lunedì, aprile 30, 2012

Santa Maradona

Il ritorno al computer portatile è doloroso, ma obbligato. E soprattutto produttivo.
Ultimamente riesco a scrivere qualcosa di dignitoso soltanto di sera.

Sammy è chiuso nella sua camera di albergo numero 38; poche ore fa ha meditato il suicidio e ora è in attesa del suo migliore amico. Ha fame e ha voglia di stare sveglio tutta la notte.

Leyla è dietro al bancone del Drive In, vestita retrò, a fiori, come al solito; i capelli raccolti in una pinza tartarugata, imbronciata come al solito.
Anche questa notte, di clienti se ne sono visti pochi.
A quel punto era certa che lui non si facesse vivo; e invece, poco prima che il suo turno terminasse, eccolo arrivare e sedersi al tavolo; la schiena stanca appoggiata al sedile di cuoio sfilacciato.
Sta aspettando qualcuno.

Sammy fatica a prendere sonno se il sole non è alto nel cielo.
Digita nuovamente il numero di cellulare: "Ho cambiato idea, ho voglia di un panino, ti aspetto lì".
Sammy era chiuso nella sua camera di albergo numero 38.

Nixon parcheggia la sua Ford in modo maldestro, proprio sotto l'insegna con la luce bruciata: dietro di lui, il Gran Canyon troneggia tra le ombre della notte, silenziose al suo cospetto.

È una serata estiva caldissima, la radio gracchia una vecchia partita dei mondiali del 1986: notte revival al fast food.
Sammy addenta il suo cheeseburger e non smette di raccontare neanche un attimo gli eventi di qualche ora prima.
Nixon beve solamente una soda, non mangia niente: è troppo occupato ad ascoltare. Ora la partita, ora l'amico.

Leyla va e viene, come una zanzara curiosa: ogni tanto si sporge spregiudicata ad origliare, poi teme di essere scoperta e torna a nascondersi dietro al bancone, fingendo qualche faccenda.
Stanno parlando di un bambino?
Leyla ha l'aria sconsolata di chi sta ad osservare tutta la vita i treni che passano, senza mai salire, e sospira profonda: nessun cliente segue mai i suoi consigli culinari.
Eppure le alitas de pollo sono imbattibili.

"...e, capisci, eravamo così vicini, lei stava per dirgli la verità ed io ero proprio davanti a lui che mi chiedevo che faccia avrebbe fatto, se mi avrebbe abbracciato o se sarebbe scappato via. E invece, ad un tratto, lei mi dice che è troppo difficile, che dobbiamo continuare così, che per lui sarebbe stato meglio. Porca miseria Nix, lui ha i miei fottutissimi occhi verdi ... ma io che parlo a fare con uno che sembra non ascoltarmi e che si chiama come il peggior presidente della storia degli Stati Uniti?"
"La partita è avvincente."
"Ma se sai già come è finita, alla fine vince l'Argentina."
"E chi lo dice? Magari stavolta le cose vanno diversamente."

Anni fa ero convinto di saper scrivere soltanto con il cuore a pezzi. Le cose migliori mai prodotte - almeno secondo il mio personalissimo gusto - erano seguite sempre a grandi delusioni, soprattutto amorose. A partire dal mio cortometraggio (sì, anche regista: 8 minuti e 30 sull'importanza dei sogni), partorito la notte in cui Cecilia mi aveva buttato fuori di casa.
Per poi riaccogliermi la mattina dopo.


Leyla sospira, ma non è per la storia delle alitas.
È innamorata di Sammy.
Inghilterra-Argentina, Messico '86

La radio ad un tratto emette un frastuono assordante.
Nixon cerca di simulare una faccia incredula e sbigottita: Maradona ha appena segnato di mano.
Certe cose non vanno mai diversamente.

(...)

1 commento:

la direzione ha detto...

felicitazioni per il meritato scudetto presumibilmente rubato