanzi a loro: oltre le porte di Tannhauser, oltre il buio oltre la siepe, oltre le genti e le età.Silver Surfer, l'Amore e Cerere con tutto il resto dell'equipaggio sbrigarono le loro faccende mentre erbivori titanici e senza nome fiutavano il loro passaggio lungo la via dei re.Il bolscevico mutante che scrutava quel seppia non era lo stesso che avevamo già incontrato: non era nè un tipo nè un personaggio, era un qualcos'altro: qualcos'altro che sapeva solo quello che non era.Oltre quel buio il bolscevico mutante vedeva esplodere la vitalità della natura, vedeva nascere un nuovo papa e sentiva la fiducia del saio di un maestro illuminato, vedeva la caducità e l'attesa, vedeva una fiera in cui si compra e una fiera in cui si vende.Il bolscevico mutante osservò brevemente che se si hanno due mani è per un motivo: una è fatta per fare e l'altra per correggere, ma la sua attenzione venne prontamente attratta da qualcos'altro, qualcosa che nei periodi di ebbrezza successivi rievocò sempre con la frase: "Vote for Pedro, and all your wildest dreams will come true".Sorrise: lui l'aranciata l'aveva pagata.
martedì, dicembre 12, 2006
I
Ma pur sì aspre vie né sì selvagge
cercar non so ch'Amor non venga sempre
ragionando con meco, et io con lui.
Amore per l'Arte,
armonia, ritmo,
corrispondenze, iterazioni,
rapporti...
arte che parla di se stessa,
unicamente di se stessa,
che non ci insegna niente
come l'amore insomma
o un film porno d'autore
e così con la bassa pretesa di pervertire e non di insegnare vi annunzio la nascita della mia sordida rubrica:
la sagra dell'arte

Maschera tratta dalla commedia dell'Arte, chi meglio di codesto personaggio poteva farci da guida nel nostro viaggio nella selva misteriosa? Non certo un sessualmente pavido Virgilio.
Seduto in un cafè, probabilmente di Parigi, lui certo non pensava a te, e neanche era il ventinove settembre, a onor del vero.
A onor del vero egli aspettava; aspettava pensando.
E’ chiaro che stesse pensando; fumava: tutte quelle sigarette, gli facevano compagnia. Poi la gente gli viveva intorno e i fiori, uno dei quali considerava vezzosamente gli facesse da corona, lo snobbavano pensando egoisticamente alla loro decadenza e ai toni di colore che si perdevano nel buio, che stava calando, là fuori.
Tra poco si sarebbero accese le luci e sarebbe cominciata una nuova vita, uguale a quella vecchia.
ma chi aspettava Arlecchino? così vestito? così travestito?
campione dell'ambiguo gli fa corona un fiore:
dunque re;
e quella posizione così languida,
e quel rossetto acceso, quelle vesti pretenziose,
e le sopracciglia disegnate.
Non sarà lui a decidere chi far sedere, sebbene con una mano tenga caldo il posto;
dunque re: re delle marchette
Mi siedo e gli chiedo chi sia. Mi risponde “quello che vuoi che io sia”; lo dice con una tranquillità surreale, probabilmente resa tale dalla consuetudine.
“vorrei che tu fossi il nostro gigolò dell’Arte”
“Bene, allora sarò il vostro
gigolo dell'arte, monsieur”
Noto un guizzo di vitalità: questo non gliel’aveva mai chiesto nessuno.
Sono commosso: l’arte è così, ti commuove; ti fa piangere la mutanda
cercar non so ch'Amor non venga sempre
ragionando con meco, et io con lui.
Amore per l'Arte,
armonia, ritmo,
corrispondenze, iterazioni,
rapporti...
arte che parla di se stessa,
unicamente di se stessa,
che non ci insegna niente
come l'amore insomma
o un film porno d'autore
e così con la bassa pretesa di pervertire e non di insegnare vi annunzio la nascita della mia sordida rubrica:
la sagra dell'arte

Maschera tratta dalla commedia dell'Arte, chi meglio di codesto personaggio poteva farci da guida nel nostro viaggio nella selva misteriosa? Non certo un sessualmente pavido Virgilio.
Seduto in un cafè, probabilmente di Parigi, lui certo non pensava a te, e neanche era il ventinove settembre, a onor del vero.
A onor del vero egli aspettava; aspettava pensando.
E’ chiaro che stesse pensando; fumava: tutte quelle sigarette, gli facevano compagnia. Poi la gente gli viveva intorno e i fiori, uno dei quali considerava vezzosamente gli facesse da corona, lo snobbavano pensando egoisticamente alla loro decadenza e ai toni di colore che si perdevano nel buio, che stava calando, là fuori.
Tra poco si sarebbero accese le luci e sarebbe cominciata una nuova vita, uguale a quella vecchia.
ma chi aspettava Arlecchino? così vestito? così travestito?
campione dell'ambiguo gli fa corona un fiore:
dunque re;
e quella posizione così languida,
e quel rossetto acceso, quelle vesti pretenziose,
e le sopracciglia disegnate.
Non sarà lui a decidere chi far sedere, sebbene con una mano tenga caldo il posto;
dunque re: re delle marchette
Mi siedo e gli chiedo chi sia. Mi risponde “quello che vuoi che io sia”; lo dice con una tranquillità surreale, probabilmente resa tale dalla consuetudine.
“vorrei che tu fossi il nostro gigolò dell’Arte”
“Bene, allora sarò il vostro
gigolo dell'arte, monsieur”
Noto un guizzo di vitalità: questo non gliel’aveva mai chiesto nessuno.
Sono commosso: l’arte è così, ti commuove; ti fa piangere la mutanda
i conti tornano
baro torna e tutti sono felici, promette comics ma torna con solo uno disegno, comunque felici: si raccoglie un legna per fare falò: storie di paura intorno al fuoco: terrore! la storia di baro:ci sono due conti che vanno a pranzo da un amico..?
Finito di mangiare l'amico li invita anche per la cena e accettano, ma però i conti devono avvertire il loro cuoco personale che non preparare una cena inutile, il perchè appunto sarebbero rimasti all'amico. Allora allora decidono di mandarli un foglietto con con scritto:
2+7=11
e il cuoco capisce tutto. Come?
domenica, dicembre 10, 2006
Eta Beta
Colgo l'occasione per ringraziare Blogger Beta per averci permesso di rinnovare iPiroga una volta per tutte come speravamo da mesi.
iPiroga Club Cafè sarà la nostra iPiroga D'oro.
E per ricordarvi il televoto di SNL amici catatonici.
E per salutare un grande del giornalismo sportivo che ci ha lasciati.
Ciao Alberto D'aguanno,ci mancherai.
iPiroga Club Cafè sarà la nostra iPiroga D'oro.
E per ricordarvi il televoto di SNL amici catatonici.
E per salutare un grande del giornalismo sportivo che ci ha lasciati.
Ciao Alberto D'aguanno,ci mancherai.
ordinaria amministrazione
Gioite caballeri. Il passaggio da blogger al neonato blogger beta è stato rapido e indolore. Dovete solo creare un vostro google account ed accettare gli inviti che sono stati recapitati nelle vostre caselle di posta. Coloro che allora non vollero piegarsi al trasferimento bene fecero (bene fecerunt, per i più anziani di essi) perchè ora il futuro è passato a prenderci.
giovedì, dicembre 07, 2006
martedì, dicembre 05, 2006
Yes, smaller than the smallest, I meant something, too.
il bolscevico mutante: lento, timoroso, alto poco più che un soldo di cacio. esce dalla sua tana scavata nel cloruro di sodio del portapenne sul tavolo dello studiolo buono, quello che la badante spolvera col piumino più pregiato, con la cura più attenta alle piccole cose di ottimo gusto che rendono prestigioso lo studiolo di monsieur...e spazzola e dimostra la cura più attenta per i cartigli, le lampade i goniometri, la cura per tutto: tranne che per il lento, timoroso, piccolo bolscevico mutante. ma il bolscevico mutante non sa nulla di tutto questo: guarda affascinato spirali iperboliche attorcigliarsi fra le crepe del legno pregiato e aspetta ansioso i regali che silver surfer gli ha promesso...ma oggi per il bolscevico mutante non è un giorno come gli altri: ha battuto il piccolo principe e prospero a freccette, nelle sue lettere alla terra scriverà di aver compiuto imprese senza pari...
lunedì, dicembre 04, 2006
Ridi Catone
Dedicato a te, alla tua lucente armonia,
incarnato delicato
ascella al rosmarino
potente fra gli aromi
conditore di piatti
soporiferi e veramente sconsigliati;
ebbene tu,
fottila,
e fa che la sua sottomissione
non sia solo una vittoria mutilata
mezzagambalesta di un finocchio poco dotato.
Censore censimi, ormai non scrivo più che peccaminose volgarità a sfondo sessuale; e me ne glorio!
incarnato delicato
ascella al rosmarino
potente fra gli aromi
conditore di piatti
soporiferi e veramente sconsigliati;
ebbene tu,
fottila,
e fa che la sua sottomissione
non sia solo una vittoria mutilata
mezzagambalesta di un finocchio poco dotato.
Censore censimi, ormai non scrivo più che peccaminose volgarità a sfondo sessuale; e me ne glorio!
venerdì, dicembre 01, 2006
OK sagace
La maggior parte dei blog funziona come Franco Battiato: qualunque produzione artistica al loro interno ha in fondo il solo scopo di (di)mostrarti quante cose sanno e quante cose hanno visto.
Le cose interessanti si leggono solo: se si è visto qualcosa di interessante o era in seconda serata o era un film francese.Le minoranze continuano ad esistere anche se un personaggio su due del panorama cinematografico e letterario appartiene ad una minoranza.Le persone normali e le persone strane non esistono. Questa è presunzione. Ai caballero la presunzione piace. Ma non piace di piacere vero, piace del timore riverenziale che prova il professore abitudinario di filosofia nei confronti del pettine di Dirichlet.E proprio come il suddetto pettine è Ipiroga: esiste ovunque ma è continuamente discontinuo.nel prossimo post potrò quindi dire che "Questa non è presunzione", intitolerò il mio scritto "OkComputer(?)" e decanterò forse in un eccessivo panegirico le qualità delle Radiotesta.Il peggior nemico di un'affermazione Ipiroga, Fandango o club cafè che sia, è un'altra affermazione Ipiroga.Ci muoviamo tra gli asintoti, tra le mezze verità e i falsi in sbilancio, ci muoviamo in un campo minato, sospesi a quota 0 o 1 nella polvere di stelle del Dirichlet: il potere (purtroppo) non ci logora.
Le cose interessanti si leggono solo: se si è visto qualcosa di interessante o era in seconda serata o era un film francese.Le minoranze continuano ad esistere anche se un personaggio su due del panorama cinematografico e letterario appartiene ad una minoranza.Le persone normali e le persone strane non esistono. Questa è presunzione. Ai caballero la presunzione piace. Ma non piace di piacere vero, piace del timore riverenziale che prova il professore abitudinario di filosofia nei confronti del pettine di Dirichlet.E proprio come il suddetto pettine è Ipiroga: esiste ovunque ma è continuamente discontinuo.nel prossimo post potrò quindi dire che "Questa non è presunzione", intitolerò il mio scritto "OkComputer(?)" e decanterò forse in un eccessivo panegirico le qualità delle Radiotesta.Il peggior nemico di un'affermazione Ipiroga, Fandango o club cafè che sia, è un'altra affermazione Ipiroga.Ci muoviamo tra gli asintoti, tra le mezze verità e i falsi in sbilancio, ci muoviamo in un campo minato, sospesi a quota 0 o 1 nella polvere di stelle del Dirichlet: il potere (purtroppo) non ci logora.
giovedì, novembre 30, 2006
Sperando di essere alla "lunghezza" del compito mi accingo a celebrare il compleanno di iPiroga
iPiroga che nascesti da un periodo di grande conflitto, fa che i conflitti fra di noi caballeri continuino anche ora,
perché, come dice il proverbio,
amor senza baruffa fa la muffa;
e non ce sesso senza amore, perciò
iPiroga che nascesti da un periodo di grande conflitto, fa che i conflitti fra di noi caballeri continuino anche ora.
Però devi ricordare sempre che
coloro che salgono sulla stessa piroga
hanno le stesse aspirazioni
OLTRE OGNI FACILE RETORICA DISPENSATA DALL’ OCCASIONE
Non vi parlerò di tutte le banali storie che si dissolvono nel rumore di fondo.
Non vi parlerò di chi non pensa a nulla appena alzato al mattino, e spera solo in un caffè.
Vi racconterò de iPiroga, un gruppo di paladini con una gran fetta de lengua -chi ha orecchi per intendere pensi a Calavera - e dalla penna irriverente e birichina,
che neppure sperano in un caffè, al limite in una birretta,
che scrivono e neppure sperano di essere letti,
neppure sperano di essere capiti: in questo la loro forza; e oggi la forza iPiroga compie un anno:
GRAN iPIROGA ANNIVERSARIO
Gran iPiroga anniversario, come il rum dei peggiori bar di Caracas, servito nell’iPiroga club cafè, delizioso nettare corroboante per cervelli
deviati; perversi nelle loro forme, intricati come un delizioso boschetto di rovi, pungenti come i culetti delle api, renitenti alla leva
maschile (mazza, bastone, flagello, Pizarro - talvolta Cortez, talvolta lungo -
ohimè sull’onda della perversione, volevo dire ispirazione,
mi sorge spontaneo un canto,
o baionetta dalle molte animalesche pretese permettimi di cantare le tue lodi;
Voglio erigere un monumento
Al pisello ignoto
Che nella storia di tanti delitti e tante pene si è macchiato (e ha macchiato)
E di immense gioie e di immensi dolori
E di piacevoli sospiri
È stato causa
Dannato e grande cazzo per te si elevi un asta rosea di bandiera
Grande fecondatore dell’ingegno umano
)
Chiusa la parentesi
IPiroga: il loro pensiero scotta come la lava: madre di giochi latini e di voluttà greche,
Pompei siccome immobile
iPiroga come i tre moschettieri, i tre paramedici dell’ambulanza, i tre finanzieri, i tre carabinieri, i tre impiegati delle poste, i tre pompieri, i TRE
i tre aviatori: iPiroga vola!cazzo vola!
Vola, spargi come un aereo per uso agricolo il tuo antiparassitario.
I tre
marineros: iPiroga solca i flutti
vai o divina, solca i flutti, siamo i tuoi Ulisse, solca i flutti, portaci a vedere molte città, solca i flutti, concedici di conoscer le menti di genti lontane, solca i flutti, o divina, e magari ci scappa anche un’Odissiaca trombata:
ma quanto dura?
E continua
e allo stesso tempo inizia
un nuovo viaggio: gambe in spalla caballeros!
perché, come dice il proverbio,
amor senza baruffa fa la muffa;
e non ce sesso senza amore, perciò
iPiroga che nascesti da un periodo di grande conflitto, fa che i conflitti fra di noi caballeri continuino anche ora.
Però devi ricordare sempre che
coloro che salgono sulla stessa piroga
hanno le stesse aspirazioni
OLTRE OGNI FACILE RETORICA DISPENSATA DALL’ OCCASIONE
Non vi parlerò di tutte le banali storie che si dissolvono nel rumore di fondo.
Non vi parlerò di chi non pensa a nulla appena alzato al mattino, e spera solo in un caffè.
Vi racconterò de iPiroga, un gruppo di paladini con una gran fetta de lengua -chi ha orecchi per intendere pensi a Calavera - e dalla penna irriverente e birichina,
che neppure sperano in un caffè, al limite in una birretta,
che scrivono e neppure sperano di essere letti,
neppure sperano di essere capiti: in questo la loro forza; e oggi la forza iPiroga compie un anno:
GRAN iPIROGA ANNIVERSARIO
Gran iPiroga anniversario, come il rum dei peggiori bar di Caracas, servito nell’iPiroga club cafè, delizioso nettare corroboante per cervelli
deviati; perversi nelle loro forme, intricati come un delizioso boschetto di rovi, pungenti come i culetti delle api, renitenti alla leva
maschile (mazza, bastone, flagello, Pizarro - talvolta Cortez, talvolta lungo -
ohimè sull’onda della perversione, volevo dire ispirazione,
mi sorge spontaneo un canto,
o baionetta dalle molte animalesche pretese permettimi di cantare le tue lodi;
Voglio erigere un monumento
Al pisello ignoto
Che nella storia di tanti delitti e tante pene si è macchiato (e ha macchiato)
E di immense gioie e di immensi dolori
E di piacevoli sospiri
È stato causa
Dannato e grande cazzo per te si elevi un asta rosea di bandiera
Grande fecondatore dell’ingegno umano
)
Chiusa la parentesi
IPiroga: il loro pensiero scotta come la lava: madre di giochi latini e di voluttà greche,
Pompei siccome immobile
iPiroga come i tre moschettieri, i tre paramedici dell’ambulanza, i tre finanzieri, i tre carabinieri, i tre impiegati delle poste, i tre pompieri, i TRE
i tre aviatori: iPiroga vola!cazzo vola!
Vola, spargi come un aereo per uso agricolo il tuo antiparassitario.
I tre
marineros: iPiroga solca i flutti
vai o divina, solca i flutti, siamo i tuoi Ulisse, solca i flutti, portaci a vedere molte città, solca i flutti, concedici di conoscer le menti di genti lontane, solca i flutti, o divina, e magari ci scappa anche un’Odissiaca trombata:
ma quanto dura?
E continua
e allo stesso tempo inizia
un nuovo viaggio: gambe in spalla caballeros!
mercoledì, novembre 29, 2006
martedì, novembre 28, 2006
La rivoluzione del caffè
Domani è il 29 novembre...soltanto un altro giorno.
Un anno iPiroga.
iPiroga è cambiato.
iPiroga cambia continuamente.
iPiroga club cafè.
Non solo cafè.
Non solo club.
"Il caffè, per esser buono, deve essere nero come la notte, dolce come l'amore e caldo come l'inferno."(Michail Bakunin)
E noi,qui,ve lo serviremo.
"Bisogna abituarsi a ridere di tutto quello di cui abitualmente si piange, sviluppando la nostra profondità. L'uomo non può essere considerato seriamente che quando ride...Bisogna rieducare al riso i nostri figli, al riso più smodato, più insolente, al coraggio di ridere rumorosamente."(Aldo Palazzeschi)
E noi,qui,faremo abituare i vostri pargoli al riso.
"Gli uomini si capiscono solo nella misura in cui sono animati dalle stesse passioni»
(Stendhal)
Non siamo nient altro che tre semplici caballeros,ma la passione è autentica.
iPiroga club cafè.
Non solo cafè.
Non solo club.
Un anno iPiroga.
iPiroga è cambiato.
iPiroga cambia continuamente.
iPiroga club cafè.
Non solo cafè.
Non solo club.
"Il caffè, per esser buono, deve essere nero come la notte, dolce come l'amore e caldo come l'inferno."(Michail Bakunin)
E noi,qui,ve lo serviremo.
"Bisogna abituarsi a ridere di tutto quello di cui abitualmente si piange, sviluppando la nostra profondità. L'uomo non può essere considerato seriamente che quando ride...Bisogna rieducare al riso i nostri figli, al riso più smodato, più insolente, al coraggio di ridere rumorosamente."(Aldo Palazzeschi)
E noi,qui,faremo abituare i vostri pargoli al riso.
"Gli uomini si capiscono solo nella misura in cui sono animati dalle stesse passioni»
(Stendhal)
Non siamo nient altro che tre semplici caballeros,ma la passione è autentica.
iPiroga club cafè.
Non solo cafè.
Non solo club.
lunedì, novembre 27, 2006
La pupa e il pochefanatico
epilogo:
la pupa e il viandante senza nome raggiungono le vigne pensili di Plottigatt
il viandante: e dunque qui si chiude il ciclo cosmico...qui si chiude la vissuta era...
la pupa: da quando vi ho parlato dell'uva vera siete diventato strano...oserei temere che pensiate addirittura di...
il viandante: ...mangiarne un chicco? ma è ovvio, anzi è sicuro! ma non temete mia cara, la mia veggenza ritorna in chiaro, posso dire tranquillamente che il vostro padrone è partito, allontanandosi dall'oracolo più vero...verso terre arcane seguendo il mendace Paflagone...ogni vostro cruccio è sciolto...
la pupa: voi...voi mi spaventate con queste parole...
il viandante: buona e nobilissima pupa...non abbiate paura...quella che vedete è solo una rinascita...la rinascita di un dio...
il viandante ghermisce e divora interi grappoli d'uva
la pupa: No!Che fate?
dalla terra sorgono una piovra gigante e uno stormo di fenicotteri...dal cielo piovono manna e petali di ciliegio...le mura del teatro si smontano e viene incenerito il sipario, cade la finzione scenica, si risvegliano gli spettatori assopiti, ogni cosa è illuminata
il viandante/Bacco: Bacco ammalato rinasce!
la pupa sviene tra le braccia del riscoperto Bacco, i fenicotteri trainano la piovra come un cocchio con sopra i due ex-personaggi sulle nuvole color vinaccia del tramonto, puttini con ali di fenicottero ed ebbri di vino e d'amore sollevano con grazia gli spettatori facendogli raggiungere le nuvole tutt'intorno ai due
Bacco: ed eccoci nel tetto della tua casa o Pupa, ed ecco che rispettando l'oracolo premio la perseveranza di tutti i personaggi e di tutti gli spettatori: io reco gioia e grande giovamento su questa terra che è la tua casa, da questo cielo che perennemente veglierà su di te che sei l'umanità intera.Un nuovo ciclo si apre e un giorno anch'esso si chiuderà, continuando l'ordine dei millenni, e per sempre come la malattia che mi affliggeva è stata curata cosi anche sarà per ogni cambiamento che ad una prima vista sembra insormontabile.E tu umanità, che hai in te la tenacia del pochefanatico e il candore della pupa, riconosci le gioie e i dolori, le opere e i giorni, le feste e le fiere, gli istanti e l'avvicendarsi delle ere...
il viandante: e dunque qui si chiude il ciclo cosmico...qui si chiude la vissuta era...
la pupa: da quando vi ho parlato dell'uva vera siete diventato strano...oserei temere che pensiate addirittura di...
il viandante: ...mangiarne un chicco? ma è ovvio, anzi è sicuro! ma non temete mia cara, la mia veggenza ritorna in chiaro, posso dire tranquillamente che il vostro padrone è partito, allontanandosi dall'oracolo più vero...verso terre arcane seguendo il mendace Paflagone...ogni vostro cruccio è sciolto...
la pupa: voi...voi mi spaventate con queste parole...
il viandante: buona e nobilissima pupa...non abbiate paura...quella che vedete è solo una rinascita...la rinascita di un dio...
il viandante ghermisce e divora interi grappoli d'uva
la pupa: No!Che fate?
dalla terra sorgono una piovra gigante e uno stormo di fenicotteri...dal cielo piovono manna e petali di ciliegio...le mura del teatro si smontano e viene incenerito il sipario, cade la finzione scenica, si risvegliano gli spettatori assopiti, ogni cosa è illuminata
il viandante/Bacco: Bacco ammalato rinasce!
la pupa sviene tra le braccia del riscoperto Bacco, i fenicotteri trainano la piovra come un cocchio con sopra i due ex-personaggi sulle nuvole color vinaccia del tramonto, puttini con ali di fenicottero ed ebbri di vino e d'amore sollevano con grazia gli spettatori facendogli raggiungere le nuvole tutt'intorno ai due
Bacco: ed eccoci nel tetto della tua casa o Pupa, ed ecco che rispettando l'oracolo premio la perseveranza di tutti i personaggi e di tutti gli spettatori: io reco gioia e grande giovamento su questa terra che è la tua casa, da questo cielo che perennemente veglierà su di te che sei l'umanità intera.Un nuovo ciclo si apre e un giorno anch'esso si chiuderà, continuando l'ordine dei millenni, e per sempre come la malattia che mi affliggeva è stata curata cosi anche sarà per ogni cambiamento che ad una prima vista sembra insormontabile.E tu umanità, che hai in te la tenacia del pochefanatico e il candore della pupa, riconosci le gioie e i dolori, le opere e i giorni, le feste e le fiere, gli istanti e l'avvicendarsi delle ere...
FINE
mercoledì, novembre 22, 2006
La pupa e il pochefanatico
II stasimo:
coro(guadagnando il centro della scena): e dunque si allontanano verso il fiume? e noi?che dovrebbe fare il coro?dove dovrebbe volgersi questo sottovalutato occhio dello spettatore? verso il fiume, verso le pinete, verso le bacche degli ascosi ginepri verso i rugiadosi vigneti? o forse dovrebbe scrutare ancora nella casa?deve il coro seguire la vicenda di come Plottigatt si lasci intortare da un Paflagone smaliziato e certamente non divino?o deve interessarsi del presente esterno alla vicenda teatralmente impressa sulle polverose quinte? Quanto ancora il popoloso coro dovrà aspettare un altro autore che Manzonianamente prenda le sue difese?How long must we sing this song?Di a da in con su per tra fra gli oppressi ci sentiamo, anche senza avere le auliche treccie sparse sul numeroso petto.Povero coro, e povero colui che non compiange la sua costretta attenzione agli eventi dentro e fuori alla scena, quà e là dal palco alla platea, sfidando le leggi di spazio e tempo che queste forme di conoscenza si lasciano si' domare,ma a un prezzo, quello di esasperare il coro, che prova fatica nel correre e nel semplificare concetti già esasperati dallo stesso scorrere degli eventi!Oggi,qui, il coro di quest'opera sciopera, e si dedica il breve momento dello staismo. A voi il lavoro di concetto, a voi capire!A voi il correre tra i campi e tra le menti, a voi fatica!
Il coro da questo punto in poi fa quello che vuole.Quando l'imbarazzo raggiunge il limite, si chiude il sipario e ci si prepara per continuare l'opera come meglio si può.
Il coro da questo punto in poi fa quello che vuole.Quando l'imbarazzo raggiunge il limite, si chiude il sipario e ci si prepara per continuare l'opera come meglio si può.
mercoledì, novembre 08, 2006
La pupa e il pochefanatico
II episodio:
entra la pupa carica di stoviglie
pupa: ma come mai nessuno si prodiga nell'elogio di coloro che vivono la totalità delle feste?
con tutto quello spreco di giambi, di ditirambi, di distici elegiaci, di endecasillabi sciolti, di esametri aulici è mai possibile che nella narrazione di un convito non si faccia mai riferimento a come vengono pultie le stoviglie, da chi vengono lucidate le posate? Dev'essere il lettore a riempire con la propria quotidianità le scene che non vengono descritte?Dobbiamo proprio immaginarci Trimalcione che chiama la madre in pena per la tovaglia sporca di caco?E degli avanzi non parla nessuno?Le trasposizioni cinematografiche dell'opera di Walter Scott ci hanno abituato male...esse farebbero supporre che la maggior parte delle vivande non consumate si adagi allegramente per terra di sua spontanea volontà...e non mi si venga a dire che in un pasto ben gestito non avanzi niente e nulla sia da lavare o rassettare: anche con le briciole avanzate dal vecchio di Corico qualche formica sarà stata certamente sfamata!Per concludere devo dire che per nulla al mondo un intenditore si lascierebbe scappare il momento in cui le pietanze avanzate stazionano sulla tavola in attesa di essere rimosse dai vassoi da lavare ed adagiate nel frigo: spesso la cucina è più frequentata dai golosi dopo la cena vera e propria!
il viandante: sagge parole...io stesso sono venuto qua attirato dalle prelibatezze che non ho avuto il piacere di gustare riscoprendole nei toni più freddi...
la pupa: voi certo siete un intenditore del convito...servitevi pure cortese signore...chi lavora non disdegna mai un pò di compagnia...
il viandante: e spero non disdegni neanche un pò di aiuto...sareste estremamente gentile se poteste passarmi quella spugna...
dalla porta entra una congrega di ruffiani amici e meno amici del padrone di casa, tuttavia non direttamente invitati al convito, capitanata da Caltron
Carlton: ehi ehi! willy aveva ragione!qui c'è da mangiare per tutti!
sergente hartman: speriamo ci sia il pollo fritto e il cocomero!
il bolscevico mutante: seeeeeee! pane!
taras bul'ba: PANE!
gaara del deserto: dovete crepare tutti
il ciccione del dungeon dell'androide: festa!
pancho villa: VIVA!
Carlton: piano piano! non spingete!
battiato: A Beethoven e Sinatra preferisco l'insalata, a Vivaldi l'uva passa che mi dà più calorie
la pupa: qui ormai c'è troppa cagnara, a proposito d'uva signor viandante, credo sia megli spostarci al fiume vicino al vigneto per lavare gli ultimi piatti...che ne pensa?
il viandante: un vigneto di uva VERA?
la pupa: esattamente...quei vigneti sono il fiore all'occhiello di padron Plottigat, quella non è l'uva robot che abbiamo bevuto e mangiato a pranzo, quella è uva vera! ma ci è proibito prenderne...egli solo si riserva questo lusso...
il viandante: allora è stato davvero il fato a condurmi qua! e tu pupa, cerca di fare altrettanto, ti prego, portami a questo vigneto!
la pupa e il viandante escono di scena.si chiude il sipario
pupa: ma come mai nessuno si prodiga nell'elogio di coloro che vivono la totalità delle feste?
con tutto quello spreco di giambi, di ditirambi, di distici elegiaci, di endecasillabi sciolti, di esametri aulici è mai possibile che nella narrazione di un convito non si faccia mai riferimento a come vengono pultie le stoviglie, da chi vengono lucidate le posate? Dev'essere il lettore a riempire con la propria quotidianità le scene che non vengono descritte?Dobbiamo proprio immaginarci Trimalcione che chiama la madre in pena per la tovaglia sporca di caco?E degli avanzi non parla nessuno?Le trasposizioni cinematografiche dell'opera di Walter Scott ci hanno abituato male...esse farebbero supporre che la maggior parte delle vivande non consumate si adagi allegramente per terra di sua spontanea volontà...e non mi si venga a dire che in un pasto ben gestito non avanzi niente e nulla sia da lavare o rassettare: anche con le briciole avanzate dal vecchio di Corico qualche formica sarà stata certamente sfamata!Per concludere devo dire che per nulla al mondo un intenditore si lascierebbe scappare il momento in cui le pietanze avanzate stazionano sulla tavola in attesa di essere rimosse dai vassoi da lavare ed adagiate nel frigo: spesso la cucina è più frequentata dai golosi dopo la cena vera e propria!
il viandante: sagge parole...io stesso sono venuto qua attirato dalle prelibatezze che non ho avuto il piacere di gustare riscoprendole nei toni più freddi...
la pupa: voi certo siete un intenditore del convito...servitevi pure cortese signore...chi lavora non disdegna mai un pò di compagnia...
il viandante: e spero non disdegni neanche un pò di aiuto...sareste estremamente gentile se poteste passarmi quella spugna...
dalla porta entra una congrega di ruffiani amici e meno amici del padrone di casa, tuttavia non direttamente invitati al convito, capitanata da Caltron
Carlton: ehi ehi! willy aveva ragione!qui c'è da mangiare per tutti!
sergente hartman: speriamo ci sia il pollo fritto e il cocomero!
il bolscevico mutante: seeeeeee! pane!
taras bul'ba: PANE!
gaara del deserto: dovete crepare tutti
il ciccione del dungeon dell'androide: festa!
pancho villa: VIVA!
Carlton: piano piano! non spingete!
battiato: A Beethoven e Sinatra preferisco l'insalata, a Vivaldi l'uva passa che mi dà più calorie
la pupa: qui ormai c'è troppa cagnara, a proposito d'uva signor viandante, credo sia megli spostarci al fiume vicino al vigneto per lavare gli ultimi piatti...che ne pensa?
il viandante: un vigneto di uva VERA?
la pupa: esattamente...quei vigneti sono il fiore all'occhiello di padron Plottigat, quella non è l'uva robot che abbiamo bevuto e mangiato a pranzo, quella è uva vera! ma ci è proibito prenderne...egli solo si riserva questo lusso...
il viandante: allora è stato davvero il fato a condurmi qua! e tu pupa, cerca di fare altrettanto, ti prego, portami a questo vigneto!
la pupa e il viandante escono di scena.si chiude il sipario
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