Mi svegliai nel tramonto della casbah, senza sapere chi fossi.
Anche senza conoscermi troppo, capii subito che non ero originario di quei luoghi.
Mi sentivo come un pesce fuor'acqua, come un long island tra due martini on the rocks.Rock the casbah: dovevo fuggire. Con la coda dell'occhio scorsi la coda di un gallo, forse di un gallo cedrone. Cocktail. Per un attimo realizzai di essermi svegliato dopo aver perso la memoria in un paese straniero: che fossi un agente segreto?
Sarebbe stato fichissimo: gli agenti segreti bevono sempre martini.
domenica, febbraio 17, 2008
martedì, febbraio 12, 2008
Memorie di un tatuatore
Sono molto contento di incominciare questo ambizioso progetto, ma siccome non ho molti ricordi della mia infanzia mi perdonerete se incomincio da un punto preso a caso.
Compii dodici anni ed un piccolo incidente, adesso non riesco bene a ricordarmi di che tipo, mi provocò una cicatrice maestosa, che divise perfettamente a metà il mio volto, già simmetrico per conto suo. Scocciato dall'inconveniente, mi iscrissi al liceo classico, come gesto di ritorsione contro la vita stessa.
Tra le cartavetranti pareti del liceo regio, la regola dantesca del contrappasso mi diede l'ispirazione per trovare la mia professione: cosi' come la sorte aveva disegnato sul mio volto qualcosa che non avevo assolutamente richiesto, io avrei pitturato le carni snaturando l'opera iniziale di madre natura.Divenni tatuatore di uomini.
I dieci anni successivi furono un' orgia di sirene, ancore, teschi fiammeggianti e spade.
Poi, un bel giorno, anche se non ricordo proprio bene quale giorno fosse, venne la moda dell'avanguardismo, e la gente incominciò a cancellarsi tatuaggi che non aveva.
Disgustato, anche se non mi ricordo bene perchè, abbandonai la professione per dedicarmi ad altro.
Trovai lavoro come mangiafuoco, poi come schiavo in una copisteria ed infine approdai nel cantiere appena varato di un raccordo anulare. Lavorai giorno a notte come manovale, arrivando a chiamare per nome ogni singola colata di calcestruzzo e dormendo tra le bettoniere accese. Una sera al bar confidai il motivo del mio fervore costruttivo ad uno sconosciuto. Questi, sentendo che dedicavo anima e corpo alla costruzione di quel raccordo per dimenticare la mia esperienza di tatuatore fallito, ironizzò sul fatto che da tatuatore di uomini ero diventato tatuatore di mondi.
Ascoltando quelle parole, mi sovvenne alla mente l'immagine atavica di un uomo che orina nella neve: era stato il mondo a tatuare me.
Compii dodici anni ed un piccolo incidente, adesso non riesco bene a ricordarmi di che tipo, mi provocò una cicatrice maestosa, che divise perfettamente a metà il mio volto, già simmetrico per conto suo. Scocciato dall'inconveniente, mi iscrissi al liceo classico, come gesto di ritorsione contro la vita stessa.
Tra le cartavetranti pareti del liceo regio, la regola dantesca del contrappasso mi diede l'ispirazione per trovare la mia professione: cosi' come la sorte aveva disegnato sul mio volto qualcosa che non avevo assolutamente richiesto, io avrei pitturato le carni snaturando l'opera iniziale di madre natura.Divenni tatuatore di uomini.
I dieci anni successivi furono un' orgia di sirene, ancore, teschi fiammeggianti e spade.
Poi, un bel giorno, anche se non ricordo proprio bene quale giorno fosse, venne la moda dell'avanguardismo, e la gente incominciò a cancellarsi tatuaggi che non aveva.
Disgustato, anche se non mi ricordo bene perchè, abbandonai la professione per dedicarmi ad altro.
Trovai lavoro come mangiafuoco, poi come schiavo in una copisteria ed infine approdai nel cantiere appena varato di un raccordo anulare. Lavorai giorno a notte come manovale, arrivando a chiamare per nome ogni singola colata di calcestruzzo e dormendo tra le bettoniere accese. Una sera al bar confidai il motivo del mio fervore costruttivo ad uno sconosciuto. Questi, sentendo che dedicavo anima e corpo alla costruzione di quel raccordo per dimenticare la mia esperienza di tatuatore fallito, ironizzò sul fatto che da tatuatore di uomini ero diventato tatuatore di mondi.
Ascoltando quelle parole, mi sovvenne alla mente l'immagine atavica di un uomo che orina nella neve: era stato il mondo a tatuare me.
lunedì, febbraio 11, 2008
L'OST - 1 Puntata: giorno del disastro
Appena Pirito rinvenne credette di avere di nuovo esagerato con i cartoni giapponesi porno la sera prima.
Poi ricordò tutto.
La gita,l'aereo,le cuffie viola sulle orecchie,un po' di relax con il suo ricercatissimo jazz coreano:perfetto per il riposino che si era prefissato di fare durante il volo.
Prima di socchiudere le palpebre ebbe ancora la voglia di pensare al pisello di Goku e a quanto sarebbe stato più bello se avessero deciso di passare la loro ultima gita in Giappone.
Poi di colpò si risvegliò,come se qualcuno gli stesse rubando l'aria,le orecchie che gli scoppiavano:l'aereo stava precipitando e loro con lui.
Pirito non ebbe il tempo di pensare a nulla,neanche il tempo di avere paura.Sarebbero caduti in mare,i loro corpi si sarebbero inabissati con la carcassa di quel vecchio trabiccolo Alitalia,e non sarebbero mai più stati ritrovati.
Il Mediterraneo è un mare cattivo.
Almeno tutto sarebbe finito in fretta,la pressione lo stava comprimendo fino ad ucciderlo.Il povero Pirito non desiderava altro che tutto quello finisse:e in quel momento l'aereo si spezzò in due.
La coda si separò dal resto del velivolo e cambiò direzione:fu allora che il povero Pirito svenne.
I suoi amati compagni di classe correvano da una parte all'altra,frenetici,qualcuno era ferito,qualcuno era svenuto come lui,ma non si era ancora ridestato.
Si passò fra le mani un po' della sabbia su cui giaceva,e poi un po' fra i capelli,rendendoli pieni di sorprese come piacevano a lui,poi guardò ancora l'aereo:era adagiato sul fondale vicino alla riva.Aveva deciso di non incendiarsi,di non schiantarsi sulla terraferma nè di inabissarsi portandoli giu con lui.Si era incagliato li',a metà strada:l'aereo aveva deciso di risparmiarli.
Mentre Pirito pensava,la loro professoressa di inglese spuntava fuori dall'aereo,il volto sfigurato,la pelle in brandelli,ma gli occhi ancora azzurri curiosi.
"Cazzo ma pure lei si è salvata?"-pensò il giovane- e,quello che fino ad un momento prima era l'aereoplano che li aveva salvati,decise di esplodere.
Prima che la vecchia riuscisse ad allontanarsi.
CONTINUA...
Poi ricordò tutto.
La gita,l'aereo,le cuffie viola sulle orecchie,un po' di relax con il suo ricercatissimo jazz coreano:perfetto per il riposino che si era prefissato di fare durante il volo.
Prima di socchiudere le palpebre ebbe ancora la voglia di pensare al pisello di Goku e a quanto sarebbe stato più bello se avessero deciso di passare la loro ultima gita in Giappone.
Poi di colpò si risvegliò,come se qualcuno gli stesse rubando l'aria,le orecchie che gli scoppiavano:l'aereo stava precipitando e loro con lui.
Pirito non ebbe il tempo di pensare a nulla,neanche il tempo di avere paura.Sarebbero caduti in mare,i loro corpi si sarebbero inabissati con la carcassa di quel vecchio trabiccolo Alitalia,e non sarebbero mai più stati ritrovati.
Il Mediterraneo è un mare cattivo.
Almeno tutto sarebbe finito in fretta,la pressione lo stava comprimendo fino ad ucciderlo.Il povero Pirito non desiderava altro che tutto quello finisse:e in quel momento l'aereo si spezzò in due.
La coda si separò dal resto del velivolo e cambiò direzione:fu allora che il povero Pirito svenne.
I suoi amati compagni di classe correvano da una parte all'altra,frenetici,qualcuno era ferito,qualcuno era svenuto come lui,ma non si era ancora ridestato.
Si passò fra le mani un po' della sabbia su cui giaceva,e poi un po' fra i capelli,rendendoli pieni di sorprese come piacevano a lui,poi guardò ancora l'aereo:era adagiato sul fondale vicino alla riva.Aveva deciso di non incendiarsi,di non schiantarsi sulla terraferma nè di inabissarsi portandoli giu con lui.Si era incagliato li',a metà strada:l'aereo aveva deciso di risparmiarli.
Mentre Pirito pensava,la loro professoressa di inglese spuntava fuori dall'aereo,il volto sfigurato,la pelle in brandelli,ma gli occhi ancora azzurri curiosi.
"Cazzo ma pure lei si è salvata?"-pensò il giovane- e,quello che fino ad un momento prima era l'aereoplano che li aveva salvati,decise di esplodere.
Prima che la vecchia riuscisse ad allontanarsi.
CONTINUA...
Memorie di un avanguardista
Sono sempre stato un avanguardista, anche adesso per esempio, sto già scrivendo la nona riga.
Nacqui in una famiglia benestante molto tempo prima che l'essere benestanti fosse di moda e diventai anche pelato prima di tutti gli altri.
All'età di diciannove anni andai all'accademia delle belle arti, ma anche questa volta la mia stessa avanguardistiezza (come in seguito, io stesso, la definii) mi anticipò: andai all'accademia, ma per insegnare. Anticipai alcune cose cosi' tanto che alla fine la moda, frustrata, le lasciò perdere.
Le mie opere furono ospitate nel mezzo della foresta nera, aspettando le mostre che nel futuro le avrebbero celate al loro interno: era l'apice dell'avanguardistiezza.
Sulla scia del fervore avanguardista, ben presto mi annoiai e lo scoprirmi nudo come natura m'aveva fatto davanti al personal computer a vandalizzare la mia stessa pagina su wikipedia mi diede da pensare.
Durante sette anni in tibet, mi venne una folgorazione. Infatti uscendo, chiesi alla maschera cosa ne pensava di un artista che affronta simpaticamente la propria morte. Ricevetti la risposta che mi aspettavo.
Il giorno seguente annunciai personalmente la mia morte in diretta televisiva facendo schizzare alle stelle le quotazioni delle mie opere.
Da quel giorno vivo in un piccolo paradiso fiscale, rilasciando quà e la interviste dall'aldilà ("Interviste al dilà dell'al di qua" editore Bomboloni, 212 pagine, copertina brossurata su richiesta) e godendomi l'affetto dei miei cari: ogni giorno che passa è migliore del precedente
Nacqui in una famiglia benestante molto tempo prima che l'essere benestanti fosse di moda e diventai anche pelato prima di tutti gli altri.
All'età di diciannove anni andai all'accademia delle belle arti, ma anche questa volta la mia stessa avanguardistiezza (come in seguito, io stesso, la definii) mi anticipò: andai all'accademia, ma per insegnare. Anticipai alcune cose cosi' tanto che alla fine la moda, frustrata, le lasciò perdere.
Le mie opere furono ospitate nel mezzo della foresta nera, aspettando le mostre che nel futuro le avrebbero celate al loro interno: era l'apice dell'avanguardistiezza.
Sulla scia del fervore avanguardista, ben presto mi annoiai e lo scoprirmi nudo come natura m'aveva fatto davanti al personal computer a vandalizzare la mia stessa pagina su wikipedia mi diede da pensare.
Durante sette anni in tibet, mi venne una folgorazione. Infatti uscendo, chiesi alla maschera cosa ne pensava di un artista che affronta simpaticamente la propria morte. Ricevetti la risposta che mi aspettavo.
Il giorno seguente annunciai personalmente la mia morte in diretta televisiva facendo schizzare alle stelle le quotazioni delle mie opere.
Da quel giorno vivo in un piccolo paradiso fiscale, rilasciando quà e la interviste dall'aldilà ("Interviste al dilà dell'al di qua" editore Bomboloni, 212 pagine, copertina brossurata su richiesta) e godendomi l'affetto dei miei cari: ogni giorno che passa è migliore del precedente
giovedì, febbraio 07, 2008
Admiral Benbow
Intro
Jim portami un bicchiere di rum.
Jim dimmi se arriva un cuoco cattivo.
Jim dimmi com'è la vita secondo te:
la vita secondo Jim.
Svolgimento
Jim sventola il dito grassoccio sulla ghiera dell'ipod nuovo di pacca: è un ragazzino come tanti.
Dalla finestra sua madre lo guarda avviarsi verso il molo, con la testa bassa e la musica nelle orecchie. Pensa: "mio figlio è un segaiolo" e vorrebbe dirlo ad alta voce ma non si fida dei pirati.
Pirati!
Non ci si fida di uno che giura su un Harry Potter a cui mancano delle pagine!
Pirati!Che poi, nella locanda, di pirata ce nè soltanto uno.
Esaminato dall'occhio critico dell'ostessa, che poi sarebbe la madre di Jim, non si tratta nemmeno di un gran pirata.Secondo la sua consumata esperienza i pirati assomigliano in tutto e per tutto a dei cammellieri, con la differenza che questi ultimi posseggono un numero ben più vasto di cicatrici. In effetti, nessun cammello potrebbe mai stare molto tranquillo sulla spalla di un cammelliere, per quanto bene gli possa essere stato insegnato a ripetere le parole "pezzi da otto" e "corpo di mille bombarde".
"Donna!" sbotta il pirata dal suo angolo "portami un semolino!"
Cibo da pirati, pensa ad alta voce l'ostessa.
Jim portami un bicchiere di rum.
Jim dimmi se arriva un cuoco cattivo.
Jim dimmi com'è la vita secondo te:
la vita secondo Jim.
Svolgimento
Jim sventola il dito grassoccio sulla ghiera dell'ipod nuovo di pacca: è un ragazzino come tanti.
Dalla finestra sua madre lo guarda avviarsi verso il molo, con la testa bassa e la musica nelle orecchie. Pensa: "mio figlio è un segaiolo" e vorrebbe dirlo ad alta voce ma non si fida dei pirati.
Pirati!
Non ci si fida di uno che giura su un Harry Potter a cui mancano delle pagine!
Pirati!Che poi, nella locanda, di pirata ce nè soltanto uno.
Esaminato dall'occhio critico dell'ostessa, che poi sarebbe la madre di Jim, non si tratta nemmeno di un gran pirata.Secondo la sua consumata esperienza i pirati assomigliano in tutto e per tutto a dei cammellieri, con la differenza che questi ultimi posseggono un numero ben più vasto di cicatrici. In effetti, nessun cammello potrebbe mai stare molto tranquillo sulla spalla di un cammelliere, per quanto bene gli possa essere stato insegnato a ripetere le parole "pezzi da otto" e "corpo di mille bombarde".
"Donna!" sbotta il pirata dal suo angolo "portami un semolino!"
Cibo da pirati, pensa ad alta voce l'ostessa.
martedì, febbraio 05, 2008
Momenti d'inerzia
Intro
Il treno è fatto in un modo cosi strano che correndo dall'ultimo vagone al primo riuscirei a rallentarlo, anche se di poco.
Svolgimento
Due vecchie siedono accanto a me, la più distante guarda fuori dal finestrino, lo sguardo è vacuo ma pieno d'amore.L'altra sfoglia distrattamente Men's Health, tenendo la linea della bocca piatta come una portaerei.Pochi posti più avanti, un ragazzino emo canta a bassa voce Battiato, in inglese, per darsi un tono.Dietro di noi alcuni studenti di un istituto alberghiero, mi pare intitolato ad Ilona Staller, ridono dei rimbrotti che un vecchio controllore omofobo rivolge ad alcuni punk-a-bestia.
Questo è il viaggio in treno che stasera ho sovrapposto alla realtà quando il vero viaggio stava diventando decisamente troppo noioso. Non è che cerchi di negare la realtà: la insaporisco.
La vecchia accanto a me gira pagina e l'occhio le cade sulla foto d'un gigantesco cavallo imbizzarrito.Al che, perdendo tutta la sua compostezza, accarezza la foto e sussurra: "...stallone....stallone...". A questo punto l'altra, sentendo l'amica si alza ed urla: "Sylvester?Dove?!Dove?!!"
Non temete per me: passerà.
E' solo un momento d'inerzia.
Il treno è fatto in un modo cosi strano che correndo dall'ultimo vagone al primo riuscirei a rallentarlo, anche se di poco.
Svolgimento
Due vecchie siedono accanto a me, la più distante guarda fuori dal finestrino, lo sguardo è vacuo ma pieno d'amore.L'altra sfoglia distrattamente Men's Health, tenendo la linea della bocca piatta come una portaerei.Pochi posti più avanti, un ragazzino emo canta a bassa voce Battiato, in inglese, per darsi un tono.Dietro di noi alcuni studenti di un istituto alberghiero, mi pare intitolato ad Ilona Staller, ridono dei rimbrotti che un vecchio controllore omofobo rivolge ad alcuni punk-a-bestia.
Questo è il viaggio in treno che stasera ho sovrapposto alla realtà quando il vero viaggio stava diventando decisamente troppo noioso. Non è che cerchi di negare la realtà: la insaporisco.
La vecchia accanto a me gira pagina e l'occhio le cade sulla foto d'un gigantesco cavallo imbizzarrito.Al che, perdendo tutta la sua compostezza, accarezza la foto e sussurra: "...stallone....stallone...". A questo punto l'altra, sentendo l'amica si alza ed urla: "Sylvester?Dove?!Dove?!!"
Non temete per me: passerà.
E' solo un momento d'inerzia.
venerdì, febbraio 01, 2008
quel fottuto venerdì del mese
(temo di avere già scritto un post uguale)
Sarebbe stato oggi. Quel fottutissimo giorno sarebbe stato oggi. Quel giorno dove gli schiavi sarebbero diventati re, e i re sarebbero rimasti re; il giorno dell' emancipazione, della dignità anche per te.
Pablo Picazzo sarebbe entrato nella latteria, come tutti i venerdì, e avrebbe detto alla lattaia che no, non lo voleva il cappuccio, voleva l' espresso perchè ormai era diventato grande, e i grandi, com' è noto, bevono l'espresso. L' avrebbe fatto, perchè adesso era anche membro dell' associazione Te Diegum, e non aveva più paura.
"allora, Pablo, il solito cappuccino con tanta schiuma?"
"si, grazie"
Merda, la scena si ripeteva da quando faceva le elementari e ormai, era prossimo alla pensione, quasi. Però gli piaceva, gli sembrava ogni volta di tornare indietro, nel tempo, a quando andava a scuola e con la merendina nel paniere continuava a pensare "io non lo pago il pizzo".
E poi lo pagava. Merda.
Sarebbe stato oggi. Quel fottutissimo giorno sarebbe stato oggi. Quel giorno dove gli schiavi sarebbero diventati re, e i re sarebbero rimasti re; il giorno dell' emancipazione, della dignità anche per te.
Pablo Picazzo sarebbe entrato nella latteria, come tutti i venerdì, e avrebbe detto alla lattaia che no, non lo voleva il cappuccio, voleva l' espresso perchè ormai era diventato grande, e i grandi, com' è noto, bevono l'espresso. L' avrebbe fatto, perchè adesso era anche membro dell' associazione Te Diegum, e non aveva più paura.
"allora, Pablo, il solito cappuccino con tanta schiuma?"
"si, grazie"
Merda, la scena si ripeteva da quando faceva le elementari e ormai, era prossimo alla pensione, quasi. Però gli piaceva, gli sembrava ogni volta di tornare indietro, nel tempo, a quando andava a scuola e con la merendina nel paniere continuava a pensare "io non lo pago il pizzo".
E poi lo pagava. Merda.
Salsiccia e cime di rapa
Intro
Me lo paghi il panino?Questa frase mi entra e mi esce dalla testa come un boomerang.
A proposito: chi pagherà il panino agli aborigeni?
Svolgimento
Se vuoi davvero qualcosa dalla vita, datti da fare e prendila: basta solo raggiungere il marciapiede opposto. Basta solo entrare e chiedere educatamente una pizza.Eva la impasta con mani sapienti: super margherita con mozzarella extra, la radio, la foto di giornale del cane sommerso dai funghi, gli scherzetti del ragazzo delle pizze, che però non capisco, che forse nessuno capisce. Eva impasta con mani sapenti e non faccio in tempo a chiedere anche una cocacola che la mia pizza è già pronta, impacchettata in una scatola che augura buone feste: mi do da fare e la prendo.
A fine giornata infilandomi nel letto ripenso alla pizza e mi dico: "avrai una sete bestiale, stanotte" e lieto mi addomento.
martedì, gennaio 29, 2008
L' esperto risponde
Cari iPiroga,
ho visto che avete introdotto un' innovazione sul vostro sito, mi riferisco alla vostra casella di posta (l' indirizzo sotto alla macchina). Be' io non so se vi andrà di rispondermi, o se avrò il privilegio di vedere pubblicata questa mia semplice mail, però io questa domanda ve la voglio porre; e si, perchè sento che voi avete la risposta. Come mai in america Latina la prostituzione è più allegra?
spero che mi rispondiate,
vi leggo sempre
Paolo Boselli jr.
Caro Paolo Boselli jr., fra le tante mail che abbiamo ricevuto grazie all' attivazione del nuovo indirizzo di posta, ho scelto la tua, non tanto per le luride lusinghe che ho dovuto leggere, quanto per la domanda assolutamente esaltante che hai posto.
Samba! Com' è più allegra la prostituzione in America Latina!
C' è il carnevale di Rio, ci sono le dittature, ci sono le ragazze con la pelle scura.
C'è un rapporto strano con la morte, in America Latina, che ha qualcosa a che fare con le sopracitate ragazze, con le sopracitate dittature, anche con la già nominata morte, a volte. Di solito c'è un rapporto strano con la droga, c'è un rapporto strano con la religione; per farti un esempio gli spacciatori hanno come divinità protettrice quella che chiamano "Nostra Signora delle cause perse", il che vorrà dire pur qualcosa. Vuol dire che c' è un rapporto strano con tutto lì. Io non so dirti se la prostituzione in america Latina sia più allegra o più triste che da noi. Posso però dirti che i professori di Economia Politica vanno a puttane. Sempre. E quando non ci vanno non fanno altro che pensare a stratagemmi economici per andarci ( vedi teoria della scelta delle fanciulle, strada più breve, selezione avversa delle prostitute ecc. ecc.). E in sud america non ci sono i professori di Economia Politica, il che vorrà dire pur qualcosa.
Samba!
deficente
ho visto che avete introdotto un' innovazione sul vostro sito, mi riferisco alla vostra casella di posta (l' indirizzo sotto alla macchina). Be' io non so se vi andrà di rispondermi, o se avrò il privilegio di vedere pubblicata questa mia semplice mail, però io questa domanda ve la voglio porre; e si, perchè sento che voi avete la risposta. Come mai in america Latina la prostituzione è più allegra?
spero che mi rispondiate,
vi leggo sempre
Paolo Boselli jr.
Caro Paolo Boselli jr., fra le tante mail che abbiamo ricevuto grazie all' attivazione del nuovo indirizzo di posta, ho scelto la tua, non tanto per le luride lusinghe che ho dovuto leggere, quanto per la domanda assolutamente esaltante che hai posto.
Samba! Com' è più allegra la prostituzione in America Latina!
C' è il carnevale di Rio, ci sono le dittature, ci sono le ragazze con la pelle scura.
C'è un rapporto strano con la morte, in America Latina, che ha qualcosa a che fare con le sopracitate ragazze, con le sopracitate dittature, anche con la già nominata morte, a volte. Di solito c'è un rapporto strano con la droga, c'è un rapporto strano con la religione; per farti un esempio gli spacciatori hanno come divinità protettrice quella che chiamano "Nostra Signora delle cause perse", il che vorrà dire pur qualcosa. Vuol dire che c' è un rapporto strano con tutto lì. Io non so dirti se la prostituzione in america Latina sia più allegra o più triste che da noi. Posso però dirti che i professori di Economia Politica vanno a puttane. Sempre. E quando non ci vanno non fanno altro che pensare a stratagemmi economici per andarci ( vedi teoria della scelta delle fanciulle, strada più breve, selezione avversa delle prostitute ecc. ecc.). E in sud america non ci sono i professori di Economia Politica, il che vorrà dire pur qualcosa.
Samba!
deficente
#A61022
Rosso fuoco.
No, non sono un sinesteta. Mi piace giocare, non me ne devo vergognare.
Anzi no, e d'improvviso mi accorgo di poter rivivere parti della mia infanzia che non ho mai vissuto, ma che indirettamente mi interessano.
Entro nella scuola ormai buia, fredda, che puzza di bambini e si, di gioco d'azzardo; sembra l'anticamera di un posacenere pieno.
Le maestre sono li, che trafficano con numeri e nomi.
Non parlano dei loro bambini e nemmeno di quelli degli altri, quelli a qui dovrebbero fare, appunto, da maestre; ma parlano di bambini più grandi, bambini che giocano a calcio.
D'improvviso capisco, come una rivelazione notturna e d'annunziana, che quello che speravo essere un consiglio di classe è invece una turpe e invirtuosa asta di fantacalcio.
Anche le suore partecipano: è la morte dell'arte.
Alzo gli occhi al soffitto e li, appesi come salami, mi ammiccano i fumi dei cannabinoidi magari assunti in gioventù dalle mie stesse maestre.
Spaventato dalle rivelazioni, mi metto in punizione da solo, mandandomi nell'angolo più vicino a calci nel sedere.
Ma gli angoli sono tutti occupati.Da chi?Da che cosa?
Da cataste disordinate di bottiglie d'alcolici vuote.
D'improvviso mi coglie, ancora, una rivelazione fondamentale: anche le maestre e i maestri sono, o forse erano, ragazze,ragazzi, uomini e donne come noi, spaventati e forse affascinati dal fatto che anche i loro maestri, cattivi, fossero persone normali.
Non mi stupivo cosi da quando scopri' che lo scarlatto era #FF2400; del resto non sono un sinesteta.
Ci vuole poco a stupirsi.
No, non sono un sinesteta. Mi piace giocare, non me ne devo vergognare.
Anzi no, e d'improvviso mi accorgo di poter rivivere parti della mia infanzia che non ho mai vissuto, ma che indirettamente mi interessano.
Entro nella scuola ormai buia, fredda, che puzza di bambini e si, di gioco d'azzardo; sembra l'anticamera di un posacenere pieno.
Le maestre sono li, che trafficano con numeri e nomi.
Non parlano dei loro bambini e nemmeno di quelli degli altri, quelli a qui dovrebbero fare, appunto, da maestre; ma parlano di bambini più grandi, bambini che giocano a calcio.
D'improvviso capisco, come una rivelazione notturna e d'annunziana, che quello che speravo essere un consiglio di classe è invece una turpe e invirtuosa asta di fantacalcio.
Anche le suore partecipano: è la morte dell'arte.
Alzo gli occhi al soffitto e li, appesi come salami, mi ammiccano i fumi dei cannabinoidi magari assunti in gioventù dalle mie stesse maestre.
Spaventato dalle rivelazioni, mi metto in punizione da solo, mandandomi nell'angolo più vicino a calci nel sedere.
Ma gli angoli sono tutti occupati.Da chi?Da che cosa?
Da cataste disordinate di bottiglie d'alcolici vuote.
D'improvviso mi coglie, ancora, una rivelazione fondamentale: anche le maestre e i maestri sono, o forse erano, ragazze,ragazzi, uomini e donne come noi, spaventati e forse affascinati dal fatto che anche i loro maestri, cattivi, fossero persone normali.
Non mi stupivo cosi da quando scopri' che lo scarlatto era #FF2400; del resto non sono un sinesteta.
Ci vuole poco a stupirsi.
lunedì, gennaio 28, 2008
Dirty Sexy Money
Era scritto nell'aria che quella era la sera buona, non come tutte le altre, non come la sera prima e quella prima ancora, e non perchè era già venerdi - già venerdi?Eppure sembrava cosi simile a giovedi, e anche a mercoledi, no, pensandoci sopra in quel momento non si ricordava molto di mercoledi - ma era evidente che quella sera fosse finalmente quella buona.
Il 29 sarebbe uscito quella sera, Slot lo sapeva, ne era talmente sicuro che si era svuotato le tasche sul panno verde, sul tavolo tutto quello che gli rimaneva: oltre ai soldi l'anello nuziale, le chiavi della sua Mustang del 67 che funzionava ancora come un gioiellino, catenina d'oro di SanGennaro, uno di quei Santi italiani che può sempre far comodo avere vicini a sè.
Ma tanto che importava il 29 sarebbe uscito quella sera avrebbe potuto giocarsi anche le mutande da quanto ne era sicuro.
Billy "Bluff" Kennedy - che in comune con i Kennedy più conosciuti non possedeva nulla, se non forse la passione per le belle donne - appena lo vide mettere sul tavolo tutto il contenuto dei suoi jenas diventò paonazzo.
Un duro colpo alla sua reputazione di grande bluffatore.
"Slot non lo starai mica facendo sul ser..." - neanche il tempo di finire la frase.
I giochi erano fatti, la divina pallina aveva già preso a scorrere veloce.
Slot guardò l'amico negli occhi: entrambi amavano quei momenti, quelli in cui il loro destino era appeso ad una pallina argentea o all'ultima carta del River, quelli in cui uno dei due era sempre più spaventato dell'altro, ed era sempre quello che rischiava di meno.
"Lo so che lo fai uscire" - sussurrò Slot alla pallina.
E ad un tratto la roulette si fermò.
Slot incrociò lo sguardo di Billy: nessuna espressione, nessuna traccia di gioia, ma neache di sconforto o di orrore, niente di niente, sapeva cosa voleva dire quella faccia.
"Merito di bruciare" - pensò Slot svenendo,dopo aver visto dove si era fermata la palla.
Quella sera il 29 era uscito.
Slot e Bluff ne avevano truccato un altro.
Il 29 sarebbe uscito quella sera, Slot lo sapeva, ne era talmente sicuro che si era svuotato le tasche sul panno verde, sul tavolo tutto quello che gli rimaneva: oltre ai soldi l'anello nuziale, le chiavi della sua Mustang del 67 che funzionava ancora come un gioiellino, catenina d'oro di SanGennaro, uno di quei Santi italiani che può sempre far comodo avere vicini a sè.
Ma tanto che importava il 29 sarebbe uscito quella sera avrebbe potuto giocarsi anche le mutande da quanto ne era sicuro.
Billy "Bluff" Kennedy - che in comune con i Kennedy più conosciuti non possedeva nulla, se non forse la passione per le belle donne - appena lo vide mettere sul tavolo tutto il contenuto dei suoi jenas diventò paonazzo.
Un duro colpo alla sua reputazione di grande bluffatore.
"Slot non lo starai mica facendo sul ser..." - neanche il tempo di finire la frase.
I giochi erano fatti, la divina pallina aveva già preso a scorrere veloce.
Slot guardò l'amico negli occhi: entrambi amavano quei momenti, quelli in cui il loro destino era appeso ad una pallina argentea o all'ultima carta del River, quelli in cui uno dei due era sempre più spaventato dell'altro, ed era sempre quello che rischiava di meno.
"Lo so che lo fai uscire" - sussurrò Slot alla pallina.
E ad un tratto la roulette si fermò.
Slot incrociò lo sguardo di Billy: nessuna espressione, nessuna traccia di gioia, ma neache di sconforto o di orrore, niente di niente, sapeva cosa voleva dire quella faccia.
"Merito di bruciare" - pensò Slot svenendo,dopo aver visto dove si era fermata la palla.
Quella sera il 29 era uscito.
Slot e Bluff ne avevano truccato un altro.
domenica, gennaio 27, 2008
Jean Luis Scalpharo and his comets
Valzer per una Maracaibo migliore; che ieri ti illuse.
Il guardiano del faro, le macchine per la torrefazione artigianale, una vecchia scatola di cerini: sciolti; gli inceneritori, la Campania circostante. I fidanzamenti col raffreddore, l' altra faccia della duna. E ancora le sardine, le sigarette, le aspirine, i valium, le cale, i dolcetti alla nonna papera. Le pastiglie Leone all' assenzio, le piramidi, i blog dei Faraoni, Beppe Grillo, il Presidente della Repubblica. Il diritto lasciatelo stare, il lascito e la leggenda. Il transfughismo, Core de Roma; in quanto tale. Ho un illusione: in lontananza mi sembra di sentire un valzer per una Maracaibo migliore.
Il guardiano del faro, le macchine per la torrefazione artigianale, una vecchia scatola di cerini: sciolti; gli inceneritori, la Campania circostante. I fidanzamenti col raffreddore, l' altra faccia della duna. E ancora le sardine, le sigarette, le aspirine, i valium, le cale, i dolcetti alla nonna papera. Le pastiglie Leone all' assenzio, le piramidi, i blog dei Faraoni, Beppe Grillo, il Presidente della Repubblica. Il diritto lasciatelo stare, il lascito e la leggenda. Il transfughismo, Core de Roma; in quanto tale. Ho un illusione: in lontananza mi sembra di sentire un valzer per una Maracaibo migliore.
martedì, gennaio 22, 2008
se sale è cloruro di sodio
Sono almeno trenta secondi buoni che cerco un palindromo tutto mio, un palindromo nuovo.
Lo cerco lo cerco lo cerco e non trovo lo cerco e mi dispero, e mi sento come una cernia avvolta nella tela cerata, senza scampo ma piena di scampi, compagni di prigionia che urlano "fateci uscire" ma la cerniera della muta è sorda a tali preghiere ed il pescatore subaqueo non si accorge delle loro lamentele.
Ora sono un pò più di trenta secondi che cerco il mio palindromo e forse incomincio ad assaporarne la vera essenza.
Ha un sapore che pizzica e mi riporta davanti ad un libro che non trovo più dove le illustrazioni illustravano tacite la realizzazione dello zucchero. E ricordo di aver già provato in quel tempo quel sapore, quel potere immenso di poter sfogliare le pagine in qualunque senso volessi, e ricordo chiaramente di aver visto le zollette di zucchero ritornare ad essere fette di rape e le piramidi di C12H22O11 ritornare ad essere canne, da zucchero a canne da zucchero a canne.
E di tanto in tanto, quando sfoglio qualcosa al contrario, il potere ritorna, e risorge la vecchia di Delitto e Castigo, ritorna alla libertà Gambadilegno, ritornano alla forma umana Gregor Samsa e Benjamin Jacob Grimm, e la rana ritorna girino e i girini ritornano uova, sempre che prima fossero uova, e tutto immanentemente esiste in potenza, come spiegavano in prima liceo.
Ora non so ancora dirvi se quella cernia e quegli scampi trovarono una via d'uscita, ma sono certo che un giorno lo saprò, sfogliando questa storia al contrario come un palindromo e rileggendola con un indole nuova.
Lo cerco lo cerco lo cerco e non trovo lo cerco e mi dispero, e mi sento come una cernia avvolta nella tela cerata, senza scampo ma piena di scampi, compagni di prigionia che urlano "fateci uscire" ma la cerniera della muta è sorda a tali preghiere ed il pescatore subaqueo non si accorge delle loro lamentele.
Ora sono un pò più di trenta secondi che cerco il mio palindromo e forse incomincio ad assaporarne la vera essenza.
Ha un sapore che pizzica e mi riporta davanti ad un libro che non trovo più dove le illustrazioni illustravano tacite la realizzazione dello zucchero. E ricordo di aver già provato in quel tempo quel sapore, quel potere immenso di poter sfogliare le pagine in qualunque senso volessi, e ricordo chiaramente di aver visto le zollette di zucchero ritornare ad essere fette di rape e le piramidi di C12H22O11 ritornare ad essere canne, da zucchero a canne da zucchero a canne.
E di tanto in tanto, quando sfoglio qualcosa al contrario, il potere ritorna, e risorge la vecchia di Delitto e Castigo, ritorna alla libertà Gambadilegno, ritornano alla forma umana Gregor Samsa e Benjamin Jacob Grimm, e la rana ritorna girino e i girini ritornano uova, sempre che prima fossero uova, e tutto immanentemente esiste in potenza, come spiegavano in prima liceo.
Ora non so ancora dirvi se quella cernia e quegli scampi trovarono una via d'uscita, ma sono certo che un giorno lo saprò, sfogliando questa storia al contrario come un palindromo e rileggendola con un indole nuova.
martedì, gennaio 15, 2008
W la fita
Di colpo sono stato assalito da un dubbio; e ho fatto la puttanata di accendere il computer, e puttanata ancora più grossa, di iniziare a scrivere.
Ma che cosa succede ai blog dei morti? Si, si, intendo dire ai blog della gente morta, che cosa gli succede? Muoiono con i loro creatori o continuano a vivere? E' sicuramente fuor di dubbio che i proprietari vivano indipendentemente dai propri blog, non è forse plausibile che anche i blog siano dotati di una propria anima? E se stessero tentando di ucciderci tutti, a noi uomini, e di creare un mondo più pazzo, fatto di sogni irrealizzati e altre cose del genere, se così fosse, dovremmo impedirglielo?
Tutto si riduce ad una semplice domanda: c'è vita sul web?
Ma che cosa succede ai blog dei morti? Si, si, intendo dire ai blog della gente morta, che cosa gli succede? Muoiono con i loro creatori o continuano a vivere? E' sicuramente fuor di dubbio che i proprietari vivano indipendentemente dai propri blog, non è forse plausibile che anche i blog siano dotati di una propria anima? E se stessero tentando di ucciderci tutti, a noi uomini, e di creare un mondo più pazzo, fatto di sogni irrealizzati e altre cose del genere, se così fosse, dovremmo impedirglielo?
Tutto si riduce ad una semplice domanda: c'è vita sul web?
sabato, gennaio 12, 2008
Wingdings
Digita 888 sul tuo trasmettitore Penfield per provare la necessità di scrivere un post.
Non serve molto per avere un blog, per scrivere un blog, per mettere per iscritto quei quattro pensieri che non vediamo l'ora di appendere con una calamita sul frigo del mondo.
A volte basta una freddura, altre volte sei costretto ad imparare da altri, sorbendoti ore ed ore di temi letti ad altissima voce tra la terza e la quinta liceo per poi uscirtene con una metafora come quella qui sopra, credendo perfino di essere stato tu ad inventarne lo stile.
Ci sono volte in cui abbiamo voglia di scrivere ma non messaggi da lasciar trapelare e tuttavia ci sono anche volte in cui accade il contrario, poichè ciò che manca a manca, manca anche a destra.
Ad ogni modo, un bel giro a caso su Internet non fa mai male.
Pensavo per esempio a cosa succederebbe se l'omino michelin fosse rosa, oppure marrone.
Sempre in tema di omini, stavo giusto parlando con il signor Omuncolo Motorio ed il signor Omuncolo Sensoriale su alcuni temi parecchio interessanti, per cui la prego signor Motorio, continui pure.
Motorio, adirato per l'interruzione: "...ciò di cui stavo per parlare, prima della sua divagazione, è appunto questo:"
Sensoriale, con malizia: "Electa una via non datur recursus ad alteram"
Motorio, senza badare alle frecciate del collega: "...come saremmo disposti a vedere le sensazioni di spazio e tempo, se fossimo perfettamente sicuri che essi non sono necessariamente legati?"
Sensoriale, visibilmente annoiato: "Ehi!Che mani grandi che hai!"
Io, stupito: "Accidenti!"
Motorio, seccato per l'interruzione ma lusingato dai complimenti come una vecchia stitica: "eh si; le curo molto..."
Sensoriale, senza pudore: "torna al tuo discorso amico, che mi sto già pentendo di averti lusingato con complimenti degni di una vecchia stitica"
Motorio, conscio che a nessuno interessi un fico secco di ciò di cui sta parlando: "e va bene e va bene, torno al mio discorso!Ma vi torno solo per farvi un piacere, ossia per chiuderlo."
Io, dispiaciuto per il battibecco: "ma no ma no, suvvia non litigate!Motorio ti prego, continua"
Motorio, rincuorato: "ebbene ricomincio, ma sarò breve: sarebbe possibile vedere la realtà che viviamo come un' omuncolo insieme motorio e sensoriale dell' Universo?Sarebbe possibile che la Terra su cui poggiamo i piedi non fosse altro che un'area adibita al solo scopo di rappresentare con la sua grandezza l'importanza delle funzioni di un'altra parte?"
Io, visibilmente confuso: "Non ti seguo, eppure sono io stesso a scrivere e a metterti in bocca le cose che dici!"
Motorio, esaltato: "E' proprio di questo che sto parlando!"
Sensoriale, seccato: "Questa tua teoria è una fandonia!Come spiegheresti gli oggetti di Herbig-Haro?"
Motorio, in difficoltà: "beh..insomma, ci sto ancora lavorando..."
Sensoriale, irato: "questo è troppo: chiudo!"
Non serve molto per avere un blog, per scrivere un blog, per mettere per iscritto quei quattro pensieri che non vediamo l'ora di appendere con una calamita sul frigo del mondo.
A volte basta una freddura, altre volte sei costretto ad imparare da altri, sorbendoti ore ed ore di temi letti ad altissima voce tra la terza e la quinta liceo per poi uscirtene con una metafora come quella qui sopra, credendo perfino di essere stato tu ad inventarne lo stile.
Ci sono volte in cui abbiamo voglia di scrivere ma non messaggi da lasciar trapelare e tuttavia ci sono anche volte in cui accade il contrario, poichè ciò che manca a manca, manca anche a destra.
Ad ogni modo, un bel giro a caso su Internet non fa mai male.
Pensavo per esempio a cosa succederebbe se l'omino michelin fosse rosa, oppure marrone.
Sempre in tema di omini, stavo giusto parlando con il signor Omuncolo Motorio ed il signor Omuncolo Sensoriale su alcuni temi parecchio interessanti, per cui la prego signor Motorio, continui pure.
Motorio, adirato per l'interruzione: "...ciò di cui stavo per parlare, prima della sua divagazione, è appunto questo:"
Sensoriale, con malizia: "Electa una via non datur recursus ad alteram"
Motorio, senza badare alle frecciate del collega: "...come saremmo disposti a vedere le sensazioni di spazio e tempo, se fossimo perfettamente sicuri che essi non sono necessariamente legati?"
Sensoriale, visibilmente annoiato: "Ehi!Che mani grandi che hai!"
Io, stupito: "Accidenti!"
Motorio, seccato per l'interruzione ma lusingato dai complimenti come una vecchia stitica: "eh si; le curo molto..."
Sensoriale, senza pudore: "torna al tuo discorso amico, che mi sto già pentendo di averti lusingato con complimenti degni di una vecchia stitica"
Motorio, conscio che a nessuno interessi un fico secco di ciò di cui sta parlando: "e va bene e va bene, torno al mio discorso!Ma vi torno solo per farvi un piacere, ossia per chiuderlo."
Io, dispiaciuto per il battibecco: "ma no ma no, suvvia non litigate!Motorio ti prego, continua"
Motorio, rincuorato: "ebbene ricomincio, ma sarò breve: sarebbe possibile vedere la realtà che viviamo come un' omuncolo insieme motorio e sensoriale dell' Universo?Sarebbe possibile che la Terra su cui poggiamo i piedi non fosse altro che un'area adibita al solo scopo di rappresentare con la sua grandezza l'importanza delle funzioni di un'altra parte?"
Io, visibilmente confuso: "Non ti seguo, eppure sono io stesso a scrivere e a metterti in bocca le cose che dici!"
Motorio, esaltato: "E' proprio di questo che sto parlando!"
Sensoriale, seccato: "Questa tua teoria è una fandonia!Come spiegheresti gli oggetti di Herbig-Haro?"
Motorio, in difficoltà: "beh..insomma, ci sto ancora lavorando..."
Sensoriale, irato: "questo è troppo: chiudo!"
domenica, gennaio 06, 2008
Giù
Anagramma: la verità; relativa.
Accatasta le tue vittorie, prepara una pira per arderle. Sopra mettici affetti, affettati e prepara formaggio di qualità raclette . Poi, fa' così, innaffia tutto con un super alcolico di buona qualità, tenendo conto che andrà perso, come fanno gli uomini saggi. Ora, quando avrai fatto tutto ciò, accendi. E per accendere usa un fiammifero, non un cerino; infatti il cerino cambia il sapore delle cose.
Guarda tutto bruciare. Se sei un uomo buono sorridi, perchè non lo sarai più: ora sei un killer.
Accatasta le tue vittorie, prepara una pira per arderle. Sopra mettici affetti, affettati e prepara formaggio di qualità raclette . Poi, fa' così, innaffia tutto con un super alcolico di buona qualità, tenendo conto che andrà perso, come fanno gli uomini saggi. Ora, quando avrai fatto tutto ciò, accendi. E per accendere usa un fiammifero, non un cerino; infatti il cerino cambia il sapore delle cose.
Guarda tutto bruciare. Se sei un uomo buono sorridi, perchè non lo sarai più: ora sei un killer.
L'ordalia della balia
L'uomo senza accento cala ancora una volta l'ancora.
Vorrebbe intimare ai suoi lacchè di ritirarsi pure nelle cabine, a mangiare purè, purchè siano carine, le cabine.
Ma nel suo discorso senza accenti fatto di licche lacche e tricche balacche i lacchè non capiscono con chi stia parlando e soprattutto cosa se ne intenda fare il padronde dei loro intimi.
L'uomo senza accento vorrebbe informarli che andrà subito in città, ma la sua deficenza, qui intesa come mancanza, gli impedisce di chiarire che non andrà affatto a trovare la scimmia di Tarzan.
Giunto in città incontra un vecchio amico, il quale non dimostra tuttavia una grande attenzione per il problema dell'uomo senza accento, portandolo infatti in un caffè per offrirgli un tonico.
Accento tonico accento acceso ti va di accendere?che cosa?un sigaro o un sigàro?garo garo garrulo accento che obbliga il nostro eroe a vivere nel dubbio e nell'ambiguità.
Ed è per questo che nella disperata ricerca di un circuito per correre corse pazze con il suo pedalò, egli viene circuito da un uomo di Rio perdendo il pedalò in una scommessa.
Seppur immerso nella vergogna, il nostro eroe non rimane basito, ma compito, adempiendo fino in fondo al suo compito, perchè si sa: la vita è fatta a scalè.
Chi vuole del patè?
Vorrebbe intimare ai suoi lacchè di ritirarsi pure nelle cabine, a mangiare purè, purchè siano carine, le cabine.
Ma nel suo discorso senza accenti fatto di licche lacche e tricche balacche i lacchè non capiscono con chi stia parlando e soprattutto cosa se ne intenda fare il padronde dei loro intimi.
L'uomo senza accento vorrebbe informarli che andrà subito in città, ma la sua deficenza, qui intesa come mancanza, gli impedisce di chiarire che non andrà affatto a trovare la scimmia di Tarzan.
Giunto in città incontra un vecchio amico, il quale non dimostra tuttavia una grande attenzione per il problema dell'uomo senza accento, portandolo infatti in un caffè per offrirgli un tonico.
Accento tonico accento acceso ti va di accendere?che cosa?un sigaro o un sigàro?garo garo garrulo accento che obbliga il nostro eroe a vivere nel dubbio e nell'ambiguità.
Ed è per questo che nella disperata ricerca di un circuito per correre corse pazze con il suo pedalò, egli viene circuito da un uomo di Rio perdendo il pedalò in una scommessa.
Seppur immerso nella vergogna, il nostro eroe non rimane basito, ma compito, adempiendo fino in fondo al suo compito, perchè si sa: la vita è fatta a scalè.
Chi vuole del patè?
giovedì, gennaio 03, 2008
La solita solfa
Buoni propositi per il nuovo anno:
Caro Anno 2008
innanzitutto ti chiedo scusa se ti scrivo solo oggi che ne abbiamo già 3...ma nei giorni scorsi ero molto impegnato nel cosiddetto CDL ovvero il corteggiamento delle lenticchie,proprio come mi ha consigliato l'oroscopone di fine anno...
....ma poi...diciamocela tutta io mica ci credo a quelle robe,credo soltanto a te caro Anno 2008!
Ora che ti ho sviolinato per bene caro spirito vorrei porti alcune richieste per questi 366 giorni che abbiamo davanti (maronna du carmelo si' pure bisestile e porti la rogna):
1- vorrei tanto concludere la cena per farli conoscere a tal punto mi fa ribrezzo: anzi lo faccio ora ora............Ultima Parte: Sentieri
"...la festa in maschera stava rivelandosi un grande successo,tutti facevano l'ammore con tutti,soltanto Ridge era indeciso fra due femmene molto calienti che aveva deciso di tenersi per sè;nel frattempo Zorro stava baciando il sergente Garçia,Peter Pan si stava rendendo conto che proprio tutto il suo corpo era rimasto bambino,Robin Hood rubava ai beccioni per dare agli impotenti,quella troia della Sirenetta un po' alticcia si era lasciata scappare il desiderio di scoparsi un capitone,Cenerentola si era appartata con dodici tipacci travestiti da topolini e uno da sorellastra,la Bella addormentata era fin troppo sveglia,la Principessa sul pisello aveva trovato diverso il materasso quella sera,il Bianconiglio si poneva delle domande,i simpaticoni vestiti da personaggi di Star Trek se ne erano andati,cosi come i Blues Brothers dopo averne suonate un paio.Solo Ridge fissava le due donne indeciso su chi portarsi a letto:sia Clarissa che Fiammetta erano donne attraenti.Non poteva sapere che dopo l'atto una l'avrebbe ucciso e l'altra lo avrebbe fatto votare Lega.Ma, mentre tutto questo accadeva, Manny Calavera, di cui era stata promessa un'apparizione, fece quell'apparizione.
Comparse in casa sfondando un vetro.Manny tirò fuori la falce e uccise tutti i travestiti e anche divertendosi un casino quando toccò ai cosiddetti tre personaggi principali,ponendo fine a questa inutile novelas.Salvò solo la donna travestita da Glottis,che poi in realtà si rivelò la Donna Cannone,e che a sua volta si rivelò,allorchè manny tentò di assassinare chi si era finto Glottis,la Donna che visse due volte,che a sua volta si rivelò il Cavallo che visse due volte,e allora Manny ne fu attratto in modo inspiegabile.La cena per farli conoscere."
2-vorrei tanto fare rubriche più divertenti
3-vorrei tanto che Baro tornasse a fare rubriche divertenti,lui che ne era capace
4-vorrei tanto che questa finta nevicata inondasse quegli stronzi.
5-vorrei tanto la felicità dell'Irreprensibile,e quindi che si riuscisse a salvare il sigaro toscano,SALVIAMOLO
6-vorrei che il segno della platessa continuasse a vivere,SALVIAMOLO
7-vorrei mettere fine a questo mio primo polpettone targato 2008...
...almeno sono sicuro che qualcosa si è avverato spirito,perchè tu ci sei,io lo so.
Caro Anno 2008
innanzitutto ti chiedo scusa se ti scrivo solo oggi che ne abbiamo già 3...ma nei giorni scorsi ero molto impegnato nel cosiddetto CDL ovvero il corteggiamento delle lenticchie,proprio come mi ha consigliato l'oroscopone di fine anno...
....ma poi...diciamocela tutta io mica ci credo a quelle robe,credo soltanto a te caro Anno 2008!
Ora che ti ho sviolinato per bene caro spirito vorrei porti alcune richieste per questi 366 giorni che abbiamo davanti (maronna du carmelo si' pure bisestile e porti la rogna):
1- vorrei tanto concludere la cena per farli conoscere a tal punto mi fa ribrezzo: anzi lo faccio ora ora............Ultima Parte: Sentieri
"...la festa in maschera stava rivelandosi un grande successo,tutti facevano l'ammore con tutti,soltanto Ridge era indeciso fra due femmene molto calienti che aveva deciso di tenersi per sè;nel frattempo Zorro stava baciando il sergente Garçia,Peter Pan si stava rendendo conto che proprio tutto il suo corpo era rimasto bambino,Robin Hood rubava ai beccioni per dare agli impotenti,quella troia della Sirenetta un po' alticcia si era lasciata scappare il desiderio di scoparsi un capitone,Cenerentola si era appartata con dodici tipacci travestiti da topolini e uno da sorellastra,la Bella addormentata era fin troppo sveglia,la Principessa sul pisello aveva trovato diverso il materasso quella sera,il Bianconiglio si poneva delle domande,i simpaticoni vestiti da personaggi di Star Trek se ne erano andati,cosi come i Blues Brothers dopo averne suonate un paio.Solo Ridge fissava le due donne indeciso su chi portarsi a letto:sia Clarissa che Fiammetta erano donne attraenti.Non poteva sapere che dopo l'atto una l'avrebbe ucciso e l'altra lo avrebbe fatto votare Lega.Ma, mentre tutto questo accadeva, Manny Calavera, di cui era stata promessa un'apparizione, fece quell'apparizione.
Comparse in casa sfondando un vetro.Manny tirò fuori la falce e uccise tutti i travestiti e anche divertendosi un casino quando toccò ai cosiddetti tre personaggi principali,ponendo fine a questa inutile novelas.Salvò solo la donna travestita da Glottis,che poi in realtà si rivelò la Donna Cannone,e che a sua volta si rivelò,allorchè manny tentò di assassinare chi si era finto Glottis,la Donna che visse due volte,che a sua volta si rivelò il Cavallo che visse due volte,e allora Manny ne fu attratto in modo inspiegabile.La cena per farli conoscere."
2-vorrei tanto fare rubriche più divertenti
3-vorrei tanto che Baro tornasse a fare rubriche divertenti,lui che ne era capace
4-vorrei tanto che questa finta nevicata inondasse quegli stronzi.
5-vorrei tanto la felicità dell'Irreprensibile,e quindi che si riuscisse a salvare il sigaro toscano,SALVIAMOLO
6-vorrei che il segno della platessa continuasse a vivere,SALVIAMOLO
7-vorrei mettere fine a questo mio primo polpettone targato 2008...
...almeno sono sicuro che qualcosa si è avverato spirito,perchè tu ci sei,io lo so.
mercoledì, gennaio 02, 2008
Shoryuken
I pellerossa si riuniscono intorno al falò
Ballano la danza della pioggia
Ballano la macarena
Tutti balliamo la macarena, perchè ciò che si sa, si fa.
Per esempio: Totò aveva fatto il militare a Cuneo quindi sai dov'è Cuneo no? e allora dirotta su Cuneo.
Ma perchè? (chiedono tutti quelli che non intendono lasciare finire questo discorso già difficile per conto suo)
perchè ciò che si sa, si fa!
Ed è per questo che nelle cose semplici dobbiamo essere uniti tanto quanto lo siamo nell'affrontare quelle complicate:
avanti-basso-avanti-pugno
diamoci dentro!
Ballano la danza della pioggia
Ballano la macarena
Tutti balliamo la macarena, perchè ciò che si sa, si fa.
Per esempio: Totò aveva fatto il militare a Cuneo quindi sai dov'è Cuneo no? e allora dirotta su Cuneo.
Ma perchè? (chiedono tutti quelli che non intendono lasciare finire questo discorso già difficile per conto suo)
perchè ciò che si sa, si fa!
Ed è per questo che nelle cose semplici dobbiamo essere uniti tanto quanto lo siamo nell'affrontare quelle complicate:
avanti-basso-avanti-pugno
diamoci dentro!
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