lunedì, ottobre 29, 2012

Fuoco di paglia

"Gettate nella spazzatura tutti i film sul giornalismo che avete visto nella vostra vita."
Se mai partorissi la brillante idea di pubblicare la mia autobiografia, inizierei proprio con queste parole. Poi, lungo tutto l'arco della stesura dovrei combattere con la sensazione che un "Saggio sull'uso della punteggiatura in occasione del virgolettato" possa risultare più interessante, ma questa è un'altra storia.
Tanto per cominciare, nessuna passione comune anima i cuori nascosti dietro le scrivanie di mogano; al massimo, il desiderio di presenziare gratis ai principali eventi culturali.
E quello di cultura è un concetto ad ampissimo spettro.

Il Professor Nocera ed i suoi folti baffoni grigi mi stanno aspettando sull'uscio di casa. Dopo una lunga riflessione in ascensore, tra la stretta di mano e l'abbraccio propendo per il secondo.
Il viaggio in auto scorre velocemente, tra una sigaretta sospirata e goduta - sua - e una sequenza imprecisata di citazioni, domande e ricordi - mia.
La tipica conversazione che intercorre tra due persone che non si frequentano da molto tempo.

In casa del professore il tempo sembra essersi fermato; la suola delle mie Clarks stride sulla moquette verdone anni '70.
Non siamo soli nel salone, ma prima di potermi lanciare in un'appassionata analisi dei miei ormai prossimi interlocutori, il professore si traveste da Virgilio; nel mezzo del fiume di parole che ne deriva, faccio fatica a scorgere qualche informazione che funga da scoglio a cui aggrapparmi.
Alla mia destra c'è un rampante conduttore radiofonico senza peli sulla lingua; dall'altra parte, rispettivamente, un grafico-pubblicitario dai lunghi capelli biondi cadenti sulle spalle, rinchiuso in un sexy-abito grigio da conferenza, e un giovane informatico con occhiali spessi e laurea freschissima, investito del pesante ruolo di caporedattore della nuova testata giornalistica pronta a scalare le classifiche dei quotidiani più invenduti della storia recente.

"Tutto giusto Rosario, tranne il fatto che si tratta di un settimanale e non di un quotidiano. E non è finita qui" - il professore interrompe il mio ragionamento che, evidentemente, ha oltrepassato la sfera dell'io più intimo e celato.

Mentre il professore mi presenta al gruppo, sento piombarmi addosso un'ondata di commiserazione bionda proveniente dal tailleur grigio alla mia sinistra.
Lo Steve Jobs di provincia mi stringe la mano e si qualifica: "G-I-O-R-N-A-L-I-S-T-A". Gli piacciono le cose elettroniche ma la vita vera è un'altra cosa, giusto per chiarire il piccolo equivoco.
"Il progetto "Fuoco di Paglia" ha rappresentato un'innovazione per il mondo dell'informazione a livello locale. Una sorta di rivoluzione culturale, nel suo piccolo. Una frequenza radio, un dominio internet e un presidio stabile nell'ambito della carta stampata: un modo intraprendente di fare sentire la propria voce, a tutti i livelli e con un unico logo d'informazione indipendente. Ho il sentore che questa intraprendenza sia stata la causa per cui la barca è naufragata ancora prima di salpare. Non ho dubbi, invece, che sia stato il profumo del coraggio a convincermi a rilevare Fuoco di Paglia dai precedenti proprietari."

Più il Professor Antonio Nocera parlava e più sentivo che quel fiume di parole stava riaccendendo dentro di me una scintilla sepolta da troppo tempo.
Il punto a fine frase va messo dentro o fuori dalle virgolette?

1 commento:

a nessuno interessano le opinioni di Mina ha detto...

gettare nella spazzatura Erin Brockovich?