mercoledì, febbraio 21, 2007

sei gradi di separazione

Pirandello aiutami: ho un dubbio.
Ti rispolvero dagli anni passati per porti una domanda.
...
No, non temo che mi chiedano di te all'esame.
Temo il mio numero di Bacon.
Infatti il mio amico wikipedia dice: "Sei gradi di separazione è un'ipotesi secondo la quale qualunque persona possa essere collegata a qualunque altra persona attraverso una catena di conoscenze con non più di 5 intermediari. Tale teoria è stata proposta per la prima volta nel 1929 dallo scrittore ungherese Frigyes Karinthy in un racconto breve intitolato Catene."
E aggiunge: "Il numero di Bacon è un passatempo inventato nel 1994, sulla base dell'ipotesi dei sei gradi di separazione. Si tratta di assegnare ad ogni attore o attrice che hanno partecipato ad un film con Bacon un numero di Bacon pari a 1, ad ogni attore che abbia lavorato con uno della lista precedente un numero di Bacon pari a 2 e così via. Kevin Bacon ha numero di Bacon 0."
E io rispondo: Ma io, che sono attore della vita in questo teatro che è la realtà come tu mi insegnasti, che recito la mia parte e leggo il mio copione, che numero di Bacon ho?
E ancora ti chiedo e aspetto una risposta: che numero di Katsushika Hokusai ho?
E Katsushika Hokusai che numero di Okamoto Taro ha?
E Okamoto Taro che numero di Cary Grant ha?
E Cary Grant che numero di Charlie Brown ha?
...
e tu?che numero di Ipiroga hai?

martedì, febbraio 20, 2007

Quel che penso per Pablo non ha senso

Pablo cammina per strada senza neanche guardare per terra, a dir la verità neanche ha gli occhi aperti; indossa due occhiali da sole neri: vuole che tutti credano che è un investigatore privato sulle tracce del Graal. Pablo non si cura di nessuno: si sente un investigatore privato senza scrupoli. Cerca tutte le scorciatoie, calpestando, sfruttando, facendosi dare una mano e afferrando il braccio con tutto ciò che è allegato, facendo la mano morta, palpeggiando indistintamente donne e uomini, rubando bacetti a ragazzini e a vecchi, a vedove allegre e scolarette tristi.
Ma oggi passando davanti a quesquanti indiani che stavano facendo la danza della pioggia per pochi eurocent ha perso la testa: pensava a che cosa se ne potessero fare degli indiani di valuta europea: comprarsi la droga! -e intanto sentiva il rumore delle monetine- lavarsi il culo con lo Champagne!

Padroni a casa nostra! e paladino della lega lombarda ha sferrato bastonate di qua e di la, incitato dalla cittadinanza, come un gladiatore.
Ora Pablo è contento, è finalmente arrivato in fondo, finalmente, mentre sferrava col suo bastone da cieco fendenti degni di don Raphael, è andato a finire sotto un tram fuori servizio, fra l'imbarazzo generale: non aveva mai visto un po' di fica.

venerdì, febbraio 16, 2007

Il dittongo della paura

Quando non hai internet il computer assume una nuova identità.
Un'identità boriosa. Quando non hai internet e rispolveri i tuoi vecchi capolavori che non ammiri mai ti accorgi dell'importanza di mettere qualche punto ogni tanto. L'importanza di ricordarsi le maiuscole. Di mettere gli spazi, dopo le virgole.
Quando non hai internet se hai un dubbio te lo tieni. Appena ti torna internet apri discussioni a caso su forum di Dungeons&Dragon per risolverli.
Dov'è il molise?
Gli orsigufo sono onnivori?
Con quante enne onnivori?
Quando non hai internet ti senti come la pizzeria Don Carlos senza i chitarristi.
Quando ti torna internet i chitarristi sono entrati.
Sono entrati nel tuo cervello: ora ogni scusa è buona per cazzeggiare, non ti importa del sapore della tua pizza o della musica che stanno suonando ma soprattutto, qualunque cosa tu avessi di importante da scrivere sul blog, te la sei irremediabilmente scordata.


Con quante erre irremediabilmente?

venerdì, febbraio 09, 2007

Nunc est

Ora non bisogna bere, perchè si ha la patente.

giovedì, febbraio 08, 2007

Preghiera ante patentatio

O irreprensibile voglia il dio della motorizzazione che tu prenda la patente senza intoppi,perchè poi.....si va a caccia.

E quel giorno caldo di maggio montati sul volvino dell'irreprensibile i tre caballeros ne presero come se piovesse,ma di quella cattiva.

La verità è là fuori.
Alabala!

martedì, febbraio 06, 2007

Et in Savona ego

storia a grandi linee
inglese boh...
mi manca tutta arte e tutta fisica
e latino manco l'ho riguardato.
Tu viandante, che indugi sulla mia tomba, sappi che non uno strale di Giove
nè un qualche sortilegio, nè un' oscura magia,
e neppure la svedutezza di un ragazzotto che conduceva troppo veloce il suo carretto, mi condussero nel reame del dio Plutone, il ricco.
Mi ha ucciso lo studio; ma cosa dico? La paura di essere cuzzato.

rivoluzione culturale

Nel breve tragitto che separa la cucina dal computer
mi viene un pensiero orribile:
un pensiero di fisica
e penso che siccome non sono conservativo
raggiungere il bagno aumenterebbe il lavoro
quindi tanto vale tenersela.
Tenersela???
Come ho potuto dire una cosa cosi?
Adesso basta
non si può più essere vittime della paura per le interrogazioni
non si può più soffrire per due domandine
bisogna reagire
bisogna riscoprire i piaceri
i piaceri da opporre alle fatiche.
e di piaceri ce ne sono molti
e subito l'animo si allieta.
Ma tra tutti i piaceri
io,
oggi,
in questa sede
chiamo a testimoniare
IL MIELE
e in diretta dalla cornucopia del dio biondo e pagano
vi canto del miele cileno
vi canto del millefiori
del miele di tiglio
del miele forgiato sotto al maglio
di api operaie
di api che platonicamente accettano la loro posizione sociale
e in me ritrovo una rivoluzione
una rivoluzione culturale.

Alla faccia della simulazione di terza prova.

domenica, febbraio 04, 2007

sabato, febbraio 03, 2007

Licenza di scrivere

Lo sapete cosa vuol dire.Perdere lei.Calliopè.Ma nuovo sangue scorre nelle vene.Nuovi campi percorreranno le pecore portatrici della volontà degli dei.Ma la mia anima piange per me per te e per la città contemporanemente,per cui sappi che ho pianto molto e molte vie ho percorso con le riflessioni della mente.Ne prendo una,salgo le scale,sento che il mio scritto sta diventando un polpettone ma mi faccio coraggio ed entro.Apro la porta e ci sono.Sono nei cessi.Ma nello stesso tempo sul divano,joypad in mano.O irreprensibile dalle orecchie portatrici di fuoco quanto tempo era passato.Facility.Ho ritrovato la mia musa grazie a facility,e a temple,e a bunker,a trevelyan.Calliopè mi appare seduta sul cesso,nuda.Sta facendo cadere la merda nel buco ma è bellissima.Mi bacia mi tocca la bacio la tocco.Ma non eccitato.La tocco con mani da scienziato,come uno di quelli che non risparmiavamo irreprensibile.Per sapere se è proprio lei.La merda scorre sulle mie pagine vuote.Le parole salgono su tutte insieme,dal water.E allora ricordo:ricordo i mangiatori di patate di van gogh prima degli altri,ricordo la strega,la diva del sabato sera,ricordo la liguria terra leggiadra,ricordo pontinvrea e le gare di zelda con una bambina molto più piccola di me,ricordo la nebbia,la pioggia,e ricordo la luce,la luce del monitor.Dove stava andando la mia vita?A spasso da sola,ho lasciato anche il sombrero a casa,ma niente paura,eccomi qua.iPiroga again....with facility.
Lo senti questo canto,Calliopè?

Camoirano ti amo

Sei un magnete, guardati: hai la proprietà di attrarre la limatura di ferro.
Hai un polo e di limatura ne hai abbastanza. E allora ti metti a cercare il tuo magnete corrispondente.
Ma i magneti corrispondenti si respingono, e allora inizi a cercare un magnete opposto, e più opposto è, e più ti attrae. Com'è strano l'amore secondo la fisica meccanica.
E io che sono un uomo, e che di segatura ne ho abbastanza?

venerdì, febbraio 02, 2007

Giù nel cybersfarzo

Eravamo i caballero della rete.i re cowboy del cyberspazio.poi ci fu l'incidente di Case, e tutti lasciammo perdere, inseguiti dalle multinazionali e dai loro chip, chip impiantati nei nostri fegati, fegati fegati spappolati, chip che volevano impedirci di tornare là: giù nel cybersfarzo...per non parlare dei chop.
Ma dopo anni di fughe e di falsi ricatti volevo farla finita da eroe, farla finita tornando ancora una volta nella sierra di dati, tra le chat cangianti, dove potevamo rotolare in salita sentendoci magici ancora una volta.
Scelsi Habbo, la prima delle nostre scorribande fandango.
E chiamai lui: l'Irreprensibile.Il compagno di mille frodi di furni andate a male.Però non venne: preferiva House all'avventura.
Tornare laggiù subito fu un pò come entrare nella scatola della cacca di Piero Manzoni
poi mi ci abituai, ripresi confidenza con le forme, creandomi una nuova identità...cercando di riedificare il mio antico simulacro...senza tuttavia riuscirci...
faticai a riprendere confidenza col sistema...tutto era molto cambiato in nostra assenza...
Tuttavia qualcosa non cambiava: la bobba.
La bobba era il grande paradosso del politically correct: la morte della comunicazione.
Con la bobba poi non si riesce a cantare Vasco.
E fu allora che mi chiesi se la parola "bobba" si poteva dire o se anche essa veniva censurata e sostituita con il meno volgare "bobba". E capii che questo genere di discorsi, insieme all'antico dibattito "è nato prima il furno o il filosofo di nome Hegel?", andavano fatti lontano, molto molto lontano...o non fatti affatto...o fatti a fette?

Cybersfarzo trema: sono tornati i tre caballeros!

giovedì, febbraio 01, 2007

Requiem

Mi prediceva un giorno l'oracolo dei Lego codeste atrocità: che Hitler sarebbe morto, che un travestito sarebbe entrato in parlamento e che mi avrebbe colto l'andropausa della scrittura; la prima cosa non tardò a manifestarsi dal momento che era già accaduta, per la seconda ci volle un po' più di tempo, ora, cosa terribile a dirsi, si è verificata la terza. Inutile guardare i giochi di luce di una rara lampada marocchina, inutile leccare le targhe delle automobili e diventare tutto naso per riempirsi i polmoni di puzza di copertone bruciato; tutto inutile; neanche strofinare le palle sulla carta vetrata ti aiuterà. E la zingara è soltanto un trucco; da pochi euro, comprato all'Oviesse.
L'arte è morta, mi dedicherò al fai da me e al bricolage, il meno possibile fiducioso in una fantomatica risurrezione.

venerdì, gennaio 26, 2007

L'UOMO CHE NON VOLEVA SCRIVERE UN POST

aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaah?
ma che colpa abbiamo noi? sicuramente no sicuramente no il mio sogno non era fare l'avvocato?
e il tuo?
mamma voleva suonassi il violino?
l'insegnante di violino voleva suonare con Joe Satriani?
Joe Satriani voleva suonare l'insegnante di violino?
a queste domande completamente sconnesse tra loro non possiamo certamente dare una risposta o dare un consiglio
se non per l'ultima:
non esasperate con le voste richieste (anche se sapete suonare discretamente il violino) i chitarristi del nostro tempo.
Frédéric François Chopin non era un chitarrista e non è del nostro tempo quindi lo potete esasperare. (I like Chopin)
E soprattutto il suo vero nome era Fryderyk Franciszek Chopin quindi avete sbagliato persona.
Mi appello al quinto emendamento.
Avete preso un granchio signori miei: "Ariel, ascolta, il mondo degli umani è un pasticcio...la vita sotto il mare è meglio di qualsiasi cosa abbiano lassù!"
Ma dov'è l'unità di questo parafrasare sconnesso e disarmonico?Ci sono troppe cuspidi, troppi punti angolosi e troppi flessi verticali.Poche anastrofi e pochi chiasmi per via della poca attenzione durante le ore all' asilo infantile frequentato fuori corso.
Il problema è qui: a monte!Bisogna ricominciare daccapo: cosa fatta capo ha ma tra il dire e il fare cè di mezzo il mare...eh già un tempo qui era tutta campagna...tanto spazio libero!sarebbe stato molto più facile edificare un post ex novo!esse est percepi!Ma perchè perdersi d'animo?Animo uomini!Animo pirati, filibustieri, corsari affascinati dietro mille boccaporti di madreperla nati sotto lo sbattere frustrato e frustrante di questi 26 tasti plasticosi.Rimbocchiamoci le maniche; sudiamo le sette camicie dei sette nani:

venerdi, gennaio 26, 2007

L'uomo che non sapeva scrivere un post

...e che non sapeva fare mille altre cose ma comunque ci provava, e provando e riprovando intimamente sentiva un lieve ma meritato miglioramento, perchè l'uomo che non sapeva scrivere un post parte indietro, ma con un vantaggio: non sa scrivere post ma scrive cose molto lunghe, cose molto articolate, cose che alla fine risultano essere...post.
Magia dell'antiestetico?

lunedì, gennaio 22, 2007

4 8 15 16 23 42

inerme
gracile come un bambino gracilino di una gracile novella del gracile Charles Dickens
vero Napoleon?
hai conquistato le Alpi e le piramidi il Manzanarre e il Reno e adesso ti aspetti anche ch'io voti per Pedro
e ti aspetti bene
non è questa la scapigliatura lombarda
non sono questi gli spazzolini che spazzolano anche la lingua
non è la pubblicità di una tinta il "memento mori"
è solo che a me profetizzò cosi' un anziana Sabina agitando l'urna ripiena di ceneri e di lamincard di rayquaza e di Dave, l'amico immaginario di Hurley, un giorno di pioggia ma senza Andrea e senza Giuliano e senza incontrare Licia per caso: " a te non ferirà un seccatore la cui lingua è pari alla spada, ma ferirà un mal di testa fuori dal comune il giorno in cui, calcando sul capo una bionda parrucca ed indossando una tutina arancione senza motivo urlerai a squarciagola: RASENGAAAAN!!!"

domenica, gennaio 21, 2007

Salve o popolo di eroi

Rodrizio, prendi le dita in mano e scrivi:
snl, spa, spqr!
Canta ciò che vuoi, ma fallo presto. Non vedi che già ti si invecchia il membro!
Orsù gridi, siccome quello è immobile, ma non capisci? Devi scrivere: devi farlo per i bambini che leggono iPiroga; io lo farò per le bambine. Amico, con gioia dividiamoci i compiti, il più fiduciosi possibile nell'avvenire, dimentichiamo la congiuntivite cronica e le ossa rotte; celebriamo dunque un rito in onore della fonte sacra di Piazza Marconi, che tante volte in passato ci regalò morbida schiuma per le nostre abluzioni pomeridiane, infatti il mattino eravamo impegnati a scuola; e quindi nel Gange delle promesse, vi dico che la saga dell'Arte tornerà, un po' per non morire, un po' per vanità.

Inno alla vanità

Vanitàs lussuriona,
porca impavida comune a vecchi e poveri,
a ricchi e a impavidi
pescatori di elemosine nei profondi abissi della fonte di piazza Navona,
spargi il tuo seme gemello di egocentrismo,
tuo adulterino e incestuoso amante,
e facci essere, ma solo per noi
dei bambini speciali,
dei veri coglioni.

sabato, gennaio 20, 2007

Uomo

Secondo nell'arte del Pinball, scondo solo a me stesso.
Lo so, sono proprio un genio, il dottor House del flipper. Sono io. Ma chi è dottor House? Non venitemi a dire che esiste altro nella vita, oltre al pinball, non venitemi a dire niente, tanto non vi crederei, tanto non vi crederò, tanto non mi interessa: la volubile folla dei Quiriti, l'umile popolo sempre più umiliato e offeso, il mondo che se ne va a puttane; è estate e fuori nevica? E allora?
E allora mesci, o servo, calida cioccolata.
Commissione esterna e matematica?
Mesci, o servo, calida cioccolata.
Le donne?
Mesci. Fottitene. Svuota la mente. Non ci sono esami. Non c'è tutto un mondo intorno. Bevi la cioccolata. E gioca a pinball. Pirla.

martedì, gennaio 16, 2007

oltre la barriera del tuorlo

Entro nell'edificio, che adesso si scorge in chiaro anche su google maps, mi siedo nel mio banchetto e lo trovo per la prima volta sproporzionato, sentendomi come una meraviglia nel paese delle alici, ma non nel senso che cè puzza di pesce, nel senso che la sensazione è che ci sia qualcosa che stona.E forse a stonare è proprio quella piccola scritta, infima come un geroglifico maya, a lettere chiare chiare come mi immagino possa dipingere Paul Van Dyke la sigla dell'ape maya.E' una scritta irreprensibile, dice: et in arcadia ego.A nulla vale suonare la song of storms per lavare il monito d'inchiostro, inutile scrivere post kilometrici come al solito per sopperire a quello che l'intelletto non può colmare, la scirtta mi attira verso di sè nel vortice pachidermico, un coro di uomini baffuti e coronati da una piuma sul cappello sul cappello che noi portiamo canta "Come ride with me through the veils of history" e ancora: "Roma bella, tu, le muse asfalto lucido, monetina e voilà c'è chi torna e chi va la tua parte la fai, ma non sai che pena mi dai...it's such a fade to grey: it's the Ace of spade!" ed intanto che entro nel vortice il multiverso scorre in orizzontale; una supernova in fiamme che non conosce il senso del tempo o Edoardo Raspelli mi avvicina e dice: "lo sai perchè i dinosauri si sono estinti?" No "perchè erano ghei!" ma io non le dò peso, anche perchè la cosa non mi interessa, e la mia forza di volontà mi trascina verso la forma di un uovo in padella: il centro dell'universo. Frasi di verità in rot13 mi scorrono davanti al viso, un istante alla volta, frasi come "ha tnggb r han chypvan pur fv nooenppvnab" e "fbqqvfsner yn ibtyvn qv shatuv sevggv".
E cosi entro al centro dell'uovo: il tuorlo.
la gigantografia di me stesso prende il sopravvento sul centro dell'universo: cade la quarta parete ed accendo a spettacolo iniziato: gli animali se ne sono andati tutti, solo un serpentello, un pitone macrobiota, mi aspetta accanto allo stargate per dirmi ancora qualcosa...dice:
"felisce"
"aspetta non dirmelo...gregory house vale qualunque attesa?"
"no" e scompare
La verità è là fiordi.

lunedì, gennaio 15, 2007

Senza parole

Zeus non piove:
una tempesta infibula il cielo
e sulla iPiroga si riversa una pioggia che inaridisce e che cancella le ispirazioni: pioggia acida o acidità di stomaco potrebbe chiedere l'arguto Pezzaglia; ma non lo chiede, chissà perchè. Sarà il ritorno a scuola, sarà l'aria, sarà il caffè, sarà che non ci sono più le mezzestagioni e ormai neanche più le stagioni: saranno contenti i banali che ora avranno un nuovo argomento di conversazione; sarà la concorrenza cinese a fiaccare le nostre preziose idee, sarà il 100% arabica che poi è solo aroma e niente corpo, sarà la pirlateria che offende i perbenisti della rete, sarà che Prodi è il re Sole della reggia di Caserta, sarà una di queste cose o qualcos'altro.

Ma insomma Poppea aiutaci tu, a noi iPiroga, infondo siamo sempre stati cattivi.

venerdì, gennaio 05, 2007

a volte ritonnano

splash
un tuffo dove la plastilina è più blu
e improvvisamente l'albero azzurro non è più solo, non è più sodo, non è più sordo alle richieste di chi voleva Lavinia 9 nuda, di chi voleva sia i barbapapà che i barbapapacs, di chi per colazione mangiava Tonnio Cartonnio o libri di cortigiani che spiegavano l'estinzione dei dodò e la loro comparsa sul mercato.Aggiungete zucchero, cannella, giovincelli che giocano a re boia, e boia che ghigliottinano boia in un'onirica versailles del west (senza re e senza lusso), saltando su un fosso mentre pensate ai tachioni e agli Uroni, al dire e al fare, alla lettera, al bacio e al testamento della lanterna verde e non otterrete niente di ciò di cui andrò a parlarvi, ma sarete creativi di per voi stessi, perchè se è vero che a volte ritonnano, allora beccatevi questa:

mercoledì, gennaio 03, 2007

Giù la testa

Una melodia di tamburi giapponesi riempe l'aria e scassa il cazzo, i vicoli si popolano di gatti pechinesi armati, la lotta senza quartiere contro i porci topi è appena cominciata. I pacifici abitanti del borgo chiudono le persiane e il vecchio Sbob, il barman del saloon di fronte, toglie gli specchi dalle pareti. Intanto Jenny, la ballerina cantante seduta al pianoforte intona una cauta ninnananna volta a non arrapare troppo i rozzi avventori del locale: il vecchio parroco gliel' aveva detto di stare attenta, le aveva raccontato la fine della sua predecessora, il peccato, la carne, il sangue e le budella; beviamoci sopra, poi le aveva detto, e sorseggiando liquido dorato intanto le aveva posato laidamente una mano sulla gamba, e continuò a berci sempre più sopra, fino all'indomani mattina, la mattina di oggi, giorno maledetto. Lo sceriffo dalle pistole di plastica non avrebbe visto: la marmellata della nonna sarebbe stata rubata ancora una volta.