C'era una volta la goliardia.
Cosi' comincia questa storia, cosi' sono cominciate un po' tutte le storie.
C'erano degli amici goliardi che non sapevano che fare delle loro giornate, se non passarle a fare delle goliardate. Ma, un giorno, al più dotato venne un' idea : passiamo alla storia - disse solleticandosi le basette. E la storia come la si fa, se non scrivendola?
Mesi dopo nasce il primo sudato Numero Unico, giornaletto per intenditori.
A pagamento. Per rifarsi delle spese di copisteria. Dieci copie vendute record mai eguagliato.
Il risultato alla fine è proprio quello sperato : articoli oscuri, testi enigmatici, foto capovolte, frasi spezzate, ballate, abbozzi di folgoranti imprese acustiche, disegni di feluche.
Nessuno dei pochi acquirenti capisce una sega.
Tranne loro : i fondatori-autori-inventori-fedeli lettori di Numero Unico.
Ma sono felici lo stesso : hanno fatto la storia. Al primo Numero seguono altri pezzi da collezione, sempre più di nicchia, sempre più evitati da critica e pubblico.
Tornare sui loro passi? Sono tutti d'accordo : neanche per idea.
lunedì, maggio 26, 2008
sabato, maggio 24, 2008
Il tanto atteso
Cosa ti aspettavi?
Il tanto atteso: Babbo Natale.
E pensi a cosa faccia, il resto dell'anno, quel vecchio panzone.
Avrà un blog
avrà un isola nei mari del sud
poi qualcuno ti chiama
"arrivo, arrivo!"
...
Il tanto atteso: Babbo Natale.
E pensi a cosa faccia, il resto dell'anno, quel vecchio panzone.
Avrà un blog
avrà un isola nei mari del sud
poi qualcuno ti chiama
"arrivo, arrivo!"
...
...Quando torni, leggi quello che hai scritto.
No, è inutile negare l'evidenza: hai scritto una porcata.
Hai scritto una porcata tale che potrebbe accorgersene persino
Babbo Natale.
La madre degli idioti è sempre incinta e questo,
credo,
vale persino per le idee.
E' cosi' che è nata Ipiroga.
Il tanto atteso:
timeo danaos e dona ferentes
venerdì, maggio 23, 2008
mercoledì, maggio 21, 2008
I TRE CABALLEROS CHIUDONO
Basta, basta, chiudiamo l' iPiroga,
i tre caballeros non sono più in voga
Perchè? Perchè continuare a tenere a galla questa iPiroga? Anche per lei è venuto il momento di ritirarsi. Assistiamo a questo tramonto, non c' è più nulla da fare, guardatela! Sembra una carretta del mare, oltretutto con le nuove norme sull' immigrazione io non scherzerei: chiudiamo.
Senza troppi rimpianti, io mi metto in salvo,
addio
l'Irreprensibile
i tre caballeros non sono più in voga
Perchè? Perchè continuare a tenere a galla questa iPiroga? Anche per lei è venuto il momento di ritirarsi. Assistiamo a questo tramonto, non c' è più nulla da fare, guardatela! Sembra una carretta del mare, oltretutto con le nuove norme sull' immigrazione io non scherzerei: chiudiamo.
Senza troppi rimpianti, io mi metto in salvo,
addio
l'Irreprensibile
domenica, maggio 18, 2008
venerdì, maggio 16, 2008
Se non incontri babbuini sulla tua strada, non avrai problemi
Faccio merenda.
Mi mangio un biscottino della fortuna.
Mi mangio il biscottino e leggo.
Dice: " ...e questo per te sarebbe fare merenda?"
Dopo i doverosi ringraziamenti a Charles M. Schulz, vi presento il vero post con il tuo vero titolo.
Mi mangio un biscottino della fortuna.
Mi mangio il biscottino e leggo.
Dice: " ...e questo per te sarebbe fare merenda?"
Dopo i doverosi ringraziamenti a Charles M. Schulz, vi presento il vero post con il tuo vero titolo.
Più spendi meno, meno spendi di meno
ovvero di come, un tentativo dopo l'altro, riuscii finalmente a dimostrare il teorema della marmellata. (e non è vero)
ovvero di come, un tentativo dopo l'altro, riuscii finalmente a dimostrare il teorema della marmellata. (e non è vero)
Vivere, dopo tutto, presenta i suoi vantaggi. A parte la possibilità di sperare che dopo verrà qualcosa di meglio (cosa che non tutti i piani esistenziali permettono), credo che uno dei tanti sottovalutati vantaggi sia la possibilità di inventarsi le cose.
Per esempio pensa se nessuno avesse mai inventato la marmellata. Potresti sempre farlo tu no?
A questo punto, mi sembra evidente che sono un bel pò fuori allenamento, ed è palese che sono secoli che non scrivo un post.
Come come?
Chiedete se lo voglio il pane integrale?
Lo vorrei, ah se lo vorrei.
Lo vorrei tanto quanto tu vorresti che qualcuno si inventasse qualcosa che tu non inventi soltanto perchè, se fossi tu a scoprirla, perderebbe tutte le sue attrattive.
Non ci rimane che passare al lato oscuro. Ma per che porta si deve passare? Per questo chiedo consiglio a mio fratello, e dico:
"Che cosa fa il lato oscuro?"
"Perde; ci mette sei film, ma alla fine perde"
e prima che finisca di parlare, sono già dall'altra parte
Per esempio pensa se nessuno avesse mai inventato la marmellata. Potresti sempre farlo tu no?
A questo punto, mi sembra evidente che sono un bel pò fuori allenamento, ed è palese che sono secoli che non scrivo un post.
Come come?
Chiedete se lo voglio il pane integrale?
Lo vorrei, ah se lo vorrei.
Lo vorrei tanto quanto tu vorresti che qualcuno si inventasse qualcosa che tu non inventi soltanto perchè, se fossi tu a scoprirla, perderebbe tutte le sue attrattive.
Non ci rimane che passare al lato oscuro. Ma per che porta si deve passare? Per questo chiedo consiglio a mio fratello, e dico:
"Che cosa fa il lato oscuro?"
"Perde; ci mette sei film, ma alla fine perde"
e prima che finisca di parlare, sono già dall'altra parte
martedì, maggio 06, 2008
C' erano tutti. Robison Crusoe, il cardinal De Luca e i suoi adepti, Cesare Beccaria e Muratori. E anche il vecchio professore: insomma, quei bravi ragazzi. Che non beccavano, a parte il cardinale. In un' atmosfera raffinata Beccaria cominciava a raccontare una rinomata storiella goliardica dei tempi dell' università...
...nell' antico paesello di Montalto Ligure un giorno accadde che il curato, don Matteo, dovesse andare a compiere certi affari giù in Ventimiglia; si mormora che lasciò il compito di confessare al sagrestano, non per particolare malizia ma per non alimentare le nevrosi delle antiche zitelle del paese (perentoriamente convinte di morire l'indomani con la coscienza macchiata). Nel segreto del confessionale nessuna si sarebbe accorta dell' illecita sostituzione, peccati grossi non si prevedevano per l' indomani, e il prete disse al sagrestano di assolverle tutte (certo lui avrebbe fatto lo stesso), e di prima mattina partì. E il lavoro del sacrestano cominciò, assolse una vecchia, due vecchie, tre vecchie; insomma ordinaria amministrazione. Ma l'imprevisto, l'imprevisto aveva curve particolari, era la fanciulla più bella del paese.
Padre mio se voi lo sapeste,
ho commesso un grave peccato,
spero vio me lo perdonerete laiola, laiola, laiolalalà
l'altra sera soli soli, soli soli col mio diletto,
me la mise una mano sul petto laiola, laiola, laiolalalà
con quell'altro impertinente,
mentre io non volevo mica,
si permise toccarmi la fi..laiola, laiola, laiolalalà
dopo un giorno di lavoro,
l'era stanco come un mulo,
gielo miser tre volte nel cu..laiola, laiola, laiolalalà
e laiola, laiola, laiolalalà....
Il sagrestano non se la senti' di assolverla, così, su due piedi, sapeva che in certe circostanze c' erano degli andempimenti particolari, alcune preghiere, non voleva di certo lasciare che quello splendore se ne andasse nel peccato; allora la pregò di aspettarlo un attimo e corse in sacrestia. In preda allo scoramento più totale gli venne l' idea: consultarsi coi bambini, che giocavano proprio lì fuori. Li chiamo'. Quanto da' Don Matteo per un' inculata?
(in coro)- un ovetto chinder e una fetta di panettone.
...nell' antico paesello di Montalto Ligure un giorno accadde che il curato, don Matteo, dovesse andare a compiere certi affari giù in Ventimiglia; si mormora che lasciò il compito di confessare al sagrestano, non per particolare malizia ma per non alimentare le nevrosi delle antiche zitelle del paese (perentoriamente convinte di morire l'indomani con la coscienza macchiata). Nel segreto del confessionale nessuna si sarebbe accorta dell' illecita sostituzione, peccati grossi non si prevedevano per l' indomani, e il prete disse al sagrestano di assolverle tutte (certo lui avrebbe fatto lo stesso), e di prima mattina partì. E il lavoro del sacrestano cominciò, assolse una vecchia, due vecchie, tre vecchie; insomma ordinaria amministrazione. Ma l'imprevisto, l'imprevisto aveva curve particolari, era la fanciulla più bella del paese.
Padre mio se voi lo sapeste,
ho commesso un grave peccato,
spero vio me lo perdonerete laiola, laiola, laiolalalà
l'altra sera soli soli, soli soli col mio diletto,
me la mise una mano sul petto laiola, laiola, laiolalalà
con quell'altro impertinente,
mentre io non volevo mica,
si permise toccarmi la fi..laiola, laiola, laiolalalà
dopo un giorno di lavoro,
l'era stanco come un mulo,
gielo miser tre volte nel cu..laiola, laiola, laiolalalà
e laiola, laiola, laiolalalà....
Il sagrestano non se la senti' di assolverla, così, su due piedi, sapeva che in certe circostanze c' erano degli andempimenti particolari, alcune preghiere, non voleva di certo lasciare che quello splendore se ne andasse nel peccato; allora la pregò di aspettarlo un attimo e corse in sacrestia. In preda allo scoramento più totale gli venne l' idea: consultarsi coi bambini, che giocavano proprio lì fuori. Li chiamo'. Quanto da' Don Matteo per un' inculata?
(in coro)- un ovetto chinder e una fetta di panettone.
sabato, aprile 26, 2008
Memorie di un opinionista
Innanzitutto devo precisare che non ho mai giocato a cricket, e non stupitevi se vi dico che questa affermazione ha già fatto allontanare metà dell'uditorio. Nonostante tutti i progressi, le tecnologie, le filosofie, le teologie, trovo che ci sia ancora della discriminazione nei confronti di chi, in vita sua, non abbia mai giocato a cricket.Detto questo, possiamo iniziare.
Si ok, siamo nati negli anni ottanta. Ah gli anni ottanta, le palle appese invece che cadenti, le discoteche, madonna, madre teresa, eh la madonna, boy george, sposerò simon le bon.
Io degli anni ottanta non mi ricordo niente. Suppongo che allora nessuno sospettasse nulla del millenium bug o degli utilizzi sconsiderati di photoshop, ma credo che a quel tempo, col fatto che gli eroi erano giovani, ci fosse da pensare ad altro.
Si, gli eroi erano giovani: il papa spaccava il muro di berlino con la capoccia, e dall'altra parte in russia il presidente era uno con la capoccia scarabocchiata.Gli eroi erano giovani e gli ideali anche, credo...oh, almeno ero giovane io.
I cinesi avevano gli occhi a mandorla, gli indiani fame, le popolazioni nordiche le palle piccole e gli americani grosse. I neri tenevano i capelli quadrati, avevano la musica nel sangue e Fifty Cents, dovunque fosse, aveva tra i 5 e i 15 anni.
Gli anni ottanta, qualunque cosa siano stata, sono iniziati troppo presto. Visti da me, che ci sono nato dentro, sembrano una pila scaricatasi in fretta, lasciandoci i primi anni del millenio con una manciata di babbi natali dopati invece che...non saprei nemmeno bene cosa avrebbero dovuto lasciarci.
Si ok, siamo nati negli anni ottanta. Ah gli anni ottanta, le palle appese invece che cadenti, le discoteche, madonna, madre teresa, eh la madonna, boy george, sposerò simon le bon.
Io degli anni ottanta non mi ricordo niente. Suppongo che allora nessuno sospettasse nulla del millenium bug o degli utilizzi sconsiderati di photoshop, ma credo che a quel tempo, col fatto che gli eroi erano giovani, ci fosse da pensare ad altro.
Si, gli eroi erano giovani: il papa spaccava il muro di berlino con la capoccia, e dall'altra parte in russia il presidente era uno con la capoccia scarabocchiata.Gli eroi erano giovani e gli ideali anche, credo...oh, almeno ero giovane io.
I cinesi avevano gli occhi a mandorla, gli indiani fame, le popolazioni nordiche le palle piccole e gli americani grosse. I neri tenevano i capelli quadrati, avevano la musica nel sangue e Fifty Cents, dovunque fosse, aveva tra i 5 e i 15 anni.
Gli anni ottanta, qualunque cosa siano stata, sono iniziati troppo presto. Visti da me, che ci sono nato dentro, sembrano una pila scaricatasi in fretta, lasciandoci i primi anni del millenio con una manciata di babbi natali dopati invece che...non saprei nemmeno bene cosa avrebbero dovuto lasciarci.
mercoledì, aprile 23, 2008
non capisco
Scocca il rintocco,
il tempo si fotte,
Ho freddo al cuore, ma cammino lo stesso,
Chi è innocente?
Ti sei nascosto nel bosco?
Sei lo sbirro o il lupo dell' Aspromonte?
O l'ispettore delle imposte?
Chiunque tu sia, me lo vuoi mettere nel cuore;
Sei il maresciallo?
Un malandrino?
Sono in ritardo fammi andare,
Mi aspettano,
Mica voglio prenderti per il cuore,
Tu sei la fine?
Sembrerebbe un temporale estivo, la fine? La fine è come un temporale estivo?
Chi è innocente?
Cammino battuto dal vento, poi lo sento che sarà peggio,
sull' Aspromonte.
L' oscurità.
Poi la luce, un lampo, e finalmente:
L' alleanza delle anime perdute.
Salsa! Aspettando lo spazio infinito,
L' ultima gioia perchè tutti hanno il diritto di morire infelici;
Salsa! Afferra quello che ti rimane,
Afferra quello che tu puoi creare.
Per ora tuona soltanto?
E tu mi vedi triste? Versa;
Salsa!
Ora sono felice qui, qui bisogna essere felici, oggi è il giorno.
L' alleanza delle anime perdute.
Tuoni? E' il mio cuore che esplode,
Piove, oggi è il giorno! è il giorno!
L' alleanza delle anime perdute!
Versa,
Mi piace qui,
Crollerà il cielo? Precipiteremo nella notte?
Balla per me, oggi è il giorno, oggi è il giorno,
L'alleanza delle anime perdute!
Balla, sotto la pioggia fitta fitta,
sotto questa pioggia di kerosene e nafta
oggi è il giorno,
Nessuno mi porterà via queste immagini,
No, il cuore gonfio di pioggia, balla,
Balla,
Non me ne andrò da qui senza questo ricordo,
Sembra ancora presto, balla ancora,
Niente mi strapperà questo ricordo,
No, adesso no, non partirò senza questo ricordo.
Perchè non balli più?
il tempo si fotte,
Ho freddo al cuore, ma cammino lo stesso,
Chi è innocente?
Ti sei nascosto nel bosco?
Sei lo sbirro o il lupo dell' Aspromonte?
O l'ispettore delle imposte?
Chiunque tu sia, me lo vuoi mettere nel cuore;
Sei il maresciallo?
Un malandrino?
Sono in ritardo fammi andare,
Mi aspettano,
Mica voglio prenderti per il cuore,
Tu sei la fine?
Sembrerebbe un temporale estivo, la fine? La fine è come un temporale estivo?
Chi è innocente?
Cammino battuto dal vento, poi lo sento che sarà peggio,
sull' Aspromonte.
L' oscurità.
Poi la luce, un lampo, e finalmente:
L' alleanza delle anime perdute.
Salsa! Aspettando lo spazio infinito,
L' ultima gioia perchè tutti hanno il diritto di morire infelici;
Salsa! Afferra quello che ti rimane,
Afferra quello che tu puoi creare.
Per ora tuona soltanto?
E tu mi vedi triste? Versa;
Salsa!
Ora sono felice qui, qui bisogna essere felici, oggi è il giorno.
L' alleanza delle anime perdute.
Tuoni? E' il mio cuore che esplode,
Piove, oggi è il giorno! è il giorno!
L' alleanza delle anime perdute!
Versa,
Mi piace qui,
Crollerà il cielo? Precipiteremo nella notte?
Balla per me, oggi è il giorno, oggi è il giorno,
L'alleanza delle anime perdute!
Balla, sotto la pioggia fitta fitta,
sotto questa pioggia di kerosene e nafta
oggi è il giorno,
Nessuno mi porterà via queste immagini,
No, il cuore gonfio di pioggia, balla,
Balla,
Non me ne andrò da qui senza questo ricordo,
Sembra ancora presto, balla ancora,
Niente mi strapperà questo ricordo,
No, adesso no, non partirò senza questo ricordo.
Perchè non balli più?
martedì, aprile 22, 2008
Non credo che inventerò la bomba atomica
Non credo che sia molto utile fare dei paragoni.
Insomma, sarebbe importante vedere cosa faceva Gandhi quando aveva la mia età?
Sarebbe importante sapere cosa faceva Paul Gauguin a vent'anni e fare un paragone con quello che sto combinando io adesso?
Non troverei nessuna similitudine, perchè non credo che Flaubert abbia mai vomitato a Sampierdarena , non credo che Janis Joplin abbia mai fatto il bagno dove l'ho fatto io, non credo che Otto von Bismarck abbia mai mangiato quello che mangio io, ma non penso nemmeno che uno dei crateri sulla superficie di Mercurio si chiami Dickens cosi', per caso.
C'è un motivo per tutto, e spero che ci sia anche un motivo se siamo fatti per ricordare.
Pensi mai ad Hale-Bopp?
A quale è stato il primo libro che hai letto?
Sapresti dire se la guerra in Kosovo è finita o no?
Sapresti dire cosa hai mangiato ieri?
Quando è stata l'ultima volta che è venuto l'idraulico?
Penso all'idraulico e invece penso a tutt'altro;
penso al teleschermo, a GTA, a Mafia, al 1920, e penso che nel 1920 Ghandi digiunava, ma accanto aveva sua figlia: futuro primo ministro.
Insomma, sarebbe importante vedere cosa faceva Gandhi quando aveva la mia età?
Sarebbe importante sapere cosa faceva Paul Gauguin a vent'anni e fare un paragone con quello che sto combinando io adesso?
Non troverei nessuna similitudine, perchè non credo che Flaubert abbia mai vomitato a Sampierdarena , non credo che Janis Joplin abbia mai fatto il bagno dove l'ho fatto io, non credo che Otto von Bismarck abbia mai mangiato quello che mangio io, ma non penso nemmeno che uno dei crateri sulla superficie di Mercurio si chiami Dickens cosi', per caso.
C'è un motivo per tutto, e spero che ci sia anche un motivo se siamo fatti per ricordare.
Pensi mai ad Hale-Bopp?
A quale è stato il primo libro che hai letto?
Sapresti dire se la guerra in Kosovo è finita o no?
Sapresti dire cosa hai mangiato ieri?
Quando è stata l'ultima volta che è venuto l'idraulico?
Penso all'idraulico e invece penso a tutt'altro;
penso al teleschermo, a GTA, a Mafia, al 1920, e penso che nel 1920 Ghandi digiunava, ma accanto aveva sua figlia: futuro primo ministro.
sabato, aprile 12, 2008
20th century boy/s
Come vi è venuto in mente di fare i tre caballeros?
Cè vergogna, nell'aria. Quando penso di stare scrivendo una cosa intelligente su ipiroga mi immagino Studio Aperto che parla di noi, con le sue moine verbali, spiegando con ardito populismo che cos'è un blog e cosa sono i tre caballeros, lo immagino e cosi mi abbasso la cresta da solo.
Sarebbe bello pensare che siamo dei sopravvissuti, l'ultimo baluardo del secolo, insieme alla breve moda di cantare sotto la doccia e alla mania di tenere degli animali esotici in casa.Non so voi, ma a me viene in mente solo la tarantola di mamma ho perso l'aereo.
Come ci è venuto in mente di fare i tre caballeros?
Mi domando che madri avete avuto, mi domando che rapporto hai con la televisione: se la sera la accendi per usarla o per esserne usato. Mi domando se sei attivo o passivo. Mi domando certe cose e se le domandava anche Pasolini.
Mi domando cosa ne pensi di Sodoma, mi domando se hai mai letto la bibbia o se hai mai vissuto nell'ultimo decennio del secolo.
Prima di Youtube, prima di Wikipedia, dopo Sodoma, prima dell'undici settembre, dopo il primo d'aprile, pesce d'aprile, zuppa di pesce, poison: poison la chimica applicata ai veleni.
L'ultimo giorno del secolo.
Cè vergogna, nell'aria. Quando penso di stare scrivendo una cosa intelligente su ipiroga mi immagino Studio Aperto che parla di noi, con le sue moine verbali, spiegando con ardito populismo che cos'è un blog e cosa sono i tre caballeros, lo immagino e cosi mi abbasso la cresta da solo.
Sarebbe bello pensare che siamo dei sopravvissuti, l'ultimo baluardo del secolo, insieme alla breve moda di cantare sotto la doccia e alla mania di tenere degli animali esotici in casa.Non so voi, ma a me viene in mente solo la tarantola di mamma ho perso l'aereo.
Come ci è venuto in mente di fare i tre caballeros?
Mi domando che madri avete avuto, mi domando che rapporto hai con la televisione: se la sera la accendi per usarla o per esserne usato. Mi domando se sei attivo o passivo. Mi domando certe cose e se le domandava anche Pasolini.
Mi domando cosa ne pensi di Sodoma, mi domando se hai mai letto la bibbia o se hai mai vissuto nell'ultimo decennio del secolo.
Prima di Youtube, prima di Wikipedia, dopo Sodoma, prima dell'undici settembre, dopo il primo d'aprile, pesce d'aprile, zuppa di pesce, poison: poison la chimica applicata ai veleni.
L'ultimo giorno del secolo.
venerdì, aprile 04, 2008
Flashfoward
Pisto si toccò quella lanuggine unta che amava chiamare barba.
Gli venne in mente Edu, con quel suo virile pizzetto caprino.
Poi, prese la foto di classe di terza, quella dove Poldo non c'era.
Improvvisamente, senti' che gli sarebbe piaciuto se anche gli altri, i suoi vecchi compagni, avessero visto suo figlio Taddeo, che ora guardava beato i cartoni nella stanza vicina. Gli assomigliava cosi' tanto, povero caro.
Il televisore cacciò un grido: era un semplice cartone animato, ma ricordò a Pisto quel giorno terribile in cui Gabriele aveva gridato "POLIMERIZZAZIONE!" girando la chiave nella botola.
Qualcosa non andava. Perchè lui era li', con la sua vita ed il suo Taddeo, a gustare una salvezza mancata, una vittoria di Pirro?
Sembrava quasi che nella sua mente, due eventi distinti cercassero ognuno di prevaricare sull'altro: in uno, i compagni di classe si separavano, spaventati ma in buona salute, per prendere le redini del proprio percorso universitario; nell'altro invece, tentavano un ultimo, disperato revival, per patire le pene dell'inferno in una stramba avventura.
Era come se via Caboto e via Balbi lottassero l'una contro l'altra in un disperato duello.
Sorrise: solo una sarebbe stata infine portata in trionfo sulla macchinetta delle merendine.
Gli venne in mente Edu, con quel suo virile pizzetto caprino.
Poi, prese la foto di classe di terza, quella dove Poldo non c'era.
Improvvisamente, senti' che gli sarebbe piaciuto se anche gli altri, i suoi vecchi compagni, avessero visto suo figlio Taddeo, che ora guardava beato i cartoni nella stanza vicina. Gli assomigliava cosi' tanto, povero caro.
Il televisore cacciò un grido: era un semplice cartone animato, ma ricordò a Pisto quel giorno terribile in cui Gabriele aveva gridato "POLIMERIZZAZIONE!" girando la chiave nella botola.
Qualcosa non andava. Perchè lui era li', con la sua vita ed il suo Taddeo, a gustare una salvezza mancata, una vittoria di Pirro?
Sembrava quasi che nella sua mente, due eventi distinti cercassero ognuno di prevaricare sull'altro: in uno, i compagni di classe si separavano, spaventati ma in buona salute, per prendere le redini del proprio percorso universitario; nell'altro invece, tentavano un ultimo, disperato revival, per patire le pene dell'inferno in una stramba avventura.
Era come se via Caboto e via Balbi lottassero l'una contro l'altra in un disperato duello.
Sorrise: solo una sarebbe stata infine portata in trionfo sulla macchinetta delle merendine.
venerdì, marzo 28, 2008
Good vibrations
Sono tornato senza treno questa sera, ed ho messo quel vinile di Battiato che mi piace tanto.
Penso a Filadelfia: uao.
No, non il formaggino.
Filadelfia la città.
Con tutti quei vialoni alberati, con tutti quei campanili protestanti.
E penso: la protesta sociale, il tibet libero, il vino nei bicchieri che non sono da vino, le pere al contrario, i Beach Boys con le loro barbe e i loro sandali puzzolenti.
Sarà quel che sarà, ma tornando senza treno ho pensato che alla fine tutto esiste contemporaneamente, senza farsi troppi problemi. Si insomma, tutto è, mi capite? Parlo del philadelphia, dei mocassini puzzoni. Oh insomma non riesco a spiegarmi.
Fattostà, che pensavo che il primo troll della storia fu Antonio La Trippa.
No, non Totò: parlo di Antonio La Trippa.
Proprio lui, quello spammone disonorevole; andava avanti e indietro con il suo megafono e i suoi messaggi subliminali ad intasare il condominio con i suoi flame.
E poi ho pensato: "Chi fu quindi, il primo blogger della storia?"
E mi sono risposto da solo.
Petronioooo!Petronioooo!Petronio ma dove sei?Hai visto il mio blog quanti commenti?
Penso a Filadelfia: uao.
No, non il formaggino.
Filadelfia la città.
Con tutti quei vialoni alberati, con tutti quei campanili protestanti.
E penso: la protesta sociale, il tibet libero, il vino nei bicchieri che non sono da vino, le pere al contrario, i Beach Boys con le loro barbe e i loro sandali puzzolenti.
Sarà quel che sarà, ma tornando senza treno ho pensato che alla fine tutto esiste contemporaneamente, senza farsi troppi problemi. Si insomma, tutto è, mi capite? Parlo del philadelphia, dei mocassini puzzoni. Oh insomma non riesco a spiegarmi.
Fattostà, che pensavo che il primo troll della storia fu Antonio La Trippa.
No, non Totò: parlo di Antonio La Trippa.
Proprio lui, quello spammone disonorevole; andava avanti e indietro con il suo megafono e i suoi messaggi subliminali ad intasare il condominio con i suoi flame.
E poi ho pensato: "Chi fu quindi, il primo blogger della storia?"
E mi sono risposto da solo.
Petronioooo!Petronioooo!Petronio ma dove sei?Hai visto il mio blog quanti commenti?
mercoledì, marzo 19, 2008
domenica, marzo 16, 2008
la domenica delle palme
Quello che mi accingo a raccontare non piacerà a molte persone; parla di un crimine. Anzi di più crimini. E' un racconto che assume tinte pulp. Ma quando si tratta di censurare fatti realmente accaduti allora l'uomo libero deve opporsi e parlare. Anche il buon cristiano, il buon giocatore di poker e anche il buon padre di famiglia, anche Pierferdinando Casini, la lega biliardo, gli allibratori dell' ippodromo e le sigle sindacali: insomma, avete capito la ratio dell' elenco: tutte cose che hanno a che fare con l'etica.
Stamattina ero andato in chiesa per rubare gli incassi delle offerte, perchè la domenica è festa e le chiese son chiuse; cioè, in realtà sono aperte, perchè anche un ladro inesperto come me può entrare ma al limite ci trovi un paio di vecchie, un prete, qualche quarantenne scout coi calzoncini corti: e allora va bene, perchè sono tutti pronti a porgere l'altra guancia. Solo che sta mattina era una mattina un po' speciale; me ne sono accorto perchè quando ha iniziato ad affluire un po' di gente, nessuno mi ha chiesto cosa facessi in chiesa la domenica mattina; tutti erano lì con una compostezza e una naturalezza impressionante, come se ci fossero abituati. Io lo sapevo che non c'erano abituati perchè io in chiesa ci vado sempre a riempirmi - o è un eufemismo o le mie tasche sono particolarmente ampie - le tasche di monetine. Ma forse è meglio procedere con ordine. Mi accingevo ad aprire le cassettine delle elemosine, conscio del magro guadagno, e a liquidare le vecchie con i miei temibili pugni, quando, alla spicciolata hanno iniziato ad affluire persone. Persone vere. In pochi istanti la chiesa si è riempita, più che altro si sono riempiti subito i posti a sedere. Io tanto non volevo sedermi; però volevo uscire: la seconda ondata di gente me l' ha impedito: da un momento all' alto mi aspettavo di veder entrare Gigi D'Agostino, Fausto Bertinotti o il Dalai Lama; invece è entrato un prete. Ha cominciato a parlare, poi hanno cantato insieme delle canzoni e recitato delle preghiere: mi sono commosso e ho deciso di diventare onesto e di non rubare più, per lo meno in chiesa. Poi il prete alla fine ha detto che potevamo, noi fedeli, prendere un rametto d' ulivo benedetto: ce n'era una cesta alla base dell' altare. Io lo volevo, sentivo che mi avrebbe riscattato dalla malavita. Però anche gli altri lo volevano. I bambini, i vecchi, e anche signori e signore di mezza età; e anche ragazzi e ragazze. Inutile dire che i vecchi e i bambini sono stati i primi a soccombere, calpestati dalla mezza età scesa finalmente in campo per difendere le sue due televisioni; scusate, questa è un' altra storia. Poi è venuto il momento delle ragazze, qualcuno ha avuto la brillante idea di dire che fuori distribuivano pillole anticoncezionali e poster olografici di costantino. Poi una parte di ragazzi sono stati attratti fuori da una voce che diceva: i preti stanno con i signori, vogliono il precariato perchè se no' rimangono a corto di chierichetti. Poi i signori di mezza età sono andati dietro alle ragazze. Alcuni di loro si sono lasciati dietro le loro compagne morte; hanno approfittato della situazione per toglierle di mezzo. Alcune hanno ucciso il marito; hanno approfittato della situazione per toglierli di mezzo. Adesso sono andati tutti a sposarsi con gli amanti, sono contenti e cantano un sacco di canzoni alla moda. Sono rimasto io, un gruppetto di ragazzi con il sorriso ebete, qualche ragazza mestruata, il prete, una donna incinta, un marito, una moglie (non del marito). Ma gli ulivi erano scomparsi. Tutti. Si vede che servivano a lei per riscattarsi: alla donna in carriera, Carmen Sandiego,
l'inchiavabile.
Stamattina ero andato in chiesa per rubare gli incassi delle offerte, perchè la domenica è festa e le chiese son chiuse; cioè, in realtà sono aperte, perchè anche un ladro inesperto come me può entrare ma al limite ci trovi un paio di vecchie, un prete, qualche quarantenne scout coi calzoncini corti: e allora va bene, perchè sono tutti pronti a porgere l'altra guancia. Solo che sta mattina era una mattina un po' speciale; me ne sono accorto perchè quando ha iniziato ad affluire un po' di gente, nessuno mi ha chiesto cosa facessi in chiesa la domenica mattina; tutti erano lì con una compostezza e una naturalezza impressionante, come se ci fossero abituati. Io lo sapevo che non c'erano abituati perchè io in chiesa ci vado sempre a riempirmi - o è un eufemismo o le mie tasche sono particolarmente ampie - le tasche di monetine. Ma forse è meglio procedere con ordine. Mi accingevo ad aprire le cassettine delle elemosine, conscio del magro guadagno, e a liquidare le vecchie con i miei temibili pugni, quando, alla spicciolata hanno iniziato ad affluire persone. Persone vere. In pochi istanti la chiesa si è riempita, più che altro si sono riempiti subito i posti a sedere. Io tanto non volevo sedermi; però volevo uscire: la seconda ondata di gente me l' ha impedito: da un momento all' alto mi aspettavo di veder entrare Gigi D'Agostino, Fausto Bertinotti o il Dalai Lama; invece è entrato un prete. Ha cominciato a parlare, poi hanno cantato insieme delle canzoni e recitato delle preghiere: mi sono commosso e ho deciso di diventare onesto e di non rubare più, per lo meno in chiesa. Poi il prete alla fine ha detto che potevamo, noi fedeli, prendere un rametto d' ulivo benedetto: ce n'era una cesta alla base dell' altare. Io lo volevo, sentivo che mi avrebbe riscattato dalla malavita. Però anche gli altri lo volevano. I bambini, i vecchi, e anche signori e signore di mezza età; e anche ragazzi e ragazze. Inutile dire che i vecchi e i bambini sono stati i primi a soccombere, calpestati dalla mezza età scesa finalmente in campo per difendere le sue due televisioni; scusate, questa è un' altra storia. Poi è venuto il momento delle ragazze, qualcuno ha avuto la brillante idea di dire che fuori distribuivano pillole anticoncezionali e poster olografici di costantino. Poi una parte di ragazzi sono stati attratti fuori da una voce che diceva: i preti stanno con i signori, vogliono il precariato perchè se no' rimangono a corto di chierichetti. Poi i signori di mezza età sono andati dietro alle ragazze. Alcuni di loro si sono lasciati dietro le loro compagne morte; hanno approfittato della situazione per toglierle di mezzo. Alcune hanno ucciso il marito; hanno approfittato della situazione per toglierli di mezzo. Adesso sono andati tutti a sposarsi con gli amanti, sono contenti e cantano un sacco di canzoni alla moda. Sono rimasto io, un gruppetto di ragazzi con il sorriso ebete, qualche ragazza mestruata, il prete, una donna incinta, un marito, una moglie (non del marito). Ma gli ulivi erano scomparsi. Tutti. Si vede che servivano a lei per riscattarsi: alla donna in carriera, Carmen Sandiego,
l'inchiavabile.
Memorie di un geologo (parte prima)
Incontrai Ludovico al bar, una sera di aprile. Il primo, mi pare.
Mi raccontò che Geronimo aveva provato una delle sue bravate ed era finito male.
Gli raccontai che Stacy non sarebbe mai più tornata ad Okkaido da suo marito.
Mi raccontò che Tamara aveva preso il coraggio a due mani aprendo la sua famosa pizzeria a Vienna e che il vecchio Barrett stavolta era davvero sul set di qualche sit-com.
Il gruppo era sempre stato sfasciato, sin da quando l'epidemia aveva costretto noi tutti a partire, ma cosi' male non lo eravamo stati mai.
Ludovico mi diede il suo biglietto da visita e disse: "non farci caso, un errore di stampa".
Credevo tanto di conoscerli tutti e invece non sapevo un bel niente.
Usci' dal bar, una sera di aprile.
Ho sempre pensato che il lavoro influisca molto sulla vita di una persona: niente di più sbagliato.
Fai l'agente segreto, il paracadutista, la rock star, e magari campi cent'anni.
Fai il geologo e magari ti ritrovi ad insegnare scienze in una scuola del Bronx o vieni rapito da uno scenziato pazzo per chissà quali piani strampalati in Groenlandia e prima che te ne renda conto stai stilando le tue memorie perchè sei morto.
Se mentre preparavo Elementi di Geodinamica e sismotettonica qualcuno mi avesse raccontato anche solo un decimo delle cose che poi mi sono realmente accadute, non gli avrei mai creduto.
Mi raccontò che Geronimo aveva provato una delle sue bravate ed era finito male.
Gli raccontai che Stacy non sarebbe mai più tornata ad Okkaido da suo marito.
Mi raccontò che Tamara aveva preso il coraggio a due mani aprendo la sua famosa pizzeria a Vienna e che il vecchio Barrett stavolta era davvero sul set di qualche sit-com.
Il gruppo era sempre stato sfasciato, sin da quando l'epidemia aveva costretto noi tutti a partire, ma cosi' male non lo eravamo stati mai.
Ludovico mi diede il suo biglietto da visita e disse: "non farci caso, un errore di stampa".
Credevo tanto di conoscerli tutti e invece non sapevo un bel niente.
Usci' dal bar, una sera di aprile.
Ho sempre pensato che il lavoro influisca molto sulla vita di una persona: niente di più sbagliato.
Fai l'agente segreto, il paracadutista, la rock star, e magari campi cent'anni.
Fai il geologo e magari ti ritrovi ad insegnare scienze in una scuola del Bronx o vieni rapito da uno scenziato pazzo per chissà quali piani strampalati in Groenlandia e prima che te ne renda conto stai stilando le tue memorie perchè sei morto.
Se mentre preparavo Elementi di Geodinamica e sismotettonica qualcuno mi avesse raccontato anche solo un decimo delle cose che poi mi sono realmente accadute, non gli avrei mai creduto.
giovedì, marzo 13, 2008
Put Your Hands Up For Detroit
Ritorno col pensiero ad un' ipiroga vera, buona, sana; volevo dire perversa, falsa, feroce: va bè, é la stessa cosa. Sono orgoglione di presentorvi la mia nova miniserie:
Matrimonio, un' etica poket per giuristi
Negroni, Americano, Dry Martini,
un giorno io dirò le vostre origini latenti!
ma ora no;
I miei più recenti studi di diritto romano, materia alquanto desueta, mi hanno spinto ad un analisi approfondita del matrimonio, pratica altrettanto desueta; analisi profonda, della quale sono interessato a rendervi edotti, per illustrarmi ai vostri occhi come un vero e proprio Gaio, in inglese pronunciato Gay.
Orbene, cominciamo dalla cornice paradisiaca, che riduce ad un felice quadretto il momento, ben più patetico, degli inviti: la sposa che lo prega di non farlo, di non invitare gli amici di sempre, e lui che dice: "sicuramente non ci sarà nessun problema zuccherino pasticcino mieloso, sono ormai adulti e responsabili, ormai prossimi anch' essi alla confarreatio". Poi va in bagno, e li chiama -("oh, non fate cazzate, guardate che ci tengo alla mia confarreatio" "va bene, va bene, non ti preoccupare, sappiamo quanto ci tieni" "mi raccomando ragazzi")- poi si masturba. Reputa la pratica interessante. Viene, si pente e piange: veni, vidi, vici; Cesare.
I Preparativi
Saltiamo la scelta dell' abito, sicuramente pudico fin dalle mutande (modello castità extreme, con incorporata sirena, allarme satellitare, richiesta supporto aereo) , e per noi di scarso interesse storico, e anche le altre pratiche di ordinaria amministrazione (cerimonia, banchetto, torta...); concentriamoci invece sulla preparazione che gli amici stanno affrontando per cercare di non trovarsi a disagio e di dare un degno rilievo al giorno più bello della vita della sposa, e il più orrendo per lo sposo (per via delle pari opportunità, mi sembra opportuno aggiungere: e viceversa).
Ad ogni modo la corte degli amici risulta, almeno in via preliminare, così composta:
Numero 22 puttane chiatte di origine nigeriana o simile, o comunque dubbia; poco costose, non impegnative, numerose (innamorate dello sposo);
Numero 15 transessuali da tutto il mondo, per dare un tocco di internazionalità all'evento (innamorati indistintamente di sposa e sposo);
Numero 3 prostitute di classe per il soddisfacimento delle proprie voglie post cerimoniam;
Inviti falsi recapitati a: Miss Italia, Miss Calabria, Miss Cicciona, Robocop, Rambo, Hitler, Romano Prodi, Lady Marianna, nuova presidentessa di confindustria, Giovanni senza terra, Charlie Brown, presidente naz. artigiani di pipe, Oscar Wilde, Paul Verlaine, Walter Pizzulli e altri;
Inoltre, per usi da definirsi, s'è ritenuto opportuno l'acquisto di:
Numero 5 casse di birre, numero due bottiglie di wiskey, numero sette litri di soluzioni pronte di negroni (con fettine d' arancia incorporate), dumero 30 super confezioni di preservativi, numero 10 confezioni di pannoloni, un libro del kamasutra, un libro su come essere un buon padre, un libro sulla menopausa, un' abbonamento pluriennale a famiglia cristiana, una pentola a pressione, una pomata per il buco del culo, un sacchetto di riso
fine del primio episodio
Matrimonio, un' etica poket per giuristi
Negroni, Americano, Dry Martini,
un giorno io dirò le vostre origini latenti!
ma ora no;
I miei più recenti studi di diritto romano, materia alquanto desueta, mi hanno spinto ad un analisi approfondita del matrimonio, pratica altrettanto desueta; analisi profonda, della quale sono interessato a rendervi edotti, per illustrarmi ai vostri occhi come un vero e proprio Gaio, in inglese pronunciato Gay.
Orbene, cominciamo dalla cornice paradisiaca, che riduce ad un felice quadretto il momento, ben più patetico, degli inviti: la sposa che lo prega di non farlo, di non invitare gli amici di sempre, e lui che dice: "sicuramente non ci sarà nessun problema zuccherino pasticcino mieloso, sono ormai adulti e responsabili, ormai prossimi anch' essi alla confarreatio". Poi va in bagno, e li chiama -("oh, non fate cazzate, guardate che ci tengo alla mia confarreatio" "va bene, va bene, non ti preoccupare, sappiamo quanto ci tieni" "mi raccomando ragazzi")- poi si masturba. Reputa la pratica interessante. Viene, si pente e piange: veni, vidi, vici; Cesare.
I Preparativi
Saltiamo la scelta dell' abito, sicuramente pudico fin dalle mutande (modello castità extreme, con incorporata sirena, allarme satellitare, richiesta supporto aereo) , e per noi di scarso interesse storico, e anche le altre pratiche di ordinaria amministrazione (cerimonia, banchetto, torta...); concentriamoci invece sulla preparazione che gli amici stanno affrontando per cercare di non trovarsi a disagio e di dare un degno rilievo al giorno più bello della vita della sposa, e il più orrendo per lo sposo (per via delle pari opportunità, mi sembra opportuno aggiungere: e viceversa).
Ad ogni modo la corte degli amici risulta, almeno in via preliminare, così composta:
Numero 22 puttane chiatte di origine nigeriana o simile, o comunque dubbia; poco costose, non impegnative, numerose (innamorate dello sposo);
Numero 15 transessuali da tutto il mondo, per dare un tocco di internazionalità all'evento (innamorati indistintamente di sposa e sposo);
Numero 3 prostitute di classe per il soddisfacimento delle proprie voglie post cerimoniam;
Inviti falsi recapitati a: Miss Italia, Miss Calabria, Miss Cicciona, Robocop, Rambo, Hitler, Romano Prodi, Lady Marianna, nuova presidentessa di confindustria, Giovanni senza terra, Charlie Brown, presidente naz. artigiani di pipe, Oscar Wilde, Paul Verlaine, Walter Pizzulli e altri;
Inoltre, per usi da definirsi, s'è ritenuto opportuno l'acquisto di:
Numero 5 casse di birre, numero due bottiglie di wiskey, numero sette litri di soluzioni pronte di negroni (con fettine d' arancia incorporate), dumero 30 super confezioni di preservativi, numero 10 confezioni di pannoloni, un libro del kamasutra, un libro su come essere un buon padre, un libro sulla menopausa, un' abbonamento pluriennale a famiglia cristiana, una pentola a pressione, una pomata per il buco del culo, un sacchetto di riso
fine del primio episodio
mercoledì, marzo 12, 2008
Memorie di una guida
L'acqua è sul fuoco.
L'acqua bolle già.
Mi faccio un tè.
Mi faccio un sonnellino.
Il mio Passeggero questa volta non è tanto impaziente, ma questa è soltanto una mia sensazione.
Forse per lui sono solo pochi secondi che siamo qui. Se cosi' fosse devo riconoscere che è un tipo molto molto paziente. Gli dico che andrò al lago, a pescare; d'altronde non si può fare un granchè qui.
I giorni passati mi ha raccontato la sua vita, come se volesse lasciare un testimone delle sue memorie.
E' un omino vecchio vecchio, cosi vecchio da sembrare una noce moscata. Mi ha raccontato di essere stato un omone grande e grosso, sempre con la risposta pronta. Mi ha raccontato di aver sempre avuto una prediposizione per i lavori dove l'impatto fisico era importante: il controllore, la maschera, il buttafuori, lo spezzapollici.
Il giorno dopo ha proseguito nelle sue confidenze e mi ha rivelato il motivo del nostro viaggio: deve salvare un narvalo da suo fratello.
Quando ho riso del suo proposto, facendogli notare che i miei Passeggeri avevano spesso avuto mire ben più virtuose o, per lo meno, ambiziose, è diventato tutto serio ed ha detto che si trattava di qualcosa che avrebbe dovuto preoccupare anche me.
Forse aveva ragione; in effetti sto stendendo le mie memorie....sarò mica morta?
L'acqua bolle già.
Mi faccio un tè.
Mi faccio un sonnellino.
Il mio Passeggero questa volta non è tanto impaziente, ma questa è soltanto una mia sensazione.
Forse per lui sono solo pochi secondi che siamo qui. Se cosi' fosse devo riconoscere che è un tipo molto molto paziente. Gli dico che andrò al lago, a pescare; d'altronde non si può fare un granchè qui.
I giorni passati mi ha raccontato la sua vita, come se volesse lasciare un testimone delle sue memorie.
E' un omino vecchio vecchio, cosi vecchio da sembrare una noce moscata. Mi ha raccontato di essere stato un omone grande e grosso, sempre con la risposta pronta. Mi ha raccontato di aver sempre avuto una prediposizione per i lavori dove l'impatto fisico era importante: il controllore, la maschera, il buttafuori, lo spezzapollici.
Il giorno dopo ha proseguito nelle sue confidenze e mi ha rivelato il motivo del nostro viaggio: deve salvare un narvalo da suo fratello.
Quando ho riso del suo proposto, facendogli notare che i miei Passeggeri avevano spesso avuto mire ben più virtuose o, per lo meno, ambiziose, è diventato tutto serio ed ha detto che si trattava di qualcosa che avrebbe dovuto preoccupare anche me.
Forse aveva ragione; in effetti sto stendendo le mie memorie....sarò mica morta?
sabato, marzo 08, 2008
Memorie di un cleptomane
Ho una passione per i numeri.
Sette palazzi tutti in fila, cinque litografie del Don Chisciotte, tre gradini, due porte, tre bagni, sei finestre, un tavolo Ikea, due belle statuine, quattro caramelle, un pappagallo, una lettera d'amore, una vecchia, un anello bello grosso e luccicante.
La vecchia mi guarda sorniona, godendo dell'impressione che mi suscita.
Di anni ne avrà almeno centosette, ma per quanto sia ricca in questo frangente non la invidio.
E' tutta rugosa e incartapecorita come la suola di quella scarpa che presi in prestito ad un soldato greco l'anno passato.
L'anno in cui la vecchia aveva qualcosa come centosei anni. Il pappagallo tre.
Mi spiega con tutta calma il piano, pendolando lentamente sulla sua sedia a dondolo. Trenta dondolate, settanta parole al minuto. Allunga la mano avvizzita sotto il peso di quel grande, grandissimo anello nero come la notte. Posandomi la pasticca in mano, sembra aspettare da un momento all'altro che il contatto delle mie dita con quel gioiello possa risvegliare potenze arcane e misteriose.
Forse si aspetta che le salti addosso urlando, deciso a mozzarle il dito coronato dal mio tesoro, come se mi importasse qualcosa di quel bellissimo, preziosissimo anello.
Sicuramente non sa come funziona la cleptomania.
Forse si aspetta che dica qualcosa. Trenta dondolate, zero parole al minuto.
Dopo avermi ripetuto ancora una volta come e quando dovrò mandare in acido quel tenero agente cosi' poco segreto, mi fa cenno di allontanarmi, delusa dal suo primo incontro con un cleptomane.
Tre gradini, cento passi. Apro la mano destra e vedo una pasticca spessa e grigia. Apro la mano sinistra e vedo quattro caramelle gommose.
Una mano lava l'altra, diceva mia nuora.
Sette palazzi tutti in fila, cinque litografie del Don Chisciotte, tre gradini, due porte, tre bagni, sei finestre, un tavolo Ikea, due belle statuine, quattro caramelle, un pappagallo, una lettera d'amore, una vecchia, un anello bello grosso e luccicante.
La vecchia mi guarda sorniona, godendo dell'impressione che mi suscita.
Di anni ne avrà almeno centosette, ma per quanto sia ricca in questo frangente non la invidio.
E' tutta rugosa e incartapecorita come la suola di quella scarpa che presi in prestito ad un soldato greco l'anno passato.
L'anno in cui la vecchia aveva qualcosa come centosei anni. Il pappagallo tre.
Mi spiega con tutta calma il piano, pendolando lentamente sulla sua sedia a dondolo. Trenta dondolate, settanta parole al minuto. Allunga la mano avvizzita sotto il peso di quel grande, grandissimo anello nero come la notte. Posandomi la pasticca in mano, sembra aspettare da un momento all'altro che il contatto delle mie dita con quel gioiello possa risvegliare potenze arcane e misteriose.
Forse si aspetta che le salti addosso urlando, deciso a mozzarle il dito coronato dal mio tesoro, come se mi importasse qualcosa di quel bellissimo, preziosissimo anello.
Sicuramente non sa come funziona la cleptomania.
Forse si aspetta che dica qualcosa. Trenta dondolate, zero parole al minuto.
Dopo avermi ripetuto ancora una volta come e quando dovrò mandare in acido quel tenero agente cosi' poco segreto, mi fa cenno di allontanarmi, delusa dal suo primo incontro con un cleptomane.
Tre gradini, cento passi. Apro la mano destra e vedo una pasticca spessa e grigia. Apro la mano sinistra e vedo quattro caramelle gommose.
Una mano lava l'altra, diceva mia nuora.
domenica, marzo 02, 2008
Memorie di un falegname
Fa-legname: verrebbe da dire che io la legna la creassi.
E invece no, uscendo dalla mia capanna nella Foresta Nera prendevo l'accetta ed il legno andavo a tagliarlo. Pim pum pam, un suono come di bonghi nella foresta mica tanto vergine, un suono di colpi d'ascia contro qualche pianta perenne con fusto eretto legnoso detto tronco o stipite che a qualche distanza dal suolo presenta delle ramificazioni, ossia contro qualche albero.
Fa-legname.
Nella Foresta Nera non ci sono tanti grilli, tantomeno parlanti, per cui la mia vita fu lunga e priva di sorprese. Esclusa una sola, solitaria volta, in cui la mia tranquilla esistenza di manifattore venne scossa cosi come la mia accetta scuoteva dabbasso le fronde delle piante più alte.
Erano circa le tre del pomeriggio e ricordo che quel giorno mi ero appisolato dopo pranzo, riflettendo sull'esistenza di forme di vita nel centro della terra. Un suono mostruoso, come il chicchirichi' vibrante d'un gallo meccanico mi avevo svegliato e, senza nutrire alcuna paura, mi diressi correndo verso la sorgente del rumore.
Giunto ai bordi di una radura, scorsi al centro di quest'ultima un enorme scarpa slacciata, più grande di qualunqe cosa grande io avessi mai visto, esclusi il sole, la luna e le montagne.
Dopo una sommaria osservazione di quello strano oggetto, feci dietrofront per ritornare alla mia capanna.
Benchè si possa obiettare che io ne sia il carnefice, non mi reputo tanto diverso dai più maestosi alberi presenti su questa nostra terra: là dove il caso mi ha posto, io sto.
E invece no, uscendo dalla mia capanna nella Foresta Nera prendevo l'accetta ed il legno andavo a tagliarlo. Pim pum pam, un suono come di bonghi nella foresta mica tanto vergine, un suono di colpi d'ascia contro qualche pianta perenne con fusto eretto legnoso detto tronco o stipite che a qualche distanza dal suolo presenta delle ramificazioni, ossia contro qualche albero.
Fa-legname.
Nella Foresta Nera non ci sono tanti grilli, tantomeno parlanti, per cui la mia vita fu lunga e priva di sorprese. Esclusa una sola, solitaria volta, in cui la mia tranquilla esistenza di manifattore venne scossa cosi come la mia accetta scuoteva dabbasso le fronde delle piante più alte.
Erano circa le tre del pomeriggio e ricordo che quel giorno mi ero appisolato dopo pranzo, riflettendo sull'esistenza di forme di vita nel centro della terra. Un suono mostruoso, come il chicchirichi' vibrante d'un gallo meccanico mi avevo svegliato e, senza nutrire alcuna paura, mi diressi correndo verso la sorgente del rumore.
Giunto ai bordi di una radura, scorsi al centro di quest'ultima un enorme scarpa slacciata, più grande di qualunqe cosa grande io avessi mai visto, esclusi il sole, la luna e le montagne.
Dopo una sommaria osservazione di quello strano oggetto, feci dietrofront per ritornare alla mia capanna.
Benchè si possa obiettare che io ne sia il carnefice, non mi reputo tanto diverso dai più maestosi alberi presenti su questa nostra terra: là dove il caso mi ha posto, io sto.
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